GIUGNO Trecentosessantacinque & MEZZO Pensiero

01 GIUGNO 2018 ARA DA SPOSTARE AL 12 Giugno. S. Giustino, Santa Ermenegilda, Santa Lia, S. Panfilo, S. Graziano

Giugno, Iunior, deve il suo nome alla dea Giunone, moglie di Giove divinità del matrimonio e del parto.  Giugno era il mese dedicato al sole e alla libertà…  Non v’è memoria di una canzone ‘moderna’ che si associ a Giugno o almeno non si contemplino i “tormentoni”, ‘canzonette’ che resteranno nel cuore degli innamorati. Lui vuole essere il mese dell’Amore, se Maggio ha infiammato i cuori, e ora si spenga quell’ardore che spesso si chiama amore. Giugno è il mese che annuncia l’estate e non chiede nulla per essere tanto bello. Ma la gente si lamenta del cambio di stagione, fa caldo adesso… si lamenta lo stesso anche di quando piove o c’è la neve, la gente non ce la fa a stare senza lamentarsi.

Ma Giugno è bello… come il sole che rappresenta, come la dea Giunone che è andata in sposa al Re degli dei, Giove… gli si è presentato davanti con un braccio proteso che nella mano stringeva un fulmine, intanto saette e lampi si mischiavano nello scenario e fu allora che la chiese in sposa. Lui, Giove il Re degli dei voleva Giunone come non aveva desiderato mai alcuna dea così tanto. Nemmeno la ‘Vergine Atalanta” riuscì a scalfire il cuore di Giove, a nulla valsero i doni di caccia dell’unica donna cacciatrice tra gli dei. Anche Afrodite fallì i tentativi di sedurre il Re dei re. Afrodite la dea della bellezza e dell’amore, chiamata dai romani Venere e per parer di Omero, figlia di Zeus e della ninfa Dione, al contrario invece, Esiodo, disse che era nata a primavera dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano scagliati in mare da Cronos, anche Lei non conquistò il suo cuore. È così Juventa dea della giovinezza, Era, e ancora e ancora… ma Giove volle solo Lei, Giunone, Giugno.

 

02 GIUGNO 2017 ARA.  S. Felice, S. Alcibiade, Santa Emilia, S. Erasmo, s. Foscolo, Santa Consuelo

 

03 GIUGNO 2016 ARA   S. Carlo, Santa Clotilde, Santa Olivia, S. Ovidio

 

04 GIUGNO 2020    S. Quirino, Santa Isabella, S. Rutilio

Il mozzicone. Piove a dirotto. Meglio che la grandine di ieri. Ci dobbiamo adeguare abituandoci alle bombe d’acqua, e non c’è più nord ne sud che sia escluso dai capricci del tempo. La vita ora è un altra, un altro modo di doverla vivere. La Corea del Sud in casa sua ha fatto mille esperimenti sulla bomba atomica. Gli Americani li avevano preceduti di molti anni deturpando fauna e vegetazione dei bellissimi atolli isolati dalle Hawaii. Le automobili e tutti gli elettrodomestici di questo mondo, caldaie e fabbriche stanno lanciando bombe all’idrogeno ogni santo giorno. La Cina con i suo miliardo e mezzo di popolani, si è inventata un altro bel virus che ci ha messo in ginocchio.
Bisogna si faccia come non gettare più mozziconi per la strada, tanto meno sacchetti di immondizia e di certo non bisogna abbandonare rifiuti ne sui monti, ne al mare.
Bisogna ripartire da zero, e per farlo, serve che i mozziconi di sigaretta siano gettati nel porta rifiuti apposito. Ripartire da zero. Prima o poi quel maledetto petrolio finirà e allora sarà come sorgesse un altro sole. L’uomo imparerà a convivere con la forza accumulata degli elementi che vengono dal cielo. Sole, acqua, vento e tempesta… che bisogna si faccia amica la tempesta, lei è il “troppo” è il male, e il male non va combattuto, va prima “capito”, assecondato, e poi superato… perché il bene vince sempre sul male… anche dal semplice civile gesto non si buttare per strada una cicca di sigaretta, e da numero zero si passa al numero 1, il resto è vita di chi la vuol capire.

 

05 GIUGNO 2020 ARA… e 2015 ARA da mettere al 13 Giugno.  S. Bonifacio, Fernando, S. Gualtiero

 

06 GIUGNO 2014 ARA.  S. Norberto, S. Claudio

 

07 GIUGNO 2019 ARA.  S. Roberto, S. Landolfo

 

08 GIUGNO 2020 S. Medardo, S. Dolcelino

IL SESSO.

Il sesso è una bella ‘malattia’ se presa con giuste dosi… perché il troppo ‘stroppia’. Se piace bere, non si può per questo bere un bottiglione di vino al giorno, se piace fumare è meglio siano il giusto numero di ‘canne’ o sigari e sigarette per la sopportazione del corpo, poche, ma ‘buone’. Il sesso è la stessa cosa, incontrollabile a vent’anni e quel che accada, accada, più razionale e consapevole dev’essere poi… dopo i vent’anni, perché un figlio non deve essere frutto di un concepimento avventato, magari dal troppo di alcool o “sigarette”. Il sesso è una bella malattia, e se fatto con il giusto ‘dosaggio’, a seconda della propria età, può bastare al qualunque partner per dire Ti Amo… “servendo” così, corpo e cuore.

Il sesso per un maschio significa ardore, significa riqualificare la sua posizione di animale gerarchico, normale se ne serva per attestare la sua virilità intesa come posizione sociale. Il “maschio” di millenni d’anni fa, stabiliva la sua gerarchia predominante perché cacciava piccoli dinosauri per portar carne nella grotta a donna e figli. Correva molti pericoli nel cercare di cacciare la sua preda, e spesso non faceva ritorno in quella grotta dove l’aspettavo prole con mamma.

Ci sono voluti millenni per capire che l’essere umano chiamato Donna fosse considerata. Così come ci sono voluti cento anni per capire di non abusare di nulla. Il dietologo dice che per dimagrire, devi cominciare ad eliminare tutto ciò che ti piace. Si era cacciatori ma già al tempo ignoravamo quanto fosse bella e importante la Donna. La Donna, infaticabile, laboriosa, Donna che nelle caverne aspettava l’uomo che tornasse nel mentre all’allattava una sua creatura, alimentando di tanto in tanto il fuoco con legna raccolta al costo della sua stessa vita, per scongiurare l’arrivo di animali carnivori.

Donna ieri, Donna oggi, la stessa donna che con il sesso dona piacere e se “usato” con cura e parsimonia, si arriva ad Amare anche senza sesso… con calma… bevendo mezzo litro di vino al giorno, e, solo a pasto.

 

09 GIUGNO 2014 S. Efrem, S. Feliciano, S. Primo

Quando un amore finisce vuol dire che non è mai cominciato. Difficile un Amore vero fosse tale se poi finisce… può essere interrotto per cause di forza maggiore ma interrompere non significa necessariamente che un Amore sia finito.  L’Amore e vita, non può finire.

Spesso si scambia l’Amore per il voler bene ma è tutta un altra faccenda… si vuole bene a mamma, è un bene infinito ma quando Mamma non c’è più, soffri ma te ne fai una ragione e si mette nel più bello degli angoli del cuore.

L’Amore che unisce due cuori innamorati è la realizzazione del più grande dei sogni;  vivere accanto alla persona che Ami, sennò ti manca l’aria che respiri.

Sono molte le “sfaccettature ” che fanno si che un Amore prenda “forma”   È un po’ come comporre un quadro o scrivere un libro, non si può capire subito se il quadro lo guarderai orgoglioso per tutta una vita… lo stesso che rileggere ciò che hai scritto e non  essere sicuri che piaccia nemmeno solo dopo un giorno.

Un Amore è un Amore punto e basta.  Non sono ricordi di una situazione di benessere che ti sei creato per la consuetudine del vivere accanto ad una altra persona… Che un Amore è non poter fare a meno di condividere l’esatta metà della tua vita con chi Ami, non poter bere un bicchiere di vino insieme, non poter fare l’Amore con la persona che ti fa volare in alto che più in alto non si può Una storia d’Amore è uguale a tutte le altre anche se ognuno pensa la sua sia ‘speciale’ e unica… convergono tutte all’Amore, per questo sono tutte uguali…

Il peggio è quando si guarda un quadro o si rilegge se stesso e non piace più quello che si era pensato di aver creato perché capisci di non aver creato un c…o… è un falso Amore… è cacca che comincia…

Infatti  l’Amore puo’ finire da parte di uno dei due partecipanti… proprio perché non era mai cominciato…   Già perché uno dei due non  ha ‘partecipato’ ed in genere è chi “lascia”.    Chi vorrebbe rimanere è chi Ama Veramente… e ha partecipato… ma le “cose” alla fin fine, erano stabilite dal principio, basta pensarci,…  come si semina si raccoglie, evidentemente non si è osservato crescere la pianticella che avrebbe dovuto ospitare e sorreggere un bel fiore.  Perché in genere si è ‘presa’ la vita con la leggerezza dell’età, che suggeriva strani modi per divertire, e che ancora suggerirà a altre nuove leve. Il ‘sole’ era troppo accecante è ha disturbato la reale visione della crescita della pianticella, troppa luce nel cuore per poter vedere crescere giorno per giorno la pianticella, troppo ardore nelle vene.

Ora, quando finisce un Amore, perché non è mai cominciato, i nodi vengono al pettine e allora bisogna avere il coraggio di soffrire e dare un colpo deciso e recidere quel fiore non nato che di tanta tracotanza ti ha tratto in inganno. Anche se sai farà male dovrai sciogliere il nodo… ed esiste solo un modo per tentare di ricomporre quell’Amore creduto unico… Serve tutto quel poco di coraggio rimasto e ci si ritira silenti… è l’unico modo per vedere se c’è ancora interesse da parte di chi ti vuole ‘lasciare’. L’indifferenza è un arma maligna, subdola, ma è per l’appunto il netto contrario del bene cioè dell’Amore,  e quindi in questo qual caso chiunque si stupisce nell’apprendere di chi rimane indifferente ad un dolore indelebile che si credeva causato, e se son rose fioriranno…

 

10 GIUGNO 2014.  Santa Faustina, Santa Diana, Santa Ghita

QUANDO UN AMORE FINISCE VUOL DIRE CHE NON È MAI COMINCIATO.

… In realtà il dolore esiste… eccome se esiste!  ma il prezzo da pagare in realtà è molto esiguo poiché la propria personale dignità ne trae beneficio e vantaggio in tutti i sensi… che la persona che Ami torni sui suoi passi o meno. Qualunque sia il risultato, si accumula tanta autostima sufficiente per ricucire una storia “strappata” o di poter guardare ancora in un campo dove fioriscono fiori meravigliosi…

Ma perché un Amore non dovrebbe iniziare. Tutto ha un inizio su questa terra e tutto ha una fine, mai l’Amore. L’Amore sboccia, fiorisce e a volte appassisce ma si rigenera a vita nuova come da grande insegnamento Superiore.

Se si riesce ad aprire la mente e capirlo in fretta, se ne trae il beneficio di aspirare a essere un candidato perfetto per una nuova storia d’Amore sicuramente migliore di quella precedente.

Chi non capisce gli significa solo che non vuole capire,  perché preferisce commiserarsi e io, parlando del passato, sono uno di questi… Spesso si cade in depressione o in uno stato di impotenza tale da renderti inutile… Nessuno è inutile, perciò è meglio cercare, tentare di “capire”.  L’Amore è una brutta quanto bella  bestia ma se lo sai conoscere, non gestire! ma conoscere,  può essere che nasca una storia d’Amore stupenda come la favola della Bella e la Bestia ( che la parola “gestire” mi fa cagare, va bene solo se parli di cose, non di sentimenti )

L’Amore è la cosa o la forma o il cuore che affascina più di tutto nella vita… La gente mira ai più disparati modi di interpretare il bene prezioso del suo tempo pensando di colmarlo nel migliori dei modi… Che poi nel peggiore dei casi, tutto si riduce ad inseguire il mito del potere inteso per mascherato benessere. Al contrario nella migliore delle aspettative, si vive d’Amore spesso sbagliando ma altrettanto spesso centrando l’obbiettivo prefisso… bisogna sempre tenere sotto osservazione quella piantina, quel fiore…

L’Amore va vissuto sempre, ad ogni età e in molte circostanze. Vale sempre la pena di Amare, per quanto bene o male possa fare, vale sempre la pena di Farlo, perché chi Ama vive e chi non Ama… muore dentro.

Importante è ricordare che chiusa una porta, si spalanca un altra porta che regala meravigliose opportunità,… Amare ora, Amare ancora… Nessuna Donna e nessun Uomo si dimentichi che far piangere una persona infelice per una deludente storia d’Amore, è il più brutto degli abusi. Dio. conta le lacrime di chi piange… e chi fa piangere, piangerà tante volte quanto i granelli di sabbia del deserto.

 

11 GIUGNO 3451   S. Barnaba, S. Fermo

 

12 GIUGNO ARA del 1mo Giugno 2018.  S. Onofrio, S. Guido

 

13 GIUGNO ARA doppio…  S. Antonio da Padova, Santa Antonella, S. Anthony

 

14 GIUGNO 2014   S. Valerio, S. Rufino, Santa Rosamunda

Quando ero piccolo andavo dai nonni, mi ci portava di solito il papà, che poi quasi sempre per lui, era una scusa per scaricarmi un paio d’ore che trascorreva al bar con gli amici, a bere vino e giocare al biliardo. E mi lasciava la, in quella cucina troppo grande anche per i grandi, alta e scura dal fumo del calore della stufa a legna, che scaldava le gelide notti ”gennarine”, bolliva l’acqua per il risciacquo delle stoviglie dopo i pasti, e cosa essenziale, cucinava.

Ai miei tempi di ragazzino degli anni sessanta, quando andavo a trovare i nonni o parenti anziani, v’era sempre un sapore nell’aria ben definito nelle mie nari. Non mi piaceva affatto quell’odore di aglio, o di cibo duro che veniva emanato nelle stanze, se chiudo gli occhi e respiro piano, posso ancora immaginarne lo sgradevole sapore.

Mio nonno lo ricordo in quegli anni, magro lungo e penso alto, lo so dalle foto perché quando lo vedevo era sempre ‘lungo’ nel letto, con cuffia bianca in testa tipo berretta, ma non di lana, cotone, che così, ricordo solo un prete nel vicentino, ma è un altra storia. Da rituale dopo qualche domanda, sempre le stesse, in un tremante dialetto bergamasco mi chiedeva chi fossi dei suoi nipoti e quanti anni avessi, poi chiamava mia nonna e si faceva dare il borsellino che stava li sul comodino, ma era difficile il movimento, vi estraeva lentamente qualche moneta, di solito venti al massimo trenta lire, di quel metallo spento dall’usura del tempo che è l’alluminio, e me le porgeva con la mano tremante. La nonna a pochi passi si metteva in posizione di non essere da lui vista, e agitava la mano, a indicarmi di lasciar correre e ringraziare comunque.

Qualche minuto più tardi lei prendeva dalla grande tasca del suo grembiule a fiori, il suo borsello e ne toglieva una grassa moneta da cento lire, che pur ferro, luccicava come un dollaro d’argento, che lo dico ora, ma allora non sapevo nemmeno se e dove fosse l’America. Allora sì che si faceva festa, con cento lire mi compravo una cioccolata con panna, andavo a vedere un film con Giuliano Gemma , o  Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, al cinema dell’oratorio, e farmi pure una castagnaccia in polvere venduta in bustine di carta, accompagnata da una cannuccia per poterla tirar su con grosse aspirate di bocca, le famose stringhe alla liquirizia e ci stava pure una bibita al tamarindo in contenitore di vetro spesso, lattine e plastica, non si sapeva cosa fossero, la novità assoluta che veniva dall’america per la fantasia di noi ragazzini era la gomma da masticare Brooklyn, nei gusti bianco cocco e fragola…

 

15 GIUGNO 2014   S. Vito, Santa Germana, S. Tristano, S. Vito, Santa Enrica

… Che questo succedeva il giorno dopo, perché il babbo dalla nonna mi ci portava sempre di sabato, ed era solo il giorno dopo, cioè domenica che la mamma ti vestiva con scarpe lucide, calzettoni bianchi, pantaloni blu sopra il ginocchio e maglioncino che a spogliarlo faceva scintille, che ti era permesso di spendere la famosa mancia dei nonni, unita alle cinquanta lire dei genitori, con quasi duecento lire ti facevi una domenica da urlo, da non dimenticare. Oggi sembra ridicolo, ma per paragonare il ricordo di quella volta, non mi si chieda il perché, rubai da una cassetta di legno una banconota da diecimila lire ai miei genitori. Loro più di quarantacinque anni or sono, gestivano un bar, ed io vedevo dove mio padre riponeva l’incasso della giornata, per poi una volta la settimana portarlo in banca, ebbene quella volta con il cuore in gola, forse per gioco, senza cattiveria, mi impossessai impropriamente di una grossa banconota azzurra, 10.000£, senza effettivamente rendermi conto della gravità del mio gesto.

Vicino al bar gestito dai miei genitori,  quel negozio, quella drogheria, dove si vendeva dal salume ai libri di scuola, dal lucido da scarpe ai giocattoli, che per altri saranno stati tali, ma con i miei occhi di ragazzino pestifero, quell’armatura da gladiatore romano completa di spada e elmo color grigio argento, erano come le vestigia di un imperatore, mica giocattoli. Che quando il droghiere signor Morosini, mi diede il resto, era talmente tanto, che già che c’ero mi comprai pure due splendide fondine da cowboy  complete di pistole a cartucce di carta scoppiettante, cappello con stella in fronte, e gilet in finta pelle marrone. Considerate pure cioccolate con panna in quantità industriali e bibite a gogo’ per tutti gli amici che quel giorno ebbero la ventura di incontrarmi, e ancora avevo tremila e cinquecento lire di resto. Almeno quello fu recuperato dai miei a suon di scapaccioni ovviamente, quando la sera fui scoperto, tradito dal signor Morosini stesso, che non aveva bevuto la bugia che quella grossa somma mi fosse stata regalata per la mia promozione a scuola… anche perché a scuola ero una frana, uno ‘sbruffoncello’ che si illudeva di conoscere le risposte prima ancora fossero formulate le domande.

Anche i giocattoli sarebbero stati restituiti, non fosse che li sporcai a giocarci tutto un giorno intero sotto il ponte del fiume Serio,  in quella grossa cittadina dove abitavo, uno dei miei rifugi preferiti. Li non ti vedeva nessuno, e poco importava se allora il fiume era sempre impetuoso e pericoloso, e nemmeno era troppo importante accendere il fuoco con la legna secca raccolta sugli argini, direttamente sopra le tubature del gas ricoperte solo da un esile strato di terra. L’incoscienza di fare determinate cose sconsiderate, non mi è passata ora che i cinquanta li ho festeggiati da tanto, troppo tempo, impossibile a dieci anni  fossi cosciente…n’è pA possible. Questo per dare la giusta idea di cosa si potesse fare con circa 200 lire a quei tempi, l’equivalente oggi di 10 centesimi, che tutti noi speriamo vengano soppresse, perché ci danno fastidio in tasca, e comunque non ci compriamo nulla, come  del resto e’ impensabile comperare con così poco il sano divertimento di un ragazzino che era al settimo cielo con un pezzo di plastica grigia sul petto, della castagnaccia da tirar su con la cannuccia e un chinotto bevuto a canna con la bottiglietta di vetro. Di rado sento ancora quegli ‘odori di nonni’… non li sento più con il naso, li sento con il cuore.

 

16 GIUGNO 2017 ARA   S. Giulitta, S. Aureliano, S. Ferruccio

 

17 GIUGNO 2020   S. Raniero, S. Adolfo, S. Geremia, S. Manuele

Sembra impossibile raggiungerti con lo sguardo. Sei talmente in alto, che a malapena posso immaginare di arrivare alle nuvole, lassù fin dove arriva il mio sguardo che oltre le ultime coltri nuvolose, paiano siano rimasugli di uova ‘in camicia’ sparpagliati nell’azzurro del Cielo.

Allora provo a raggiungerti con lo spirito, che parte dal vedere il cielo che va oltre l’infinito. Chiamo a rapporto il cuore che mi può aiutare, sospiro, e per un attimo ti raggiungo. Sento dentro il contatto della ‘Speranza’ e mi affido a ciò che vedo… il Cielo, è vedo Te… Dio.

 

18 GIUGNO  2014   Santa Marina, S. Calogero, S. Medardo, Santa Osanna

L’amicizia è quella cosa di cui non si può fare a meno. Da ragazzi il tuo amico é chi gioca a palla con te, o con te in bici, affiancandoti fa bene attenzione di tenere il ritmo giusto di pedalata per andare alla stessa velocità. E se tu metti la cartolina affrancata con le mollette di legno a una forcella della tua bici, per fare il “rumore del motore”, che non c’è, Lui ti chiede se puoi fargli quella modifica… l’amico ti chiede di aiutarlo a fare quella ‘modifica’. E allora capita che questo amico “aiutato”, ti contraccambi mille anni dopo. Reincontrandolo, in un altra parte di vita. Non ha più le sembianze di un ragazzino, porta la barba bianca e qualche ruga sul muso. Ma è ancora l’amico che hai perso nell’adolescenza, ha cambiato faccia e ora è Lui che ti aiuta. Magari non dice niente… ma dice sempre tutto. Magari dice tutto e io affascinato non sono in grado di capire nulla.
Sono due realtà che si sono incontrate dopo una vita trascorsa, sono due persone che hanno fatto in modo disuguale il loro percorso di vita… sempre comunque volto al bene, non solo proprio, ma molto spesso per gli Altri. Forse è questo il “caso” che li accomuna rendendoli uguali, come il colore della pelle o lo stesso colore per tutti del sangue.
Allora, due amici si incontrano, forse per caso, ma il ‘caso’ è un dato di fatto, quindi, prima ancora comandano i loro cuori e poi arriva lo spirito che sigilla tutto.

Io non faccio più il ‘furbo’ nel dare al mio piccolo amico, una cartolina non plastificata che sui raggi della bici fa meno rumore della mia. E Gigi si rassegna a non avere un amico politico perché sono apartitico. Ma ci siamo incontrati… e non ci si ‘incontra per caso’, ci si incontra per Amore.
Ciao Gigi, Buon Compleanno  sia per Te il più bel giorno

 

19 GIUGNO 2020 ARA… e ARA 2015 da mettere al 20 Giugno.  S. Romualdo, S. Gervasio, S. Protasio, S. Colmazio

 

20 GIUGNO  9898  S. Ettore, Santa Consolata, Santa Benigna

 

21 GIUGNO 2020  S. Luigi Gonzaga, S. Raimondo, S. Luigi, Santa Marzia, Santa Demetria, S. Gigi, S. Gino

IL PRIMO GIORNO D’ESTATE.

Dopo cinquanta primavere trascorse su questa terra accade sovente di sentire una canzone che ricorda i primi amori, che nella vita ci si innamora per mille volte almeno. Il romantico ricordo pare tutto un ‘bailame’ ma è un chiassoso vociare che porta alla persona che si ama. Si vissero i momenti più belli, li hanno vissuto gli sguardi tra birra e incroci con i ‘suoi’ occhi. Sarebbe bello fermare il tempo e rivivere quei momenti. Amore senza parole che arrivano dritte al cuore e lo sconquassano di domande. Ogni sguardo, un segnale d’amore, dipende dal tal luccichio dei suoi occhi verdi come un lago un poco agitato o marroni scuri come un mantello che protegge dall’inverno, azzurri come il cielo o blu come il mare. Basta un brillar di ‘luccìchio’ e l’amore trionfa. Sarebbe bello rivivere quei momenti, consapevoli appieno solo ora quanto fossero belli… era bello non capire niente… perché avevamo già tutto a partire dei nostri vent’anni.
Sarebbe bello non capire niente anche ora… per qualche istante… ma è un bene che ci è riservato per sempre dove ci rincontreremo… in un altro posto… o forse non ci si rincontrerà mai in nessun posto… meglio pensare che sguardi che si incontrano a vent’anni possano mischiare il colore dei loro occhi per l’eternità.

 

22 GIUGNO 2018 ARA.   S. Paolino, S. Eberardo, S. Flavio

 

23 GIUGNO.   S. Lanfranco, Santa Agrippina, Santa Zena

 

24 GIUGNO  Natività di S. Giovanni Battista, S. Giambattista, S. Eros, S. GianPiero

 

25 GIUGNO  2020  S. Prospero, S. Guglielmo, S. Eraldo, S. Massimo, S. Prospero, S. Massimiliano

Si sente provenire da lontano un borbottio del tempo. Chissà se sta brontolando per che fa troppo caldo. Chissà se il tempo stasera sarà piovoso. Il tempo è arrivato con uno stuolo di nuvole cariche di rabbia, annuncia il suo arrivo con loro alle spalle che si pavoneggiano nere di minaccia all’orizzonte.

Meglio si sia rispettosi e non lo si faccia arrabbiare il temporale. Giove non gradisce lo si prenda per i fondelli, dice che non è Ballanzone ne Pulcinella… non deve far ridere nessuno Lui, se si arrabbia sul serio scaglia saette lanciandole con tutta la potenza del suo braccio. Zeus, Giove per gli antichi romani, il Re dei re della mitologia greca.

Noi mortali qua sotto. Sotto il cielo, attaccati alla terra con l’inferno sotto i piedi. Noi uomini che crediamo nella mitologia del presente, siamo i re di noi stessi. Alcuni accadimenti della vita ci fanno paura, ma non lo diamo a vedere… noi siamo i re di noi stessi. Ci rendiamo conto di non essere ‘nessuno’, quando sentiamo il fragore di un tuono che preannuncia l’arrivo su di una biga di due cavalli neri con Giove che li sprona a suon di frustate di saette. Zeus, Giove, il Re dei re della mitologia greca, e Noi ci rendiamo conto di essere tanto piccini all’arrivo del dio delle tempeste nei mari che alla fin fine è solo un brutto sogno. La Natura siamo Noi. Ne facciamo parte integrante e purtroppo, dominante.

Siamo i re di questa terra e ci caghiamo addosso al suono del fragor di un temporale… una volta!… adesso son bombe d’acqua, tornadi e tempeste… siamo Noi, siamo ciò che abbiamo dato alla Natura, e Lei risponde adeguatamente, con il solito garbo, ma lo stesso non si può esimere da rimandare sulla terra tutto il “bene” che gli è stato dato, magari il doppio perché la Natura e generosa!

La Natura siamo noi… i re che si inchinano al bagliore accecante di un solo attimo, e non abbiamo ancora capito che questo ‘bagliore accecante’ non è che una delle mille lampadine di luce nella stanza da letto dove Dio. riposa. Dio. è Amore.  L’Amore è la base di qualunque credenza, filosofia, religione o appartenenza di pensiero al mondo. Esiste un solo Dio. ed è l’Amore, ognuno dia il nome che più gli aggrada, è sempre Amore.

 

26 GIUGNO 2020    S. Vigilio, S. Rodolfo, S. Deodato, Santa Lisa

Dedicato a tutte le Donne del mondo. La ‘prima ‘volta’. Che forse non sarà stata di puro consapevole amore, ma celato nel cuore è speranza sia il più dolce dei momenti da ricordare per sempre. Ti accarezzo la pelle ed è come vedere le stelle. Si imbattono l’occhi e la luna e lì che che ti guarda, sorride se c’è amore, malinconica se ancora ha da venire. La prima volta è la ‘prima volta’ e basta. C’è una prima volta per tutto, e rimane unica come il cuore che la comanda. C’è sempre un cuore di mezzo per un amore… a volte pulsa radioso, a volte si spezza d’un botto. Ma il cuore combatte, tiene sempre viva la fiamma che accende la scintilla dell’amore, se ne ha ne da, se non ne ha, ne da il doppio perché indomito ne sfida la sorte che birichina si diverte.

Ti accarezzo il viso con il pensiero, sfioro le tue labbra con le mie e un fremito ci unisce a ricordare dolci momenti di virile gioventù. Non è un sogno, ne finzione e semplicemente realtà un poco sù d’età. Che l’età conta, eccome se conta! Conta tanto ci si renda conto di vivere ogni decennio una nuova vita. Oggi non sarà più come ieri, tant’è vero che non si conosce il numero dei capelli che abbiamo sul capo. Li conosce il ‘pelato’ ma non conosce il numero dei peli della sua barba. Questo è il mio decennio di uomo più che maturo, è il momento che non sapendo più sfiorare labbra, esprima il mio Amore con altri gesti, altre parole, altre piccole gentilezze quotidiane.

C’è sempre una prima volta, inutile ricordare nostalgicamente ciò che è stato. È stato bello, è stato brutto, è stato quello che è stato, adesso bisogna pensare al presente e quel che per noi desideriamo ancora vivere, il Cielo sentenzi… pensiamo al futuro. A me, fra un altro decennio, basterebbe vedere altre albe e altri tramonti con chi Amo e potessi tenerle la mano prima di addormentarmi.

 

27 GIUGNO 2014 ARA   S. Cirillo, S. Ladislao, S. Tosco, S. Lelio

 

28 GIUGNO 2019 ARA   S. Ireneo, S. Sereno, S. Eraclide, Ireneo, S. Attilio

 

29 GIUGNO 2014   Santissimi Pietro e Paolo Apostoli

Che ti alzi al mattino, e se la sera prima ti sei addormentato in pace con te e i tuoi problemi, sorridi senza sorridere, e inizi una nuova giornata con l’intento del bello. Mi prendo la libertà di una colazione al bar, rigorosamente, maniacalmente al bar, è un senso di benessere, di libertà, che poi una sorta di condizionamento inizia per forza, anche se non vuoi, droghe invisibili come il coronaV, a partire dai caffè che ci beviamo in un giorno.

Sorrido anche dopo la colazione, il momento che rubo al mondo, e tutto procede spedito e spensierato, puoi esprimere il ‘tuo’ io al meglio, e ci sbatti dentro anche quel poco, o quel tanto di artista sopito che c’è in te, qualunque sia il tuo lavoro, la tua professione, che la mia nemmeno so quale e’ da qualche anno a questa parte, cioè da quando hanno deciso i soliti ignoti, di staccare la spina al ceto medio, la mia ‘vecchia’ posizione sociale di cui ho bei ricordi… a parte che non sapevo piantare un pomodoro.

Che una maledetta schifosissima guerra si combatte sempre da qualche parte, ogni giorno e nello stesso modo di sempre, per il soliti motivi, interesse e potere di qualche stronzo che non ha capito che dovrà crepare anche ‘lui’ comunque e quantunque cosa faccia, e alla fine tutto ciò che ha fatto non servirà a nulla, e nulla sarà valso il suo affanno e la sua gratuita crudeltà.

Nulla, io continuo a mangiare, nel mio alternarsi di alti e bassi di umori scombinati, e al termine della giornata l’inconscio, fa i conti con la mente e la coscienza, e se stai dentro a un certo limite, hai passato una buona giornata, altrimenti e pessima, e che si possa prevedere l’uno o l’altro caso, e’ alquanto improbabile.  Per questo penso che un Barbone che vive volontariamente per strada, si sia stancato di tutto questo tenere insieme le cose, sia stanco di tutta l’ipocrisia che ci pervade nostro malgrado  e decida di staccare la spina con una vita tanto inutile e sprecata, e conseguentemente non faccia più niente, e cerca solo di sopravvivere, meglio di noi, di me che credo di fare tutto, e mi sbatto da mane a sera per controllare i miei stati d’animo, ma faccio meno di lui che non fa niente, senza tensioni, angosce, paranoie, insicurezze, incertezze, l’arte del non far niente…il Barbone.

 

30 GIUGNO 2020   S. Ottone

Un caldo torrido annuncia l’arrivo dell’estate. Maschere che coprono il volto come briganti non ci aiutano da essere sopportate. Fiato freddo respirato oltre un velo quando tutto è cominciato, fiato caldo ora che l’episodio pandemico non è ancora passato. Ma passerà e conteremo il numero di chi l’ha conosciuta di persona tra bianche lenzuola o pochi stracci per terra… il coronaV non ha fatto credito ne sconti, si è presentato con il conto in mano, e tutti l’abbiamo pagato.

Si è pagato un conto salato per le vittime di tanta schifezza, ma resta un conto salato per chi resta. Il lavoro generale è andato in vacanza ma si è scordato di pagare le ‘tredicesime’, il povero è ancora più povero e il ricco gode sereno le sue fortune. Milioni di persone si sentono sole come mai fosse stato prima. Gli anziani ancor più sperduti di certo non riterranno più un posto sicuro la casa di quiete, e chi vive lontano dai figli, ambirà avvicinarsi loro.
Sembra sia stata una ‘lezione’ molto dura… troppo… e se dopo la tempesta arriva sempre il sereno, nell’aria si percepisce che la ‘dura lezione’, sia servita. La gente che dice me ne frego si conta sulle dita delle mani, i giovani sono come sempre arrembanti, ma meno spavaldi e arroganti. Le ragazze mostrano orgogliose ciò di cui al meglio la Natura le ha dotate… si comportano come solitamente fanno, loro sono ‘Donne’, erano già più consapevoli degli uomini molto prima si indossasse la mascherina.

È molto probabile che da questa guerra non si esca vincitori, ma ciò riguarda il presente, in futuro si farà Tesoro della grande sfida che ci ha falcidiato per grazia con la lama ben sollevata dal suolo. Si farà Tesoro del triste destino che ci ha accumunato. C’ha fatto riprovare l’immensa innocente sensazione del calore umano… parlare con il fornaio o con il vicino di casa, non più un saluto a mo’ di smorfia gentile, ma ci si parla un poco del ‘più e del meno’, e quando una cosa ascoltata non si capisce, si chiede di ripeterla.

Qualcosa è entrato nell’animo di ognuno di noi, tanto in negativo e ancor più in positivo. Accettiamo un altra sfida con la vita, prima o poi la ‘mascherina sé ne andrà, e noi se abbiamo capito la ‘lezione’ faremo in modo di non rimetterla per molto, molto tempo a venire, così che si possa mostrare il sorriso al ‘portalettere’… bella o brutta notizia ti abbia recapitato.

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