La porta chiusa C.59 P.454 14 Luglio 2018

La porta è ancora chiusa.

Nella vita spesso si aspetta. E ci aspetta sempre qualcosa. O qualcuno.
Ci si aspetta di innamorarsi, ci si aspetta di condividere con una persona i momenti felici di una vita, magari si aspetta per avere un figlio, poi ci si aspetta che stia bene e che abbia una vita serena fatta di successi e di gratificazioni. Sin da piccoli ci si attende che i genitori siano sempre pronti a soddisfare i nostri desideri e i padri e le madri si attendono che i propri figli non disilludano poi le proprie speranze.

Quante volte abbiamo aspettato con ansia la chiamata di una persona a cui teniamo in modo particolare? O un suo messaggio? Quante volte abbiamo aspettato una persona anche solo per bere un caffè?
Quanto abbiamo aspettato una partita della nostra Nazionale ai mondiali di calcio (e quanto ancora la dovremo aspettare?). Abbiamo aspettato anche per avere un governo, quello fatto di politici poi ministri o ministri e poi politici.

Siamo sempre in attesa di risposte, in attesa di incontri più o meno legittimi, attese di risultati positivi o negativi, in attesa di dati, in attesa di riscontri, in attesa degli eventi, in attesa di una mano protesa o di una carezza, in attesa di un semplice saluto, in attesa di uno sguardo che vada oltre gli occhi.

Il nostro animo non sempre riesce a distinguere cosa davvero abbiamo la possibilità di aspettare e cosa possiamo aspettarci dai fatti concreti, dalle persone ma soprattutto, a volte, anche da noi stessi.
E’ la nostra ragione che dovrebbe farlo. Ed è la stessa nostra ragione che spesso non riesce a prendere il sopravvento sull’animo creando malesseri non sempre definiti.
Ho aspettato invano che alcune persone non mi deludessero ma spesso sono stato deluso da loro.
E’ molto probabile che anche altre persone si fossero aspettate da me qualcosa per cui ho eluso le loro previsioni.
Aspettare significa confidare in qualcosa che desideriamo possa accadere, aspettare può anche rivelare
una forma di rivalsa per qualcosa che c’è stato e si aspetta il momento giusto per rifarsi di un torto subìto.
Tempo al tempo.
Quindi bisogna anche saper aspettare. Le forme per aspettare sono davvero innumerevoli…con pazienza oppure con ansia, con bramosia o con disprezzo, con timore o con coraggio, con rassegnazione o con opposizione, con amore o con odio…
Innumerevoli volte abbiamo aspettato il nostro turno. E innumerevoli volte non abbiamo saputo aspettare abbastanza. Ricordo i giorni di pesca. Spesso non sapevo aspettare.

Il mio cagnolino aspetta…ogni volta davanti ad una porta chiusa. E sa aspettare, con pazienza, con fervore e con tanta passione e spera che forse, un giorno, quella porta si possa aprire ancora per lui.

Emilio.

 

 

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