Penna e momenti…

Penna e momenti.

Ci si sperde a scrivere un libro. Si parla di tutto quotidianamente ma si scrive solo quello che è inerente alla memoria del racconto che si sta scrivendo. Così che pensieri e parole, vengono condivisi sul posto di lavoro o al bar e non c’è posto per il mondo quando si scrive. L’ultimo spazio di giornata è scrivere quel libro, il resto sono discorsi da cortile e telegiornali serali. Si scrive meglio quando si ha la mente sgombra, e notizie come quella che l’ex marito, dopo numerose precedenti minacce ha teso un agguato alla moglie e l’ha aggredita colpendola alla gola con una lama di coltello ferendola a morte… foto sul giornale Lei bellissima e giovane, lui, mediocre e più vecchio. Lei dei paesi del l’est, lui italiano. Lei povera, lui povero… Non poteva che finire male la loro storia d’amore. Bisogna guardarsi allo specchio e controllare la carta d’identità prima di frequentare una ragazza del l’Est. E bisogna chiedersi se non è meglio spostare la mira alla freccia del l’arco teso d’amore verso una donna o uomo di qualunque paese del mondo che abbia almeno l’età per cui nella vita si possa competere nel stare al passo con corpo e mente… oppure un portafoglio molto gonfio che saprà ‘comprare’ e forse amare, ma quasi mai potrà essere contraccambiato.

Quando si scrive un libro, queste vicende interessano solo il momento di essere ascoltate e dopo una breve riflessione si ha voglia di notizie semplici, fatte di e da persone comuni, e non con persone disturbate mentalmente dai loro stessi errori.  L’incontro al bar per un caffè e scambiare quattro parole con ti sta accanto. Notizie frivole, a volte tristi come quel l’uomo magro con gli occhiali piccoli, rettangolari e argentei che a occhi quasi sbarrati disse con un aria disinvolta ma preoccupata che di lì a una ventina di giorni gli avrebbero asportato parte del l’apparato genitale causa malattia del secolo scorso e presente. Lucilla parla del suo ‘Torino calcio’ che solo il celo sa perché Una nata a Bergamo e vissuta in gran parte per lavoro a Roma, faccia il tifo per il “Toro”. A Lucilla brillano gli occhi quando parla di suo figlio che tira di scherma in modo egregio, gli occhi gli brillano anche quando parla del suo adorato cagnolino che gli sta attaccato come una cozza… quando parla del marito, gli occhi guardano…

Sono queste le uniche notizie che interessano una persona che sta scrivendo un libro. Si assorbono con un niente perché fanno parte della sua stessa esistenza e non possono interferire nel dialogo del suo raccontare scrivendo. Momenti di quiete dove la mente respinge ogni forma di presenze non positive che perlopiù sono notizie con con il finale non necessario e spesso scontato. Momenti in cui una persona che scrive, sta scolpendo nel suo cuore parole d’amore.

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