Sono spuntate Primule

Sono spuntate le Primule è ha vinto un partito politico che da solo non può governare. Cosa ha vinto? Non ha vinto nessuno… ha vinto il casinò di tutti i politicanti, il banco vince sempre ed ha perso il popolo…  come sempre perché ha spalle larghe.

   Il popolo è come una stella alpina che nasce tra le rocce di una cima del monte.  La stella alpina è bella,  tanto bella da nascondersi nel più alto dei cieli toccato dai monti e avere come palcoscenico l’immensità del creato.        I suoi spettatori sono miliardi di stelle con a capo luna e sole sempre presenti.

 Il popolo è bello e puro come la stella alpina ed entrambi non si vogliono sporcare d’ipocrisia è vanità, per questo motivo il popolo stanco, confuso e avvilito, vota per sfinimento e non sa eleggere un simbolo di maggioranza, li lasciassero in pace a guardar le stelle che loro, il popolo, la luce ancora vede.

I crinali delle montagne che stanno di fronte, arrivano allo sguardo sfocate da quella luce, che triste scema in  un blu sbiadito nel grigio del cielo che bacia i clivi e monti della terra coperti di neve arrabbiata perché se ne deve andare poco dopo discesa.  Di questo tempo le viole mammole non permettono che sui monti alberghi troppo a lungo la neve, hanno il loro bei colori da sfoggiare.

Intanto lo scenario s’incupisce, e serioso si scurisce in una macchia nera ben distinta dalle creste capellute di pini che con alle spalle il riverbero ostinato di luce fuggente, indicano chiaramente i loro confini.

Al giunger della notte tutto s’ammanta di un buio che senza il bene di un apparire di  luna, è impossibile si possa distinguere il dipinto dalla sua stessa cornice.   Così che giunge l’ora di immaginare, quindi  è l’ora giusta per sognare, succede sempre quando gli occhi non vedono nulla che non vogliano realmente vedere.

Che magari vince il partito del tuo colore ma è bene rimanga un sogno per non rimanere delusi… del resto cambierebbero soli i volti di altre persone che promettono quello che non sono in grado di mantenere, anche perché non hanno nessun sogno  da inseguire, il loro si è di già avverato dall’istante in cui hanno poggiato i loro ‘interessi’ sulla poltrona dorata.

Ecco che ogni pensiero è meglio spazi nel nulla sospinto da un vento di serenità.  La mente riposa tra immagini che trasmesse al cuore deliziano lo spirito.   È immediato lo stato d’animo che per qualche lunghissimo attimo fa star bene te stesso anche con il corpo, meglio profittare di quei lunghi interminabili momenti in cui non hai bisogno di nulla.

È come si fosse volati via da dove siamo, e siamo con chi e dove vogliamo essere, liberi di risorgere perché è appena passata la Pasqua pieni di nuovi propositi e nuove aspettative di vita, sicuri che i sogni non ce li può rubare nessuno,  io vado verso chi me li sa realizzare e rifuggo da chi non sono ora,  alla continua ricerca di chi vorrei essere.

 

 

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