Il merlo, la luna e il sole.

                      

I “merlotti” che altro non sono che uccelli neri ben pasciuti, razzolano nel prato in attesa sbuchi dall’ erba tremula un qualche lombrico che abbia scambiato la luce ingannevole di un sole freddo come fosse l’inizio di una primavera. Sono guardati a vista da due piccioni dal collare bianco che se ne tanno appollaiati su di un ramo di un albero poco distante

Guardando sulle cime dei monti che stanno davanti allo sguardo, la loro cresta da lontano pare sia una pettinatura stramba alla “mojcano” d’oggi.
Si ergono pali deformi di alberi che alzano le loro braccia rinsecchite al celo in segno di clemenza all’inverno che prepotente avanza mandando in avanti il vento gelido come monito a stare tutti tranquilli dietro le mura di dove si lavora o per chi ha già dato dietro le mura della propria casa al calduccio del suo tepore.

Sotto braccia scheletriche è possibile immaginare un manto di foglie secche che da tappeto riveste il sottobosco e cancella i sentieri percorsi in pace nel tempo in cui le foglie son verdi e rivestono di vita il bosco. La neve è sparsa in mucchi disordinati toccata dal sole che non scalda faccie ma scioglie dispettoso la coltre nevosa che è riuscita a passare le trincee di dita lunghe e nodose dei rami che per difendersi vestivano di foglie che con il tempo hanno cambiato colore nell’ indossare l’autunno.

Il destino della natura è  che non destina nulla se non il perpetuare la vita così come gli stato dato di fare ad ogni stagione con l’aiuto del sole e della luna.  Ogni qualvolta la luna appare magnifica in cielo dopo aver sbirciato per giorni dal manto di stelle, si accende come un cerchio luminoso butterato che ha mangiato troppa cioccolata, e da ordini al tempo di cambiare il suo umore, così come si dice del suo stesso nome, perché “lunatico” vien da luna.

E lei, quel pesce palla rivestito di luce che nuota nei negli oceani celesti,  insinua i suoi raggi nelle foresta come un contadino immerge a piene mani le sue dita nel frumento appena raccolto per sentirne il fragrante profumo.  La luna che ti dice quando vendemmiare e quando tagliare i capelli. La luna che serve per fare innamorare e regala la vita. La luna che bagna di luce la terra facendoti ancora sognare…

E i “merlotti pasciuti ancora razzolano nel prato accarezzato da un pallido sole che non scalda, è scacciato da questa parte di natura che sta riposando le radici e non vuole per ora dare frutti. Il sole arriverà più in la a completare il lavoro della luna, e insieme instancabili regaleranno altre vestigia al mondo, per adesso magnanimi abbondano i campi di vermi per i merli cicciotti.

I merli, la natura con il sole e la luna, fanno  pensare a noi umani che come lombrichi ogni giorno sbuchiamo  dalle nostre tane ma,  bisogna stare attenti… i merli sono sempre in agguato. Niente paura! Basta avere le radici bene affondate nel terreno pronte a seguire i segnali del sole e della luna.

 

 

 

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