L’amore è indivisibile.

Non si può dividere un qualcosa che non si è accumulato prima, il niente è indivisibile.É come l’amore, non si può dividere per poterlo distribuire se non si è accumulato prima. È la storia di Dario, un ragazzo nato e cresciuto in un paese dal nome Ungherese pur essendo in terra Italico calabra. I genitori erano di altra nazionalità e per esigenze più o meno giustificabili,  lo lasciarono in affido ad una famiglia calabrese. Tempi duri. Da poco scemata la guerra del 40 partotita dalle menti confuse da menzogneri ideali d’uguaglianza e prosperità e la famiglia calabra composta da mamma Concetta, babbo Fedele e figlia Adele che aimé di bellezza aveva solo il cuore, si sfamava con la raccolta delle arance, e tanto bastava riuscendo ad ospitare anche Dario, che lo chiamavano tutti simpaticamente Jmmi, anche a lui non piacesse molto perché più che ungaro pareva un ‘nomignolo’ americano.

Per Jmmi, vivere in un paese di duecento e poco più anime, di cui la metà  con più di cinquant’anni e l’altra metà divisa fra bimbi, adolescenti e ragazzi, fatti due conti significava ridurre al lumicino il numero delle possibilità di maritarsi. Così Jmmi dall’alto dei suoi trent’anni non conosceva amore e conseguente fu che andò per ragionamenti, pensò male di maritarsi con la sedicenne Adele… senza amore, per convenienza, sposarla significava ereditare di diritto l’aranceto che contava più di trecento piante… e così fu.

Voleva amore quel ragazzo, ma non disdegnava per questo il corteggiare la misera messe di fanciulle in primavera con sensi accesi che albergavano in quello sperduto paese di pietre e calce. Voleva amore quel ragazzo ma non contento di possedere un ricco podere, circuì Adelmo, quel signore grassone attempato che aveva una proprietà confinante con quella di Jmmi e non gli fu difficile ottenerla con quattro soldi dopo tre bicchieri di vino bevuti tra risa e malfidenza con il malcapitato Adelmo. Voleva amore quel ragazzone dagli occhi azzurri freddi come il clima della sua terra d’origine, ma non conoscendolo sapeva solo impartire ordini e l’ordine è la parte costituente di ogni regime autoritario, niente a che vedere con affari di cuore. Jmmi voleva un figlio maschio e invece ebbe due figlie, una da Adele sua moglie e una da Linda la bella locandiera che servì abbondanti caraffe di vino la serata del contratto truffa tra il suo amante e Adelmo che adesso di vino ne beveva da mane a sera perché senza agrumi da cogliere preferiva sbronzarsi forse per dimenticare…

la vita trascorse per Jmmi come chiunque, inesorabile con gioie e dolori, finché negli anni a venire una siccità troppo testarda, brució di colpo il frutteto, nel senso biblico del significato, perché l’arsura mandó in fumo il raccolto di una intera stagione. Jmmi non aveva risparmiato sino ad allora, così che investendo tutto il denaro raccolto per aqustare nuovi terreni, si ritrovò sul lastrico, senza il becco di un quattrino per controbattere la malasorte che gli aveva regalato troppo sole. Ma i guai non vengono mai soli, si accompagnano con compagni della loro risma. Babbo Fedele viene a mancare in quel triste frangente, ora Jmmi doveva badare anche alla suocera oltre che moglie e figlie. Probabilmente i guai vengono sempre accompagnati, ma bisogna proprio che un Santo in Cielo si distragga e volga lo sguardo altrove per non accorgersi di una numerosa comitiva di guai che gozzovigliava allegramente e che quando fu chiamata al proprio destino fosse e rimanesse numerosa. Uno starnuto. Uno starnuto di un Santo, una distrazione d’un battito di ciglia, basta un niente per essere quantificato immenso per ogni minuto di un Santo. E magari non si tratta di un semplice starnuto, ma di una distrazione voluta. All’osteria Linda non degnava più d’uno sguardo Jmmi,  a volte faceva servire al marito il bicchiere di vino bevuto a credito, si era spento il sorriso sulle labbra di Linda, e non solo perché Jmmi era diventato improvvisamente povero, la loro figlia era incinta di padre che abitava in un paese vicino ma non voleva riconoscere il nascituro. Lenny era incinta e Romeo se ne fotteva, Jmmi stava a guardare senza ne fare, ne potere nulla se non finire il suo bicchiere di vino che avrebbe pagato forse in futuro.

Non sono più trenta gli anni di Jmmi, sono oltre gli “anta” che si avvicinano correndo alla mezza di un secolo.  A Jmmi ‘rimane’ la moglie Adele e la figlia Luisa che di bello ha preso tutto dalla madre, cioè solo il cuore, che è già votato al figlio del mugnaio, un ragazzone tutto muscoli, poco cervello e tanto cuore, lo stesso che rispetta e ama Luisa… gli ‘rimane’ solo Adele, e ora per Jmmi non contano più labbra sinuose, fianchi stretti e seni che sembrano ebri di latte da sballo, Jmmi ora vede il colore degli occhi di Adele e ci si specchia estasiato. Ora osserva tutte le gesta gentili che compie la sua sposa nel porgergli un piatto di minestra. Adesso la sente vicina come a sentire il calore della sua pelle in quel letto che si è fatto piccolo ma fino ad allora tanto grande da aver paura di starci. Forse Jmmi non si era innamorato di Adele, forse aveva conosciuto l’amore di Adele, e come i guai non vengono da soli, anche le gioie si accompagnano, perché come si semina si raccoglie e se si semina pioggia sarà tempesta, se si semina sole sarà l’aurora… Dario si innamorò di Adele e scoprí che pur non avendo più nulla, aveva tutto.

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