Il Cavallo che non vuol bere.

Affacciato sul mio sguardo,  sigaretta, tazzina da caffè con risciacquo di grappa tra le dita delle mani, osservo passare una donna che non cammina per passeggiare.  Il suo passo sembra preciso tanto d’esser monotono e anche un poco stanco. Fa pensare ad una persona che zainetto in spalla rincasa dopo una giornata trascorsa alla cassa di un supermercato.   Ecco che allora, un po’ per gioco, un po’ evadere la mente da pensieri tristemente noiosi, cerco di capire il perché del passo di quella donna. Torna a casa, quasi certo, impossibile immaginare cosa pensa mentre cammina, nessun supporre può essere d’aiuto se non per fantasia. Ed è con la fantasia che a volte cerco di capire anche il bello di ciò che mi circonda, il bello del Creato dico io. Ogni sera quando guardo il cielo, lo vedo in mille volti diversi, e il tempo sia bello o brutto, mi fa arrivare immagini che si formano nella mente con nuvole dagli aspetti umanamente mitologici  ma sempre figure che riempiono l’animo di benessere se il cuore le vede con gioia. Così come strappare erbacce intorno a un fiore in un giardino. Altrimenti se il cuore è angustiato da pensieri, si possono vedere miriadi di stelle che richiamano l’infinito, e questi incute timore e rispetto, a me e a tutti. L’infinito fa pensare di non essere che un moscerino in una piscina vuota, e la paura è che d’improvviso si venga sommersi da una valanga d’acqua che la riempia. Cerco anche di capire altre cose, come il perché’ un principe Inglese prende per sposa una donna Afro-Americana. Sicuramente ha prevalso il cuore e lo stesso cuore e rosso come quello di tutti, Animali compresi.   Il naturale processo di integrazione mondiale in cui siamo coinvolti. Ci sarà una sola razza umana che mischierà  nel rispetto altrui le proprie culture di appartenenza. Così come il colore della pelle sia e sarà uguale per tutti. Come fossero le stelle che a miliardi si sfiorano nell’universo e molto raramente si scontrano tra loro, e se lo fanno è per generare altra vita, così come al contrario per scopi diversi fanno gli uomini con le guerre che purtroppo generano il contrario della vita..

Cerco di capire, e arrivo al dunque di aver capito almeno una cosa. La violenza è la fine delle trattative, è il principio del male. È come pensare alla donna che passeggiava con passo sicuro ma stanco fosse infelice nei suo cupo incedere. Mentre magari era immersa nei suoi pensieri felice dopo una giornata di lavoro. Il perdono, l’inizio di nuove trattative. È da lì che bisogna ricominciare, dal perdono che non dev’essere rassegnazione, al contrario deve essere uno stimolo di rinascita. Certo, una punta di rancore il cuore la trattiene lo stesso per un torto subito, sopratutto se si pensa di essere nel giusto. Ma nel giusto credono di essere entrambi le parti coinvolte in un alterco… da qui ecco di nuovo la parola perdono.   Il primo dei due contendenti che riuscirà a perdonare, sarà il vincitore indiscusso comunque vadano le cose… avrà mostrato più muscoli il bene, come a dire che prevarrà sempre sul male. Il male può costringere alla fonte il suo cavallo ma non potrà mai costringerlo a bere se lui non vuole. Ed è la fine di quattro giorni di quiete, ricomincio a dire la mia.

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