“60” C.25 P.467 21 07 2018

“60”

Un monte senza fumo tutto nudo, erutta  luce multicolore che si espande in un cono etereo.  Come se il vulcano indossando pantaloni neri e una camicia a fiori, si stesse specchiando l’intanto che sbuffa. La luce emanata dalle viscere della terra sembra ferire con un colpo di spada il blu della notte che arrendevole lascia illuminare uno spicchio di cielo come fosse un alba, giorno e tramonto insieme.

Sono tanti i pensieri che frullano per la testa di chi pensa, e tutti si rincorrono nell’innocente vano tentativo di catturarli e farli prigionieri ma con il passare del tempo diventa sempre più difficile. Rimangono a galla i più belli, i brutti pensieri vengono trasformati in fotografie abbandonate in una delle tante  pieghe della memoria. Nei meandri della mente, ricordi di una esistenza incollata nell’anima al primo vagito di una bimba o un bimbo che nasce. Ognuno seguirà il suo destino, ognuna la propria storia. Una storia bella, una brutta. Una storia mite o violenta, coraggiosa o codarda… Una storia avventurosa dove la voglia di crescere in fretta fa fare molte scelte sbagliate impastando  menzogne e verità in un alchimia di siero delle streghe. Voglia di avventura alla ricerca del mondo scoprendone pur sempre poco rispetto al tempo impiegato e sprecato da vanitosa superbia. Il tempo passa, e il passato di una persona avventurosa si rivive in un filmato di pensieri e parole. Una storia avventurosa, un destino cucito sulla pelle di chi preferisce continuare a sognare il suo film a colori perché non vuole mai perdere la speranza così da raggiungere più in fretta il cuore della gente. Anno dopo anno, traguardo dopo traguardo in continua ricerca di se stessi con gente e posti sempre differenti tra loro per idee e culture dove ci si confronta per vivere condividendo. L’avventura, la continua ricerca e scoperta di cose nuove per non essere annoiati di ieri, ansiosi del presente e sognatori del domani. Lo spirito di avventura non porta solide certezze ma in cambio fa si che l’età non si conti mai e semplicemente si viva.

Achille, mi è caduta di nuovo la palla nel suo cortile…

Un melograno matura in autunno dopo pesche e albicocche e non è avventuroso ma cauto. Ha più sete d’avventura il timido bucaneve che come  l’indomito cavaliere azzurro domina il rigore degli ultimi freddi d’inverno.

Achille, signor Achille, grida un bimbo verso me, mi scusi, è caduta di nuovo la palla nel suo cortile…

e improvvisamente mi svegliai dal dolce torpore che aveva invaso i miei occhi e solo loro potevano vedere la luce sprigionata da quel vulcano che feriva la notte con sessanta fasci luminosi. “60” amori vissuti, “60” delusioni, “60” gioie e “60” anni vissuti con il resto del mondo.  Ringrazio tutti dal profondo del mio cuore, non mi darò pace finché non diverrò un bucaneve.

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