Replay

Anche a occhi chiusi posso vedere tutto ciò che voglio, mi affaccio al balcone e lascio guardare il cuore.                 La pioggia scende fina trasportata da un vento bagnato che dai monti alla pianura spolvera ciò che incontra sul suo cammino. I venti obbediscono alla  nubi di pioggia fina fina e obbedendo alla luna nascosta che comanda loro

Da vicino si sente scoccar di batacchi e subito dopo spenti i loro rintocchi, da lontano s’odono altri din don dan  di campana.
Un altro campanile dello stesso paese che bizzarro suona l’ore in ritardo o in anticipo o forse bizzarro è quando a’ l’ora giusta.

La pioggia s’e’ fatta soda, il vento non la regge più e rilascia a frotte lacrime di cielo…
All’alba altre piume nere con becco giallo,  arando d’unghia avranno il loro daffare al pelo d’erba in cerca di cibo che l’umida terra misericordiosa avranno.

I venti spingono nubi cariche di pioggia obbedendo alla luna nascosta che comanda loro di bagnare il mondo, il sole trasformerà poi il suo pianto in un germoglio di vita.

Cielo che ti incupisci nello sguardo e non mostri stelle, avaro di luce e tronfio fai sentire la tua voce, continua testardo a mietere la notte finché l’alba non ti sconfigga e gli uccelli si nutrano ancora, così ch’io possa riempire gli occhi e i miei pensieri in verità di placida natura.

E…Sto a rimirar le luci  tenui diffuse in un bagliore discreto che con quel loro soffuso color salmone.                 Sono i lampioni che ornano la strada nei giorni nostri, e la illuminano come fosse un presepio di tutti i tempi, e ancora osservo la vita respirando poesia.

È la strada che è a ridosso della casa da dove sto a guardare per poi fantasticare.
Le campane che ora si sentono fioche, un tempo non furono del tutto gradite, pochi metri dividevano i nostri sogni. Ugualmente le amo, anche se ora le sento di rado, di frequente invece sento stridulo lo strisciare di auto che sfrecciano veloci… e così la vita passa.

Dopo mezzo secolo, ho girato la fatidica pagina dove il capitolo appena letto mi spiegava che un cambiamento era inesorabile quanto il cambio di un paio di mutande al giorno.

Incurante ho continuato ad osservare cieli, piazze, tetti, e una strada color mandarino che emana un sottofondo sonoro di latrati dei cani da caccia che giungono lamentosi persino dai monti lontani.

E’ bello osservare la strada e al di qua un bel giardino. Si sente il perpetuo scrosciare di un ruscello che ha sempre voglia di chiacchierare.

Vedo la notte che veste di un serio blu che lascia vedere solo le stelle più grandi, una fredda notte buia che illumina alberi con dita nude che cercano il cielo.

Quando queste immagini entrano dagli occhi vanno dritte al cuore lasciandomi senza età. È questo ciò che voglio continuare a vedere la sera quando guardo tetti, piazze e strade illuminati dalle luci e dalla notte… perché riesco a volare dove voglio. Replay.

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