L’inquinamento del globo parte dal nostro cuore.

L’inquinamento del mondo parte dal nostro cuore.

Non una faccia d’uomo è uguale ad un altra, non un palco di renna è identico ad un altro e tra milioni e milioni di foglie ognuna è diversa da un altra. Un fulmine non cade mai nello stesso punto anche se Zeus perennemente arrabbiato ne scaglia in grande quantità ogni giorno su di questo mondo. Non esiste un monte che solo si somigli ad un altro, così come nessun fiume in terra scorrendo percorre lo stesso tratto, i mari si somigliano molto ma sono salati in modo differente come diverso è il loro colore. Non s’é mai vista una nuvola della stessa forma di un altra ne un cielo con parimenti tonalità d’azzurro.

Il clima cambia da mane a sera a seconda dei ritmi stagionali di ogni nazione, adesso è sicuro sia aumentata dappertutto  la temperatura sul nostro universo, e Greta, una sedicenne che proviene da uno dei paesi svedesi con il tasso più alto di suicidi del pianeta per l’insofferenza al saper vivere, alza la voce e grida a squarciagola il suo messaggio d’allarme al surriscaldamento globale. I suoi comizi sono seguiti da proseliti di migliaia di persone che invadono Kilometri di strade che percorrono a piedi con cartelli alla mano per inneggiare la salvaguardia di ciò che rimane di questo vivere e immondano il suolo che calpestano di sporcizia e maleducazione civile.

Intanto, oggi camminando nel bosco si nota un televisore anni 80 con tubo cadodico gettata nella scarpata che ieri non c’era. Chi l’ha fatto non ha sentito Greta. Adesso, passeggiando sulla spiaggia tra gli effluvi di un aria salmastra gli occhi si socchiudono in un piacevole respiro di pace, e quando aimé si riaprono, vedono bottigliette di plastica e cellophane sospinti a riva da onde deboli mattutine. Chi ha gettato rifiuti che sono  arrivati al mare non ha sentito Greta. Ora, fiumi e ruscelli hanno acque che assumono i colori varianti tra il violaceo e un verdognolo che sa di putrido, inquinamento di scarichi industriali, laghi con proebizione alla balneazione… responsabili di aziende e gente comune sicuramente non hanno sentito Greta. Forse per il semplice motivo che Greta è in ritardo per essere ascoltata. Forse perché non era una ragazzina di sedici anni che si doveva mettere in cattedra per ammonirci severamente sulla incombente catastrofe ambientale, probabilmente assoldata per due soldi a farsi autrice di un ultimo appello disperato all’umanita intera. Sedici anni non possono alimentare il sentimento di propositi tanto nobili, non certo perché manca il cuore, ma di certo manca l’esperienza di vita per capire quello che realmente si vuole dire.

Bisognerebbe che quando mamma e papà vanno a fare una passeggiata nel bosco e danno la merendina ai figli mentre camminano, non permettano che questi gettino la confezione sul sentiero e gli spieghino anche il perché non farlo. Gli stessi genitori che ai fiumi e al mare proebiscano ai figli di gettare in acqua o sulla spiaggia qualunque genere di oggetto di scarto non biodegradabile e anzi gli facciano imparare il rispetto dell’ambiente e di chi lo vive, insegnando loro che qualora vedranno in futuro ruscelli fiumi e mari schiumanti di luridume ne denuncino la provenienza. Bisognerebbe che ogni volta si fumi una sigaretta conservare in tasca il mozzicone spento sino a gettarlo nel cestino apposito più vicino. Inutile stare ora a sentire la ragazzina Greta, dipendeva e dipende dall’insegnamento di mamme e papà.

Non un solo viso, albero o elemento in natura è stato creato uguale ad un altra, solo la stupidità umana è rimasta tale e quale e mille Greta affamate non me ce lo possono solo che ricordare… nulla più.

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