Dove si va a finire.

 

Dove si va a finire.

Pensare al male è come pensare all’infinito… tutt’e due spaventano… allora con il pensiero dove si va a finire.

Addentrarsi in un pensiero che non ti fa stare bene, può anche semplicemente essere di un cane si sia dovuto sopprimere per evitargli delle sofferenze ulteriori a causa di una malattia. In questo caso il male lo si comincia a vedere da molto lontano. È un dispiacere l’eutanasia di un cane ma se necessario è indispensabile, il peggio sarebbe vedere un cane legato alla catena per il resto della sua vita. Come pensare a cosa c’è oltre le nuvole… un mistero dell’infinito… e proseguendo tra i misteri pensando all’immensitá del nulla, sarebbe duro pensare a cosa esiste oltre la stratosfera.

Pensare al male e come pensare all’infinito, spaventa!

Se dal male fatto a un cane tenuto per tutta la vita alla catena il pensiero va ad immaginare un cuore infranto per amore, ecco che perseguire nel pensiero del male, non può che ferire di più il cuore e il peggio non può essere che perdere una persona cara. Addentrarsi con timore nell’ignoto dello spazio e sentirsi a bordo di una navicella spaziale che ha appena acceso i razzi di spinta incute timore ma è ancor più sgomento pensare se gli occupanti riusciranno a raggiungere la luna…

Pensare al male è come pensare all’infinito, fa paura!

Che perdere una persona cara è atroce ma non c’è mai fine alle paure di un uomo che pensa a quando morirà. Mille gli interrogativi di in che modo, ma ancor più della domanda rimandata per anni da tutti che è per il quando avverrà questo tristissimo momento, e non c’è mai una risposta per nessuno, rimane solo un grande senso di inquietudine, lo stesso che andare oltre la luna per viaggiare con la mente ad occhi chiusi nell’immensitá del cosmo sfiorando a velocità pazzesche milioni di asteroidi e nel continuo navigare, arrivare allo sconvolgente immenso buco nero quello che oltre, per Stephen Hawking non c’è più niente di niente… nemmeno Dio.

Lo scienziato ha affermato ciò su circa dodici milioni di libri venduti nel mondo a persone che credono in quello che ha scritto. Rimangono sempre un miliardo e centomila persone che non la pensano come lui per fortuna… e non si parla solo della “teoria” dei buchi neri… forse allora è meglio pensare al bene.

Anche pensare al bene è come pensare all’infinito.

Pensare al bene e vedere un cane libero seduto accanto al suo “padrone” mentre legge un buon libro e gli carezza le orecchie e ancor meglio passeggiare tra i boschi o in riva al mare con lui, l’amato quattrozampe. Pensare al bene è sentirsi certi di un amore sincero e se disgraziatamente si perde una persona cara si ricorda con affetto ma mai con disperazione, e non bastasse chi pensa al bene lascia che il suo momento di fine vita avvenga quando sarà senza troppe paranoie e addirittura si aspetti una risposta di dove si andrà a finire.

Pensare al bene è vedere le nuvole come fossero pecorelle al pascolo che si contano per addormentarsi beati, e dopo l’atmosfera semplicemente non si respira ma mica ci abitiamo lì. Pensare al bene è realizzare il sogno di un astronauta al suo primo decollo che in seguito raggiungerà la luna e se la mente fugge e va oltre viaggiando in un astronave che sfreccia sicura tra milioni di asteroidi, non si avrà più nessuna paura al pensare che dopo il buco nero c’è il niente di niente, si è già pensato a dove andremo a finire.

 

 

 

 

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