L’età non conta…

L’eta Non conta… la differenza la fa sempre e solo il cuore

Si vedon luci tenui diffuse in un bagliore discreto che rende l’idea dell’inverno con quel loro soffuso color salmone. Sono i lampioni che ornano la strada nei giorni nostri, e la illuminano come fosse un presepio di tutti i tempi. È un bel modo di osservare la vita con poesia.

È la strada che è a ridosso della casa da dove sto a guardare per poi pensare e il giusto fantasticare.
Aime’ al momento non ci sono suoni di campane che un tempo non ci furono del tutto gradite, pochi metri dividevano i nostri sonni. Ugualmente le amo, e ora le sento di rado, di frequente invece sento stridulo lo strisciare di auto che sfrecciano veloci come fossero piccoli bolidi da micro-pista.

Bei ricordi di quando montavo i pezzi della mia autopista.
Era un impegno anche solo il pensare di combinare un ‘8’ tentando di agganciare i pezzi nella sua forma.
Lucidavo i pattini ramati che spuntavano di sotto le ruote davanti del l’automobilina e li assottigliavo con la punta delle dita per bene fossero il più possibile aderenti ai due “binarietti” d’argento che meglio ricevevano la scossa necessaria per schizzare via a tutto gas quando si pigiava sul pulsante con foga sconosciuta.

E come l’ “8” del gioco, era pure il mio ottavo compleanno, il compimento della mia prima Comunione.         Quando rimiro la foto che mi ritrae dopo aver felicemente ricevuto il Sacramento, mi rivedo in calzoncini corti color aviatore, giacchetta stessa tinta e rigorosi calzettoni di cotone bianco con “risvoltino”, così che sarebbero durati per almeno due o tre anni a venire, e camicetta bianca con colletto rotondo e fiocco blu annodato tipo pacco regalo…

Da allora in poi ho solo esagerato con l’impeto dei “20”anni che cominciano appunto dagli otto e finiscono a ventuno. Dopo dei 21 spesso confusione sino ai “40”, poi ho cercato di raccogliere gioie e dolori e mi sono quel poco goduto l’arrivo dei “50”…

I miei 50anni li ho vissuti con lo spettro della consapevolezza di dover girare pagina. Era la prima volta che dovevo ammettere qualcosa che stava cambiando. Un altra ‘misteriosa’ fase di vita, forse diversa ma se presa con la giusta dose di ottimismo, non meno bella di quella vissuta…

Dopo i 50 ho continuato incurante il trascorrere del tempo ad osservare cieli, piazze, tetti,  e una strada color mandarino che “emana” un sottofondo sonoro di latrati dei cani da caccia che giungono lamentosi persino dai monti lontani ma, mai troppo.

E’ bello osservare la strada e di lato un incantevole giardino.  S’ode il perpetuo scrosciare di un ruscello che ha sempre voglia di chiacchierare. Vedo la notte che veste di un serio blu che lascia vedere solo le stelle più grandi, una fredda notte buia che illumina alberi con dita nude che cercano il cielo.  Quando queste immagini entrano dagli occhi vanno dritte al cuore lasciandomi senza età,  e questo è ciò che voglio continuare a vedere la sera.

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