Sul fare della Sera

 

SUL FARE DELLA SERA

Guardo la notte arrivare e mi arriva in faccia il fresco di un aria montana   È il momento di pensare… che tutto il giorno uno pensa, ma cosa abbia da dire lo si può solo capire sul fare della sera, prima non si riesce a mettere insieme nulla

Arrivano idee nuove, strampalate nel suo insieme da principio, poi nel loro astratto, prendono gradatamente forma e nello spazio di pochi minuti, vengono alla mente cose sempre nuove che il sentirti partecipe nel mentre è di rigore perché sei lo spazio temporale di te stesso

Si insinua nel pensiero una saggezza costruita nel tempo, un cerchio che si crea intorno al proprio esistere    Discorsi che poi sai, rimarranno solo tuoi… e perché sono perlopiù sogni ad occhi aperti che paiono miraggi o lo stesso difficili pensieri da applicare alla reale quotidianità

Ciò nonostante sono cassetti chiusi della memoria che una volta aperti fanno correre la fantasia    Fantasticare è bello perché sinonimo di sognare… anche ad occhi aperti che è ancor meglio

Significa che sei ancora bambino e i bambini non sanno mentire,… fanno ciò che credono sia giusto fare senza esssere influenzati da elementi esterni che confondono la mente… credendo di avere fatto la cosa giusta, senza ipocrisia e senza falsità

Allora perché non sognare, perché non regalarsi dei momenti nostri, intimità personale gratuita che viene scagliata come fosse un boomerang e ti ritorna indietro carica di vitalità, che non solo serve a te stesso, ma sarà un prezioso riflesso di bene gratuito che ognuno che sogna può regalare ad altri che non sognano perché incapaci di farlo

Non è facile isolarsi dalla quotidianità, non è per niente facile entrare nel tuo cerchio    È più facile a dirsi che il farsi… ma anche se non sempre, ci si deve sforzare quel poco per raggiungere te stessa o te stesso nel l’intimo perche giova stare soli di tanto in tanto    Non fosse che per confermare che esisti

Allora comincio ad abbracciare il Cielo con lo sguardo e a rimirarne le molteplici sfumature di bellezza assoluta   Poi guardo le case quasi rupestri e mi immergo nel loro passato   Ne riconosco la bellezza, la fierezza  di quei tempi… anche la durezza serviva,… per forgiare veri uomini e vere Donne    Gente che si spaccava la schiena in segherie e boschi e tra campi irti con fieno da fare paga solo del cibo per se e prima ancora per la famiglia…

I lampioni moderni tingono le case che vedo     Come fossero pennellate di un tiepido color arancio che sfuma nel più tenue color salmone   Quella luce irrora e colora il paesaggio di case come si trattasse di un presepe d’estate…

Un presepe in una sera d’estate e il Dio. che vi Nasce con il sole che ammanta tutto,  rubando il mestiere alla neve di Natale…           E poi la mente va, va oltre,… va dove noi non si possa comandare il non farlo,  e vede… e sente, la mente vede e sente come noi… perché è noi

Un Gatto attraversa di corsa la piccola piazza, che meglio non vi si poteva chiamare se non Piazza Trento   Il Gatto è scuro, e siccome è  la mente che comanda è sicuramente nero    Del lì a poco da nero diventa una fiera Pantera che porta un collare di fiori

Un collare come fece Martina, fiori intrecciati alla meglio di forma circolare che poi cinse intorno al collo della sua Irma, una splendida pastora a quattrozampe

Irma cura le sue mucche con tanto di quell’ardore che è meglio lei non pensi si voglia far del male alla sua mandria    Rispettosa Cane pastora si ammansisce con la padroncina Martina e gioca con lei, ma diventa una furia se si tocca il suo bestiame in affido

Che delizia il formaggio che viene dalle tette delle mucche    Formaggio di monte, delizia del palato…

Che di rimando mi viene alla mente il Giorgio che ieri compiva gli anni e invece che io a Lui, mi regalò una bottiglia di vino pregiato raccomandandomi di berla in compagnia della mia adorata consorte

Il Giorgio mi dice anche di accompagnare i sorsi di questo vino,  alternando il sapore morbido del gorgonzola spalmato su un crostone di pane, variandolo con un buon formaggio stagionato di monte per contrastare i due gusti… sembra banale ma è  un bel pensiero, sennò non sarebbe nel sogno

E ancora il suono sordo che viene da valle che ti incanta come si sentisse il pifferaio col turbante in testa che fa ergere la testa occhialuta di un cobra,… così,  senza rendertene conto…

La Luna, le Stelle,  i brividi sulla pelle quando l’aria ti punzecchia perché stai troppo fermo sfidandola…   Il silenzioso rumore della notte… Il silenzio della mente che ascolta ciò che vuole sentire e vede ciò che vuole vedere e naviga libera, senza confini, senza il mio stupido e inutile comando che ne mortifica le qualità rinchiudendo in un recinto troppo piccolo i miei sogni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...