Due ruote per non fermarsi mai…

É un’altra estate che se ne va. Ogni volta mi chiedo quanto avrò il piacere di ritenermi ancora come ora, un motociclista, un bikers, un bastardo su due ruote con tatuaggi sui bicipiti. Che se i tatuaggi dovrebbero  intimidire e affascinare, a me rimane la Madonna delle Grazie su una spalla, e una Croce cinta d’Alloro sull’altra che dopo un ventennio sbiadiscono sulla pelle ma mi si imprimono saldamente nell’Anima… al riparo dalle cazzate che ancora combino.

A volte penso che se fossi stato uno degli ultimi arruolati di leva obbligatoria, avrei provato l’immenso piacere di indossare un foulard rosso mattone e un cappello piumato che sobbalza le sue soavi e colorite piume al veloce passo del fiero di Bersagliere.
Non disdegno comunque di immaginare di essere un fiero Alpino che ritengo sia anche attualmente un forte segno di caparbietà ma sopratutto di umiltà, per il prodigarsi di operare senza riserve per chiunque ne abbia di bisogno.

Non mi sono mai visto un Fante ma ritengo sia il corpo armato dotato di più coraggio di chiunque altro a prescindere dallo sforzo profuso sino al l’estremo sacrificio.
Ciò nonostante, ai miei 18 anni, sognavo e speravo di arruolarmi nella Polizia. Feci qualche timido tentativo per far parte al glorioso corpo. Mi affascinava l’idea, non della divisa che piuttosto preferivo di gran lunga quella dei Carabinieri più colorita e ai miei occhi più Nobile, mi affascinava l’idea che da poliziotto si potesse combattere la criminalità in un contesto che avesse più probabilità di altri per saper combattere il crimine. Lo penso tutt’ora. Ai miei tentativi di essere un poliziotto, venni “scartato”. Al l’epoca non era ammissibile indossare occhiali da vista e le lenti a contatto non esistevano, non nel 76!

Poi passo’ questo periodo e nel frattempo non feci altro mio malgrado di combinare guai in quantità industriali. Ora lo leggo come un percorso da fare per arrivare a Dio. non trovo altre spiegazioni che mi riempiano l’animo di pace per come mi sento dentro nonostante tutti i miei innumerevoli sbagli. Forse, era tutto dovuto… è tutto dovuto. È il proprio percorso di vita, si deve raggiungere lo stato mentale di accettare tutto ciò che avviene, per grazia divina dico io e vale per chi crede ad altro e per chi crede solo in sè.  La vita va presa come viene… e noi predisposti ad accettarla cercando sempre instancabilmente di compiacerla nel cercare di migliorarla… Mai commiserasi, mai dire mai su questa terra, mai vivere di ricordi, i ricordi devono vivere perché noi permettiamo loro di esistere, passato è bello se è bello il presente, quindi si devono tagliare rami secchi e godersi tutta la pianta verde foglie comprese. Ciò che importa è che una persona nel cuore senta profondamente di averci provato, che ci stia provando e ancora ci proverà.
Sono passato per un decennio nel mondo dei cavalli. Belle storie, come quando il mio compagno cavallo, un fiero Argentino pinto con chiazze color del bianco e miele mi riportava a casa dopo una notte di bevute allucinanti, tra sentieri impervi in riva al fiume che brontolava tanto forte da sembrare minaccioso.  Finiva che con Rhuyo dormivo nella stalla tra le sue quattro zampe.

Ma alla fine sono un motociclista bastardo, un bikers ormai solitario che sogna come quando aspettavo con ansia mi si sostituisse un carburatore “14” Bing con un “16” Dell’Orto… due cavalli in più aggiunti al motore mio ‘cinquantino’ Gerosa Zundāpp…
La moto è un pezzo di ferro e non ci si può innamorare ma ci si può innamorare del senso di libertà che  ti regala il vento in faccia e tanta innocente spavalderia. Quel sentirsi a posto anche dopo trecento kilometri macinati di fresco tra strade di molta polvere, sporchi sul giubbotto di pelle ma puliti dentro da pensieri indesiderati.
È una vera passione la moto, anche se non può minimamente competere con l’amore che si prova per una Persona. 💕 e allora lei si vendica ricordandoti che quando ti sei presentato con lei, hai fatto palpitare il cuore di chi hai amato o di chi ami. Con il passare del tempo il tuo corpo ti suggerisce di frequentare meno la palestra e fare più passeggiate nei boschi o in riva al mare. Avanti nel tempo non si beve e non si mangia più senza conoscerne la quantità, quando si esagera lo stomaco suona l’allarme di una sirena che non s’era mai sentita prima, stride a tal punto di essere più lamentosa di un segnale di pericolo. Mille cose hanno assunto una dimensione diversa nel solito modo d’essere di una persona con molte primavere da caricarsi sulle spalle… è tutto come prima ma al rallentatore. Ecco allora spiegato il motivo per quanto si ama tanto la moto, forse perché non c’è un età in cui invece che rallentare, si apre sempre più la manetta del gas, come quella volta che partii solitario per Bachau in Romania.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...