All’ombra del banano

ALL’OMBRA DEL BANANO

Si è da poco concluso un “Mondiale”di calcio. Bello! Interessante, simpatico.  La triste possibilità di assistere ad un mondiale senza l’assillante prerogativa che noi Italiani si dovesse partecipare per vincere, infatti siamo stati clamorosamente eliminati nei preliminari. Ringrazio il triste fato perché da principio inconsapevole, e nel mentre mi sono poi reso conto che in realtà non avevo mai assistito sul teleschermo a tante partite disputate da molti paesi del mondo, all’infuori che, tra gli altri, di noi, l’Italia, la gloriosa detentrice di ben quattro titoli mondiali.

Da ragazzo non me ne fregava niente del calcio, amavo solo compagnia femminile e le moto. Rimango come allora, non me ne frega niente di più di quanto possa dare di tempo in avanzo al calcio… ma vedendoli, premio l’impegno e la disciplina sportiva di tanti atleti. Come sempre scelgo e prediligo il lato umano dello sport e non entro nel contesto giusto quanto veritiero che quei calciatori, quelle star, quei ragazzi, dovrebbero percepire molto meno di quanto denaro la vita possa offrire a chiunque ma lasciamogli auto lussuose rare e donne affascinanti. Lasciamo che abbiano più di quanto si possa mai desiderare avere per qualunque uomo sulla terra in termini di vile denaro e guardiamo al puro e sottile lato sportivo.

Tanto, solo chi di quei calciatori avrà il bene di un animo puro raggiungerà il vero successo. L’Amore. Se avranno la sventura di non conoscere l’Amore, a nulla servirà l’eccessivo benessere che il destino ha riservato loro. La Croazia si è classificata Seconda ai mondiali del “18” ma di certo è arrivata Prima nella storia calcistica della sua vita… battendo squadre nazionali sino ad ora, molto più quotate di loro, calcisticamente parlando. Ma non ha vinto la Croazia, ha vinto il Cuore della Croazia che calciando una palla, rivendicavano le loro sofferenze, rivendicavano un popolo fiero che ha unito lo sport per la salvaguardia della sua buona immagine che non è quella di “gente dura” ma bensì di gente abituata alla “durezza”.

Questo per me ora significa il calcio, questo nuovo mio atteggiamento alla vita che uso per tenermi al passo con i tempi, e nel contempo non disdegno cento altre discipline sportive, e non per abitudine, perché odio le abitudini… nemmeno ai miei adorati cagnolini permetto di essere abitudinari, l’abitudine uccide la fantasia e senza fantasia non si sogna e i sogni nel bene e nel male sono la ricarica dell’anima. I sogni possono essere belli o brutti. Tutto dipende dalla personale dispozione d’animo e il risultato dei sogni ne è la naturale conseguenza. No! Mai per consuetudine, e tantomeno per fanatismo. Seguo il giuoco del calcio con il cuore, così come seguo la nostra mia “squadra del cuore” non per quello che “darà” ma per quanto mi da in amore urbano.

Condivisione al di là di ogni di ogni concettuale dinamica. Ho conoscenza di pochi club di calcio che vanno ossequiosamente ai funerali di un defunto semplicemente parente di un ultras o di un tifoso che ne faccia richiesta… conosco pochissimi club che organizzino Il Dea festival con lo scopo principale di devolvere OGNi guadagno in beneficenza. La mia squadra regala una maglietta ad ogni neonata/o. Mille e più persone al servizio del bene. Per primo mi interessa questo aspetto della vicenda sportiva, l’aspetto umano… di cuore. La Croazia ha un ministro Donna, un forte segnale di democrazia che la stessa ha dimostrato abbracciando uno ad uno vinti e vincitori. Non mi sono divertito mai quanto l’Italia che stava a guardare… senza competere, senza un interesse primario, imparziale se non per “punte”di simpatia. Un altra bella lezione di vita. I calciatori Italiani hanno guadagnato un dono prezioso con questa sconfitta, una dose di sana umiltà che li farà diventare leoni travestiti da pecore ai prossimi mondiali di calcio. Saranno nobili pecore vestite di bianca umiltà verso i loro avversari ma avranno un cuore da leoni nel dimostrare ancora la loro presenza nel mondo dello sport. All’insegna dello sport.

 

 

 

 

 

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