IL PINO.

IL PINO.

C’è un  pino che a Natale sembra supplicare lo si addobbi tanto è bello.  A gennaio e febbraio paonazzo si fa notare perché gli altri alberi di natura diversa impallidiscono di fronte al sempreverde, loro al confronto sembrano gracili tentativi di vita tanto son miserandi. Marzo come sopra, il pino è padrone ma, dal S. Annibale d’aprile si intimorisce non poco il superbo albero. Sui rami nudi degli alberi che fino ad allora avevano fatto scena muta, sciami di germogli temerari sbocciano a vita coronati di foglie d’alloro sfidando i rigori delle ancora notti  fredde.

Di Maggio al musica cambia ed  è tutto un rigoglio verde multicolore su di tutte le piante,  un esplosione di nascite incontabili e visto l’andazzo, il pino, furbo,  ben s’adegua ad un armistizio piuttosto che alla resa, ritornerà ad esser re quando l’estate alzerà bandiera bianca.

La superbia di quel pino va oltre le sue vesti sempreverdi, in aiuto pare creda di avere la protezione dei monti e ossequioso osserva il loro improvviso cambio d’umore che spesso da gaio si fa greve e a monito chiede rispetto.

Il  pino  sta di fronte alla immensa rotonda distesa d’acqua da cui si sente protetto da anch’essa e osserva la potenza di cui dispone il mare quando s’arrabbia e scatena un esercito di elementi divenendo imprevedibile e pericoloso da interpretare.

O ai monti o al mare, il pino fa lo spavaldo anche in un giardino, quando sin da cucciolo apre le sue braccia al raso della  terra e prende le sembianze di un magnifico cono di gelato al rovescio per rubare più sguardo agli occhi di chi lo ammira.

Solo dopo molti anni alza il fusto imperioso spingendo a raggiungere con i suoi rami più che si può il cielo.           Il pino sta lì, immobile come fosse la gloriosa penna portata sul nobile cappello di un alpino in parata e orgoglioso mostra se stesso come ricevesse una medaglia all’Onore.

Si scrolla accarezzato o scosso dal vento di primavera mentre d’inverno il pino si ammanta in un pastrano di neve e sotto la coltre conserva tepore. Con la pioggia di tutte le stagioni parla frusciando di lamento o gioia,  e al sole di tutti i tempi mostra orgoglioso la sua folta chioma in una moltitudine aghiforme come fossero mille spade che difendono ogni fiore.

Lui è un pino, albero dolce quanto il mese di maggio, fiero sui monti e sulle scogliere, orgoglioso in un giardino e bello in tutte le stagioni che senza affanno rincorre. Lui è un albero pino, un dono di natura che non boccia mai perché è sempre in fiore e aspetta ogni anno di essere addobbato.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...