India. Uomini e sapori…

UOMINI e SAPORI

Il suo nome è Rham e per ironia della sorte non poteva che diventare per diletto un giardiniere. Proviene dal lontano e oggi sempre più vicino continente asiatico, esattamente a Punjab che sta a nord dell’India, proprio sul confine Pakistano. La, sin da piccolo tagliava alberi aiutando il papà che ancor oggi a più di ottant’anni fa il contadino, coltiva verdure e spezie da portare al mercato della metropoli più vicina raggranellando qualche soldo, e procura legna da ardere per la sua sposa in modo gli possa cucinare quella fragrante cialda di pane insipido che quotidianamente si accompagna ai sapori forti dell’India, il tutto condito con il sole.

Rham è in Italia da vent’anni di cui per una buona metà passati a servizio di giardinieri di buon livello, poi preso dall’entusiasmo di fare ciò che lo contraddistingue, decise di lavorare per conto proprio regolandosi alle norme del paese che lo ospita e iniziò l’avventura che ancora ad oggi lo accompagna di giardino in giardino, di parco in prato.

Sa farsi voler bene quell’uomo olivastro in tutte le stagioni, e spesso in uno dei suoi momenti di pausa con il tempo, chiacchierando ringrazia il Cristo nel mentre che parla del cielo o dei suoi amatissimi alberi e fiori.      Pare strano, dice quasi borbottando quella donna che stava dialogando con lui… è strano che un Indiano parli di Gesù.       Il giardiniere rispose che venera Vishnu e Shiva perché nelle loro storie ci vede specchiato Dio. e lo dice con enfasi di grande ammirazione non mancando certo di un pizzico di ingenua esaltazione aggiunge che Dio. non può essere che uno solo.

Ci vuole tanto sole per tutto questo, ecco che forse il non mangiare carne di mucca è quasi un esigenza più che sacra costrizione, ci vuole tanto sole sulla terra e tanto nel cuore per tutto questo. Ram quel giorno al ristoro non mangio carne di mucca.

Signore, si sposti lei, urla Rham quando ha pronta la tacca per abbattere un albero e questo anche se Mario era già a debita distanza, a gran voce lo invitò a spostarsi perché non corresse un alcunché di pericolo.                               Lo stesso di quando quella volta, il signor Mario raccolse delle scarpe da tennis e le porse a Ram che arrossendo vistosamente chiese ripetutamente umilmente scusa perché si vergognava che quell’uomo gli avesse raccolto i suoi calzari. Rispetto, scusi signore, rispetto! ripeteva trafelato l’uomo color dell’ulivo maturo , troppo grande era per lui il gesto che gli si fossero state raccolte le scarpe da terra. Così per questo suo squisito modo di essere, una sera finito di lavorare Rham ricevette da Mario un costoso ma inutile regalo per gratificarlo di tanto rispettoso comportamento.

Imbarazzato non disse nulla, prese il regalo e disse che l’avrebbe regalato a Ragyes suo figlio perché lui di quelle diavolerie elettroniche non ne capiva un H. La domenica che segui’, sorridendo in modo gioviale come suo solito, per contraccambiare la gentilezza del dono ricevuto, Ram portò tra le mani una pentola avvolta da un panno annodato come fosse il fagotto di un bimbo portato dalla cicogna. Dentro la pentola un pollo cucinato al curry e altre spezie, salse e riso bianco… buonissimooo, e venne gustato e mangiato da tutta la famiglia di Mario che abita il giardino, e non fu un regalo inutile a partire dall’affetto con cui era stato cucinato il pollo.

Lui è Rham, il giardiniere che cura le sue piante e i suoi fiori, con lo stesso rispetto che mostra a chi gli dà la possibilità di vivere a protezione della bellezza. Per se sogna di rimanere in salute, per la moglie gli riserba il gran bene che merita e per l’adorato Ragyes suo figlio, sogna un futuro migliore, uguale desiderio di ogni persona che si ritenga padre di ogni razza e colore di pelle.

Rham sogna questo per la sua famiglia e sogna anche di poter racimolare soldi quanti ne servono per poter volare in India ad abbracciare forse per l’ultima volta i suoi cari. Ram è triste quando sogna di recidere un fiore, e ancor più sconsolato quando sognando sente fra le nari i profumi della sua India e al risveglio è ancora nei suoi campi perché Vishnu gli ha promesso che prima o poi tornerà nella sua terra.

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