Sorrido e scodinzolo C.22 P.546 29 Luglio 2018

Quando un cane “ fa andare la coda” è contento. Quando un cane  scodinzola felice lo fa solo  per l’unico scopo di compiacere chi riceve il suo affetto…    La coda del cane è la bocca dell’uomo ma quando una persona ride non sempre lo fa per compiacere chi riceve il suo sorriso… molto spesso si ride per “dovere”, a volte si ride per invidia, si ride per rabbia e per fortuna si ride sopratutto per dichiarare uno stato d’animo gioioso… Il cane ride scodinzolando e lo fa con il solo scopo d’amare.  Le persone vivono con la ragione, il cane d’istinto di cui é stato creato, ma gli uomini dotati di intelligenza debbono necessariamente spingersi oltre nel cercare risposte al l’infinito, e nella spasmodica ricerca, ad ogni domanda segue una naturale conseguente risposta che cambia ogni volta che si crede di avere trovato quella giusta. Studia, osserva e impara che invece di ridere solo per amore il massimo che l’uomo sa ottenere come risposta alle proprie domande è di aver cosparso di rottami il cosmo.  Non sapendo scodinzolare sarebbe meglio guardare un tramonto.

Si fa presto a dire, si potrebbe guardare un tramonto. Il tramonto lo guarda chi vive sui monti alti e osserva il calar della sera  per ricordare a se stesso che è l’ora del riposo ma ancor prima bisogna che i cani da pastore siano rifocillati con pagnotte di pane raffermo, non prima di averli legati uno per ogni lato della casa, perché il loro lavoro non finisce mai, sorvegliano giorno e notte, casa, padrone e bestiame. Il tramonto lo può vedere un pescatore a riposo in porto da un freddo pungente che sferza i cuori e ghiaccia anche l’anima. Ma non lo vedrà solo allora. Lo vedrà ogni sera a bordo di quel peschereccio arrugginito sbattuto come un guscio di noce in balia dei gelidi mari del nord, e quando il sole rosso lentamente scompare inghiottito dalle acque dietro il rotondo del mondo, è allora che il pescatore salirà sul ponte e dopo aver regalato uno sguardo al bello infinito di un tramonto, fino a notte fonda ritirerà nasse dai fondali marini cariche di granchi.

Per gente di monti e mari è possibile vedere il giorno e la notte che si uniscono in un abbraccio. Più difficile é il guardare un tramonto con gli occhi di un genitore che con fatica tira a campare. Difficile lo possa serenamente vedere con prole e una moglie che vivono al quinto piano di un palazzo di cinquanta famiglie situato in un quartiere affollato di una grande città. Quel l’uomo  il suo tramonto immaginario nella speranza di una situazione migliore, perché per andare avanti c’è bisogno di speranza, c’è bisogno di credere in un mondo migliore che nel l’umiltà di non aspettarsi nulla in cambio, certamente verrà.  Il predisporsi alla speranza che si intravede a braccetto con la fiducia, otterrà un magnifico effetto, altrimenti sarà una vana ricerca del l’impossibile.  Riempire gli occhi e il cuore di sole, portatore del l’ultimo saluto a metà della terra che si tinge di rosso indossando l’accappatoio prima del giusto riposare. Un tramonto che ognuno deve vedere nel suo cuore prima che altrove… poi ci sarà certamente un alba di serenità.  Non sapendo scodinzolare, sarebbe meglio fermarsi a guardare un tramonto.

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