AGOSTO. Solo per oggi (completo)

01 AGOSTO 2015   S. Alfonso, Santa Esmeralda, S. Ruben, Santa Maristella

Agosto, moglie mia non ti conosco, recitava uno scherzoso modo di dire del passato, adesso la si conosce molto bene perché non si va più da nessuna parte senza di Lei, sono finiti i tempi spensierati di quando la moglie partiva con mamma e figli per le lunghe vacanze d’Agosto. Ora è tutto take away… si parte il venerdì sera e si torna la domenica… con la moglie i figli e la suocera.

Nei primi anni cinquanta, immediato dopo guerra, il popolo Italiano si preparava alla rinascita. C’era tutto da ricostruire, da riorganizzare, l’industria si preparava al grande salto economico e si organizzava per divenire lider in molteplici settori primo fra tutti quello automobilistico. Il prestigioso marchio Ferrari riprendeva a “correre”, mentre il gruppo Fiat, di suo, rilanciava con una produzione imponente il settore delle utilitarie che presto nel mondo ebbero un enorme successo. Non di meno mille altri settori decollarono, dagli elettrodomestici, alla metal meccanica, all’industria chimica, a quella alberghiera che visse una nuova giovinezza a partire dalla riviera Romagnola, occupata per prima dagli stessi invasori vinti dagli “alleati”, che nel periodo dell’occupazione stessa, ebbero modo di conoscere e apprezzarne la bellezza del nostro bel paese. Successo nell’industria tessile al nord e delle acciaierie al sud, Migliaia di posti occupati dagli artigiani in svariati “campi” e primo assoluto fra tutti ci fu il boom edilizio, che vedeva protagonista un esercito di operatori, dal manovale muratore, al “palazzinaro” imprenditore. Tutti godevano di un lavoro impiegatizio o manuale, le vacanze si svolgevano con regolarità a Natale, Pasqua e ad Agosto e in quelle occasioni principalmente, le grandi industrie chiudevano i battenti per ferie. Poi pian piano le cose cambiarono, i politici degli anni ottanta- novanta, rubarono a man bassa quanto più potevano al popolo, corrotti e collusi di ogni specie fecero la loro comparsa infierendo sul poco rimasto, e si sa, l’esempio vien dall’alto, così che anche un nugolo di cittadini seguirono a ruota i malfattori riducendo l’Italia a ciò che rimane.

Ce ne accorgemmo nelle estati che andarono dal 2005 in poi,  quando ad Agosto andammo tutti in ferie e il paesaggio desertico delle aziende e delle fabbriche non mutarono d’aspetto nemmeno a Settembre… nemmeno a Ottobre, nemmeno ora… moltissimi non riaprirono più e tantissima gente si ritrovo’ ad inventarsi una nuova vita e un nuovo lavoro, e per molti altri la disperazione del nulla. Agosto, rimane sempre nei cuori come sole, mare, e gioia.

02 AGOSTO  2020 Santa Maria degli Angeli, Santa Alfreda

Quanta strada percorsa dai tempi delle cantine e i solai dove già Celentano cantando ci metteva in guardia: “la dove c’era l’erba ora c’è una città e quella casa in mezzo al verde dove sarà aaaa”… Ma allora  importava solo di diventare grandi in fretta, avere un compagno di vita subito, un buon lavoro all’istante, tanti soldi presto, successo in tutto immediatamente, rendendoci conto molto poi che avevamo già tutto perché avevamo vent’anni.

Ora il caffè scende nella tazzina dopo pochi attimi in cui si è inserita la cialda e premuto un bottone… il bucato non viene più steso ma direttamente asciugato da una macchina, il cibo è confezionato ed è solo da riscaldare nel microonde…

La nostra tecnologia è sofisticata a tal punto di robotizzare e meccanizzare gran parte dei nostri lavori manuali, e non sappiamo arginare per tempo un fiume che esonda, o fermare prima di grossi danni un incendio boschivo o un terremoto, e molte altre situazioni simili dove siamo inermi di fronte alla forza della natura nonostante il nostro spavaldo saper fare… forse è per ciò che abbiamo il muso coperto.

Adesso vorremmo diventare più ‘piccoli’ e tornare ai vent’anni, avere un compagno o compagna per la vita il più tardi possibile così che al denaro ci si pensi più in là, il successo lasciarlo nelle mani del destino… e vorremmo dimenticarci ogni giorno di aver già “consumato” tre quarti di vita.

03 AGOSTO 2018 ARA. S. Pietro di Anagni, S. Dalmazio, Santa Lidia, Santa Mara, S. Nicodemo

04 AGOSTO 2017 ARA    S. Giovanni Maria, S. Agabio, S. Cherubino

05 AGOSTO 2016 ARA ( da spostare al n. 10 agosto )  S. Osvaldo, S. Paride S. Abele, Santa Nives, S. Paride, S. Checco, S. Emidio

Cinquecento. Questo è il mio scritto n. 500. Cinquecento volte in cui per sette anni ho scritto tentando di compiacere chi mi leggesse, nel mentre del corso di quegli anni ho scritto sei libri. Ho cominciato a scrivere che non avevo sette anni e quando non scrivevo con la penna scrivevo con il cuore. Ho scritto anche quando non sapevo di scrivere, dai “20” ai 47 anni… c’è sempre di mezzo quel “7”… e io amo il “3”… ho scritto anche allora che non mi importava di farlo con la penna, ma stavo scrivendo nel cuore ciò che dovevo scrivere adesso.

Ho raggiunto molto prima il traguardo delle “10.000” Persone che hanno visitato il mio sito, che non il traguardo dei “500” testi da me scritti. Sono solo numeri nella loro misera somma totale, non sono niente al cospetto di un o una qualsiasi follower ‘dipendente’ di appena vent’anni… capace pure che l’ultimo o l’ultima ‘influencer’ nella lista dei “bravi”, si porti a casa in un ora tutto quello che io ho cercato di costruire in una vita e da sette anni senza sosta. Sono partito da zero ma ero già a mille per poter scrivere non dovendomi mai vergognare nel rileggermi, poter riuscire a scolpire nella roccia i miei pensieri nel rispetto Altrui, con l’illusione profonda di essere stato d’aiuto a qualcuno.

Sennò a che serve scrivere qualcosa per qualcuno. Bello si lasci il proprio pensiero ai posteri, ma ancor meglio si lasci buon senso piuttosto che inutili retoriche. Nel corso della mia vita ho cercato in mille modi di aiutare il prossimo, e Dio. Stesso mi è testimone, la mia vanità giovanile è straripata come un fiume in piena, non ho saputo domare l’impeto della mia arroganza e le avversità si sono accumulate. Per grazia mi è stata data un altra possibilità di riscatto terreno. Sto scrivendo come feci all’inizio di una vita e sette anni or sono… parlo solo di me, come quando giovane ero spavaldo e parlavo spesso sopra le parole del mio interlocutore che non aveva ancora finito il suo parlare.

ho deciso di dedicare il mio 500ntesimo articolo a Me stesso. (non ho mai scritto prima ‘me’ o ‘io’ con l’iniziale Maiuscola… e non lo ripeterò fino al n. “1000” ) È un piccolo segno di umiltà che ho imparato dalla mia compagna che da anni possiede un auto cabriolet ma non la scopre mai perché si vergogna un poco.  Ho scritto di persone e fatti mai inventati, non sò inventare nulla… posso cercare di poetizzare, di romanzare, ma sono solo capace di unire i miei sogni con fatti realmente accaduti… a me, e a chi ho avuto il piacere o il dispiacere di incontrare sul mio cammino.

Io sono l’un per cento quotidiano dei follower del meno quotato influencer del momento… beati gli ultimi perché saranno i primi… “500” come gli anni del secondo millennio in cui è stata scoperta l’America “500” come l’anniversario delle poste italiane, “500” come l’era di Michelangelo…

Ho  deciso di dedicare il mio 500ntesimo articolo a Me stesso… non ho mai scritto prima ‘me’ o ‘io’ con l’iniziale Maiuscola… e non lo ripeterò che al capitolo n. “1000” È un piccolo segno di umiltà che ho imparato dalla mia compagna che da anni possiede un auto cabriolet ma non la scopre mai.

Ho scritto di persone e fatti mai inventati, non sò inventare nulla… posso cercare di poetizzare, di romanzare, ma sono solo capace di unire i miei sogni con fatti realmente accaduti… a me, e a chi ho avuto il piacere o il dispiacere di incontrare sul mio cammino…che in ogni caso è sempre un esperienza positiva. “ Un buon Carabiniere deve conoscere bene i ladri sennò non li cattura”. Conoscere il “male” non è sempre un male, anzi, non lo è mai se ci si ferma alla prima paletta alzata dell’ ‘alt’. Alt fermi tutti… “bocce a terra”, questo punto s’ha da rivedere e se si ammette che la tua boccia e più lontana dal ‘boccino’, sei già sulla strada giusta.

Io sono l’un per cento quotidiano dei follower del meno quotato del o della influencer del momento… beati gli ultimi perché saranno i primi…

Significherebbe scalcare il destino è valicare la sorte. Significherebbe vivere la vita che ho sempre desiderato vivere… con persone nuove a cui smettere di ‘chiedere’ e altre persone a cui dare… non ‘persone’ speciali, semplicemente altre persone, altre esperienze, altre conquiste, altre sconfitte, altro modo di vivere un decennio contandoli e vivendoli uno per uno, anno dopo anno uno per uno… e continuerò a scrivere.  Cercherò di non parlare autobiograficamente ma il mio cuore arriverà dove deve, e nel bene augurante sospiro di sollievo, arriverà dove deve, ai Vostri Cuori.

06 AGOSTO    Santa Mafalda, ARA 2020. S. Afro

07 AGOSTO 2015 ARA… e 2020 ARA da mettere al n. 6   S. Gaetano, S. Donato, S.Benedetto XI

08 AGOSTO 2014 ARA S. Domenico di Guzmán S. Ciriaco

09 AGOSTO 2019 ARA   Santa Teresa Benedetta della croce, S. Romano

10 AGOSTO  2026 ARA spostato dal 5 agosto)    S. Lorenzo

11 AGOSTO 2014    Santa Chiara, Santa Degna, Santa Lelia, Santa Ruffina, Santa Susanna, Santa Clara, Santa Clarissa

imageE sto li, di fronte a questo immenso mare vuoto. Ai lati dello sguardo dei bellissimi monti verdeggianti, solcati da torrenti e rigagnoli in punti che non s’erano mai visti prima, molta è la pioggia caduta quest’anno, e nel suo mezzo lo sguardo volge al grande vuoto della valle, attraversata dal serpeggiare del fiume  che rumoreggia misto al frastuono lontano del quotidiano scorrere del lavorio umano. Le chiese di montagna sono sempre poste strategicamente nella migliore posizione del paese e sul suo piccolo piazzale antistante la vista spazia e corre via veloce. E non ci stavo pensando prima, ma aiutando Don Osvaldo a trasportare una damigiana di buon vino in casa sua, uscendo mi trovo di fronte uno spettacolo che mi toglie il fiato, una vista che di colpo mi mette in pace con il mondo, non è la prima volta, ma spesso si guarda senza vedere, e si sente senza ascoltare, e in quegli istanti altro non c’è che rimirare si tanta bellezza nel bel mezzo dell’estate come da calendario, e di sole, nemmeno l’ombra!

Respiro con calma in modo lungo, quasi sembra un sospiro, come a dire che chi ha creato tutto ciò, non può essere che l’amore, l’onnipresente amore che di anno in anno fa germogliare a nuova vita la vita. E’ maestoso tutto ciò che mi si presenta innanzi gli occhi, e’ spavaldo e imponente come la vita stessa, come il palpitare frenetico del tempo, che non conosce ostacoli ne limiti, e’ grandioso come l’oceano che ha per solo limite l’orizzonte che si piega circolare nei confini del nostro mondo.  E nell’immenso sfavillio di forme e colori, mi abbandono a pace interiore sentendomi piccolo piccolo davanti al Creato, quasi mi spiace del dopo, del domani, che mio malgrado mi riporterà  inesorabile in città al presente fatto di tutto, ma che a me non serve a nulla.

E sono quei monti, quelle valli lussureggianti, quell’enorme brulichio d’alberi, quel cielo che si fa pulito dopo l’ennesimo temporale, che fermano il mio pensiero, rendendolo assorto, incantato. Tutta quella luce mi pervade in un oblio che penetra dentro, mi acceca i sensi, inibisce la mente, e mi lascio trasportare da mille sensazioni che si mescolano tra loro portandomi diritto al mio cuore, alla mia anima, al mio cielo, e alzo lo sguardo, ancora un po’ più su, e ringrazio… Di colpo tutto il resto e’ senza senso, non ha nessuna importanza ciò che è stato fatto e detto, non ha nessuna importanza ciò che ho sentito e visto, in questa o quella situazione, dove ho dato ragione a lui, e criticato lei, quasi mi vergogno un poco di aver anche solo sprecato del prezioso tempo e buon senso giudicando e sentenziando, per lo sciocco interesse di compiacere uno, a discapito di un altro, creando solo confusione più di quella che già per se esiste nei cuori della gente.

Al cospetto del onnipotente spettacolo della Natura  e come se di colpo la mia coscienza volesse diventare linda come quella incantevole visione, e per questo quasi mi vergogno, essermi frapposto a si tanta naturale bellezza, e di essere stato un meschino giudicante, io che non sono nemmeno in grado di far nascere per mia volontà un filo d’erba, che non ho potere di far cadere una goccia di pioggia dal cielo, io, che non posso comandare un solo battito del mio cuore. All’improvviso dalla porta laterale, esce Tino, il sagrestano , che a voce forte mi saluta, ridestandomi dal mio dolce sogno ad occhi aperti; contraccambio il saluto, e con un soffocato sospiro, mi avvio verso casa, lasciandomi alle spalle quei soavi momenti, ma portandomi addosso un animo più pulito, e predisposto ad un futuro di certo meno ipocrita, che l’ipocrisia la detesto in tutte le sue forme.

12 AGOSTO 2020 Santa Lelia Santa Giovanna Francesca  S. Ercole, S. Colombo

È un estate calda, afosa a tratti torrida. Molte persone convengono che l’inverno è meglio. Certo che è meglio l’inverno, i ghiacciai si sciolgono e i disgeli prematuri non si contano più tanti sono, perciò la temperatura è clemente e a tratti mite. Sono cambiate molte cose da quel tempo in cui tanto stavamo bene che nemmeno sapevamo di vivere tanto benessere. C’era ancora ego e ottimismo in quantità da sprecare persino, c’era tanta incoscienza gratuita che ci faceva fare cose assurde che ci accompagneranno per tutta la vita nei ricordi. Temporali a primavera, qualche pioggia violenta d’etate ma senza grandine,  caldo che non ti dava tregua per qualche giorno di fine luglio e inizio agosto… poi “la prima piüidà, d’agost la rinfresca ôl bosch”… la prima ‘piovuta d’ agosto rinfresca il bosco… è tutto finiva lì, senza bombe d’acqua, uragani, tornadi e violenti nubifragi. Intanto noi ‘allora’ eravamo incoscientemente e felicemente grati di tutta la nostra  ‘instabilita’ mentale. Ci rendeva felici tutto quell’intrigo fatto di sguardi e di parole mai dette. Era relativamente facile guadagnare denaro per il necessario e il di “più”, quindi non rimaneva che occupare il tempo creandoci dei guai per cui poter dire quanto si era ‘sfigati’.

Eravamo spensierati e felici e non avevamo trent’anni, un percorso di vita tutt’altro che scialbo nel suo insieme, il fine regalava sempre emozioni irripetibili qualunque fosse la Natura del suo intento. Allora non esisteva nessuna restrizione che ci obbligasse a indossare mascherine e tempeste e tornadi sapevamo fossero negli oceani più remoti. Quando c’era un temporale, era l’occasione giusta per dire quanto amavi la persona che ti stava accanto, stretti stretti sotto le coperte a veder lampi e sentir tuoni che lo stesso facevano borbottare la terra e Lei o Lui cercavano un abbraccio rassicurante e nel conforto, uno dei due se ne approfittava, poi il temporale passava e il mattino ti ritrovavi in quello scomodo letto alla francese avvinghiato all’amore di turno.

Quando c’era tanto sole ci si sdraiava a occhi chiusi per poterlo prendere e si sbirciava dal sotto del ciglio quel corpo che tanto si agognava. Era una sinfonia composta da duecento musicisti armati d’archetti, fisarmoniche e l’immancabile melodia di un pianoforte a coda che regalava l’orgasmo del solo aver avuto desiderio.

Che forse nemmeno era l’amore della tua vita. Ma era bello, è stato bello, sono ricordi indelebili nella memoria di chi ha cuore. Non si cancelleranno mai, anche ora, tanti anni dopo che non ci si dà la mano e ci si saluta con lo sguardo.

Semplicemente, sono cambiati i tempi, le mode, gli usi e i costumi. Altre etnie hanno mescolato le loro usanze con i mille motivi ancora di vita diversa che spingono la nave a riva invece che al largo, ciò non toglie e non toglierà mai che un gradito è bellissimo ricordo sia stata e rimanga Tu.

13 AGOSTO  2020  S. Ponziano, S. Ippolito, Santa Concordia

Sei mai stata/o in un cespuglio di rovi spinosi? Chi c’è stato dice che è meglio che stare abbracciati a un cactus del deserto.
Bisogna si sappia ripartire da zero per capire quale spina punga di più la pelle, e quando lo si capisce si sa anche quando cogliere more o ammirare uno splendido fiore spuntato da una delle piante più ostili… ma bisogna saper ripartire da “zero”, questo se una persona ha sbagliato il sentiero… chi ha imboccato il giusto sentiero, comunque ha patito altri mille lamenti pur non avendo mai toccato spine, nemmeno di rose.

La vita riserva a tutti un percorso e raramente qualcuno sfugge dal pungersi con una spina. Chi ha sbagliato qualcosa in vita, avrà incontrato more e cactus confondendo spesso il periodo di coglierne i frutti. Chi non ha ‘sbagliato’ vita, avrà portato la sua croce quotidiana lo stesso perché se non di mora o di cactus, s’è punto con una spina di rose… e non fa meno male che cercare per ‘qualcuno’ di ‘rialzarsi’.

La vita è uguale per tutti e ognuno ha quella che gli è stata assegnata, e la “croce” che si deve portare ogni giorno, è pesante per Tutti. Lo stesso, Dio. non da mai un peso superiore che noi non si possa portare.

Le persone fragili che non sono riuscite a esporsi al pericolo di spinarsi le dita, si sono suicidate, sono anime elette che hanno sofferto come Martiri e saranno sicuramente perdonati dal Dio. che è Amore è non può trascendere dall’ Essere dal più alto e nobile sentimento esista nell’universo e oltre… Verranno perdonati anche “loro”, le persone che comunque ci hanno provato pagando i loro vani tentativi di aggrapparsi alla vita, dando la vita stessa.

Senza pensarci troppo la vita scorre via con tante di quelle strane coincidenze che sembra impossibile sia noi che le provochiamo…se ci si pensa bene ci sono mille e ancora mille modi in cui le cose potrebbero andare… ma tra milioni di spine è meglio ci si affidi a chi le ha Create.
Sei mai stato in un cespuglio di rovi?

14 AGOSTO  2015  S. Massimiliano Maria Kolbe, S. Anastasia, s. Alfredo

Dove il fiume trova un salto, i pensieri giocano con i colori della vita.  Tutto entra in un vortice che scema in un mulinello che rilasciando le acque, si riunisce al resto dello scorrere e va a finire nella culla marina.   Che tutto parte dal cielo e va al mare infinito nel perpetuo riciclo vitale della vita. Si può ripartire a vivere di tinte nuove, puoi ridipingere tutto a mano libera, o almeno riprovarci in un rinnovato impulso di vitale speranza, in una ricarica linfatica e auspicio di bene augurante riuscita. Nascono nuove innocenti illusioni, mescolando realtà a fantasia che certo non guasta, quel che ne esce sarà sempre meglio del nulla, e lo spirito ne giova ringiovanito nelle attese, dimentico delle esperienze passate che non ti farebbero azzardare alcunché tentativo, e se non provi non vedi, se non vedi non credi, se non credi non vivi, oppure sei già morto senza morire.

Il pescatore sul greto del fiume spera paziente di catturare una preda che lo faccia divenire predatore e non gli importa o forse non vuole ricordare che molte volte non ha pescato niente, ogni volta ci riprova con rinnovato interesse, che se a nulla vale il suo tentativo, almeno si è trattato di provare, sicuro ancora che prima o poi come e quando qualche pesce entrerà nella sua rete, lui prepara le sue esche, le cambia e le affina, finché riesce nell’intento.

Così sono io, così siamo tutti noi, che la vita scorre senza senso se uno non prova a tingerla con i colori che il suo cuore immagina, la sua mente è solo un supporto, è il cuore che alla fine da il comando di essere contenti di ciò che si ha, sfociando nei migliori dei casi, in uno splendido arcobaleno che nessun colore tralascia al più intimo del tuo dentro.   E dipinge di rosa le tue storie d’amore, di rosso il tuo tramonto, di giallo sole la tua smania di vivere, di azzurro il tuo cielo, di bianco candido ogni tuo gesto volto al bene, di lillà  il divino, di verde la speranza in te e per te che diventa sicura fortezza.

Scende a ritmo del tempo l’acqua cristallina che viene dai monti, lei conosce tutto, perché nel lungo percorso tra valli e pianure, ha sentito la voce del vento e il frastuono del mondo, ha visto la faccia della luna e il sorriso del sole che la faceva brillare, gli hanno pianto addosso le nubi e si è arricchita di pioggia, tutto questo sapere lo deve sfociare nel mare.  Non si ferma, ancora sfrivola l’acqua del fiume, ora fissandola, pare un immagine ferma mentre scende copiosa a rivoli che paiono passati al pettine, da quel dolce salto che il suo grembo le fa fare.  Io la guardo incantato nel presente e intanto abbozzo il disegno del domani, come lei sembro fermo,  ma scorre incessante come il sangue nelle vene, scivola via con la stessa frenesia con cui assaporo la vita, dimentico che ho avuto in dono un altro giorno, ed è in questi momenti che capisco che non vale la pena di usare continuamente gradazioni di colore strani o diversi che possono solo imbrattare la tela del mio posto nel mondo.  I colori dell’anima sono sempre e solo quelli che ti fanno stare bene, come il guardare la saggia acqua del fiume che scende accompagnata da un orchestra sinfonica di vita.

15 AGOSTO  7098  S. Alfredo, S. Achiropita, S. Arduino, S. Napoleone, S. Assunto

Una farfalla vola attorno agli oleandri come se due giocatori stessero a giocare a Ping pong con lei. Il suo volo è distratto come gli animi della gente che si palleggiano i sentimenti per divertimento in questo 15 Agosto. Passiamolo bene e per far vedere un bel sorriso, abbassiamo le mascherine per un brindisi.

Il mio ardore non si spegne come questo sole “Agostino” e basta il pensiero amaro di una tua breve vacanza, perché mi manchi di colpo tutto ciò di cui ho bisogno per vivere. Organizzerò la mia vita senza di Te Amore mio, per soli tre giorni penserò io agli sguardi indifesi dei nostri cagnolini che si chiederanno guardandomi dove sei.

Li rassicurerò, gli dirò la “mamma” arriva presto, non abbiate timore… io vi amo… ma lo so, non basta… non basterà per loro e non basterà per me che già vivo l’ansia uguale come di dover prendere un aeroplano l’indomani per me che ho terrore di volare. Oggi è Ferragosto, altrimenti non significa altro che il giro di boa da un caldo asfissiante, ad un caldo che da torrido assume toni più lievi. Adelio un giorno di mille anni or sono, mi disse che era il giorno per donare una rosa rossa alla propria innamorata. Oggi mi sembra un eufemismo solo il pensarlo. Ho regalato dozzine di rose che si sono appassite quando ora ne ho “Una” solamente in casa, con me, nel mio cuore e rifiorisce ogni giorno a nuova vita.

Ferragosto vuol dire Estate, vuol dire il culmine delle vacanze estive, delle passeggiate nei boschi e dei tramonti al mare. Ferragosto, vuol dire, spensieratezza e sollazzo che vien da dentro… vuol dire che passerò malinconiche serate contando minuti e ore che mi separano dal mio grande bene… Susanna… che Dio. per grazia non si allontana mai… ne a Natale, ne a Ferragosto. Auguri a Tutti i cuori che battono in questo giorno.

16 AGOSTO 2020  S. Rocco, Santa Serena, Santa Petra

Ci si pente di non aver creduto in se stessi, ci si pente il doppio se un alleato della nostra vita è Gesù. Non ho avuto fiducia in me e doppiamente sbagliando non ho avuto fiducia in Lui.
Ci si pente anche se alla fine non si è avverato quel grande desiderio che tanto stava a cuore. Ci vuole del tempo ma in fine il risultato negativo di una speranza, risulta sempre positivo, significa che in quel momento le cose dovevano andare in quel modo ma consentivano dopo un lasso di tempo più o meno lungo di diventare un vantaggio a tutto tondo.

Bisogna sempre credere in se stessi, non bisogna mai abbandonare la fiducia, e quando malgrado accade, cercare che nel frattempo scemi, di scegliersi un “Amico” sicuro affinché Tu possa confidare le tue pene, addirittura va molto meglio sia un “Amica”, consigliabile si passi prima dalla Mamma… il Figlio non gli nega mai nulla… e tutto passa, tutto si avvera, importante non ci sia un segnale di stop perché se si avvera può essere ancora più dura il mantenerlo un sogno. Umiltà non c’è altro da fare, e ognuno metta il suo impegno per un saluto di buongiorno e una stretta di mano in più… oggi con i guanti.

17 AGOSTO   2020 S. Chiara di Montefalco, S. Giacinto, S. Settimo, S. Liberato

É un giorno così, assolato in pianura, bagnato da un piscio quotidiano sui monti, alternato il tempo al mare. È un giorno come un altro ma non è quello dello scorso anno, è un altro giorno. Son pensieri di fine estate, sono rimasugli di una vacanza trascorsa dopo aver trascorso una vacanza forzata di tre mesi e ancora si indossa una mascherina protettiva sul viso nel suo ricordo… che purtroppo è ancora presente.

Un tempo si era semplicemente reduci da mesi di lavoro e le vacanze d’agosto erano di rigore. Le fabbriche chiudevano tutte in quel periodo e lavorava solo la ‘manutenzione’ addetta. I più giovani invadevano le spiagge romagnole in cerca d’avventure amorose e chi non vi riusciva, si faceva di sbronze colossali e bagni nel mare di notte con tutti i vestiti addosso. I meno giovani avevano prenotato la vacanza nel loro albergo preferito, almeno quattro mesi mesi prima… qualcuno si era preso pure la medaglia per il più anziano villeggiante di sempre… anche ventiquattro anni di permanenza in quel posto, allo stesso giorno di ogni anno.

Si poteva programmare una vacanza mesi prima, ci si poteva lamentare del posto in fabbrica e cambiare lavoro seconda delle proprie possibilità. Si poteva decidere se stare al centro di un partito, o a sinistra o a destra dello stesso. Adesso con un numero esiguo di partecipanti, un partito politico può nascere con il simbolo di un fiore o la fermezza di un pugno chiuso. Ecco che nascono nuovi problemi, centro moderato ma spostato più a ‘sinistra’ e ‘sinistra’ spostata verso destra ma non quella dura, quella ‘moderata’. La destra da ‘moderata’ può considerare un entrata da ‘sinistra’ ma deve fare prima i conti con la destra estremista. Tutto ciò condito dal ‘capitalismo’, che è la vera causa dei nostri mali moderni.

Si poteva essere felici di fare un tuffo nella pozza di un fiume, rincorrer le farfalle per gioco senza mai riuscire a prenderle… come cercare di prendere una gallina nel pollaio. Ci si poteva inventare la vita a quei tempi, male che potesse finire, avevi fatto ciò che desideravi fare. Adesso sei contento se vivi, e al passato da pochissimo remoto ci pensi il meno possibile, ciò che preoccupa è il futuro. Forse non tanto per ciò che ci aspetta, il mondo è sempre stato assillato da eventi nefasti, sin ora son serviti sacrifici di Martiri umani a rafforzare e temprare le nostre forze contro il male, e abbiamo sempre vinto la nostra battaglia e la vinceremo ancora e ancora. Per farlo ogni cuore deve volgere lo sguardo al cielo che è si inquinato di smog e rottami, ma non ancora di falsità e spergiuri d’ogni genere come accade sulla terra.

Vent’anni or sono, oggi in una giornata di fine estate si sarebbe scritto di quella magnifica vacanza fatta nel sud d’Italia, “114” Trebisacce in Calabria, o di Val di Fassa in Trentino, oggi serve per riviverla nei sogni. Si poteva fare di tutto… e non abbiamo fatto niente per impedire di non poter prenotare l’albergo quattro mesi prima della permanenza.

18 AGOSTO  2020   Santa Elena, S. Aimone

La verità vien sempre a galla… come si suol dire, e nel fango di una palude si imprigiona il falso. La verità emerge nell’acqua stagna di una palude, uguale come un cadavere non ancorato sul fondo melmoso che riaffiora gonfio e violaceo. La verità non è la morte, Lei e l’uomo non c’entrano niente del come “il venire a galla” ma lo stesso hanno similitudini di vita. La morte è la fine del corpo ma sta’ a pennello nella verità di una credenza ultra terrena… alla fin fine, stanno tutt’e due a “galla”. Nel fango rimane l’’inganno’ con la sorella ‘bugia’ e la sorella ‘perfidia’ che annaspano per liberarsi dalla melma, nel mentre caotico per salvarsi dai miasmi del fondo paludoso, calpestano i cugini ‘invidia’ che a loro volta non rispettano neppure i loro neonati “ansia” e “timore”… frutti del nostro secondo millennio.

La verità vien sempre a galla. “Un bel tacer non fu mai scritto” recitò un ‘tale’, ma puoi tacer tutta la vita tenendoti in grembo una band di musicisti scatenati… vuol dire che sei nella melma. Affrontare la verità è riuscirne a godere i vantaggi fino a esserne sazi e cosa da Dio.  Riuscire almeno a capire che si deve lottare per difendere la verità a costo di mille ostacoli che si pongono sul proprio cammino e cosa da uomini, inteso per tutti i sessi… e ‘cosa’ di persone che si mettono in gioco anche a 96 anni come Giuseppe Paternò il laureato più “vecchio” d’Italia.

Diversamente si possa pensare sul “capitolo Verità”, si nuota nella piscina di una lussuosa villa con acqua che pare trasparente agli occhi di chi la vede, ma giunge al cuore come se si stesse nuotando nel pantano… non per tutti, fatta eccezione per ‘qualcuno’ che è passato dalla cruna di un ago prima del cammello… perché è più facile che passi un cammello dalla cruna di un ago, che un ricco nel paradiso del Cielo.

C’è posto per Tutte e per Tutti nella “Verità”, ricchi e poveri… anche se il vantaggio per una volta tanto è dalla parte dei poveri che dopo una vita di stenti, non hanno altro da fare che aggrapparsi alla “Verità” come unico scopo di vita terrena, costa tempo, fiducia e speranza, ripaga nel vedere più in là di ville, super car, barche e piscine… che per capirlo bisogna si abbiano possedute.

La Verità è scomoda come un foruncolo tra le natiche… poi con il tempo guarisce e ti fa sentir bene come mai sei stata o stato. La Verità su questa terra è ciò che abbiamo, da “un altra parte”, sarà ciò che NON abbiamo.

19 AGOSTO 2020  S. Ludovico d’Angiò, Santa Italia, S. Mariano, S. Italo, Bertolfo

Santa Italia. Oggi, tra gli Altri, si festeggia Santa Italia nome di persona femminile, Italia. Un nome riesumato dalle ceneri dell’ultima guerra mondiale. Santa Italia ‘Benedetta’ che non si parla di un cuore ma di milioni di cuori… tutti quelli che stanno nello stivale. Adesso sono mascherati quei cuori, a carnevale hanno messo la maschera, ad Agosto non se la sono ancora tolta e la prospettiva è che non si tolga nemmeno con in testa la berretta rossa con fiocco bianco in cima. Del resto è del tutto impensabile che il mondo intero si isoli da un carnevale che non vuole finire, qualcuno la maschera la toglie per respirare e altri nemmeno la indossano, perlopiù dall’alto della loro onnipotenza giovanile.

Italia, nome Nobile, importante, anche la contadina degli anni “60” era rispettata se portava quel nome. Significava difendere un nome con un ciglio severo qualunque cosa dicesse il cuore, il marito anch’egli contadino, era uno dei pochissimi uomini che dopo la cena rassettava la tavola aiutato dai nonni… un segno di rispetto per la sua bella Italia. Loro non portavano la maschera… nemmeno a carnevale, tuttalpiù per i bimbi il babbo prestava loro  il mantello perché divenisse il simbolo di essere temuto per chi lo indossasse, il trucco era disegnato con un pezzo di carbone avanzato nelle ceneri di un camino, e la maschera era un sacchetto che conteneva il pane e una volta calcato in testa veniva perforato all’altezza degli occhi, del naso e della bocca… si respirava comunque e quando il bimbo si stancava del gioco, alle 9 di sera d’estate e alle 8 d’inverno, andava a letto e si toglieva quella fastidiosa maschera che avrebbe indossato di nuovo solo il prossimo anno.

Funzionava così allora… negli anni “60”, non si aveva nulla, ma si aveva tutto, oggi si ha tutto e abbiamo le “mascherine” anche ad Agosto. Siamo andati avanti, o siamo tornati indietro!? Siamo dove abbiamo scelto di essere, e il ‘nostro ‘nuovo’ tratto distintivo sono le “maschere”… siamo diventati Tutti politici.

Alda Merini. Amo le cose vere, non amo le parrucche… figuriamoci le maschere! L’unica maschera concessa nella vita è nascondere il proprio dolore dietro a un sorriso per non perdere la propria dignità!

20 AGOSTO  2018 S. Bernardo, S. Filiberto

In un mondo di luce ovattata dal buio che l’abbraccia, Maria esce di casa. Servirà ai tavoli di un punto di ristoro. L’autista di un un filobus versa l’ultimo tributo del suo orario di lavoro. La città assume colori di pace. È un momento in cui tutto tace. È sera tarda, poi, la notte aggredirá la penombra e la tregua svanirà con schiamazzi e vomiti che contorneranno i pochi rintocchi delle ore corte della notte.  Giorgio, l’autista di bus, conserva nella mente quel viale alberato che ha appena percorso per ricoverare il suo mezzo… sono le 10 e poco più.

Maria inizia il turno di notte e a quell’ora inizia il suo sculettare tra i tavoli… lavora duro, ha avuto una figlia, ma da quel grande amore che pareva, ora non rimane che un mucchio di tristi ricordi, escluso il più bel fiore di mamma, Gloria. Carlo, il padre di Gloria principe ‘forse’ azzurro, s’é sbiadito di brutto, probabilmente la sua nuova compagna sbaglia il tipo di sapone nel lavargli i panni.

Di fatto Carlo e Maria non stanno più insieme con i corpi ma solo con i cuori che sono rivolti alla loro cucciola…  Maria ci mette il cuore, anche Carlo, ma però per disdetta e codardia non mette soldi per il loro sostentamento allora Maria prende la prima comanda al tavolo 7, e dietro le finestre incalzano le prime tenebre.

Giorgio è un uomo di trent’anni  passati e ancora una volta vive con la adorata mamma Adele. Una storia d’amore in passato l’autista di bus, ma Luisa non perdona. Luisa era la ghuisa del cuor per Giorgio, era un continuo non riuscire a starle dietro. Per quanto Giorgio facesse e si impegnasse, Luisa non pareva gradire gli sforzi da lui profusi anche con amore… o forse Luisa fingeva… e dunque non è bello. Per questo la ghuisa o la contesa in singolar tenzone che si voglia dire, ebbe ad essere come logico pensare e ci fu un solo vincitore, Giorgio, che finalmente decise di tornare a vivere una vita serena con la madre, piuttosto che non essere corrisposto con il cuore.

Quella sera tarda, Giorgio decide di “farsi” una pizza. È il giorno in cui se la può permettere secondo i suoi canoni di gestione economica e si avvia alla tavola calda dove guarda caso, lavora Maria. Ed è lei che poco dopo si reca al tavolo di Giorgio e con fare gentile chiede cosa voglia per cena… una pizza alla marinara con mozzarella e molti “ciuffetti di mare” il tutto innaffiato con mezzzo litro di vino sfuso frizzante, e per non fare brutta figura, una mezza bottiglia di minerale con gas con cui riempirà l’ultimo bicchiere per lasciarlo pieno.

I due si incontrano con uno strano sguardo. Maria guarda Giorgio con il distacco che riserba ad un un cliente, e poi guardandolo meglio gli risulta simpatico quel viso di mammone. Giorgio al contrario è affascinato. Folgorato. Non può nemmeno capire perché una ragazza tanto bella possa servire ai tavoli tra mille quotidiani immaginabili commenti sulla sua avvenenza, che i perlopiù sono “spinti”. Fu come volesse portarla subito via dagli sguardi indiscreti, da chi non la merita… ma con un solo sguardo rimase impotente.

Così ruppe la routine del suoi risparmi e frequentò  spesso quel locale dove lavorava Maria. Da allora dovette mangiare tante pizze di tutti i gusti prima che l’amata cominciasse a degnarlo di attenzione che fosse oltre il “cliente”.

Maria non era abituata a tante tenere effusioni d’amore quale una rosa rossa che Giorgio innamorato perso donava ogni ‘volta’ alla sua bella, e 100 pizze dopo, si arrese e capitolò.  Forse per Lei Giorgio non era il più affascinante degli uomini, ma nessun uomo prima andava a prendere Gloria all’asilo. Nessuno prima d’ora aveva portato in riva al mare Maria sussurrandole dolci parole d’amore. E da cosa nasce cosa ed entrambi ritrovarono il gusto della vita di coppia, così che molto presto nacque Luca il fratellino di Gloria che adesso andava accompagnata a scuola.

Carlo se n’è andato anche dalla “nuova” compagna e Luisa ha trovato chi la ‘comandava a bacchetta’… sarebbe una storia a lieto fine non fosse che due persone rimasero infelici. Ma come si fa si riceve perché come si semina si raccoglie… quindi ad ognuno i suoi frutti,  a qualcuno fragole rosse e succose a qualcun altri una mela bacata.

( N.b. X Alice… non sono sicuro che questo pezzo sia già stato pubblicato è inserito in questo libro… controllare per favore e se risulta già pubblicato, mettere questo al posto dell’altro perché è rivisto meglio )

21 AGOSTO  2020 S. Pio X, S. Baldovino, Santa Malvina

Sotto un tendone improvvisato per il covid, trovo Dio. la Madonna lì al suo fianco. Ho fatto tanti chilometri in vita per andarLo a cercare. Ho attraversato valli mari e confini per raggiungerlo qua in terra. Ancora non sapevo che era superfluo lo cercassi in ogni dove. Oggi era qui, alla Messa sotto la tenda con mascherina in faccia e io che chiedo scusa al Don per averla ricevuta in bocca direttamente dalle sue mani consacrate. Ho cercato Dio. e l’avevo in casa che mi ascoltava anche quando bestemmiavo dubitando del suo essere Amore Infinito. Dio. è Amore ed è ovunque nell’universo, se non ci fosse, molte stelle sarebbero sulla rotta di altre, esploderebbero al loro impatto e riempirebbero lo spazio di giganteschi detriti che cadendo sulla terra la distruggerebbero in un batter d’occhio.

Dio. c’è anche se non c’è perché Dio. è Amore… quindi Dio. c’è perché l’Amore esiste sennò non esisterebbe nessun mondo… e ognuno uomo o donna sia, si compiaccia di chiamare l’Amore con il nome che più gli aggrada. Oggi io l’ho “Visto” sotto un tendone bianco, e nel mentre sentivo l’acqua di un temporale che scrosciava violento battendo sul telo di gomma quasi volesse incupire la sua Parola… era lì, a casa mia, senza fare chilometri è sufficiente che il cuore sia collegato all’Anima… e il ‘gioco e fatto’, Dio. c’è.

22 AGOSTO  2020  Santa Maria Regina, S. Aldobrando, S. Frabbrizio, S. Ildebrando, Santa Incoronata

La domenica mi “lascia sempre stare”, faccio quello che voglio e solitamente significa vivere la giornata in ‘santa pace’ con chi amo. Il lunedì è l’inizio di una settimana dove o si lavora o si sopravvive… ma la sera è bello gustarsi un film in compagnia di una birra a condizione che non mi guardi allo specchio, rovinerebbe tutto. Il martedì mi guardo allo specchio, è difficile sopportare un cambiamento sul viso sempre continuo dopo i “cinquanta”, ogni anno ti devi confrontare con un volto nuovo. Mi specchio mentre mi rado, e c’è una ruga nuova da un parte della faccia… ieri non c’era. Le cellule mi abbandonano senza il consenso del mio ‘Spirito’, se ne fregano del mio orologio che gira al contrario…

il mercoledì è un giorno di stasi, non si “condanna” e non si gioisce, si vive la vita di sempre. Il giovedì è il giorno dei matti, l’imparai in un ‘paese grosso’, era il paese degli Asini perché il primo di Maggio si festeggiava con il palio degli Asini… il giorno dei lavoratori a quel tempo. Forse perché li sorgeva un manicomio, un posto dove si riuniscono persone destabilizzate che adesso non c’è più… adesso sono tutte libere quelle persone, anche quelle che non erano in manicomio circolano Tutti insieme liberamente, a che nessuno abbia l’arroganza di dire chi è più destabilizzato di un altro. Venerdì il giorno dei ricchi, loro fanno il fine settimana anticipato perché il giorno dopo possono dormire fino a tarda mattina. Il sabato sera è dei ‘poveri’ giovani, la domenica è l’unico giorno in cui possono dormire un ora in più ed è anche il giorno dei ‘poveri’ meno giovani che si riuniscono in grandi tavolate a mangiare e bere. A me la domenica mi lascia sempre stare in pace. Ma sono tutti belli i giorni della settimana, se non ci fosse l’uno, non ci sarebbe l’altro che segue… non ci fosse stato Papa Giovanni XXIII non ci sarebbe stato Papa Bergoglio. Son tutti belli i giorni di una settimana, peccato che le rughe aumentino insieme agli interrogativi.

23 AGOSTO  2018  S. Rosa, S. Benito, Santa Novella, Santa Rosanna

É un’altra estate che se ne va, piano piano meno chilometri da macinare dietro la visiera scura del casco. Ogni volta mi chiedo quanto avrò il piacere di ritenermi ancora come ora, un motociclista, un bikers, un ‘bastardo’ su due ruote con tatuaggi sui bicipiti. Che se i tatuaggi dovrebbero  intimidire e affascinare, a me rimane la Madonna delle Grazie su una spalla, e una Croce cinta d’Alloro sull’altra che dopo un ventennio sbiadiscono sulla pelle ma mi si imprimono saldamente nell’Anima… al riparo dalle cazzate che ancora combino.

Ma alla fine sono un motociclista ‘bastardo’, un bikers ormai solitario che sogna come quando aspettavo con ansia mi si sostituisse un carburatore “14” Bing con un “16” Dell’Orto… due cavalli in più aggiunti al motore mio ‘cinquantino’ Gerosa Zundāpp…
La moto è un pezzo di ferro e non ci si può innamorare ma ci si può innamorare del senso di libertà che  ti regala il vento in faccia e tanta innocente spavalderia. Quel sentirsi a posto anche dopo trecento kilometri macinati di fresco tra strade di molta polvere, sporchi sul giubbotto di pelle ma puliti dentro da pensieri indesiderati.

È una vera passione la moto, anche se non può minimamente competere con l’amore che si prova per una Persona ci si può innamorare, e ‘lei’ gelosa si vendica ricordandoti che quando ti sei presentato a cavalcioni sulla sua sella, hai fatto palpitare il cuore di chi hai amato o di chi ami.

Con il passare del tempo il tuo corpo ti suggerisce di frequentare meno la palestra e fare più passeggiate nei boschi o in riva al mare. Avanti nel tempo non si beve e non si mangia più senza conoscerne la quantità, quando si esagera lo stomaco suona l’allarme di una sirena che non s’era mai sentita prima, stride a tal punto di essere più lamentosa di un segnale di pericolo. Mille cose hanno assunto una dimensione diversa nel solito modo d’essere di una persona con molte primavere che si è  caricata sulle spalle… è tutto come prima ma al rallentatore. Ecco la spiegazione del perché  si amino tanto due ruote, forse perché invece che rallentare, si apre sempre più la manetta del gas, e ti fa rimanere un “giovane vecchio bikers” testardo e indomabile ‘bastardo’.

24 AGOSTO   2018   S. Santa Anita, S. Bartolomeo, S. Tolomeo, Santa Michela, S. Orio

Poi passo’ quel brutto periodo e nel frattempo non feci altro mio malgrado di combinare altri guai in quantità innumerevoli. Ora ‘leggo’ il tutto come un percorso da fare per arrivare a Dio. non trovo altre spiegazioni che mi riempia l’animo di pace per come mi sento dentro nonostante tutti i miei innumerevoli sbagli. Forse, era tutto dovuto… è tutto dovuto. È il proprio percorso di vita, si deve raggiungere lo stato mentale di accettare tutto ciò che avviene, per grazia dico io, per chi crede ad altro e per chi crede solo in sè.

La vita va presa come viene… e noi predisposti ad accettarla cercando sempre instancabilmente di compiacerla nel cercare di migliorarla… non commiserarsi, non vivere di ricordi, quelli devono vivere perché noi permettiamo loro di esistere, il passato è bello se è bello il presente, quindi si devono tagliare rami secchi e godersi i frutti  della pianta verde foglie comprese… senza “mai” dire “mai”. Ciò che importa è che una persona nel cuore senta profondamente di averci provato, che ci stia provando e ancora ci proverà.

25 AGOSTO 2017 ARA.  S. Luigi IX re, S. Clodoveo, S. Ebe, Santa Erminia, S.Genesio, Santa Patrizia, S. Ludovico

26 AGOSTO 2016 ARA   S. Alessandro,  S. Oronzo, S. Sandro

27 AGOSTO ARA doppio 2020  Santa Monica

28 AGOSTO 2015 ARA e 2020 ARA da mettere al 27  S. Agostino, S. Ermes. Santa Gioacchina, S. Viviano, Santa Adelina, S. Ermete

29 AGOSTO 2014 ARA   S. Adelfo, S. Sabino N. B. Da spostare perché questo numero è riservato a un matrimonio …..

30 AGOSTO 2019 ARA   Santa Gaudenzia, S. Pammacchio

31 AGOSTO 2018 ARA   Santa Aida, S. Aidano, S. Aristide, S. Raimondo, S. Vala, S. Bonagiunta

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