Come mi fermassi a parlare ad uno sconosciuto. C.38 P.740 03 12 18

Come mi fermassi a parlare con uno sconosciuto.

Che già la parola sconosciuto va bene per la scienza, non certo per indicare umanamente una Persona. Sconosciuto, è fuori luogo per indicare un individuo.

Individuo, altro termine che con la sua parola non raggiunge i cuori. Sconosciuto è la parola che incita alla diffidenza, al l’anti comunione. Nella parola Persona invece c’è il modo di porsi con disponibilità verso un dialogo umano, c’è il disegno di Dio. dico io. Perciò sarebbe meglio dire con le parole, Persona di cui non si conosce il passato, un modo più gentile per incontrare i cuori. Un buon primo passo per vincere le reticenze verso il Prossimo, dando a quest’ultimo la possibilità di presentarsi.

Del resto non conoscevo, un ragazzo che vive sul confine tra la Romania e la Moldavia. Radhu è il cugino di Ēlēna, una ragazza Romena con sangue zingaro che ha vissuto in Italia per alcuni anni, lavorando come entraineuse in locali notturni.  Radhu non mi conosceva, ma quella sera di molti anni or sono, mi invitò a cena nella sua casa fatta di tufo e calce. Eravamo una quindicina tra uomini e donne  io il solo Italiano fra Romeni e Zingari. Portai salame e formaggi nostrani e vino buono. Mi presero in giro… tronfi, mi presentarono i loro prodotti tipici,  carne essiccata di pecora, formaggio di latte caprino, e  vino direttamente pigiato in autunno da piedi nudi di bimbi e anziani. Si fece una grande festa in mio onore e io ubriaco di euforia che puzzava di vinaccia, ho battuto Radhu giocando a braccio di ferro.

Jmmy è un ragazzo Indiano, appartenente alla religione Sic, i signori con i coltelli fatti a lingua di serpente.  Puliva le cacche di cani in un canile senza sosta di alcuna domenica, ma qualche anno dopo, non c’era più lavoro per Lui. Allora si trasferì e trovò lavoro altrove  come mungitore di mucche, che accudiva a Natale quanto a Pasqua. Non munge più. È il capo tavola di altri nove camerieri e controlla che tutto funzioni per il meglio.

Amhet, è un bel l’uomo sulla cinquantina. Pelle scura anche d’inverno, occhi profondi e barba lunga, nera corvina come i suoi riccioli che ricordano più un Marocchino che lui Egiziano. Osservante Mussulmano. Serioso conoscitore di computer e quindi attento osservatore di tutto ciò che avviene nel mondo… che lui sogna migliore…

Michele e Gjovalin sono due fratelli Albanesi magri e secchi. Sono arrivati in Italia con propositi malsani ma hanno da subito capito che la loro intelligenza non andava sprecata mettendosi a disposizione del disordine sociale. Cristiani cattolici non praticanti. Così che Michele aperse i battenti di una pizzeria e Gjovalin istalla tuttora apparecchi ludici concessi. (purtroppo)

Ljuba, e Alina sono Mamma e figlia Ucraine, bariste per scelta, Ortodosse per vlontà celeste. Parlano della terra d’origine descrivendo la loro umile casa come fosse la più bella reggia. Ascoltandole, immagini  il loro cielo come fosse il più azzurro del mondo, fiori e profumi sublimi son di contorno a tutto il loro bel vedere.

Gālinā, è una Moscovita Atea che di lavoro faceva e farà l’interprete, non appartiene a nessuna religione se non quella politica quindi ideologica, a volte spende ancora qualche lacrima rimpiangendo Stalin.

Rham e Rajes sono padre e figlio Indiani, giardinieri umili e stimati.  Nonni contadini che venerano Visnú, Il Dio con tante braccia e tanto cuore. Rham vorrebbe morire in India, Rajes rimanere in Italia, intanto, a testa bassa chiedono per una giornata di lavoro, ciò che il “padrone” decide “giusto” per il loro compenso.

Abdu, è un ragazzone alto due metri e una spanna e gioca in una squadra di pallacanestro. Abdu è  Protestante, e quando smetterà di giocare a basket, vuole fare il Predicatore, sposarsi e avere tanti figli con nomi biblici.

Flavia la Brasiliana, Boriana la Bulgara, Hans il Tedesco, Vittorio e Michelle Francesi e cento altre persone che colorano il mondo con storie e sorrisi. Cattolici, Buddisti, Induisti, Islamisti. Persone che non conoscevo.  Persone sconosciute, sin tanto che non mi sono fermato a parlare con loro, e capisco ora l’importante torto umano di non avere fuso l’acciaio delle spade per farne aratri, preferendo il difendersi a spada tratta, che mietere grano. Così che le coscienze si placassero e gli animi ricevessero una risposta ai loro perché. Così che il ragazzo Senegalese spesso laureato, potesse avere la sua moneta al l’angolo della strada.

Sconosciuto è brutto, perciò Buon Natale a tutti.

 

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