Volere e volare. C.49 P.507 19 Marzo 2018

Volere e volare.

Quando penso del perché sono vivo riempio la mente di domande per cui mi interrogo, e non trovando risposte certe salgo sulle nuvole del tempo e navigo  verso nuovi orizzonti alla ricerca di altre mete da raggiungere… altri traguardi da consolidare e difendere con la spada che affilo sempre con più giustizia e amore.  Altre storie da raccontare ai piccoli e grandi di casa

Salgo sulle nuvole del destino e anche se spesso dubito di riuscire a volare non potrei fare niente per cambiare le cose già scritte, posso solo cercare di  leggerle al meglio giorno per giorno per non cadere nel vuoto dell’incertezza

Il mantello bianco di una soffice coltre mi porterebbe dove dal vento viene anch’essa portata, così che anche le nuvole obbedendo al fato, umilmente si sottomettano all’aria che potente si impone a ricordare di essere custode del destino

Per questo mi sono fatto persuaso che sia già tutto scritto scolpito nella roccia del firmamento e come dice Andrea, quando nasci ti danno un biglietto indecifrabile, dentro il quale c’è scritto tutto il tuo avvenire.  Le malattie, il successo e l’insuccesso, gli incontri importanti, c’è scritto tutto lì. Anche il giorno e l’ora della tua morte

Lo stesso non ci puoi fare nulla se qualche volta volando tra le nuvole esageri e voli più in alto di loro e le vedi in basso, piccole a grappoli come fossero pecorelle prima della tosa

Che tutto ciò si veda in sogno per un soffio di tempo o dal finestrino di un aereo, il dipinto che ho negli occhi non cambia d’un sol colpo di pennello il mio pensare al Creato

Se è impossibile credere in un sogno perché è  possibile credere che un uccello d’acciaio voli tra i cieli!  ordunque mi chiedo il perché trovare risposte per degli oggetti e non cercare di avere certezze per un fiore che nasca coltivato nel giardino del proprio cuore

Salgo sulla carrozza dei miei pensieri e penso che se fossi arrivato pochi secondi dopo non avrei potuto salirci a bordo perché qualcun altro avrebbe viaggiato al posto mio, trainato da una pariglia di cavalli che di certo spronati al galoppo non avrebbero udito le  urla disperate che supplicavano i destrieri di tornare da me…

Non si faccia mai tardi ad un appuntamento con il destino, sarebbe come non avere olio nelle lampade per quando arriva il padrone di casa, e se non vale per qualcuno, vale mettere olio nel lume per ognuna persona che voglia vedere  nel buio in modo questo non sia oscura tenebra ma penombra che con una freccia azzurra si faccia quel poco violentare e allorché attraversare

Torno a volare nel mare d’aria che nel mentre m’accarezza mi sospinge lieve verso il mio destino, la storia scritta per me in un foglietto stropicciato…  ho la luna alle spalle che mi divide nei due colori della vita. Il bianco e il nero dipingendomi di ciò che non sono ma non smetterò mai di inseguire ciò che vorrei essere… un arcobaleno.

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