“59” C.55 P.455 20 Settembre 2017

È come fosse una categoria di sensazioni ed emozioni che cambiano con il passare dei tempi. Ogni quando compi gli anni ti interroghi sul come ti senti.  È un passare del tempo, che se lo accetti ti giunge propizio, se lo rinneghi ti sei tagliato le vene con una lama a doppio taglio.  Io ora che ho trascorso i “58” aspetto ad ore l’avvicinamento di sessanta…

Mi sento come sepolto da una valanga di neve. Vedo la mia vita vissuta come fosse un dilagare di un valanga nevosa di neve che mi seppellisce colpevolizzandomi per alcune mie imprudenze passate.   Per questo, non mi sento vittima di un brutto pensiero, io ricerco la Luce e ciò è positivo.    Annaspo in ogni dove tra il mio sepolcro di neve alla ricerca della luce prima che dell’aria. Il dubbio più crudele è quello che mi assale quando penso potrei annaspare invano, magari perché capovolto in posizione contraria all’uscita, alla vita, alla luce.  Non mi resta che fare la pipì, quella mi indicherà la via d’uscita, una soluzione desiderandola si trova sempre.

Dopo la ristoratrice “pipì” riparto con le miei pensieri speranzosi e riemergo dalla valanga di neve. Quindi il “58” è positivo, rimarrà mitico e unico come ogni altro prezioso anno della nostra vita.  Mi dico nel bel mezzo di questo abbandono al mitico “58”, di non essere così poi sfortunato nella vita, facendo semplicemente pipì, ho ritrovato la via da percorrere.

Certo, il sentiero è sicuro ma non è l’arrivo, è solo la giusta via da percorrere nei miei “59” anni, conscio di chi sono non troppo da ciò che “vorrei” essere, mi sto convincendo con il passare degli anni che la vita va vissuta giorno per giorno e non c’è posto per i rimpianti.  I rimpianti sono banditi come le tenebre più oscure. Da ora in poi sempre W il “58” e W il “59” che ad ore arriva ma si deve sempre  ricordare di appartenere al mitico “58”, e come lui tutti quelli che avrò grazia di avere ancora. Ciao “58”, ti ho amato molto, hai rappresentato tanto per me… sei stato un buon compagno, mi hai messo davanti allo specchio della verità e mi hai confessato costringendomi ad ammettere gli errori e a rendermi conto di quanti ne ho fatti nel corso dei miei cinquantotto anni. Ho fermato la conta a metà, non ho digerito dal l’animo il resto, non avevo grappa sufficiente.

“58” ti arrivano in faccia come un montante sferrato con rabbia. Ci sono parecchie cose che sono cambiate nel corpo e non meno nella proprio cuore.  Bisogna si accettino unendoli con l’innocenza di un bimbo, sono cambiamenti che se ben voluti irradiano nuova vita, non accettati si ritorcono drammaticamente contro… ma l’ho già detto con altre parole…   Buon Compleanno Annibale.

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