GENNAIO. Solo per oggi

01 GENNAIO 9010 S. Maria Madre di Dio. S.Telemaco, S.Concordio, S.Fulgenzio

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… I LOVE LONDRA… l’ALTRO MEZZO PENSIERO…

La parte riservata al 29 Febbraio ogni due anni.

Magnifica la cattedrale di Westminster, dove entrando ti senti nel mezzo di una parte importante della storia del mondo, a partire del primo sovrano che nel 1066 vi fu incoronato, Guglielmo il conquistatore, e in tempi più recenti, Re Giacomo, e la Regina Elisabetta I .     E poi ancora ho avuto modo di vedere e di calpestare le tombe commemorative di illustri nobili ivi sepolti da, Lord Byron, Charleston Dichens, William Shakespeare, Oscar Wilde, Winston Churchill e fermiamoci che se ne nomino altri che nemmeno saprei chi fossero stati,  che l’ultimo triste ricordo di questa cattedrale, per me comune mortale, va all’indimenticabile Principessa del Galles Lady Diana Spencer, perché vi furono svolti i suoi tristi omaggi funebri.   La stessa splendida Principessa di cui visitai anche la residenza da divorziata e i magazzini del suocero pro tempore  Alfayed, “da Harrods”, anche se in verità mi pareva di essere in una banca centrale tante erano le guardie addette alla sua sicurezza, e tanti erano gli articoli esposti che i più comuni andavano dai reparti Rolex agli show room degli stilisti di alta moda nel mondo.

E ancora Portobello Road, con le sue vie multicolore e i suoi negozi stracolmi di souvenir e curiosità di ogni genere, e li vicino, un castello meraviglioso, residenza estiva dei reali, dove si era aperto un ala, per la visita dei turisti, e non ne ricordo il nome, diversamente l’avrei scritto. Immancabile una capatina nel più prestigioso locale dei Beatles, un longe bar con al suo interno una sorta di museo allestito per il famoso gruppo musicale, l’Abbei road NW8 city of Westminster, dove di questo locale mi impressionò vedere uno dei reggiseni da scena di Veronica Ciccone, che pronunciarne il nome d’arte, mi da’ fastidio, e mille altre curiosità e accessori per vip.

Una bella coda di almeno tre quarti d’ora, c’è la siamo fatta pure per entrare nel locale allestito per Hard Rock café, ma non comprai una sua mitica maglietta, 140 mila lire, preferii spenderle diversamente.   Facce strane, come quelle degli Ebrei con barba e cappello a tesa dritta, che non davano nemmeno troppa confidenza, fu bello invece veder passeggiare uomini elegantissimi di origine africana, con capelli lunghissimi a treccine come il ‘rastafariano’, rimanevo esterrefatto nel vedere donne con chioma rasata da una parte, e capelli lunghi e fluenti dall’altra, per il colore dei capelli stessi poi, non ne parliamo, era normale vederne almeno due di questi colori, su che variavano dal biondo-viola al nero-bianco, capelli portati con una indifferenza che mi lasciava basito.

Una città Londra, che ben si sposa con il promiscuo razziale, nel rispetto di ogni tendenza sessuale, religiosa e politica se vogliamo, una città che vale la pena di vedere e visitare per la sua straordinaria moltitudine di stranezze e ambiguità, che comunque vivono di fatto in uno dei posti più conservatori del mondo, E sarà perciò che affascina, e sarà per questo che invade gli occhi e i sensi… e rimango qui a Bergamo a far ‘vasche’ sul Sentierone. I Love Londra.

 

02 GENNAIO 2015 S. Basilio, S.Gregorio, S.Adelardo, S. Odilone, S. Macario, S. Basileo

img_0281È un riunire del tempo per capire da quanto ti Amo, per ricordare quando è scaturita la scintilla in Noi, …  è un indagine d’Amore.

Che quella sera di 28 anni or sono, con l’irruenza della mia giovane età, non immaginavo certo di festeggiare anche oggi una ricorrenza così lunga, così duratura, così piena d’Amore, essenziale per continuare a vivere con il vero senso di farlo. Non immaginavo di fare tanto cammino con a fianco l’altra esatta metà di me, destinata nel tempo a diventare lo specchio della mia Anima il clone del mio Amore.

Sono state mille le volte che ho rischiato di perderti, mille le volte che ti ho detto ti Amo, che forse da principio lo dicevo perché si doveva dire, oggi te lo dico perché lo dice ogni centimetro della mia pelle, lo dice ogni mio primo pensiero, lo dice ogni mio respiro, lo dice il mio cuore. Ti Amo compagna di tante avventure. Ti Amo compagna di gioie e dolori. Ti Amo ogni giorno di più di quello che l’ha preceduto, e domani per importanza  annullerà quello presente …  e ora non te lo dico per dire, te lo dico dico per Amore perché senza di Te il respiro si fa corto,  e l’angoscia lentamente si insinua come nebbiolina leggera, raffreddando aspettative e speranze, congelando  gioie e risposte. La casa senza la tua presenza non è casa,  è un involucro di nulla, non serve a niente, ripara dalla pioggia ma non emana calore, non scalda il cuore.

Come quando accendo il fuoco nel camino e vi getto molta legna e carbone, ma una casa senza Amore è una casa con il gelo nel cuore, e Tu per me sei la fiamma  che fa ardere quello che da sempre anelo, il sentimento più puro e più vero, come la scintilla che brillò quella sera di un freddo inverno che invano tentava di raffreddare i corpi, ma nulla poté nel domare l’incendio dei nostri sentimenti.

E fu il due di un lontano Gennaio a sprigionare la scintilla che scatenò il più grande degli incendi dentro me, e non ci sarà acqua sufficiente nei mari per spegnerlo, ne sabbia nei deserti per domarlo, … non basterà tutto il freddo vento del nord, ne il ghiaccio dei poli più estremi a placare l’ardore che provo per Te mio Amore.

Io ti proteggerò con la spada forgiata dal coraggio che attingo da Te e ti proteggerò dalle insidie di questo mondo. Ti porterò con me oltre il buio di certe notti, verrai con me in quella valle di Luce dove non esistono confini che ci possano in alcun modo dividere, e insieme non conteremo più gli anni che passano, ogni momento sarà sempre quello giusto per dirti ti Amo mio infinito bene, e per ciò che ancora non ho saputo darti, vivrò il resto dei miei giorni per poterlo fare … ti Amo Susanna.

 

03 GENNAIO 2014 S.s.Nome di Gesù  Santa Genoveffa

Oggi è lunedì, ma non necessariamente in questo giorno in cui si svolge lo scenario della Natura che ha deciso di rispondere al richiamo di aiuto che proveniva dalla terra, è il Lunedì del 3 di Agosto di quest’anno del 2020 con ancora il covid19 che sembra uno scialle di seta attorcigliato intorno al corpo.

La seta respira, ma il collo è ancora ingombro. Piove a dirotto, fuori dal balcone. È meraviglioso aspettare la pioggia insistente dopo lunghi giorni in cui gli alberi chiamavano aiuto di quiete e i prati ingialliti reclamavano ossequiosi refrigerio lungo le loro larghe piaghe aperte nella terra inaridita, è un incanto dell’animo che respira pace. Si nutriranno i giovani ultimi germogli e le ‘vecchie’ foglie… batte forte la pioggia sul parapetto del balcone, tanto forte che le dolci ‘campanelle’ bianche, viola e lillà sono state riparate sotto il tetto di casa con le mani di chi le ama e non vuole che il ticchettio della pioggia rovini le loro deboli campane di petali delicati.

Quanto è bello sentire il suono battente della pioggia dopo lunghi giorni di calura insistente. È bello sentirla scendere schioccando baci sul suolo o mare incontri, affacciarsi alla finestra di casa e sentirla cantare, e le sue dolci note riempiano gole assetate… Vieni copiosa pioggia, benedizione e punizione, bagna tutto nel modo giusto e se proprio non puoi farne a meno, imita gli umani ed esagera pure.

 

 

04 GENNAIO 2020 S.Ermete, S.Caio, Santa Benedetta, Santa Elsa

Sarà quel che sarà. Aggrapparti alle ali di un Angelo, le serate volano nello spazio insieme ai nostri pensieri per incontrare i giorni e le albe che verranno. L’aurora raccoglierà il rossore riflesso di un sole che spunta da una parte del mondo, e se sarà pioggia, ombrelli, se neve cappotti e guanti di lana. C’è sempre un rimedio nella vita e l’unica volta che non c’è si va in un posto migliore, dove non fa mai ne troppo caldo né troppo freddo.

Fra le piume d’ali che svolazzano nell’etere dello spazio infinito, gli uomini sono alla ricerca di emozioni d’un giorno o di un ora… di minuti, lo spazio di un respiro greve come un giorno d’arsura quanto lieve come violette che sbocciano a primavera… sono pochi attimi intensi vissuti con gli occhi rovesciati dietro le palpebre rivolte al cielo, e lo ringraziano.

Sarà quel che sarà e intanto si vola. Si vola sul mondo che fa immaginare quello che si desidera. Un viaggio nella pace dei sentimenti di ognuno, dove le ‘cose’ che si vedono dall’alto hanno tinte di colori vivaci che sanno accendere lo spirito, e per questo vedere quella luce che serve per illuminare il cammino della nostra vita, e Dante perdoni lo storpio dell’uso delle sue parole, ma a fin di bene ogni ‘cosa’ può essere perdonata.

Si perdona per chi ha sbagliato per necessità, si perdona una bugia che suo malgrado e servita a far del bene, si perdona un amico e si perdona un amore fallito perché si è capito che la croce è fatta di due bastoni… il bastone corto, e quello lungo… ogni uno con la sua precisa parte per comporre la croce che ognuno deve portare in spalla per dare un senso alla propria esistenza… e quindi, al proprio cammino d’amore.

Si perdona il tempo che a volte dispettoso ci perseguita e altre benigno ci rende partecipi di seminare grano e coltivare patate. Si perdona spesso, molto, ma il problema più grande rimane saper perdonare se stessi. Sarà quel che sarà perché nessuno può guidare il suo destino… ad eccezione di Mandela, l’invincibile che disse… “Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi la vita, io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima.”

Il comandante del nostro destino, e cosa grande da dire, più ‘comodo’ abbandonarsi al fato a volte grato o ingrato senza misura di chi arriva prima per importanza… bianco e nero si sovrapporranno come il sole sorga in una parte lasciando nel buio l’altra metà di mondo, e allora senza arrendersi, continuando tra nubi scure e bagliori di speranza, la lotta nella trincea della vita, ancora una volta e per sempre sarà quel che sarà.

 

 

05 GENNAIO 2014 S.Edoardo e S. Emiliana, S.Astolfo, S. Amelio

Gli anni non vanno sprecati. E’ iniziato da poco un nuovo anno, duemila quattordici, mamma mia! Ricordo quando ci pensavo anni fa’ quando la vita era nelle mie mani quando ne ero il padrone incontrastato o mi illudevo fosse così  come tutti i giovani nel pieno del loro vigore, della loro alterigia, del loro essere tali, giovani, semplicemente giovani.  Mi torna alla mente quando in qualche rara occasione  mi divertivo a pensare quanti anni avessi avuto oggi, forse per gioco forse per schernire il fato  dall’alto della mia invulnerabilità, come se a me non potesse mai accadere di avere gli anni che ora ho. Sempre  facevo un rapido calcolo per sapere quanti anni mi separavano da quella età a questa, erano talmente tanti gli anni che mi separavano da quella data futura, che inevitabilmente sorridevo tra me e andavo oltre col pensiero, talmente era assurdo preoccuparsi…

Solo al raggiungimento di un nuovo decennio mi preoccupavo, e puntualmente ricalcolavo, ma ne rimanevano sempre molti di anni da trascorrere e dopo una breve crisi esistenziale riprendevo ad essere il comandante indiscusso della mia vita. Bei tempi, qualunque difficoltà era facile, qualunque problema risolvibile, e per uno come me  incosciente ottimista quello che non risolvevo lo aggiravo a mio vantaggio, per cui rendevo tutto bello tutto semplice.  Non mi sono mai piaciuti i problemi, ne per me, ancor meno per chi mi è stato vicino, e siccome  sono stato dotato dal buon Dio. di un altissimo grado di ottimismo e buonismo con conseguente animo caritatevole che ha sempre cercato di semplificare tutto, anche l’apparente impossibile, ciò mi ha sempre agevolato.

Pensieri comuni a noi tutti, gli anni che passano, lentamente velocemente scorrono e ti ritrovi inesorabilmente alla triste realtà che non ci sono più, allora facciamo un resoconto della nostra vita e ci chiediamo se ancora ci riserverà emozioni, gioie, dolori, se ancora potremo dire la nostra nel lavoro, ‘nell’amore’, ‘digerire’ il tutto e trovare spazio per noi.

Un consiglio e non un monito, si tornasse ad essere ottimisti, il tempo che rimane per molti si è assottigliato, non lo sprechiamo in inutili polemiche,  e invece di lamentarci in continuazione proviamo a pensare come quando da ragazzi pensavamo di avere tutto ancora davanti a noi.

Tutto ciò che noi ancora vogliamo, non necessariamente un conto in banca  ben pasciuto e un automobile nuova più bella di quella del vicino, o degli abiti firmati o che altro, c’è  rimasto di poter passeggiare nel bosco senza pensieri bui, nuotare al mare, mangiare e bere, giocare a carte, a bocce, al pallone, a scacchi.

Potremmo piantare del l’insalata, potare un albero, adottare un cane un gatto un cinghiale una zebra,  coltivare un hobby sopito, inventarsi un lavoro che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare. Volersi bene, amarsi, fa’ bene amare, molto più che odiare, fa’ bene ridere, molto più che piangere, non sprechiamo tutto il tempo a lamentarci delle persone più ‘fortunate’ o “furbe”.

I più fortunati non ci è dato sapere esattamente perché, e se lo siano, e i più “furbi” devono fare i conti con la loro coscienza e non vanno sereni nei boschi o a nuotare al mare, devono sempre stare all’erta da quelli più “furbi” di loro con la coscienza più opaca ancora, e la serenità non ha misura, non ha prezzo. La nostra vita, vale più di ogni altra cosa al mondo e per quanto mi riguarda ne ho già sprecata troppa a lamentarmi di questo e di quello, quel che Dio deciderà che ancora io viva lo vivrò il più felice possibile, come quando da ragazzo dicevo… che brutto avere …anta, ma si che mi importa ho ancora tanti anni prima di arrivare li’… ma non ci penso più, non li conto più, adesso me li godo uno per uno, non li spreco più.

 

 

06 GENNAIO 2020  Epifania S.Gaspare, S. Melchiorre, Santa Raffaella

Sei come l’aria di primavera che respiro ad ogni suo germoglio. Sei come un Alba che sorge con il sole, Sei il beato tormento dei miei sogni, Sei la vita che anelo rincorrendo, Sei il mio presente e il mio futuro. Sei Tu mia fiamma sempre giovine. Compagna di vita, mi correggi quando inciampo, mi sostieni con il tuo amore. Può essere il sole o il Cielo che t’ha creato, può essere il profumo della tua presenza. Sei Tu, mio Amore… Ti amo anche quando piove. L’Epifania tutte le feste porta via, ritorneranno un altr’anno dopo un volo di rondine ma Tu  rimani Sei il mio unico vero Amore.

 

 

07 GENNAIO 2015.  S. Luciano, S. Raimondo, S. Crispino, Santa MariaTeresa

imageSono stato iniziato a nuova vita, e da subito mi hanno detto senza dirmelo, come dovevo vivere. Ad ognuno alla sua nascita, vengono insegnati e impartiti compiti e doveri, mentre i diritti sono mere chimere da inseguire e mai realmente possedere, e i valori, realtà da rievocare ad ogni ricorrenza di commemorazione. Le società forgiano le persone con religione e politica, e anche se pensi di essere indipendente e autosufficiente nel prendere le tue decisioni, lo stesso e senza te ne renda conto sei condizionato  dal credere ad una presunta entità superiore che amministri la tua anima nel modo terreno, e non di meno sei influenzato e in tal casi peggio, costretto ad appartenere a  questo o quel partito perché così fan tuttiper il quieto vivere e non ci si esime.

Se non accetti questo modo di essere,  sei un rivoluzionario, un disfattista,  un anti clericale, una persona non degna di stima e fiducia, come se per questi due “valori” ci sia qualcuno che possa erigersi a sommo giudice e decidere che posto avrai nella società con il relativo grado acquisito.

Ed e’ a questo proposito che voglio essere risarcito, in primis perché nessuno poteva e doveva condizionarmi e per secondo ma non in ordine di importanza, poteva in alcun modo giudicare e conseguentemente affidarmi  un ruolo tra gli uomini.

In tenera età mi dissero che esisteva il diavolo che mi avrebbe portato tra le fiamme dell’inferno se non avessi ubbidito alla mamma, così che per combinare ingenue marachelle del tipo di rubare un biscotto invece che chiederlo, andavo oltre per sfidare la sorte, mi facevo maliziosamente furbo per eludere una giusta sorveglianza, mancandole di rispetto ripetutamente e conseguentemente peccare ad oltranza.

Mi avessero spiegato di chiederli i biscotti, consigliandomi di non abusarne perché mi sarebbe venuto il mal di pancia, avrei semplicemente capito ciò che era giusto e sbagliato, senza confondermi le idee sul bene e il male. Da grande le cose per me non cambiarono,  mi sposai a 21 anni, confondendo il voler bene con il vero amore, e  quasi subito capii che in pratica non avevo una moglie ma una sorella in più.

Me ne resi conto perché dopo nemmeno un anno avevo un amante extra coniugale,  e senza vanto ne seguirono altre. Così cercai il coraggio che non avevo, trovai onesto e giusto che la mia ex moglie potesse rifarsi una vita l’intanto che era ancora giovanissima, e ovvio la stessa cosa anche per me,  e ci separammo.

Finalmente arrivo’ anche l’amore con la A maiuscola, e dopo circa venti anni di convivenza, ritenemmo fosse giusto sposarsi in chiesa davanti a Dio la mia amata, così che chiesi alla Sacra Rota l’annullamento del primo matrimonio. Mi imposero di scegliermi un avvocato ecclesiastico, e scelsi un ragazzone di bell’aspetto sui quaranta anni, e quello fu il mio primo errore inconsapevole, dovevo da subito immaginare che non poteva avere l’esperienza necessaria per raggiungere l’agognato scopo, e comunque non sarebbe mai stato all’altezza della situazione essendo facilmente fallibile per lo scarso peso legale legato alla sua giovane età, ma mi fidai confidando nelle mie legittime ragioni.

Iniziarono le lunghe, estenuanti, logorroiche e a volte umilianti visite dall’esimio avvocato della fede, ( che è blasfemo il solo dirlo ) ovviamente accompagnandomi con lauti e sonanti acconti in denaro spiegai le mie ragioni, che di migliori ancora oggi non ne so trovare, a partire dal fatto che all’epoca del mio primo fidanzamento con la ex moglie, la donna spesso desiderava arrivare illibata all’altare, non fosse che poi, dopo quattro anni di fidanzamento, avemmo imbarazzo e inesperienza tali da non farci “consumare” per altri otto mesi da sposati.

Non bastasse, aggiunsi che in seguito ad una cura cortisonica subita da piccino, ero totalmente sprovvisto di spermatozoi, quindi incapace ( per mia fortuna ) di procreare, e dulcis in fundo la ragione più semplice, più sincera e veritiera, fu quella, come già detto, che mi resi conto per tragica inesperienza data l’età, di non amare la persona sposata,  e piuttosto che passare con lei una vita di indifferenza e non rispetto, mi sembro’ giusto e doveroso interrompere una farsa tanto triste e deludente, senza per questo che ci sia stata colpa alcuna da entrambe le parti.

Intanto l’esimio avvocato del foro clericale, mi sconsiglio’ vivamente di “usare” l’ultima mia ragione, scartò pure la sterilità, e lo stesso, non mi considero’  nemmeno l’aver “consumato” dopo parecchi mesi, con le conseguenti difficoltà psicologiche che deteriorarono il nostro proseguo sessuale per il resto della durata del matrimonio stesso.

Mi fu invece consigliato ( che quando si consiglia in quel modo, la parola giusta e’ IMPOSTO ) di far pressione sul fatto che io contravvenni più volte al mio impegno matrimoniale accoppiandomi in relazioni extraconiugali, adducendo inoltre che l’alta corte giudicante del clero, ne avrebbe tenuta la giusta considerazione, assicurandomi di fatto il risultato vincente finale.

E allora accettai con riluttanza e tanta vergogna di portare a testimonianza un amico di “scappatelle” e addirittura una amante ora mia amica, e lascio all’immaginazione di chi legge l’insulto sopportato per amore dalla mia compagna, promessa sposa….

 

 

08 GENNAIO 2015 S. Massimo, S. Erardo

… Altro denaro da versare, e sentiti a testimoniare in una sede di Milano, con avvocato, giudice ecclesiastico e un prete come scrivente. Tutti abbiamo dato la stessa versione dei fatti,  nessuna discordanza anche se siamo stati sentiti uno ad uno in separati momenti della giornata, del resto non c’era nulla da inventare, la verità e’ facile da ricordare, per la natura stessa del significato della sua parola, ergo tutto perfetto.

Verdetto finale comunicatomi alcuni giorni dopo, … La domanda di annullamento del mio matrimonio era stata respinta, motivo i testimoni erano stati giudicati sinceri, mentre io no, pur rilasciando  la stesa identica versione dei fatti. Dopo quasi tre anni, esterrefatto, incredulo e deluso, con le lacrime agli occhi sto per uscire mesto mesto dall’ufficio del esimio avvocato, che mi ferma sull’uscio del suo ufficio consolandomi e rassicurandomi, mi disse che se ci fossimo appellati con altre 4500.00 euro di spese, di sicuro avremmo vinto la causa.

La stessa causa che fu vinta da gente che ha compiuto nefandezze inenarrabili ma con il portafoglio ben più fornito del mio. Ovviamente disgustato me ne andai, e ancora oggi a distanza di molti anni, mi vergogno io per i rappresentanti della giustizia divina in terra, e mi dispiaccio allo stesso tempo perché io in Dio ci credo veramente, e avrei portato al Suo cospetto l’immenso amore e rispetto che unisce me e la mia compagna da ormai venticinque anni. Il matrimonio che ho celebrato in municipio… un’altra stupida e inutile invenzione convenzionale di questa terra, che disprezzo sempre con più convinzione, come consiglio e comandamento di Nostro Signore.

Questa e’ l’educazione cattolica, questo e’ l’indirizzo umano che ci dovrebbe avvicinare a Dio. …  che ci perdoni tutti quanti per storpiare in modo tanto blasfemo la Sua parola e i suoi insegnamenti, e sempre Sia Lodato per avermi dato il Santo Dono della Fede, in modo da distogliermi totalmente dall’insegnamento umano, e sempre Sia Lodato per illuminarmi e indicarmi la strada in mezzo al buio dell’ avidità, della ipocrisia, della cupidigia, della stoltezza, e di farmi Luce con il bene nel torpore del male. E ancora ringrazio Dio Trino, la Madonna e tutti i Santi, di avermi insegnato che i biscotti si può chiedere di averli, piuttosto che ottenerli con sotterfugi e inganni, chiedi e ti sarà dato.

Voglio essere risarcito per questo danno alla mia Anima, e per tutte le volte che un presunto emissario di Dio mi ha ‘anche’ ingannato, tentando di darmi una immagine distorta di quel Dio che il mio cuore vede per grazia ricevuta, Unico e Perfetto, negli uomini, tra gli uomini, sopra di loro. Voglio essere risarcito per tutte quelle volte che mi sono vergognato di mangiare alla faccia di milioni di persone che sono morte per fame, per colpa di qualche politicante,  che ha e spreca molto di più di quanto necessità, rendendomi contro la mia volontà un complice silente e impotente spettatore, sotto i falsi colori della sua bandiera.

Voglio essere risarcito per le innumerevoli ingiustizie che lo stesso mondo politico mi ha propinato, indorandomi la pillola  con falsità, malignità, e ipocrisie. Voglio essere risarcito da un mondo che si è appropriato della riserva d’amore che mi era stata regalata alla mia nascita… e mi sarà tutto debitamente restituito, pezzo per pezzo, quando  sulla bilancia della giustizia Divina, si contrapporranno i due pesi di ciò che ho dato, e ciò che mi è stato tolto. A quel punto ognuno risponderà ( me compreso ) delle proprie responsabilità, allora e solo allora vedremo chi si è comportato con cuore puro o cupo…e non ci sarà somma al mondo che possa far tornare qualcuno sui suoi passi, ed io sarò ricco, d’amore e di giustizia, non per una vita, ma per l’eternità. Voglio essere risarcito da questo mondo, desidero, chiedo e prego, di essere risarcito dal Cielo.

 

 

09 GENNAIO 2014 S. Giuliano, S.Adriano, Santa Alessia  S.s.Nome di Gesù  Santa Genoveffa

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Chissà se il Tempo vuol bere un caffè o un tè con me. Come vorrei bere un caffè con Te, nella tempesta dei Cieli, nella burrasca dei Mari e nella quiete dei tuoi giorni che riscaldi con il sole.

Vorrei bere un caffè con Te, tempo del mio tempo nell’anno che freddo si affaccia nei molti dubbi e delle poche certezze che infondi nei cuori… Lo stesso voglio dirti che credo ancora in Te anno nuovo. Non ho molte scelte, volessi annullarmi, non mi sarebbe possibile che andare via da questo mondo, e questo a Dio piacendo lo sento lontano, riposiziono la croce sulla spalla e cammino in mezzo al viale di tutti.

Vorrei bere un caffè con Te anno nuovo che non sei altro che mesi, giorni, ore e minuti… non sei altro che tempo, e il tempo lascia spazio a ciò che trova… Altro tempo che trascorre  senza emozioni, senza esultare o sbottare, ma alla fine il tempo è vita, e si prende tutto quello che produce chi la vive, privando o donando su questa terra di bene eterno a donne, uomini e animali.

Per questo gli uomini desiderano raggiungere i Cieli, per bearsi dell’alternativa Celeste che promette altresì l’eternità, ma in aggiunta al bello, senza alcun affanno o dovere per viverla… Gli Animali dal momento che nascono non sono dotati di intelligenza perciò non possono sbagliare, ne peccare, sono già di diritto acquisito in Paradiso senza dare prove ulteriori al loro battito di cuore.

Vorrei bere dodici caffè con Voi, mesi che scandite nel cuore pulsazioni che mutano con i vestiti che indossate e hanno i colori dei vostri umori. Si pensa sia la Luna la protagonista di tutto ciò che accade. Questo pensiamo che da sempre ne siamo convinti, pur senza prove che non c’è mai interessato cercare, beati dal solo ammirare per scopi di cuore.

È una comune convinzione d’Amore, ma la Luna è responsabile solo di arrivare e ripartire negli stessi giorni, più o meno alle stesse ore, Lei non deve necessariamente ‘servire’ ad altro che essere bella… il suo compito finisce con l’inizio del suo splendore.

Al contrario, il compito dell’Inverno è renderci buoni con i colori grigi del Cielo e bianchi della Neve… fin tanto che la Primavera prende il testimone ispirando nuovi Amori e fortifica quelli dove Cupido aveva già fatto centro con il suo magnifico Arcobaleno di colori… E ancora l’estate che splende d’oro, fa un sol lingotto d’Amore di ciò che hanno ispirato le Primule. Infine l’autunno non è ultimo per importanza, e se lo si inverte di posizione mette Pace e infonde negli Animi una tregua di tutto, dove i pensieri si fanno carne e gli intenti sono duri come la roccia.

Metto nella vecchia borsa di pelle la Bontà che porta la sciarpa al collo, sette colori nel cuore che lo fanno pulsare, l’oro che fa maturare il grano, e poi l’Autunno che avanza claudicando con un bastone ricurvo che aiuta a sorreggere un vecchio saggio.              Nelle tasche capienti vi ripongo una dose d’umiltà per l’ascolto dei messaggi degli anni che passano. A gradi si impara a conoscere i mesi con le loro stagioni, e si apprende il messaggio più importante… la Vita. magari bevendoci un caffè, … Noi e Lei, per diventare un tutt’uno, Lei e Noi. Sia un Buon Anno a tutti i battiti di cuori nel mondo che bevono caffè  e siccome che nessuno ha ragione dal momento che nessuno ha torto, Buon Anno anche a chi beve del te’.

 

 

10 GENNAIO 2020 S. Aldo, s.Valerio, S. Aldo, Santa Domitilla, S. Domiziano   ARA

 

 

11 GENNAIO 2019  S. Igino, Santa Onorata, S. Ortensio  ARA

 

 

12 GENNAIO 2018  S. Bernardo, S. Arcadio, S. Modesto, S.Tatiana, S. Cesarina, S. Cesira, S. Tania ARA

 

 

13 GENNAIO ARA 2017  S. Ilario, Santa Liana, S. Icaro, S. Eliano

 

 

14 GENNAIO 2015 S.Felice, Santa Bianca, Santa Dacia, Santa Felicita, S. Dacio

La neve quest’anno ci ha regalato una sola emozione, per altro preannunciata dai notiziari.  Che al mattino seguente alla previsione tutti eravamo pronti all’evento, e alle nove inizia a nevicare, e con estrema puntualità  finisce alle sedici del pomeriggio. I camini e le stufe quel giorno hanno fatto gli straordinari, e non tanto per essere efficienti in quel particolare giorno, ma erano il giusto contorno ad un evento annunciato, che poi si sperava sbagliassero in quella previsione metereologica, pensavamo tutti si protraesse almeno di poco, e allora via a grandi fiammate di speranza, ma ci siamo dovuti accontentare dell’esattezza d’informatica del tempo. Gli operatori del settore, hanno tirato un sospiro di sollievo, e giustamente pensavano di risollevare una già magra stagione, e si sono dati da fare per profittare di quell’esiguo momento di speranza, almeno per salvare quel poco che rimaneva della stagione quasi oramai al suo termine.

Qualche giorno più tardi, è arrivata la tragica risposta di un bel sette gradi più, ed ha smorzato definitivamente le aspettative e le speranze di molti, compresi chi di neve non ci vive. e allora che fare?  La prendiamo come si prende tutto ciò che ci nuoce, con ottimismo, come la nostra situazione politica, come il lavoro in generale, come una disgrazia comune, accendiamo i “cannoni sparaneve”, stappiamo una bottiglia di vino, e prendiamo in giro la mala sorte, che poi vediamo chi la vince, e fin tanto che la pancia non ci fa male, la vinceremo sempre noi, gente di montagna, che non si arrende mai davanti a nessuna avversità della vita, perché la vita riserva continue sfide, e chi le fronteggia a testa alta, le vincerà sempre! Ciao neve, arrivederci, fa un po’ come ti pare, che il tempo fa sempre come gli pare, una delle poche cose giuste e oneste rimaste nel nostro mondo.

Noi intanto che ti aspettiamo per la prossima volta, inviteremo la gente, a venire nelle nostre montagne, a fare delle belle passeggiate nei nostri bellissimi boschi, ad ammirare le stelle più lucenti che altrove nei nostri cieli, a bere l’acqua fresca e pura dei nostri ruscelli, ad ammirare i nostri bei fiori, a perderci nel verde delle nostre valli, a sorridere alla vita per ridare entusiasmo e coraggio che le città spengono, ad offrire ai nostri visitatori del formaggio immerso nella polenta, saremo e staremo li ad aspettare insieme agli altri che la vogliono la benedetta neve… e invece forse sarebbe meglio “desiderarla sta benedetta neve”.

Mi immagino cosa pensavano cinquanta anni or sono, i nostri ‘vecchi’, quando la neve era solo un disagio, perché scendeva a metri, e ci si rintanava nelle case al calduccio del tepore dei camini, di sicuro desideravano che ne scendesse di meno, e sospirando aspettando che se ne andasse, facevano quello che facciamo noi ora che speriamo ne scenda di più, si stappavano una bella bottiglia di vino, non è cambiato molto, perciò a che serve angustiarci?  Arrivederci neve, quando vuoi scendi, noi siamo qui ad aspettarti sospirando se non ci sei, che dopo la pioggia, arriva sempre il sereno, è solo una questione di tempo, nel frattempo… un bicchiere di vino…

 

 

15 GENNAIO  ARA 2016  S. Mauro, S. Abaco, S. Efisio, Santa Ida

 

 

16 GENNAIO ARA 2015 S. Marcello, S. Accursio, Santa Liberata, S. Marcello, S. Berardo

 

 

17 GENNAIO ARA 2014 S. Antonio, Santa Alba, S. Antero, S. Diodoro, Santa Nadia, Santa Iole, S. Antonello

 

 

18 GENNAIO 2015 Santa Margherita, S. Zenone, S. Beatrice, S.Fazio, S. Prisca, S. Priscilla, S. Bice, S. Carlotta

Sogno Gennarino. Una sera, da poco s’è fatto buio, stiamo viaggiando con l’auto, da prima pensavo fossi solo, ma in seguito scoprirò che con me c’era anche mia moglie, la mia compagna. Stiamo percorrendo le vie della città Alta di Bergamo, la parte posta in collina della nostra città, le strade non sono le stesse, invece che apparire come di solito, cioè in un contesto di ciottolato cinquecentesco… era diverso pur sembrandomi comunque il tutto affascinante anche cambiassero profondamente nel loro insieme.

Le  sue vie sono comode, spaziose, e non strette e anguste, a lato dei bei lampioni di alluminio le illuminano con il colore dell’alba quando ‘fa bello’ e più in là ancora ampi spazi verdi. Non è la mia antica città, non quella che sono abituato a vedere, ma io mi ci vedo e mi ci sento dentro a mia misura, e sono ancora solo per ora, perché non ci sono con me Susanna, ma neppure i miei cagnolini, che anche loro arriveranno in seguito.

Però, la senzazione di trovarmi in quel posto, a quell’ora non è mai venuta meno, e con la mente gironzolo vagando allegramente. È ben chiara la foto stampata nella mia memoria, una sola fotografia della mià città è quella che stavo vivendo non era la mia ma mi ci trovavo comunque di un gran bene, finché, non so dopo quanto tempo, ridiscendo la collina che ospita Città Alta, e mi ritrovo davanti ad una delle porte di ingresso alla cittadina… parte opposta, sita all’inizio delle mura di cinta, porta S, Agostino,  quella con l’effige sul fronte che raffigura il leone alato, posto a rappresentare la città di Venezia a cui eravamo sottoposti al suo dominio nel lontano 500.

Ebbene, stavo per attraversarla, per fare ritorno a casa mia, dopo un po di girovagare, ma una immensa voragine, di dimensioni gigantesche, mi si para davanti, lì, proprio dietro il grande portale di pietra. Posso addirittura vederne le dimensioni, perché oltre la voragine alta qualche kilometro, riesco anche ad avere un idea della sua larghezza, che non è meno di due o tre paesi più in la della citta bassa, ne vedo la fine, con l’inizio di altri paesi più piccoli presepi ai miei occhi. Ed è impossibile proseguire, una lunga fila di auto dietro di me, e ferma come ad aspettare una mia risposta che non darò mai loro, e improvvisamente ecco Susanna, con cui girando il capo verso lei seduta al mio fianco, divido il mio stupore.

Poi, poco dopo, come se qualcuno ci avesse dato una precisa indicazione, facciamo retromarcia per andare in una direzione che ci faccia raggiungere la nostra meta che comunque distava 5/6 km. da dove ci trovavamo, evitando l’enorme cratere che si prostrava innanzi… l’obbiettivo era aggirare l’ostacolo di quel grande cratere che di maestoso aveva solo la dimensione. Arrivati, ci accostammo ad un cartello stradale dalle buone proporzioni  posto sulla nostra destra in direzione di marcia, che non ci lasciò nessun dubbio sulla direzione giusta da scegliere per il ritorno a casa.

E ce lo illustrò pure, con tanto di cartina fotografica a colori, i km. da fare per aggirare il ‘mostro’ erano… non ricordo bene se 150 o 250, comunque tanti, troppi, e lo stesso in quel momento nemmeno comprendo perché debba andare completamente ad ovest, tra vallate e falsi piani, arrivando a sfiorare il lago di Lecco. Vediamo tutto, io e Susanna, il cartello con le indicazioni per il ritorno, e siamo già in marcia per il ritorno, ma ciò nonostante, ci ritroviamo fermi parcheggiati sempre sulla strada di una delle vie di Città Alta, perché abbiamo deciso di far buon viso a cattivo gioco, e ci siamo fermati per fare l’amore in auto, cosi, forse per scongiurare la malasorte. E siamo nudi con la capotte abbassata della macchina che ora s’è fatta cabrio. Di li a poco passa una persona distinta, che porta a passeggio due magnifici cani da pastore tedesco, almeno nelle fattezze, o ciò che io credo di aver visto, ma uno di colore tutto nero, che se ben ci ripenso era un pastore Alsaziano, di quelli con il pelo un po’ lungo, e l’altro marrone a pelo raso, puntellato di bianco che sembrava un grazioso animaletto del bosco, anche se le dimensioni rimanevano quelle di un pastore tedesco, entrambi con il loro padrone, incedevano tranquillamente verso di noi, sul lato del marciapiede…

 

 

19 GENNAIO S. Mario, Santa Marta, Santa Pia, Santa MariaPia

… Improvvisamente, mentre noi si amoreggia nei preliminari vestiti di sola pelle, il cane marrone puntellato di bianco come la schiena di un  cerbiatto, salta in macchina e si accomoda sul sedile posteriore, cosi come nulla fosse. Indescrivibile la ferocia con cui Roccia, il mio chihuahua lo aggredisce, non so se per difenderte l’auto, piuttosto che io e Susy, o la sua Minnie, l’altra nostra cagnolina, o tutto insieme.  Già, pure loro all’improvviso sono apparsi, o erano sempre stati con noi e non li avevo notati, o semplicemente non facevano parte della storia precedente, non so, quello che ben so e ricordo, sono l’abbaiare accanito di Roccia, che mordeva ripetutamente il muso del cane intruso, praticamente aveva scelto una parte del corpo del pastore tedesco, che fosse grande quanto lui, per combattere alla pari.

Nel frattempo, l’uomo che accompagnava i due cani a passeggio con calma si avvicina, e con gesti pacati, recupera il suo cane, sporgendosi a mezzobusto nell’auto, e agganciando al collare del cane maculato un guinzaglio, lentamente lo invita ad uscire dall’abitacolo, e nel contempo, non ci risparmia un monito a tener a freno la troppa esuberanza del nostro Roccia.

Io sgrido il mio cane, ma non so con quanta convinzione perché ne vado fiero, ha un coraggio da leone. Il Roccia pesa 4 chili avvolti in un telaio da ‘pulce’,  il cane pomellato come il culo di un quarter hors pesava almeno 7 volte di più, e poi perché mai l’avrei dovuto sgridare, ci stava difendendo da un possibile pericolo, visto l’intruso!

E qui finisce tutto, la gita in Città Alta, il baratro gigantesco, il ritorno in auto verso il lago, io e Susy vestiti da Adamo ed Eva, i tre a passeggio, i miei cani… finisce tutto, mi sveglio…, non sereno, un po’ eccitato, un po’ da brutto sogno, più che da bel sogno, vorrei continuare a dormire perché ho ancora sonno, sono le 6.30, ma mi è già successo, poi mi risveglio e non ricordo nulla, o quasi, che allora mi alzo e lo scrivo, ok sono le 7.30, torno a letto mezz,ora che sono ancora in giorni di mezza vacanza, quando mi rialzerò, cercherò di dare un senso a questo sogno, che cosi sommariamente potrebbe significare… Ero li, avevo tutto a portata di mano, ma c’era da percorrere 150 o 250 kilometri, nel frattempo sulla strada del ritorno ho cazzeggiato fermandomi per fare l’amore, e sono stato punito dall’interruzione dell’ aggressione del mio Roccia… oppure piuttosto che un occasione mancata, sarà un treno che passa per me, per noi, ancora una volta forse passa e speriamo, che stavolta si riesca a non perdere la corsa, che ne ho già perse troppe, e non mi resta molto tempo da sprecare, che una prerogativa c’è… Lasciamo perdere ci penso più tardi, mi sono stancato, torno a letto, lascio fare al destino, che con me in fondo è sempre stato amico, forse perché si veste nell’ atelier di Dio, ed io mi illudo di essere amico del ‘Direttore’ suo Figlio Gesù.

 

 

20 GENNAIO 2015 S. Sebastiano, S. Fabiano

Dieci motivi per amare una Donna. La violenza sulle Donne, è manifesta vigliaccheria di un uomo. Non fate mai piangere una Donna…. Dio conta le sue lacrime.

Se un uomo chiede aiuto ad una Donna, arriverà dove vuole arrivare, se un uomo sfrutta una Donna, e’ già fermo nell’inferno dei vivi, in attesa di quello dei morti senza più risveglio.

Alle spalle di un grande uomo, c’è sempre una grande Donna, alle spalle di una grande Donna, con molta probabilità, c’è quasi sempre un piccolo uomo bisognoso d’aiuto.

Una Donna e’ felice se viene trattata come un fiore, e’ felice  se gli si tiene ben alimentata la fiamma della passione, e’ felice se si soffia su di lei…il vento dell’amore.   Spesso l’uomo non si ricorda di innaffiare il fiore, e lo fa appassire, dimentica di aggiungere legna al fuoco facendolo spegnere e se soffia per alimentarlo è solo perché annoiato.

La Donna, e’ il fiore più bello, il più colorato, il più profumato che si sia mai visto nei giardini del Creato. La Donna e’ il fiore più delicato, più soave, più strabiliante che si possa coltivare nel giardino di un cuore innamorato.

All’inizio dei tempi, Dio ha creato l’uomo, poi ha creato la Donna. L’uomo per Ringraziare Dio, in segno di ossequiosa reverenza, gli ha donato una costola. La Donna  per Ringraziare Dio, in segno di ossequiosa reverenza, per tutto il resto dei tempi sino ad oggi, e come farà per il futuro, ha creato, crea, e creerà per sempre l’uomo.

L’amore che una Donna ha nel cuore e’ di color rosso. La sua allegria, e’ di colore arancione. Il suo sorriso irradia come il giallo raggio del sole. Il verde e’ in tinta con la sua gioia di vivere. La sua fortezza e’ pari al blu del cielo.  La sua tenerezza e’ paragonabile alla luce bianca dello Spazio infinito. La sua delicatezza riflette l’indaco che tinge il fiore a cui vien dato il suo nome. La Donna e’ un meraviglioso Arcobaleno di colori.

Quando si barcolla tra le insicurezze e le incertezze della vita, insoddisfatti e non appagati della quotidianità, se hai tutto ma ti manca il meglio, cercalo in una Donna, avrai tutto ciò che vai cercando, in aggiunta come premio finale otterresti la tua miglior ragione per vivere… su questa terra.

Donna, fonte inesauribile di gioia, costante presenza, dogma di vita, Amica dell’Amore, felicità senza confini e dolcezza inesauribile. Donna, Diamante regalato da Dio. per il fidanzamento con il mondo.

Donna, Dono, Orgoglio, buona Novella, Naturalezza. Acqua fresca. Grazie di esistere.

 

 

21 GENNAIO 1818 Santa Agnese, Santa Giuseppa, Santa Ines, S. Patroclo

 

 

22 GENNAIO 2828 S. Gaudenzio, S.Domenico, Santa Linda, Santa Teodolinda, S. Vincenzo, s. Gaudenzio

 

 

23 GENNAIO 2015 Santa Emerenziana, S. Durante, Santa Messalina, S. Armando

Signore di quel posto, vieni via con me, ti prego non lasciarmi tornare da solo in quel luogo di mille finestre e luci che mi crea paure, insicurezze e angoscie. Signore di quel posto piccolo, su là in montagna, domani vieni con me, e già che ci sei, se vuoi accontentarmi del tutto, porta la tua Mamma con te, che io passo da Lei, per venire da Te, che io prima prego Lei. Che Tu le dai retta, chi non da retta alla sua mamma e chi lo vorrebbe fare, e’ solo una questione di situazioni, dove ti ci trovi dentro, o dove ti ci hanno messo, ma e sicuro che ogni figlio ama la sua mamma, più di ogni altra persona.

E tu Signore, vieni con me domani, ti ho trovato qua ad aspettarmi qualche giorno fa, che io quando arrivo ti trovo, in verità non sei mai mancato, ma amo pensare che qui ti trovo di più. Sarà perché ti cerco nel bosco, che solo qua trovo, ogni momento che volgo lo sguardo in ogni dove, tu ci sei con la bellezza infinita degli alberi, del sole che spunta dalle sue cime spoglie che vestono ancora l’inverno, o dal semplice crepitio del fogliame che calpesto col mio incedere, e mi sento protetto da quel mondo che non ha quel ritmo in cui devi per forza fare qualche cosa. Sarà perché solo qui ho costruito quel velo di protezione che cerca ognuno nei suoi dubbi, sarà quel che sarà, ma tu domani, vieni con me Signore, non mi lasciare in quel che penso non sono in grado di risolvere, perché io senza Te ho paura, e sono insicuro. Signore di quel posto, domani vieni con me in città, che senza di Te non parto, rimango qui, non c’è la posso fare da solo a fare quello che mi sembra troppo grande se ci penso ora. È tutto troppo grande senza di Te, Signore di quel posto, vieni con me, porta la tua Mamma ti prego.

 

24 GENNAIO ARA 2020  S. Francesco, Santa Babila, S. Feliciano, S. Metello, Santa Vera, S. Artemio, S. Semia

 

 

25 GENNAIO ARA 2019.  Conversione di S.Paolo, S. Agape, Santa Artemia

 

 

26 GENNAIO ARA 2018.  S. Tito e S.Timoteo, S. Alberico/a, S. Paola, S. Timoteo, S. Tito, S. AnnaPaola

 

 

27 GENNAIO ARA 2017 Santa Angela, Santa Devota, Santa Elvira, S. Palladio, Santa Mariangela

 

28 GENNAIO ARA??? .  S. S. Tommaso d’Aquino, S. Amedeo, S. Manfredo, S. Tommaso    ARA

 

 

29 GENNAIO ARA 2016.  S. Costanzo, S. Gildo, Santa Gilda, Santa Sabrina

 

 

30 GENNAIO 2015  Santa Giacinta, Santa Martina, Santa Batilda

Di bello in questo brano c’è Guernica… e nulla più

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In realtà è possibile si possa rimuovere dalla memoria alcune parti di vita e per poterlo fare, è necessario sopratutto chiedersi se veramente sia necessario.  Ciò non nuoccia ai sentimenti propri e ancor meno altrui. Se nell’ angoscia latente del sub conscio giunge il suggerimento di uno stato obbligato di allarmante malessere per una situazione mentale che si debba cancellare animo dovrebbe essere il netto contrario, meglio immergersi in piacevoli ricordi che portano ad un recente passato che si pensava scomparso.

Nel contesto sei combattuto, ora sei ciò che sei, e lascia che riaffiori quel sottile velo di trasporto che ti esalta, basta solo che rimani nel presente con il corpo, la mente lasciala viaggiare, tanto si ferma alla situazione attuale, sta solo fluttuando leggera verso l’oblio del passato, ma è ben ferma nel presente. E per qualche momento che può anche diventare una situazione di ore, diventi ciò che eri, che in fondo non ti dispiaceva, l’hai fatto per anni, sapendo probabilmente di sbagliare, ma a quello ci pensavi dopo, il mattino seguente, che una soluzione la trovavi, e lo stesso eri stato di un bene che valeva la pena di sentirti fuori posto.

E adesso stai bene, sei di nuovo quello che non volevi, ma sei, senza peccare, senza sbagliare, solo ti devi accontentare, stavolta non andrai all’eccesso, ora non ti fai di più, ti accontenti e godi di quel che hai che e’ molto, ma è un’altro problema e non te lo poni, non te lo devi porre.

Tutta sta “menata” per un bicchiere di rhum, e dell’ottimo vino, che serviva ben altro per sballare, ma anche allora come ora, e’ la psiche che la fa da padrona, e se hai raggiunto lo stadio ottimale di star bene perché si è creata la giusta situazione, tanto vale un bicchiere di vino, quanto una dose massiccia di altre porcherie, una ti annebbia la mente, sporcandoti lo stomaco, l’altra ti annebbia i pensieri, sporcandoti i polmoni, che tutte due hanno lo stesso il ben o malaugurato duplice effetto. Che è uno groviglio di cazzate precise nel suo insieme, o domattina, risulterà solo un nodo insolvibile, inestricabile, una cagata pazzesca, ed io cercherò di ricordare perché l’ho scritto, e se di nuovo tutto per me avrà un senso, lascerò che voi diate una spiegazione, un po’ come quando un artista pittorico, cerca di esprimersi con quattro scarabocchi, e con gli stessi vuole dire mille cose, per i migliori e’ pure dato riuscirci,  insieme che esprimere un concetto con un senso logico. Adesso so cosa provavo mentre scrivevo questa accozzaglia di parole mischiate tra loro, domani divertiamoci insieme a trovarne un senso.  Apro questa parentesi per ricordarmi il perché ho scritto di me quella sera, … Mi sono ritrovato con due belle persone, anni dopo a casa loro per cena.  Con me c’era mia moglie, che quando li frequentavamo non eravamo sposati, e loro non avevano due figli, ed io ero con loro, dicevo le stesse o quasi cose di questa sera, ma ero un’altra persona, e finito un discorso non pensavo di aver detto ciò che dico ora, e non mi sentivo, o non volevo sentirmi dentro come sto adesso, i miei intenti andavano oltre, tutto era differente. In pratica volevo solo dire di essere stato bene, senza il bisogno di star male e non solo fisicamente…. Buonanotte…….

 

 

31 GENNAIO ARA 2014 (da controllare)  S. Giovanni Bosco, S. Ciro, Santa Ludovica, S. Saverio, Santa Marcella

 

 

 

 

 

 

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