Trema anche il cuore dei cani C.56 P.724 18 Agosto 2017

TREMA ANCHE IL CUORE DEI CANI.

Si sente di lontano il frastuono soffocato di un aereo che chissà a quale altezza sia, e avvicinandosi sempre più, sembra  il ronzio amplificato di uno grosso calabrone che ubriaco rimbalza tra la cima di un monte e un altro, tanto che pare la terra tremi

Da un altro luogo del celo giunge il vociare di persone festanti che arriva dal l’oratorio del paese sui monti dove mi trovo, e quando si fa festa la voce si fa grossa, così come le urla dei bimbi felici si fanno stridule e fastidiose alle orecchie di chi non gli è genitore.

All’orizzonte incalza non prepotente il buio che lascia ancora intravedere nubi che si adagiano una sull’altra con tonalità di colore sempre più intense nella loro scurire, sembrano balze di una sottana francese a corte del Re.

I suoni e i rumori si mescolano assieme e consolidano la visione di un borgo antico con la sua storia che si storpia sempre di più con gli anni che passano

Quel borgo era di contadini, ora è di persone impegnate a sopravvivere in questo caotico e complicato mondo che chiede sempre un prezzo sempre  più alto per viverci… e certi valori al fin fine, scemano anche tra la beatitudini dei monti… è solo una questione di tempo

Sono dentro al contesto di una pace interiore e sembra dire che è sera e l’animo si riposa così come il corpo, e la mente di rinfranca così come lo spirito

All’improvviso una serie di lampi accendono le facciate delle case e mettono a nudo le loro pietre che cento volte in un minuto si irrorano di un violaceo bagliore che incute rispetto

Sembra che Zeus invece che scagliare fulmini, sia lì a giocare con l’interruttore della luce, e da sotto la sua barba bianca se la rida del timore che incute agli uomini, perché dopo i lampi giungono i tuoni, quelli non sono un rumore lontano di calabroni, e non sembra tremi la terra, trema tutto per davvero, trema anche il cuore dei cani

Il ticchettio martellante di goccioloni di pioggia pesante, batte sul l’ ardesia consumata dei tetti ad annunciare una tempesta di grandine che subito dopo si presenta accompagnata da violente folate di vento che la sparge a vanvera come il contadino semina il campo arato con semi di grano

I lampioni che emanano luce color salmone si spengono lenti dopo un lampo potente accompagnato per mano dal brontolare del tuono, così come tutte le luci dei focolari di casa si smorzano quieti

A tentoni, annaspando mani protese in avanti, si cerca nel buio qualche cero votivo dimenticato chissà dove, perché si possa essere confortati da una fioca luce che ci permetta di guardarci in viso… intanto piove a dirotto e noi si ha quel leggero, insidioso timore di leggera impotenza

Dopo avere inciampato nel tappeto urtato un paio di scarpe e altro ancora, tastando si trova un cero, lo si accende ma il fragore del temporale sovrasta ogni sicurezza nonostante la fioca luce si sparga anch’essa timorosa per casa    È uno di quei momenti in cui l’Uomo si stringe e si fa piccolo piccolo, tanto piccolo d’essere una goccia d’acqua che riempie un lago di montagna, mentre maestà natura riversa sul mondo il più grande dei mari

Son contento di dimenticare spesso ciò che in realtà non mi interessa riporre nel cassetto della memoria, fra del tempo ci saranno altri temporali da vedere e sentire in silente timorosa devozione, e sarà sempre la prima volta, sarà sempre un altra  alba e nuovo tramonto con nel mezzo arcobaleni di mille colori

Ci sono sempre cose nuove da conoscere, e ‘ loro’, i pensieri vecchi, sono solo ricordi che intralciano la realtà, quindi bisogna si dia spazio a nuovi pensieri, a nuove idee e nuove emozioni.  Il ricordo sbiadito basta dal distrarti e voler desiderare una nuova avventura, e quindi non privare di nuove emozioni che possano riempire la vita “piatta” perciò vanesia, come un autostrada che collega e ricollega gli affanni

I ricordi son belli purché non ostacolino il presente. È malinconicamente dolce ricordare… ma l’odierno riserva emozioni da vivere quotidianamente, intensamente, come fosse sempre un dono, anche quando un regalo pare non sia, perché dietro le nubi nere il sole brilla e scalderà mondo e i cuori dei cani non tremerà più.

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