Quattro giorni

Quattro giorni.

Quattro giorni senza pensieri che non fossero in parte il dovuto per vivere ovvero il lavoro… che personalmente “chiamo” alzarsi all’alba delle  6.30 per farsi un ora di strada per raggiungere il cantiere di una palazzina in costruzione. Sono pochi altri lavori che considero tali perché ‘duri’, tutto il resto è un impegno… che comunque spesso da molti lavoratori con i calli, verrebbe scambiato volentieri quando devi impastare con il badile calce e sabbia         . Quattro giorni in cui mi sono staccato dai mezzi di comunicazione per dare solo ascolto alla mia famiglia che sfocia in un nugolo di nipoti.  Si, sopratutto gli adorati nipoti che più passa il tempo e più si somigliano tra loro per preferenza, ognuno prima o poi, avrà certamente qualcosa da dire e da dare a questo mondo e ognuno potrà cavarsela con gli insegnamenti dei genitori. I nipoti sono la migliore aspettativa di ogni uomo o donna, storia comune di sentimenti uniti ai più belli ideali di chiunque, ecco perché valgon il piacere di essere vissuti. I nipoti sono figli tuoi. Se non li hai concepiti, sono lo stesso sangue del tuo sangue. La nostra memoria. Il tuo risultato d’insegnamento a latere da mamma e papà. È un braccio e mille mani in più che si estendono verso la propria carne. Un contatto parentale di un fuoco inestinguibile

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