SETTEMBRE Trecentosessantacinque & MEZZO Pensiero

01 SETTEMBRE 2020 S. Egidio, S. Giosuè

Settembre scappa fulmineo come è il suo nome più lungo di tutti gli altri mesi. È lungo Settembre, ma si comporta d’atleta consumato, è se si erge da lungo diventa alto e gioca a Basket con altri undici avversari. Avversari del tempo, che ognuno dei mesi fa quello che deve perché si faccia ricordare nel cuore di ogni uomo, inteso per primo da cuore di Donna.

 

02 SETTEMBRE 8027 S. Elpidio, S.Ottaviano, S. Gianfranco

 

03 SETTEMBRE 3821  S. Gregorio Magno, Santa Clelia, S. Marino

 

04 SETTEMBRE 2014 Santa Rosalia, Santa Dina, S. Mosè, Santa Prospera, S. Scipione

SARÀ L’ETÀ

he niente è come prima, tutto cambia, tutto è cambiato. Sarà l’età, sarà il normale percorrere del tempo, ma le cose non stanno più al punto di prima. Le prospettive si evolvono, ma con un incedere a rilento, che un tempo,dopo un periodo burrascoso, cupo, tutto si riaccendeva a nuova vita. Il lavoro con inventiva lo cambiavi con l’aggiunta di grande entusiasmo e un pizzico di ottimismo. ma ora per quanto tu rimanga fermo sulle tue posizioni, per quanto aggiungi ottimismo al tutto, nulla si sposta da quel che è, sempre e comunque una dura lotta, quasi alla stregua della sopravvivenza. Finiti i tempi in cui dopo del giusto lavoro ti prendevi delle pause ristoratrici con il corpo e con l’animo, stai sempre sotto un incessante pressione psicologica, a tratti snervante. eppure la mente tiene, anche quando oggi entrando in un bar dopo tanti anni di assenza, ti rivolgi a una giovane donna dietro il bancone, e chiedendo un caffè, ti rivolgi a lei con un tiepido sospiro e dici… belli i tempi che frequentavo questo locale, che bei momenti…, e non ricevendo alcuna risposta che induca al proseguo, penso che giustamente a lei non gliene possa calar di meno, e blocco il discorso. quindi ci sono, anche se per un attimo ho pensato di coinvolgerla in un ricordo a me caro, mi sono reso conto che non è tenuta, ne obbligata a tal incombenza, allora sfumo, lascio perdere, quindi ci sono… non sono ancora diventato petulante e rincoglionito! Di certo è un poco triste chiedere una, due, tre informazioni per recarti in una tal via, e sentirti rispondere, due su tre in uno stentato italiano… no so… no capisco, e non c’entra il razzismo, è solo un po’ triste che alle nostrane massaie che facevano la spesa, si sian sostituite badanti e collaboratrici domestiche d’oltralpe. Entrando poi nei negozi per proporre la tua mercanzia, e davvero deludente e anche un po’ avvilente vedere le facce dei negozianti che pensavano fosse entrato un cliente, che nel migliore dei casi fanno notare una smorfia malcelata di diniego, nei peggiori ti raccontano di non poterti accontentare, perché tanto non si vende più nulla, che le tasse li uccidono, che qualcuno pensa di chiudere bottega. Visi tristi, storie tristi, che ti fanno esaurire il poco entusiasmo che ti rimane. Non avrei di certo mai pensato trent’anni fa, di pensare quanto sarebbe bello vivere in una baita in montagna con due mucche, una pecora, due capre galline e conigli, con un pezzetto di orto per le poche verdure di stagione. Di certo no, la visione e le prospettive erano ben altre, e non è detto migliori, ma altre, non me lo sarei mai immaginato un epilogo tanto strano, tanto diverso. E solo questione di adeguarsi, scacciare la malinconia insieme a quel velo di tristezza, pensare che la vita prosegue e lasciare che il peggio ti scorra accanto, senza ferirti, senza farti male, e prendere nel rispetto altrui, tutto ciò che rimane, …una baita, due mucche, una pecora, due capre galline e conigli, con un pezzetto di terra per l’orto e un pezzetto di quell’ottimismo perduto.

 

05 SETTEMBRE 8697 Santa Teresa di Calcutta, S. Berto, S. Giordano

 

06 SETTEMBRE  7584 S. Umberto, Santa Eva

 

07 SETTEMBRE 2017  S. Grato, S. Guido

RE DI CÔPPE.

Sono un re.  Sono il re ci Côppe, non il re di Spade, e nemmeno il re di Denari o di Bastoni. Per ordine non di importanza, “Côppe” è come dire che sono un re neutrale. Re di Côppe è la carta rappresentata da torri che sono difese dalla carta di Spade che brandita può incutere rispetto a difesa delle  stesse torri, le nostre case, i nostri focolari domestici.

Il re di Denari e di Bastoni  sono abbinati al significato che può dare, il primo un sole rosso ricamato che ricorda la cultura Maya… quindi “potere”… quindi oro e oggi denari,  e il re di Bastoni non è lì a difenderti come la spada fa con le torri, il bastone e lì a ricordarti quanto bene faccia il “potere” e il denaro ma quanto di molto peggio possa essere l’esatto contrario se adoperato contro te stesso.

Quanto è deleterio il rovescio della medaglia che rappresenta il “potere, che logora chi non c’è l’ha” disse Andreotti, ma di persone come Lui, nel ‘bene’ e nel ‘male’ ne abbiamo avute pochissime… Nessuno di Noi restanti  moltitudini di persone sapremo mai se il Giulio aveva torto o ragione.  Personalmente devo dire di sentirmi a mio agio in un ottimo umile re di Côppe che difende le sue torri e chi ci abita.  Abitare nelle torri, è motivo principale di un esistenza terrena atta a difendere le  persone che ci abitano.  È l’aiuto necessario per incamminarsi sul sentiero giusto, tentare di raggiungere la felicità terrena… è sapere con certezza di non avere vissuto invano nel difendere i propri affetti famigliari e sociali.

L’Amore ha molti volti che ristorano l’animo e possono dare altri buoni  motivi per essere felici di aver vissuto, e ancor più di godersi il presente aspettando serenamente il domani… dalla parola “potere” si è passati alla parola Amore.  Non ci voleva… ancora una volta la parola Amore è arrivata al cuore prima che potessi valutare al meglio il significato della parola “potere”… forse “ci voleva “.  Ancora una volta trovo giusta risposta solo nell’Amore.  Del resto basta immaginare di pensare alla parola “potere”!, inizia per POtere.   ‘Volere è potere’, recitava la massima di quell’uomo troppo ambizioso, e gli epiloghi al riguardo si sprecano negativamente a partire dalla miriade di morti in guerra che c’erano andati come eroi, ma in realtà erano ingenui martiri mandati al sacrificio per onore del “POtere”… ed è solo uno dei suoi mille maligni significati. Qualcuno deve averlo!… Perché?. Un ‘Pastore’ che guida il gregge ci vuole sempre, a condizione che dia un Nome ad ognuna delle sue Pecore e invece chi ha il “potere” su questa terra non solo non da un nome alle sue Pecore, ma spesso si dimentica di dargli da mangiare.

AMore al massimo può significare l’esclamazione che facciamo quando gustiamo un gelato, aaaammmm! Qualunque altra similitudine stona, non resta che chiamarlo Amore nella sua interezza.

L’ Amore è una fortezza protetta da torri come l’asso di Côppe. L’Amore è una Spada di fuoco che protegge le persone che si Amano all’interno del castello. L’Amore è  il segno della carta del re di Denari che ti fa avere il denaro che serve per vivere, non che si debba vivere per lui…  L’Amore per il re di Bastoni, è  quando si fa di necessità una virtù affrontandola e superandola con il coraggio necessario.

L’Amore è uno solo e copre ogni male, e a proposito… di Re ne conosco solo uno e regna nel mio cuore, non solo come entità divina ma sopratutto come Maestro di Vita per tutti in tutti i tempi.  Anche io sono un re su questa terra, il re di Coppe ed ogni giorno mischio le carte perché la vita è un gioco… basta non barare.

 

 

08 SETTEMBRE 2017 Ara  S. Natività di Maria, Santa Addolorata, Santa Bellina

 

09 SETTEMBRE 2016 Ara S. Pietro Claver, S. Omero, S. Sergio, S. Beltramo

 

10 SETTEMBRE  9089  S. S. Nicola da Tolentino, Santa Candida, S. Salvo

 

11 SETTEMBRE 2020 Ara S. Proto, S. Giacinto, S. Almiro

 

12 SETTEMBRE 2014 Ara  S.s. Nome di Maria, Santa Marilena, S. Franco, Santa Mariasole

 

13 SETTEMBRE 2019 Ara S. Giovanni Crisostomo, S. Amato, S. Maurilio

 

14 SETTEMBRE 2018 Ara  S.crescenzio, Santa Santa, S. Croce Cornelio, S. Cipriano

 

15 SETTEMBRE  3542  Santa B.V. Maria S. Baldo, Santa Dolores, Santa Melita, S. Orlando, Santa Melitina

 

16 SETTEMBRE  4151 S.s. Cornelio, S. Cipriano, Santa Editta, Santa Eufemia, Santa Innocenza, Santa Ludmilla

 

17 SETTEMBRE  7171  S. Roberto Bellarmino, Santa Colomba, S. Roberto

 

18 SETTEMBRE 2324  S. Sofia, Santa Arianna, S. Eustorgio, S. Riccardo

Napoli. Un mio carissimo amico fa per nome Pietro, ma per me e per tutti Piero. Lui è di origini napoletane, essendo di fatto nato a Napoli. Anche un’altro amico mio e’ di origini napoletane, Giovanni, per me Giovanni o’ ferroviere, perché ha lavorato tanti anni in ferrovia come capotreno. Così che dopo alcuni giorni di trattativa mi accordo con entrambi i miei amici napoletani, per andare in visita a quella splendida città, che sino ad allora, ho visto solo di passaggio perché in viaggio al sud per altre mete. La gita non era al solo scopo di visitare la città partenopea, ma si univa l’utile al dilettevole, in quanto mia moglie desiderava tanto avere una borsa “original tarocco” di Louis Vuitton. Proprio così, perché Piero sapeva come condurmi in un certo posto dove all’epoca venivano confezionate quelle borse clandestinamente, Giovanni l’avremmo trovato sul posto, in coincidenza di un suo viaggio in treno, proprio in quel di Napoli, ed essendo quest’ultimo più anziano di Piero, assicurava a me e Susanna una totale integrità, qualora fosse capitato qualche inconveniente, dal momento che lo scopo borsa non era esattamente nella normale completa legalità, anche se è doveroso precisare che ovviamente lo scopo principale era visitare Napoli, la città Natale tra gli altri, di uno, se non il primo grande incomparabile principe Antonio De Curtis in arte Totò.

Per ciò che riguarda l’altra parte  più importante del viaggio, si andava a Napoli anche per aquistare lampadari e appliques Stile Maria Teresa, perché all’epoca gestivamo la bottega del Re, una graziosa bottega di antiquariato, ai piedi di Città Alta, in Bergamo. Partenza un mattino di primavera, con il “freccia rossa” e poche ore dopo arrivo a Napoli, stazione centrale. All’ arrivo, appena scesi, Piero cercava con lo sguardo qualcuno, al che io è Susy chiedemmo spiegazione, e lui per tutta risposta saluto’ una persona che passo svelto incedeva presso di noi. Un signore distinto sulla quarantina, che appena arrivato innanzi noi, si presento’ piacere Antonio, io sono il presidente du’ quartiere, e stringendo la mano prima a me è poi a Susy, aggiunse… Il mio “lavoro” e’ assicurarmi che voi vi troviate bene in questa città, e nel possibile che non vi manchi nulla, e per qualsiasi problema voi possiate avere, contate pure su di me, Piero saprà come rintracciarmi. Rimanemmo basiti, increduli, ma non era finito il nostro stupore che ci invito’ a poche centinaia di metri per indicarci l’alloggio che aveva preparato per il nostro soggiorno! Un bellissimo albergo d’epoca con fregi a sbalzo al suo esterno e affreschi meravigliosi al suo interno, ecco disse, questo e’ il vostro hotel. Non ci rimase che ringraziarlo senza parole, e subito dopo salutandoci di nuovo, se ne andò. Ci fecero accomodare nelle nostre rispettive stanze, vecchie, ma ben tenute e pulite. Intanto s’era fatta sera, e dopo un’ora mentre eravamo nella hall ad aspettare Piero per raggiungere Giovanni e andarcene tutti e quattro a cena, Susy ed io notiamo un andarivieni di persone in divisa, per lo più poliziotti, ma anche finanzieri e militari, tutti presumibilmente graduati a giudicare dalle loro mostrine sulle spalle. Arriva Piero, e naturalmente non manchiamo di chiedere spiegazioni, comunque ben contenti dalla situazione stessa, e lui candidamente rispose che non ne sapeva nulla, aveva programmato il tutto il presidente di quartiere, Antonio. Fu solo dopo una mezz’ora circa, che riuniti a Giovanni, chiedemmo a lui una spiegazione, che ci disse essere un albergo frequentato prevalentemente da graduati militari in visita di lavoro in quella città. Bene dissi io, meglio così, saremo più al sicuro, e Giovanni aggiunse, meglio un cazzo, se c’è una bomba da piazzare per sovversione, e proprio li che l’andrebbero a mettere, perfetto siamo nella cacca dissi sorridendo guardando Susanna per cercare di sdrammatizzare e infonderle coraggio.

Pazienza, non succederà proprio in questi giorni, dissi tra me e me, e il pensiero mi venne interrotto da Giovanni che nel frattempo arrivava guidando la 600 con noi prestata per l’occasione da una sua parente che viveva a Secondigliano. A bordo Giovanni ci chiese cosa avremmo voluto mangiare per cena, ovviamente trovandoci nella capitale della pizza, rispondemmo a tre voci pizza! E allora pizza sia, disse Giovanni, e vi porterò dove per me la fanno migliore che in tutta Napoli, al quartiere Forcella, ho la macchina di mia cugina e penso ci faranno entrare! Nemmeno abbiamo il tempo di capire perché abbia fatto quella affermazione strana, che imboccato un viottolo, all’improvviso ci si para davanti all’auto a gambe divaricate, un ragazzino appena adolescente che di fatto obbliga Giovanni a fermarsi bruscamente. Sta lì immobile a gambe divaricate e braccia incrociate, canticchia una canzoncina, e non dice altro.

Giovanni ci invita a non dire e fare nulla, lo scugnizzo dopo qualche minuto di sguardi alla targa dell’auto e a noi nell’abitacolo, si avvicina al finestrino che nel frattempo era stato già abbassato, e ancora non dice nulla mentre Giovanni, invece spiega chi siamo e da dove veniamo, e perché ci troviamo li. A questo punto sempre senza parlare il ragazzino si scosta come a dire, passate pure, e noi si prosegue…

 

19 SETTEMBRE 2014 San Gennaro, S. Abbine, S. Alfonso, S.Arnolfo, S. Carlo, S. Ciriaco, S. Elio, Santa Costanza

NAPOLI E S.GENNARO.

(Napoli)… Tra quelle viuzze piene di vita, che nella loro semplicità sembrano casette di cartone poste vicino alla capanna di Betlemme, e invece che i pastori, vi si trova uno sciamare di gente che scorrazza allegramente e rumorosamente in sella ai loro scooter, ma non con a bordo uno o due passeggeri rigorosamente senza casco, no tre passeggeri, perché stiamo entrando nel territorio delle persone che a Napoli ‘contano’, stiamo entrando nel famoso quartiere Forcella.

Ovviamente a quel punto capiamo perché non ci potrà succedere nulla, il fatto che siamo passati indenni da quello strano controllo senza parole di poco prima, ci da la serena tranquillità di sceglierci con calma e cura il posto dove andare a mangiare la pizza. Che a quel punto parla Piero, che ci indica senza indugio un posto in quella casa li vicino, che sembrava un negozio di macelleria di quelli che noi del nord abbiamo dismesso negli anni 60. E non di meno il suo interno, entriamo da una seracinesca arrugginita, ma non ci fermiamo al piano terra bensì saliamo delle scale anguste, che portano al piano superiore, dove troviamo un locale semi piastrellato da quei 10×10 bianchi come usavano appunto nelle macellerie vecchia maniera e in un angolo il forno rigorosamente a legna.

Che poco importa come fosse la stanza, dal momento che era ben pulita, e che ancora più importante abbiamo mangiato una strepitosa, calda, fragrante pizza che così non si era mai gustato nella nostra vita,  devo dire che in un certo qual modo c’è lo aspettavamo, si sa, la pizza di Napoli e maestra nel mondo! E non bastasse aggiungo che il tutto fu ad un prezzo irrisorio. E tra stupori e meraviglie, la sera fini. Il giorno appresso, io Susy e Piero destinazione “fabbrica” si fa per dire di borse, che prima di andarci, abbiamo colto l’occasione di visitare i meravigliosi vicoli di Napoli, e essendo di domenica, approfittammo pure di visitare il mercato rionale più grande che si tiene nei pressi del lungomare, in prossimità di castello l’Ovo magnifico maniero che sta a guardia dello stupendo golfo di Napoli, che pareva di guardare una cartolina illustrativa tanto era bello.

Gli esercenti che allegramente e chiassosamente ti invitano ad acquistare la loro merce, e noi che intanto si camminava tra i vicoli, immancabilmente tappezzati da splendidi oracoli per lo più intitolati a S. Gennaro e a innumerevoli Madonne e Santi, praticamente uno ogni venti metri. Prendemmo un taxi per percorrere l’ultimo tratto, e salendo sul mezzo, anche nell’abitacolo dell’auto, ‘santini’ appesi in ogni dove, immancabile una tra i ‘Santi, la foto di Maradona, venerato e amato dai napoletani.

Il pomeriggio visita vera e propria alla città, finalmente potemmo ammirare il glorioso teatro S. Carlo maestoso e affascinante come ciò che aveva rappresentato, e dove Totò calcava le scene insieme all’indimenticabile Eduardo e Peppino De Filippo suoi incomparabili compagni di scena. Antistante quello,  la famosa piazza del Plebiscito, che per la sua naturale conformazione, se la percorrevi bendato, come da consiglio di Piero, ti ritrovavi sempre alla sua estrema destra o alla sua estrema sinistra… un po’ come salire sulla torre di Pisa dove sali i gradini, sempre appoggiato di spalla alla parete per non cadere. E poi ancora innumerevoli vetrine orafe, e svariate botteghe all’aperto che esponevano statuine da presepe e di personaggi di tutto il mondo, da presidenti americani a politici europei e italiani… napoletani maestri in quel tipo di arte. Il giorno dopo di lunedì un salto da qualche antiquario per i lampadari, abtayour  e appliques d’ogni tipo, rigorosamente da persone che li gestivano quasi tutti con il cognome Esposito, bei acquisti, ma non convenienti come speravamo, del resto l’originalità e la qualità si pagano.

Bella gente, e a mio dire, brava gente i napoletani, che poi la brutta gente intesa per mascalzoni, la trovi in ogni angolo del mondo, e generalmente per mia esperienza personale, quest’ultima te la cerchi se sei spavaldo e irrispettoso e non ti comporti da ospite, ma la fai da padrone. Che come inizia tutto finisce, come la nostra breve vacanza- lavoro in quella splendida città di Napoli, che poco prima di partire, all’uscita dell’albergo, di nuovo si ripresenta Antonio, ‘o presidente du’ quartiere’, con in mano un pacchettino contenente due grosse paste, una per me e una per Susy, e con un gran sorriso ci chiede se tutto è andato bene e auspica in un nostro ritorno. Non faccio fatica a raccogliere l’invito, Napoli e’ stata ed e’ una delle più belle città del mondo, trovandoti nel suo cuore, non si fatica a credere che ogni anno in questo giorno si sciolga la reliquia del sangue di S.Gennaro allo sguardo di migliaia di fedeli.

 

 

20 SETTEMBRE 4831 Santa Candida, S. Filippo, Santa Fausta, S. Giancarlo, S. Eustachio

 

21 SETTEMBRE 2020 S. Matteo, Santa Bernarda, S. Giona

Settembre è il mese più “sillabato” dei suoi altri 10 Apostoli del tempo. Chissà perché si è ‘usciti’ con una “e” di troppo nel dire S e t t e m b r e, forse perché è il nono mese e apposta ha nove sillabe che compongono il suo nome. Anche Giugno ha lo stesso numero di vocali e sillabe, ma il numero più alto di tutti i mesi è Settembre. Che non significa nulla per importanza, ma lo stesso ognuno si arma d’amore per il mese in cui è nato e si crea o a volte si inventa il suo mese speciale. Oggi è il mio compleanno. Sono del “58”. Era una meta che non m’ero prefisso, sapevo arrivasse come arriveranno anche altri anni che al Cielo piacendo verranno ancora ma il tempo è passato tanto in fretta che mi sembra ancora di sentire il sapore delle mie adolescenti primavere. Mi sembra ancora di vedere la mamma che mi rimbocca le pesanti coperte e trapunte fin sopra il naso perché il riscaldamento nelle case di 62 anni fa, non era esattamente fatto da termosifoni, ma c’erano ancora le “monache”, un involucro lamellare arcuato lungo cinque spanne d’uomo aperte, alte tre per altezza e lo stesso in larghezza, al centro un catino di ferro che conteneva uno ‘scaldino’… involucro ovale che conteneva brace ancora ardente di faggio maturo. Si riponeva la “monaca” sotto le lenzuola di cotone grosso e prima di coricarmi, la mamma la toglieva per metterla nel suo letto matrimoniale… ma la brace ardente ormai era diventata cenere spenta.

 

22 SETTEMBRE 2017 Ara S. Maurizio, S. Ignazio da Santhià, S. Silvano, S. Tazio

 

23 SETTEMBRE 2016 Ara S. Pio da Petralcina, S. Libero, Santa Lina, S. Lino, Santa Rebecca, Santa Tecla

 

24 SETTEMBRE  7474  S. Pacifico, Santa Amata, Santa Mercedes,

 

25 SETTEMBRE 2020 Ara  S. Firmino, Santa Aurelia

 

26 SETTEMBRE 2014 Ara… e 2015 da spostare al 25 Santa Cosma, S. Eusebio, S. Cosimo, S. Damiano

 

27 SETTEMBRE 2019 Ara  4149  S. Vincenzo de Paoli, S. Fidenzio,

 

28 SETTEMBRE 2018 Ara S. Venceslao, S. Amalio,

Alarico, S. Gabriele, S. Michele

 

29 SETTEMBRE  8291  S. Alarico, S. Michele, S. Gabriele, S. Raffaele

 

30 SETTEMBRE. 1234. S. Dino, S. Girolamo, Santa Rachele, Santa Sonia, Santa Sofia

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