Il respiro dell’anima.

Il respiro dell’anima.

Si fanno quasi un centinaio di respiri in un ora, come lo sbatter d’ali d’un secondo di un colibrì in volo. Quasi cento volte, il battito di un cuore umano che batte in un ora, non di un colibrì, quello batte in una vita milioni di volte più del nostro. Il respiro è la vita, ed è Lei stessa che ti prende per mano regalando il primo respiro, e lì si fa padrona del resto dei respiri che verranno in una esistenza.

Implacabile e veloce la vita corre e trascina con se in un tunnel sin dal primo respiro. Il famoso tunnel, che la scienza chiama ‘buco nero’, oltre quale il nulla, quel buco nero che vede ogni morituro e ne testimonia l’esistenza chi riesce ad uscirne miracolosamente indenne… e dice di aver visto la Luce oltre il nulla. Un tunnel che la vita percorre con un vortice intriso di gioie e dolori, per questo i respiri di un uomo a volte sono turbati e affannosi, altri gioiosi e sereni. Bisogna prendere il giusto ritmo della vita per respirare meglio, bisogna là si lasci correre e noi rallentare per ammirare un tramonto che si è lasciata alle spalle… aumentando i respiri solo quando arrivano al cuore che ti vuol far conoscere l’Amore.

La vita è bene farsela amica, Lei non morirà, per questo non invecchierà dispensando giovanili consigli a chi avrà  buone orecchie per saperli ascoltare. Se invece la vita sta stretta come un abito di due taglie in meno a chi la indossa, non potrà di certo godere di un consiglio amichevole da mamma vita, al contrario comanderà che il vento sparga per il mondo la vanità che ha trovato nel suo continuo vagare nel cercar di raggiungere i cuori degli uomini con verbo di verità.

Dare vita alla vita, è respirare, meglio sia un sano respiro, sincero che non trema, amorevole, che sussurrato in un orecchio sa far fremere per essere amato. Il respiro ci segue accompagnato dalla vita ed entrambi fanno respirare l’anima.  Il respiro dell’Anima, involucro di emozioni che si travestono da cavalieri della mente che montando il loro nobile destriero cavalcano mondi ignoti nascosti negli angoli più remoti dell’inconscio della mente la quale non riesce a trattenere l’impeto di ciò accade e lo rilascia al cuore che la trattiene quel tanto da sapere se è cosa buona.

È stato un anno da non scordare mai più. È stato un anno che ci ha tradito sin dal principio dicendo due volte “chi ha venti, ha vinto”, un anno che ha collaudato la stupidità umana a braccetto con l’impotenza. Governanti incapaci, tv spazzatura, social addomesticati per ‘intontire’ la gente, falsi ideali mascherati da personaggi che hanno svilito la morale faticosamente conquistata nel corso dei secoli scorsi a partire dai contadini dalle mani rugose, il lavoro che premia sempre meno i deboli ingigantendo l’ovile degli emarginati e arricchisce a dismisura poche persone che erano già ricche di loro. Una nazione che quest’anno ci ha tolto il respiro  portando nelle case di tutto il mondo un nemico invisibile, un continente con gli occhi a mandorla che secondo le previsioni ha anticipato di cinque anni il diventare la prima potenza mondiale scavalcando di fatto 50 stelle. Un anno dove non sono cessate le guerre, ma le hanno imbavagliate con un problema maggiore e sono sempre più ‘accese’.

Non é stato un buon anno, ma lo stesso non è che l’epilogo di un uso smodato e insensato del nostro pianeta che dopo essere stato surriscaldato sciogliendo la vita ai poli, spogliato di foreste, deturpato e vilipeso in ogni dove, grazie all’immensa alterigia umana,  ci ha fatto quest’ultimo “regalo” inquinando l’aria di tutto il mondo con un virus… era solo una questione di tempo ed è successo ora.

Ci sono rimasti gli abbracci non dati, ma mai così tanto desiderati, la cupidigia sopita in ogni cuore, la solidarietà del vicino di casa che prima non si conosceva se non per nome, e i luoghi di culto sempre più assiepati. Ci ricorderemo di cambiare la rotta che ci porta verso le isole ammaglianti delle sirene di Omero, e tutto può avvenire in un sospiro che entra nel corpo per far respirare l’anima.

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