Augurio sincero. Vedrai…

Augurio sincero. Vedrai.

Vedrai che primavera verrà. Sarà un esplosione di piante in fiore. Fioriranno il pesco e fiorirà il ciliegio e le fragole faran capolino a mostrar il pallore delle loro guance rosse. Arriverà la primavera che con il cuore gli uomini desiderano venga prima, è per ciò son già con la testa a viole. Che i bucaneve sono attesi dai montanari con la neve fresca sotto la suola degli scarponi, lo stesso tempo in cui gli animi dei marinai attendono i germogli delle aiuole sul lungomare e sarà per loro il segnale che i loro pescherecci in porto salpino a nuove messi.
Vedrai succederà ancora così che il mondo nuovo invada innanzi i pensieri d’augurio di un ritrovato benessere al nostro intelletto. I nostri cuori si nutriranno ancor prima del germoglio del fiore e ne sentiranno il profumo vitale, assaporeranno lo star bene di un alba boreale fra i ghiacci o al tramonto in fronte al curvo orizzonte del mare dopo scemato un temporale, e se con il sentimento non andremo così lontano, i cuori rimangano sparsi tra clivi e colli, pianure attraversate da fiumi e bagnati da laghi,  che il far del giorno e della sera non son meno belli di nessun nascere o addormentarsi del giorno.

Vedrai, sarà ancora primavera, altri amori nasceranno insieme alle primule, e quel giallognolo ardore ornerà di colore un altra storia. Altri amori e altri dolori, nell’eterno dissapore tra il male e il bene, il necessario perché esista l’indispensabile… e sarà ancora primavera per molte volte a venire, il quanto rimanga di rispetto dell’uomo in natura. Tante primavere quanto rimane al mare per vomitare altra plastica e alle vette più alte sputare bombole vuote d’ossigeno incuria della maleducazione e nel trionfo di nuove conquiste anelleremo altre sonore sconfitte.

Sarà un altra primavera dove giganteschi aloni di stornelli sbandati non migreranno, orche confuse spiaggeranno, altre donne saranno immolate nella bestemmia di un dichiarato menzoniero amore. Sarà ancora il tempo di sfoderare l’arma migliore a disposizione del male, la differenza del colore della pelle degli uomini che alcuni sapranno fare e altri disfare, così che in ogni caso l’equilibrio non venga disturbato da troppo benessere o da eccessivo malessere, un guadagnarsi il dono della vita che prevarrà su tutte le stagioni del cuore.

Vedrai con i tuoi occhi il celo e sentirai con la pelle la testarda nebbiolina del dubbio che si insinuerà nel l’animo a cercar di confondere le emozioni in un rimescolare i ricordi sul fuoco vivace, ma arriverà il deliziarsi del sapore in bocca di dolci timide fragole e saprai che è di nuovo primavera. Aliti d’anima per spingere con forza la porta che apre il vedere e sentire di lontano la calda estate che se ne sta spaparanzata a sonnecchiare nel mentre aspetta il suo risveglio mentre l’autunno sta a guardare. Lui è la stagione che veste in doppio petto grigioverde, lui è la parte di tempo dentro il mondo che serve ad incollare tutto. L’autunno è la sera fresca che prende a braccetto una gelida notte d’inverno e insieme vanno a far visita ad un alba frizzantina di primavera.

Vedrai, sarà ancora primavera e sarà ancora un dare per avere e più si darà, più si avrà. Vedrai, sarà ancora un giorno nuovo e ad ogni risveglio vedrò ancora il chiarore nei tuoi occhi per poter dire che sarà ancora un bel giorno.

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