Mi ‘piacerebbe’ C.47 P.754 31 Ottobre 2017

 

MI ‘PIACEREBBE’

Mi ‘piacerebbe’ riprovare a volare sopra un aquilone gigante trainato da una jeep tra le colline toscane, o come quella volta che a trainarmi fu un motoscafo tra le flebili onde del lago d’Iseo. Mangiai la terra in Toscana perché non riuscii a decollare e bevvi tanta acqua per quanto ne possa bastare a dissetare un uomo per una settimana al lago d’Iseo, senza riuscire ancora a decollare. Ho volato solo in aereo e qualche volta a braccia nude in sogno.

Mi ‘piacerebbe’ passare una notte appeso ad un picco a 3000 metri di quota, rannicchiato in una tenda che mi fa da guscio, sospesa nel vuoto. Sono affascinato dal pensiero che mi dovrei fidare di una tenda, un pezzo di stoffa che conserva la mia incolumità… di certo per quella notte non dormirei ma mi ‘piacerebbe’.

Mi ‘piacerebbe’ ritornare per la terza volta nel castello del conte Dracula a Bhrascov in Romania, proprio in confine Moldavo. Mi ‘piacerebbe’ ritornarci per sfatare ogni parola proferita dalle guide locali e dalle comari Rumene, non una corrispondente al vero. Semplicemente enfatizzano una loro interpretazione riguardo l’appartenenza del castello che si stava visitando, mettendo sempre in evidenza il fatto che sia stato governato e vissuto dallo stesso conte Vladimir che di ritorno da una guerra contro i Turchi, gli fu detto che l’amata  moglie si gettò da una torre disperata perché pensava che fosse stato ucciso in battaglia e da allora il conte divenne un violento con tutti e si diceva bevesse il sangue dei sui nemici.

Il conte Dracula che nella realtà si chiamava Vlad III di Valachia, detto Vladimir, possedeva si quel castello a Bhrascov, che ripensandoci sembrava un grosso cascinale adibito alla difesa, ma era uno dei tanti e non fu mai vissuto dal conte, se non per visitare di tanto in tanto le sue rinomate scuderie per la scelta di un nuovo destriero, e delle sue vittime non beveva il sangue, le faceva impalare anche per futili motivi.

Mi ‘piacerebbe’ essere a bordo di una nave rompighiaccio diretta ai fiordi più a nord del pianeta… assistere ad una transumanza di balene e cercare di ritornare a casa sano e salvo perché soffro d’asma e il freddo è il mio maggior nemico.

Mi ‘piacerebbe’ cavalcare ancora dopo una serata passata in quel maneggio sul fiume a mangiare…. e molto bere, troppo bere. Solo dopo aver bevuto a dismisura, mi affidavo con totale fiducia al mio cavallo.  Aggrappandomi alla sua criniera confidavo in lui che attento nel buio della notte camminava sicuro sullo stretto sentiero sabbioso accanto alle rive del fiume Serio e evitava  con cura i rami più bassi, ed io bastava mi tenessi con la guancia appoggiata al suo collo con gli occhi semichiusi per cercare di non vomitare l’eccesso. La completa fiducia nel mio cavallo la riponevo al ritorno nel nostro maneggio, dormire nel suo pagliericcio di sotto le sue zampe era totale fiducia o una sbornia colossale che tutt’e due in quella circostanza sono la stessa cosa…

Mi ‘piacerebbe’ cavalcare di nuovo una settimana intera con altri 64 cavalieri sui monti del Trentino con quel focoso cavallo Maremmano.  Guido il veterano capo guida che montava uno splendido Avellinese,  magnanimo e comprensivo, acconsentì a che fosse sempre il primo della fila il mio Lampone detto Lampo, era talmente impetuoso che scalcitrava in continuazione e si rompeva la bocca nel morso pur di stare davanti a tutti, amava la competizione e quando si trovava in prima posizione non aveva ragione di inseguire nessuno, e si ammansiva.

Mi ‘piacerebbe’ trascorrere un periodo di pace interiore in un monastero Buddista e se li per me non c’è posto mi ‘piacerebbe’ trascorrere un periodo di pace interiore da S. Francesco o da S. Gennaro.      Mi ‘piacerebbe’ vivere in Siberia al sicuro dietro le travi di una solida capanna sommersa dalla neve, così come mi piacerebbe vivere in un monte alto più di 2000 metri nei pressi della mia terra munito di cibarie e acqua fresca di sorgiva con carta e penna per scrivere tutto quello che vivendo proverei nel mio cuore.

Mi ‘piacerebbe’ ripetere i mille viaggi già fatti e mi ‘piacerebbe’ farne altri mille che non ho fatto.  Mi “piacerebbe” innamorami ancora della stessa e unica persona che amo e mi ‘piacerebbe’ che tutte le persone del mondo si potessero innamorare e tra loro mai odiare.  Mi ‘piacerebbe’ riaffrontare le “paure” senza mai avere paura.  Mi ‘piace’ non avere  paura di niente, semmai solo ‘timore’ ma non della vita e tanto meno degli uomini… mi piacerebbe.

 

2 pensieri su “Mi ‘piacerebbe’ C.47 P.754 31 Ottobre 2017

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