Conporre pensieri.

Pensieri composti.

Una lunga fila di automobili di buon mattino morde la strada, indicando che il mondo si muove con servile coraggio nel perpetuo lavoro del dare per avere, che avere per dare non lo fa nessuno. Al volante di ogni quattroruote ci son persone  dietro i finestrini che respirano ugualmente ma con realtà di vita che si ramificano disuguali come infiniti tralci di vite sulle immense colline della vita. Ognuna di loro pensa alla giornata che l’aspetta, non dimentico dei doveri e dei piaceri passati o presenti e ogni cuore sa che il ricordo di uno aiuta l’altro. Tante facce, tante storie dietro i finestrini di un mezzo a motore che striscia incolonnato sulla strada grigia fregiata di bianchi segnali. Tante emozioni da mettere insieme, magari in pausa pranzo, dopo aver trascorso un mattino con l’oro in bocca o per disdetta esserti lavato i denti con dentifricio che sa di piombo.

Qualcuno dietro il finestrino pensa ad una giornata di duro lavoro o ad un giorno noioso. Per molte  persone è necessario, per altre è riservato il privilegio più ambito, lavorare per la passione di farlo e ottenerlo con l’unica indispensabile imposizione di possedere il dono dell’umiltà… i rimanenti lavoratori sono in attesa di ulteriori istruzioni sul l’uso.

Un pikhap avanza singhiozzando verso un rondò, al suo interno sono seduti la ‘squadra’ e il suo capo cantiere Mario che sta alla guida, son muratori e loro viaggiano a bordo di finestrini che sembrano vetrine sul mondo piazzate su furgoni quasi sempre di color bianco come l’animo di quella bella gente.

Fare il muratore non è mica facile e ancor meno lo è per un manovale che fatica ancor più. Sono ore di duro lavoro con inizio degli estenuanti viaggi di casa per il cantiere. Un velo pietoso si stende sui ricordi dei giovanotti  del gruppo che appena saliti a bordo del furgone, che si sbracano sui sedili di dietro e poggiando il capo sui finestrini  ricercando un angolo dove assaporare ultimi attimi di intima solitudine. Sonnecchiano traballanti in un finto dormire di sotto le tese del berretto tirato sugli occhi, cercando in un dormiveglia il regalo di un ricordo beato di una sera passata a bere quelle vogliose birre ghiacciate servite da occhi che hanno stregato, lasciando a fior di pelle il prurito del dubbio di una amara o forse dolce conquista, e fingono di dormire spegnendo lo sguardo sul l’orologio che regala ancora momenti di quiete.

Dietro il furgone dei muratori, una ‘500’ con a bordo due biondine, singhiozza insieme a loro. Due manici di scopa spuntano dai finestrini e data l’ora tarda di un alba e visi senza trucco con capelli raccolti in una coda, la fantasia fa supporre di donne che di lì a poco puliranno i locali di una banca o le scale di un condomino. E poi ancora auto con vetri oscurati, e camion di cui non si può immaginare nulla degli occupanti perché vivono su gomma dall’alto. Un brulicare di ruote e persone che indaffarati nel turbinio di pensieri sonnecchianti, macinano metri per fare ciò che devono.

Avvocati, studenti, impiegati, senza lavoro e fannulloni arrivano dopo, quando le donne da dietro i finestrini hanno labbra dipinte di rosso e non traspare pallore dalle loro guance coperto da badilate di fondotinta, e gli uomini son vestiti a festa anche di lunedì. I delinquenti arrivano dopo ancora sul nastro asfaltato, spaparanzati con baldanza nelle poltrone inforcano il volante di una fuoriserie con una sola mano a braccio teso, l’altra mano serve per accendersi una sigaretta che si fumano con boria a pieni polmoni emettendo nugoli di fumo che escono dal finestrino abbassato, come fossero segnali indiani che trascinano con se il frastuono di musica assordante… ma questa categoria è difficile da posizionare nell’immaginario di un curioso che osserva la sfilata degli umani sui grigi sentieri del mondo. Una sniffata si fa anche in giacca e cravatta e ‘rubare’ alla povera gente non è esclusiva di chi frequenta più la notte che il giorno.

Tante auto e più finestrini da dove scorgere posti nuovi e posti già vissuti cento volte, mille pensieri, più dubbi che certezze. Facce stanche o sveglie,  preoccupate o serene, persone che faranno del bene e chi del male, ma che le ruote riportino i muratori a casa per rivedere quel bagliore di occhi che ieri sembrava amore, e che anche chi pulisce di scopa possa indossare la gonna e passarsi le mani tra i capelli biondi sciolti. Per tutti gli altri che percorrono strade sia prospettiva di un giorno migliore.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...