Maleducazione e cattiveria, annunciano il loro matrimonio, ma volendo… C.34 P.658 11 11 2017

Maleducazione e cattiveria, annunciano il loro matrimonio ma volendo, un domani possono anche divorziare.

Torno volentieri al caffè Mignon bar, tra gli altri ritrovo spesso la Cristina. La Cristina sembra una mezzobusto, precisa a una bella presentatrice degli anni 70. Lei è acconciata nei capelli come una cartolina di una pubblicità di acconciature, e il suo viso esplode di femminilità. La Cristina è una bella donna e da come si esprime è bella anche ‘dentro’. Il suo sorriso non lascia dubbi al riguardo.

La Cris, come la chiamo io, è sposata con l’ottico, Paolo per gli amici e quindi anche per me. Il Paolo ha un fratello che gestisce una gioielleria e orologeria. Lavoro tramandato dal padre orologiaio e gioielliere e adesso Massimo continua la tradizione.

Rivolgendomi Loro penso sempre al ‘ signor’ ma semplicemente non lo dico. Mi fregio di quella confidenza che forse non è da pacche sulle spalle, ma mi beo stimandomi di essere loro amico mediando con il loro mondo, e al mio cui appartengo. Ne nasce un bel rapporto amichevole e non convenzionale. Non è mai successo che io abbia bevuto un caffè con la Cris, il Paolo e il Massimo assieme. Di solito il Massimo é solingo e fugace, un caffè, una battuta e via, … in cerca di altri sorrisi, meglio di clienti, che si deve pur sempre vivere. Invece bevo caffè con Cristina, a volte sola, a volte accompagnata da Paolo. Al l’età della pensione in avvicinamento, si vive di complimenti sinceri, come il caffè buono che beviamo da Fredy e Cinzia al bar Mignon.

La Cristina il Paolo e Massimo hanno dei figli meravigliosi. Sono stati educati in un modo tanto bello che quasi non esiste più. Sono ragazzi sportivi, sani in corpo e mente, sono ragazzi d’esempio. E come educanda va inclusa quella signora bionda più minuta del marito Massimo, così che a Lui riesce più facile custodirla gelosamente, quasi nascondendola tra le sue braccia. Quella bella signora non beve caffè… non al Mignon bar. Insomma una famiglia educata, d’altri tempi. Mi diverte immaginare se sarebbero d’accordo con ciò che voglio dire sull’educazione. L’educazione è uno dei mezzi più veloci per arrivare al cuore e poi di conseguenza all’Amore. L’educazione è il bastoncino che sostiene un bocciolo di fiore e lo protegge da vento e pioggia intanto che cresce, quando sarà sbocciato non avrà più paura del vento e saprà affrontare la pioggia, forte sia.

Improbabile qualcuno al mondo nasca cattivo. Come può un individuo nascere cattivo o malvagio avvolto com’è da aurea di innocenza pregna in ogni nascituro. È nel l’andare del tempo che una serie di combinazioni si intersecano in modi svariati per manifestare la propria esistenza in compagnia del dubbio tra il Bianco e il nero. Bisogna aspettare di vedere quel “bastoncino” messo a sostegno dell’amore, di che colore si è voluto sia. Un bastoncino piantato vicino al fiore che regga alle intemperie del tempo.

Quindi, la maggior parte delle volte reagire al forte spirare del vento, è solo un autodifesa automatica a ciò che del male ricevuto si è subìto. Inasprendo i cuori, la vita assume un gusto amaro, e perciò si cerca riparo dietro quello scudo che percorrendo le vie della vita, si impara ad usare come arma difensiva dal l’inasprimento dei i cuori e la vita amara.

E se fosse una lotta continua al sopravvivere, importante “sentirsi” nel giusto diventando più tolleranti, addirittura migliori, più buoni. La sera riavvolgendo il nastro stando con se stessi, viene alla mente che l’unica cosa di cui ci si può rimproverare e che si poteva anche essere un po’ meno arrabbiati per quel tale che ci ha tagliato la strada a quell’incrocio… qualche parolaccia in meno e zero “vaffa”, sarebbero state la soluzione migliore, magari era solo un automobilista distratto, come può succedere a chiunque. Sarebbe molto educato reagire con calma e tolleranza, sennò a nulla sarebbe valso l’ammirare l’esempio di belle famiglie… perché l’educazione è un apostrofo d’amore.

 

 

 

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