Sorride anche il mendicante.

Sorride anche il mendicante.

C’e aria di cose belle e buone in giro. Piante in fiore e prati verdi, uova sode colorate e colombe mandorlate e buoni propositi di Pace nello spirito della gente. Don Paolo in un paese del gardesano annuncia la domenica delle Palme con il fervore dell’uomo che aiutò Gesù a rialzarsi dopo la terza caduta che fece salendo il Golgota. Filippo viene da Napoli ed è un impiegato ecologico in un paesotto lombardo e pulisce dalle erbacce le aiuole intorno alla statua del Manzú per meglio preparare l’incontro con i turisti. Gianni fa il barbiere, e lavora forbici e pettine alla mano da dietro quelle grandi vetrine dove lo sguardo va oltre e incontra un angolo di mare Adriatico. Ogni uomo ha due facce e lo sa bene il Gianni che deve accomodare due basette differenti anche se sullo stesso viso, in questo periodo acconcia barbe a turisti di passaggio con l’aggiunta di voglia in più nel farlo, è Pasqua anche per Lui. Mario è un tranviere di Milano che fa la spola dalla stazione centrale a Piazza Garibaldi e in questi giorni vede la sua città con luci e colori nuovi e i bolognini paiono più puliti. Il giorno di Pasqua Mario sarà di turno otto ore, lo stesso il suo sguardo é felice.  I senzatetto rannicchiati sui marciapiedi mendicano accendendo i loro sorrisi come fanno nei giorni di festa così che il cappello rovesciato a terra, si riempia il più presto di tante monete.

La gente per strada e nelle case è pervasa di una consolante sensazione di benessere, mentre ad altre persone non gliene importa nulla di ciò che accade ma sono lo stesso pervase da piacere che libra nell’aria voluttuoso ma palpabile dal cuore. C’é chi invece la prende con più severa consapevolezza, e addirittura si sottopone ad un piccolo ‘sacrificio’ quotidiano che lo impegnerà per quaranta giorni confrontandosi con se stessi nel credere che esista un compenso in un mondo ignoto che nell’inconscio dell’animo appare sublime.

Per questo qualcuno non beve caffè in Quaresima o non beve vino, piuttosto che non mangiare dolci o ancora ripromettersi di non ubriacarsi o peggio, senza imprecare, e comunque non in modo eccessivo, chiedendo sinceramente perdono ad ogni errore di debolezza umana di cui si renda conto. Il Ramadan dei fratelli Islamici, la Pasqua d’ogni giorno di Induisti e Buddisti. Sono sacrifici boomerang, ritornano al mittente trasformati in bene puro. E dai oggi, e dai domani che dopo alcuni anni di questi piccoli grandi ‘sacrifici’, l’unico beneficiario è chi li compie perché dopo apparenti noiosi tentativi, fuma, beve e mangia di meno gustando poi il tutto in una piacevole ritrovata autorevolezza.

Ci si sente meglio a raggiungere un traguardo prefisso, si scala una montagna senza cadere in dirupi e si naviga in barca a vela per il giro del mondo senza paura del mare grosso. Il ‘sacrificio’ così piccolo non è poi così grande, e la vita assume dettagli più belli nel suo breve trascorrere, rallentando ancor più l’incedere nel cammin di nostra via, tanto ci si possa soffermare per estasiarsi del bello che ci circonda.  Ammirare alberi sentinelle dei monti che con le loro vette innevate sembra vogliano disperatamente spingersi più in alto per dare una pennellata di candore al celo. Ammirare oceani con onde spumeggianti che ballando schiaffeggiano la battigia intonati dal ritmo scandito della natura. Albe e tramonti che si specchiano su prati in fiore       Bastano piccoli grandi sacrifici offerti al tuo ego per accedere ad un mondo di bene che sembra virtuale ma ti porta dritto in un Paradiso reale.

É ancora Pasqua, e di nuovo se pur vecchia, si ripresenta in abiti nuovi pieni di colore. È come l’amore, anche ne venga sparso sulla roccia, ovunque genera altro Amore e per questo sia l’Augurio più bello che venga espresso dal profondo di ogni cuore. Potremmo persino imparare a parlare con i cani, e chissà, potremmo persino imparare a parlare con il vicino di casa. È Pasqua. Buon Risorgimento. Buona Pasqua Persone Care.

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