La notte

Mi sveglio nel cuore della notte e non contento voglio continuare ad osservare il mondo ad occhi chiusi

Affacciandomi alla staccionata che da sulla strada della mia fantasia, immaginando viaggio leggero e penso a cosa faranno in questo momento altre persone, altri occhi aperti…

Nel buio della notte, illuminati da zampilli di luce che la luna giocando riflette tra le onde, vedo molti occhi spalancati e lo stesso numero di mani dalla pelle scura che alla cieca si aggrappano ad  un appiglio qualsiasi che li assicuri a quella fatiscente imbarcazione che trasporta nel nulla i loro destini… Sono occhi spaventati sferzati dal vento salmastro e dalla paura di quando sarà l’alba del giorno dopo quando sulla riva di quell’isola afferreranno altre mani dalla pelle più chiara… credendole amiche

Nel fosco della camera da letto vedo al di là della staccionata una strada, e tra le nebbie di stagione scorgo un bidone con dentro un fuoco acceso,  intorno passi di persone che si muovono sopra tacchi vertiginosi e con grasse risate invogliano a comprare un po’ d’amore Persone perlopiù costrette che fanno il mestiere più antico del mondo a quest’ora della notte ma vedo anche altri uomini che sfornano pane, e donne che riscuotono pedaggi ai caselli d’uscita autostradali

Quando la mente è fresca di risveglio faccio fatica ad ammansirla al mio volere, vorrebbe che da coricato mi alzassi ma non è ora e mi rifiuto di darle retta ostinandomi a guardare ancora quella strada oltre la staccionata e vedo bimbi che dormono beati mentre qualcuno dei suoi genitori è al fronte a combattere una guerra persa di partenza, perché le guerre sono tutte perse come gli scopi che l’hanno iniziata per l’interesse di pochi a svantaggio di tutti

Qualcuno a notte fonda percorre la strada che sognando a occhi aperti osservo, gente che lavora lontano da casa e vuole iniziare presto la giornata perché il mattino ha l’oro in bocca… come quella notte che di ritorno  dalla Romania in territorio austriaco nevicava tanto forte e in un certo momento ci siamo ritrovati capovolti nell’abitacolo della macchina… finestrini e portiere che non si aprivano perché eravamo sommersi dalla neve accumulata in un canale di scolo per fortuna in secca    Charly aveva rassicurato il proprietario dell’auto e me che avrebbe guidato con prudenza e noi si poteva dormire… non fosse che allo strampalato e brusco risveglio eravamo spaesati e increduli

Non si capiva altro che eravamo gambe all’aria e non ci chiedemmo nemmeno il perché fosse successo il tutto, probabilmente un colpo di sonno su di una brutta strada ghiacciata, e un puzzo di maryuana nell’abitacolo che non lasciava dubbi a interpretazioni alcune che si potessero scambiare per degne giustificazioni… ma Nello,  legittimo proprietario di una fiammante monovolume Ford, invece che inveire come da aspettativa, si preoccupò immediatamente delle nostre condizioni di salute… quel gesto gli fece onore quanto non ebbi mai più modo di riscontrarne nel l’amico… un bel gesto, un gesto di cuore

Di Charly non posso che mandargli in cielo un grosso abbraccio e un grosso grazie   Ribaltare una grossa monovolume alla presunta velocità di 120 km. orari e uscirne felicemente incolumi sa di ‘ miracoloso ‘, e non resta che rimpiangere quel Charly che c’ha regalato un emozione indimenticabile,  un ricordo che ogni volta arriva al cuore e ti dice che avevamo 20anni in meno su quella strada oltre la staccionata, e Tu c’eri ancora, eri lì con noi su quella strada ghiacciata, costeggiata da alberi senza colore e tantissima neve che filtrata dal fascio di luce dei nostri fari

Scendeva a fiotti candida ma non soffice, bensì densa come chi vuole restare in un posto e non andarsene più… anche la neve sperava di rimanere qui per sempre

Nonostante l’accaduto incidente, non ricordo di aver mai riprovato prima e dopo sino ad ora,  la meravigliosa sensazione di ritrovarci io, Nello e Charly in un autogrill poco distante a mangiare un panino e festeggiare il passato spavento con una buona fresca e abbondante birra  Eravamo felici di essere vivi, e niente altro… e ora sto volando oltre quello steccato che guarda sulla strada dove più in là vedo dietro la finestra di un ospedale, una mamma che da alla luce due occhi chiusi raggrinziti per lo sforzo di un vagito che chiama il diritto alla vita   Immaginare, sognare, realizzare al di qua e al di là dello steccato che da sulla strada di casa… mi auguro di non smettere mai

 

 

 

 

 

 

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