Pochi minuti e sarà un altr’anno. C.57 P.383 02 Gennaio 2019

Trentasei minuti ci separano dal l’anno che ha da venire, che alla fine dello scrivere, è già Gennaio.

È una sera speciale. Siam quasi avanti di un anno. I cani son ancor più grassi e viziati e gli uomini accanto ancor più storditi d’amore preso, le speranze sono ancora certezze del l’animo, e le illusioni rimangono scoregge del destino.
L’innocenza dei bimbi li rende felici perché han fretta di crescere.  Gli adolescenti sentono che è tempo di dare il bacio al primo amore, e per qualcuno con qualche anno di più sulle spalle è tempo di dimostrare d’esser guerriere e cavalieri o saranno donne su vie perse e uomini senza colpo in canna..
Un anno è nulla di fronte al tempo, segna solo il mutar delle stagioni e le rughe sul viso di chi lo vive. Tra ventuno minuti qualcuno inizierà a vivere in un mondo onnipotente fatto di quercia, e avrà molti anni a venire dove esisterà il solo se stessi.

Perché un anno passi bisogna pestare la neve e dare fieno ad asini e bovi. Bisogna che uno sciame di fiori faccia sentire in bocca il sapore del miele. Bisogna si asciughi la fronte sudata e si respiri il profumo di una messe di grano, e ancora bisogna vedere lo spogliarello degli alberi che si cambiano la veste. Camminare, dare ricevere e vedere, mordendosi la coda l’un con l’altra le stagioni amiche hanno un anno in più. Ci vuole il passar di un anno per qualcuno ad arrivare a capire di non cercare oltre ma saper mantenere ciò che si ha nel cuore, che quelli legati alla moneta di scambio, non sono legami ma nodi inestricabili. Rafforzare le speranze e attingere a nuove esperienze con un senno più vivo e guardingo. tagliare rami secchi che non producono energia per l’impulso indispensabile al cuore. Un altro anno è trascorso, molte lune l’hanno invaso, gelose di un sole tanto lodato. Un altro anno e qualcuno non pensa più a niente se non di essere felice o infelice per il cammino che ha percorso, per l’amore che ha saputo dare, ricevere, e che ha potuto vedere, persone che aspettano ciò che sarà quando dev’essere sia.

Un altro anno, un altra storia, un altra vita. Ben venga il 2019 con meno flatulenze e più leale speranza.

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