Banalità. Solo per oggi.

Destino e Nuvole. Per ogni cometa che si vede passare nel cielo, una stella sta morendo. Ogni volta che spunta il sole torna a vivere il mondo. Così è come la vede uno spacciatore di sogni. È il punto di vista di chi nota un ramo secco e più in là un germoglio che sboccia.

Salire sulle nuvole del tempo e navigare verso nuovi orizzonti da raggiungere… altri traguardi da consolidare e difendere a spada tratta sempre più affilata di giustizia e amore, altre storie da raccontare al fornaio o al barista… e quando si è bevuto un bicchiere di vino in più, anche a piccoli e grandi di casa.

A salire sulle ali del destino anche se sorgono dubbi ma non se ne può fare a meno per cercare di cambiare le cose. Il destino passa inesorabile e dice ciò che si deve fare, e si voglia o meno, si sta ad ascoltare.

Risalire sul mantello bianco di una soffice coltre dove mena il vento che anch’essa  la porta, così che pure le nuvole obbediscano al loro destino
persuase sia tutto scritto scolpito nella roccia del firmamento… e come disse Andrea, quando nasci ti danno un biglietto indecifrabile, dentro il quale c’è scritto tutto il tuo avvenire.
Le malattie, il successo, l’insuccesso, gli incontri importanti, c’è scritto tutto lì, in quel biglietto tutto stropicciato. Anche il giorno e l’ora della tua morte, ed allora non ci puoi fare nulla se volando tra le nuvole esageri e voli più in alto di loro e dall’alto al basso si vedono piccine a grappoli come fossero pecorelle prima della tosa, lo stesso non si stanno dominando, si stanno ammirando con il rispetto dovuto… anche se stai sognando.

Che tutto ciò si veda in sogno o per un soffio di tempo rubato dal finestrino di un aereo, il dipinto negli occhi non cambia d’un sol colpo di pennello. Ma se è impossibile credere in un sogno è possibile credere che un uccello d’acciaio voli tra i cieli ma, allora mi chiedo il perché trovare risposte per degli oggetti e non cercare di avere certezze per una margherita che nasca in un giardino senza che nessuno ce l’abbia seminata.

Scendere dalle nuvole e salire sulla carrozza dei  pensieri pensando che se fossimo arrivati pochi secondi dopo, non avremmo potuto salirci perché qualcun altro avrebbe viaggiato al posto nostro trainato da una pariglia di cavalli, che di certo spronati al galoppo non avrebbero udito le urla disperate di chi supplicava i destrieri di tornare indietro per farli salire a bordo.

Non si faccia mai tardi ad un appuntamento con il destino, sarebbe come non avere olio nelle lampade per quando di notte arriva il “padrone” di casa.

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