Muovere passi.

Camminare e pensare e come dire che una coppia di sposi, si tenga per mano dopo quarant’anni di matrimonio. Serve si arrivi a quel l’età per capire interrogativi di cose che fino ad allora parevano banalità. Le ‘cose’ o la ‘cosa’, è definizione ambigua e forse non del tutto lecita in altrimenti forme di pensiero. Per quel che voleva significare, una ‘cosa’ è un desiderio da raggiungere, e subblimandola, non si intenda per la sola forma di un oggetto.  Una ‘cosa’ è un desiderio che può essere legato per associazione ad un sentimento spirituale del l’animo, può anche significare chiedere quella ‘cosa’ che si chiama amore… che è la stessa ‘cosa’.

Camminare e pensare è come dire che le fette biscottate stan bene da sole, stan meglio con una spalmata di burro e son perfette con una slamata di marmellata sul tutto.  Intanto si cammina e si pensa sempre, e come nei sogni, si pensa sognando quello che la digestione suggerisce a seconda del che abbian cenato. Perciò se stiamo camminando nel’ora della pausa di pranzo in città, si avrà tempo di pensare a preparare l’aperitivo con chi si vuol fare prima del l’ora di cena. E camminando su nastri grigi pensare a ‘cose’ belle come il rientro a casa di sera, fosse anche nei cartoni sotto un ponte o in una lussuosa dimora  entrambe ambite come la più sublime delle regge.

Ancora camminando, il pensiero mostra i muscoli, quasi volesse interrompere la noia di un passo svelto da fare senza bisogno apparente. Se il  cammino pesta la sabbia umida di un inverno che borbotta tra le onde spumose che infrangono la riva, il pensiero si impadronisce di tutto ciò che è nel profondo, e tira fuori sensazioni sconosciute, tanto che si sente il mare che solletica il cuore con inebrianti profumi salati, e guardando sullo sfondo di quel mare incurvo non s’é mai visto arcobaleno dai colori più belli.

Camminare tra i boschi è uguale pensare quello che in realtà si dice di essere. Inoltrarsi per sentieri sconosciuti pieni d’incuria odierna, è lo stesso che avventurarsi un un magico mistero d’altri tempi. La pozza di un ruscello appare come un isola non scoperta dove impera lo sconfino d’una baia. Camminare nei boschi è immergersi in quel poco di natura che abbiamo dentro, quindi ritrovare se stessi, identico come sentire il profumo del mare. Camminare fa bene in città, al mare o nei boschi, rigenera lo spirito e fa dimenticare il grigiore di un giorno, ricordando l’azzurro di sempre. Si muovono passi, si muove il pensiero. È desiderare… più di ogni altra  ‘cosa’ al mondo.

 

 

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