Stelle in cielo.

Siamo in punizione, come quando mezzo secolo fa, la maestra ci metteva in punizione dietro la lavagna perché avevamo disturbato i compagni di banco. Discriminazioni d’ogni tipo, indifferenza in ogni dove. Abbiamo disturbato il vicino di banco. Siamo in punizione.

C’è  tempesta nella mente degli uomini, un uragano d’emozioni che assale prepotente e si rincorre nuotando fra onde sensazionali alla ricerca di una boa di salvataggio che distribuisca amore per essere ridistribuito al mondo.

Il mondo che adesso trema. Il mondo che adesso è più piccolo e più vicino.

Il mondo che ha smarrito i sogni e si copre il viso con una maschera anche se non è carnevale.  Il mondo in Quaresima con nessun fedele che si debba sforzare di fare una piccola rinuncia perché suo malgrado è obbligato a farne cento al giorno. Non si beve più il caffè al bar al mattino, il mondo s’é fermato e non lavora più ma deve comunque mangiare.

Il mondo come un fiume in piena é straripato quando senza saperlo ha accolto un nemico invisibile sempre in agguato che si è auto invitato alla nostra tavola. É il leone nel giardino di casa nostra. È ‘quel’ serpente che insidiava i nostri calcagni per distrarci dalle velleità della vita e noi non ne abbiamo mai sentito il morso. Un mondo ferito a morte che non s’arrende e fa sentire ancora il suono dei suoi cannoni perché le guerre non cessano. Un mondo che non ha capito o non vuole vedere che il fiume straripa e non è interessato a mettere sacchi di sabbia sui suoi argini.

Un mondo che non si è ancora piegato al più grande dramma che sta vivendo in tempi moderni. Un virus, terza guerra mondiale, il terzo mistero di Fatima, forse, la punizione al nostro ego più impetuoso e straripante di tutte le acque del mondo. E adesso comincia la caccia alle streghe. Politici incapaci che lo stesso non sarebbero più ‘capaci’ dei ‘capaci’ perché serve solamente la solidarietà di tutti,  Le streghe le bruceremo poi se saremo ancora in grado di giudicare. Intanto le guerre non cessano ed è solo diminuita la criminalità d’ogni tipo. Non siamo ancora in grado o non vogliamo mettere i sacchi di sabbia sulle rive del fiume. Fiduciosi, pensiamoci noi, con messaggi mai scambiati prima se non in occasione di ricorrenze e compleanni, con parole vere e non di circostanza. Ci pensa l’ultrà dell’Atalanta che sta aiutando ad allestire l’ospedale da campo nella fiera campionaria di Bergamo. Ci pensa l’idraulico di Milano, l’ingegnere di Bolgare e il panettiere di Ranica che lavora per il bene della sua gente come ignorasse di poter essere investito egli stesso dal gelido abbraccio di quella ‘corona tanto ingiusta posta sul capo sbagliato di un virus. Ci pensa il giornalista di Sassari e la massaia calabrese. Ci penserà l’Albania che invia trenta eroi, tanto sono tutto i medici, infermieri, paramedici e Volontari di tutto il mondo.   Ci pensiamo noi a mettere sacchi di sabbia sugli argini delle nostre Anime. Poi bruceremo le streghe o, a Dio. piacendo non le metteremo mai più al rogo.  È guerra, ma finirà e ci renderà tutti migliori… e usciremo ancora a guardare le stelle… e sarà come non averle viste mai cosi luminose.

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