La mano di Dio.

Penso a chi ride, penso a chi piange. Penso a quel bel po’ d’Europa che festeggia il giorno dei Lavoratori e qualcuno lavora. Penso di essere il fratello bello di Maradona, un po’ più alto, un po’ più affascinante ma continuo a non essere Armando. Oltre tutto mi conosceranno in mille, el Pibe de Oro lo conosce mezzo mondo. Come io fossi una formica nel granaio del cocainomane più famoso del mondo e lui rimane il grano, io la formica. Michelangelo ha scolpito la pietà esaltando corpi e vene di una Madre disperata con un Figlio che tiene in grembo che pare dormiente per la causa più nobile dell’amore, quello con la A maiuscola, quello assoluto.  Un Figlio che per nessuna poltrona e nessuna sete di potere aveva donato se stesso agli altri.   Tanto inestimabile la sua “Pietà” che chiunque fosse Michelangelo sono molto riluttante il pensare sia stata opera delle sue stesse mani. Come tirar lattine vuote di birra da un piede all’altro facendole palleggiare per più di quanto mai possa fare un umano con un pallone tra i piedi. Nemmeno questa son persuaso sia opera dell’Argentino che da sempre combatte con Pelé l’eterna disputa del miglior calciatore del mondo. Lo dimostra il fatto che sia prima un peccatore, poi un uomo, el Pibe de Oro. Così via sino a spaziare nel tempo e immaginare “quel” Giotto che dipinse un cerchio perfetto con un sol colpo di pennello e guarda caso il suo colore era il bianco. Altrimenti quel Bernini che in piazza S. Pietro a Roma, seppe allineare una dietro l’altra, un gran numero di colonne che vista la prima di fronte, non vedi nessun’altra dietro di lei. Difficile pensare siano capolavori nati dalle loro mani, sarebbe come credere che il Caravaggio non sia stato illuminato quando con l’unica luce di una candela disegnava con totale fascino ciò che di dietro in prospettiva questa gli permettesse di vedere.  Tutti miracoli che hanno cessato d’essere con il passare del tempo, con l’avvento di una maggiore civilizzazione. Poi penso a Picasso e a Gaudí. Il primo ha disegnato un toro con una pennellata continua, il secondo ha messo insieme un accozzaglia di stili senza gusto e senza un gran senso… hanno scolpito e dipinto con le loro mani senza nessun intervento o aiuto di qualsivoglia entità, un rimescolare nel passato senza merito speciale se non umano. Penso al Gesù nato d’estate ma fatto nascere nel solstizio di fine inverno per combaciare con una pagana tradizione popolare ma è solo una questione di mesi, opinabile e inutile come avesse avuto fratelli e sorelle… discutibile ma inutile al fine stesso di chi guidava la mano ad alcuni. Adesso le mani sono mosse da statisti di tutti i colori che dipingono il globo. Non vedo Dio. in questo passaggio… devo cercarlo altrove.

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