24 Gennaio 2020. Sarà quel che sarà

Aggrapparti alle ali di un Angelo, le serate volano nello spazio insieme ai nostri pensieri per incontrare i giorni e le albe che verranno. L’aurora raccoglierà il rossore riflesso di un sole che spunta da un altra parte del mondo, e se sarà pioggia, ombrelli, se neve cappotti e guanti di lana. C’è sempre un rimedio nella vita e l’unica volta che non c’è si va in un posto migliore, dove non fa mai ne troppo caldo né troppo freddo.

Fra le piume d’ali che svolazzano nell’etere dello spazio infinito, gli uomini sono alla ricerca di emozioni d’un giorno o di un ora… di minuti, lo spazio di un respiro greve come un giorno d’arsura quanto lieve come violette che sbocciano a primavera… e alla fine sono pochi attimi intensi vissuti con gli occhi rovesciati dietro le palpebre rivolte al cielo, e lo ringraziano.

Sarà quel che sarà e intanto si vola. Si vola sul mondo che fa immaginare quello che si desidera. Un viaggio nella pace dei sentimenti di ognuno, dove le ‘cose’ che si vedono dall’alto hanno tinte di colori vivaci che sanno accendere lo spirito, e per questo vedere quella luce che serve per illuminare il cammino della nostra vita, e Dante perdoni lo storpio dell’uso delle sue parole, ma a fin di bene ogni ‘cosa’ può essere perdonata.

Si perdona per chi ha sbagliato per necessità, si perdona una bugia che suo malgrado e servita a far del bene, si perdona un amico e si perdona un amore fallito perché si è capito che la croce è fatta di due bastoni… il bastone corto, e quello lungo… ogni uno con la sua precisa parte per comporre la croce che ognuno deve portare in spalla per dare un senso alla propria esistenza… e quindi, al proprio cammino d’amore.

Si perdona il tempo che a volte dispettoso ci perseguita e benigno ci rende partecipi di seminare grano e coltivare patate. Si perdona spesso, molto, ma il problema più grande rimane saper perdonare se stessi. Sarà quel che sarà perché nessuno può guidare il suo destino… ad eccezione di Mandela, l’invincibile che disse… “Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi la vita, io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima.”

Il comandante del nostro destino, e cosa grande da dire, più ‘comodo’ abbandonarsi al fato a volte grato o ingrato senza misura di chi arriva prima per importanza… bianco e nero si sovrapporranno come il sole sorga in una parte lasciando nel buio l’altra metà di mondo, e allora senza arrendersi, continuando tra nubi scure e bagliori di speranza, la lotta nella trincea della vita, ancora una volta e per sempre sarà quel che sarà.

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