Un cinque al cielo. C.60 P.499 24 Giugno 2018

UN CINQUE AL CIELO.

Si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo se ci credi. Oppure se non credi ti basti guardare il lume di una candela al dí accesa, brilla ma la sua ombra fa intravedere solo il cero e lo stoppino ma non la fiamma, un po’ come quando il conte Dracula si specchia e non vede la sua immagine riflessa. È logico pensare al logico ma come ogni materia di pensiero, il quanto è composto da mille pensieri, così come la fiamma non fa ombra e Vladimir non si specchia. Ogni cosa pensiero e parola sta al suo posto e per quanto possa sembrare impossibile tutto si colora come un quadro del Caravaggio e basta la luce di una candela per fare un capolavoro dipinto. Basta l’esempio per convincere il cuore, convinto lui la mente si arrende… e come non vedere la fiamma ma vedere la luce. L’esempio è quella cosa che non vedi ma si imprime nel l’anima, è quello che fa una persona con gesti e parole senza imporre, e senza giudicare. E’ quello che dopo averci pensato e ripensato è veritiero, e lo si capisce senza essere stati giudicati e dal buon esempio di qualcuno più avanti nel nostro cammino.  Sono pochissime le candele che si possono accendere, poche le persone che possano illuminare.

Molte le persone di potere che smettono di capire perché il lume di un cero non mostra la fiamma al riverbero del sole. Sono  succhiatori di sangue non in grado di vedersi riflessi in uno specchio, ed è per questo che lasciano ogni giorno migliaia di destini della povera gente nelle mani di un futuro incerto e molto insidioso. Se quelle persone si potessero vedere in uno specchio, sicuramente capirebbero la minuzia di tempo che rimane a loro disposizione in questo soffio di vita.  Meglio sarebbe il passare di un alba in riva al mare seduti davanti a capanne di pescatori o al tramonto tra i monti dopo un temporale, appoggiati sul parapetto di una baita a rimirar di stelle, con un bicchiere di vino in una mano, e nel l’altra un sigaro fumante.

Nessuno fermerà la piena dell’Africa quantunque se ne scriva, comunque se ne parli. Sembra inutile, sembra bigotto e banale ma, non resta che pregare per capire che poggiando il palmo sulla fiamma di un cero acceso esposto al sole ci si scotta, e sarà chiaro capire, credere senza vedere.   Pregare è l’unica voce ascoltata che si può elevare al cielo per far si che la tua immagine si rifletta allo specchio e non ti faccia vergognare ma dia vigore al tuo agire.  Tutti pregano. Si prega per se stessi e per gli altri, si prega per un ideale o filosofie di vita… si prega per amore e si prega per Dio. e beati gli ultimi che saranno i primi in quel posto. Pregando si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo, e contro la cattiveria umana non c’è altro da fare.

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