SETTEMBRE. Solo per oggi. (Completo)

01 SETTEMBRE 2020 S. Egidio, S. Giosuè

Settembre scappa fulmineo come è il suo nome più lungo di tutti gli altri mesi. È lungo Settembre, ma si comporta d’atleta consumato, e se si erge da lungo diventa alto e gioca a Basket con altri undici avversari. Avversari del tempo, che ognuno dei mesi fa quello che deve perché si faccia ricordare nel cuore di ogni uomo, inteso per primo da cuore di Donna.

Aspettative della vita.
La vita è piena di ‘aspettative’ che non smettono mai di camminare.
Noi uomini da bambini si ’aspetta’ di diventare grandi in fretta. Da adolescenti si ‘aspetta’ accelerando con la voglia di vivere, poco più in là con gli anni desideriamo il ‘primo Amore’ che profuma d’innocenza, travisato da alcuni che non sentono alcun profumo… il bianco e il nero e duopo esistano… ma prevale sempre il ‘bianco’.
Diventiamo adulti e ci aspettiamo sia un roseo futuro, difficoltà a parte, poi, diventiamo ‘molto’ adulti e le ‘aspettative’ scemano insieme ai ricordi. L’anziana persona si ’aspetta’ di vivere più a lungo, sopratutto quando gli viene augurato ancora cent’anni di vita, dove solitamente la risposta è che oramai è finita… sono solo parole di circostanza, ma il cuore di chi ha veramente vissuto, muore il più tardi possibile… contro tutte le ‘aspettative’.

L’ ‘aspettativa’ è sperare in un qualcosa di ‘materiale’, una serie di circostanze terrene che a volte si combinano al meglio e altre al peggio delle situazioni della vita. Alla fin fine è ciò che una persona crea nella propria vita, è la risposta al comportamento di ognuna persona e sarà il risultato finale delle proprie ‘aspettative’.

“Cose materiali”, tutte incertezze, l’unica Certezza è che dalla propria Anima possa partire un messaggio di pace in modo il tutto converga alle ‘aspettative’.

 

 

02 SETTEMBRE 2018. S. Elpidio, S.Ottaviano, S. Gianfranco

Pensieri all’ombra del banano. Si è da poco concluso un “Mondiale”di calcio 2018. Bello! Interessante, simpatico.  La triste possibilità di assistere ad un mondiale senza l’assillante prerogativa che noi Italiani si dovesse partecipare per vincere, infatti siamo stati clamorosamente eliminati nei preliminari. Ringrazio il triste fato perché da principio inconsapevole, e nel mentre mi sono poi reso conto che in realtà non avevo mai assistito sul teleschermo a tante partite disputate da molti paesi del mondo, all’infuori che, tra gli altri, di noi, l’Italia, la gloriosa detentrice di ben quattro titoli mondiali.

Da ragazzo non me ne fregava niente del calcio, amavo solo compagnia femminile e le moto. Rimango come allora, non me ne frega niente di più di quanto possa dare di tempo in avanzo al calcio… ma vedendoli, premio l’impegno e la disciplina sportiva di tanti atleti. Come sempre scelgo e prediligo il lato umano dello sport e non entro nel contesto giusto quanto veritiero che quei calciatori, quelle star, quei ragazzi, dovrebbero percepire molto meno di quanto denaro la vita possa offrire a chiunque ma lasciamogli auto lussuose rare e donne affascinanti. Lasciamo che abbiano più di quanto si possa mai desiderare avere per qualunque uomo sulla terra in termini di vile denaro e guardiamo al puro e sottile lato sportivo.

Tanto, solo chi di quei calciatori avrà il bene di un animo puro raggiungerà il vero successo. L’Amore. Se avranno la sventura di non conoscere l’Amore, a nulla servirà l’eccessivo benessere che il destino ha riservato loro. La Croazia si è classificata Seconda ai mondiali del “18” ma di certo è arrivata Prima nella storia calcistica della sua vita… battendo squadre nazionali sino ad ora, molto più quotate di loro, calcisticamente parlando. Ma non ha vinto la Croazia, ha vinto il Cuore della Croazia che calciando una palla, rivendicavano le loro sofferenze, rivendicavano un popolo fiero che ha unito lo sport per la salvaguardia della sua buona immagine che non è quella di “gente dura” ma bensì di gente abituata alla “durezza”.

Questo per me ora significa il calcio, questo nuovo mio atteggiamento alla vita che uso per tenermi al passo con i tempi, e nel contempo non disdegno cento altre discipline sportive, e non per abitudine, perché odio le abitudini… nemmeno ai miei adorati cagnolini permetto di essere abitudinari, l’abitudine uccide la fantasia e senza fantasia non si sogna e i sogni nel bene e nel male sono la ricarica dell’anima. I sogni possono essere belli o brutti. Tutto dipende dalla personale dispozione d’animo e il risultato dei sogni ne è la naturale conseguenza. No! Mai per consuetudine, e tantomeno per fanatismo. Seguo il giuoco del calcio con il cuore, così come seguo la nostra mia “squadra del cuore” non per quello che “darà” ma per quanto mi da in amore urbano.

Condivisione al di là di ogni di ogni concettuale dinamica sportiva. Ho conoscenza di pochi club di calcio che vanno ossequiosamente ai funerali di un defunto semplicemente parente di un ultras o di un tifoso che ne faccia richiesta… conosco pochissimi club che organizzino Il Dea festival con lo scopo principale di devolvere ogni guadagno in beneficenza. La mia squadra regala una maglietta ad ogni neonata/o. Mille e più persone al servizio del bene. Per primo mi interessa questo aspetto della vicenda sportiva, l’aspetto umano… di cuore. La Croazia ha un ministro Donna, un forte segnale di democrazia che la stessa ha dimostrato abbracciando uno ad uno vinti e vincitori. Non mi sono divertito mai quanto l’Italia che stava a guardare… senza competere, senza un interesse primario, imparziale se non per “punte”di simpatia. Un altra bella lezione di vita. I calciatori Italiani hanno guadagnato un dono prezioso con questa sconfitta, una dose di sana umiltà che li farà diventare leoni travestiti da pecore ai prossimi mondiali di calcio. Saranno nobili pecore vestite di bianca umiltà verso i loro avversari ma avranno un cuore da leoni nel dimostrare ancora la loro presenza nel mondo dello sport. All’insegna dello sport.

 

 

03 SETTEMBRE 2020 S. Gregorio Magno, Santa Clelia, S. Marino

Come è bella la notte con i suoi colori blu. Ci si immerge nel suo silenzio insieme ai pensieri che sembrano fluttuare nello spazio infinito. La notte è amica della malinconia del passato e ti fa respirare il presente. Incute timore la notte che non usa candele per illuminare, ma può anche portare la più bella delle luci nel cuore di chi si innamora al chiaror di una luna piena.

La notte è riposo o lo scatenare le menti, eccitare gli animi o riposare mente e corpo. La notte porta un sospiro di sollievo e refrigerio a Settembre, come porta brina, neve e gelo più avanti, perché la notte ha il compito di ammantare il mondo di buio e calma apparente, di uno stop temporaneo alle insidie di ogni giorno.

Cammina, cammina, mi sono perso nel bosco. Il sole scompare con gli ultimi bagliori di dietro alle cime dei pini, l’azzurro si fa cupo e la notte sembra fare il suo ingresso nel posto del tempo che ha a disposizione sulla terra. I già deboli suoni che provenivano da valle scemano fino a spegnersi, e il blu, diventa sempre più blu. Sono nel bosco, ma qui non ci sono ne lupi ne orsi, le vipere di notte dormono nelle loro tane, rimangono uccelli notturni che di certo non aiutano al sonno ma non fanno del male.

Qualcuno mi verrà a cercare, il telefono “non ha campo”, sono andato a funghi, mia moglie lo sa. Mia moglie sa anche che potrei aver trovato molti funghi e per festeggiare mi sarei fermato in quella trattoria a metà monte. E io sto qui a guardar le stelle tra le fronde e non so se sia meglio accovacciarmi ai piedi di un grande albero, o salircisi sopra ai rami più alti. Se sto a terra pensai, mi bagno il culo dall’erba che di notte viene irrorata dalla fontana della natura…se salgo su un ramo, sarò scomodo per tutta la notte. Sono stato in piedi tutta la notte, appoggiato ad un enorme faggio dalla pelle liscia, guardavo la notte e parlavo con lei. Fingevo sicurezza ma in cuor mio parlavo con lei per essere rassicurato nel silenzio buio della sua risposta. La temevo quella notte, non era fosca, ma la temevo lo stesso, non era casa mia, era il bosco, un posto magico di giorno, timorato di notte.

Il tempo passò, forse non molto in fretta, ma inesorabile passò, si fece l’alba. La notte mi aveva tenuto compagnia e mi aveva protetto… lo dimostrò con il sorriso che si aperse azzurro a farsi largo tra le pieghe buie, un sorriso dolce, di speranza… poi mi incamminai in chiari sentieri sicuri e raggiunsi casa. La notte è Bella quanto il giorno… ognuno dev’essere “presa” nel modo migliore.

 

 

04 SETTEMBRE 2014 Santa Rosalia, Santa Dina, S. Mosè, Santa Prospera, S. Scipione

Sara l’età. Che niente è come prima, tutto cambia, tutto è cambiato. Sarà l’età, sarà il normale percorrere del tempo, ma le cose non stanno più al punto di prima. Le prospettive si evolvono, ma con un incedere a rilento, che un tempo,dopo un periodo burrascoso, cupo, tutto si riaccendeva a nuova vita. Il lavoro con inventiva lo cambiavi con l’aggiunta di grande entusiasmo e un pizzico di ottimismo. ma ora per quanto tu rimanga fermo sulle tue posizioni, per quanto aggiungi ottimismo al tutto, nulla si sposta da quel che è, sempre e comunque una dura lotta, quasi alla stregua della sopravvivenza. Finiti i tempi in cui dopo del giusto lavoro ti prendevi delle pause ristoratrici con il corpo e con l’animo, stai sempre sotto un incessante pressione psicologica, a tratti snervante. eppure la mente tiene, anche quando oggi entrando in un bar dopo tanti anni di assenza, ti rivolgi a una giovane donna dietro il bancone, e chiedendo un caffè, ti rivolgi a lei con un tiepido sospiro e dici… belli i tempi che frequentavo questo locale, che bei momenti…, e non ricevendo alcuna risposta che induca al proseguo, penso che giustamente a lei non gliene possa calar di meno, e blocco il discorso. quindi ci sono, anche se per un attimo ho pensato di coinvolgerla in un ricordo a me caro, mi sono reso conto che non è tenuta, ne obbligata a tal incombenza, allora sfumo, lascio perdere, quindi ci sono… non sono ancora diventato petulante e rincoglionito! Di certo è un poco triste chiedere una, due, tre informazioni per recarti in una tal via, e sentirti rispondere, due su tre in uno stentato italiano… no so… no capisco, e non c’entra il razzismo, è solo un po’ triste che alle nostrane massaie che facevano la spesa, si sian sostituite badanti e collaboratrici domestiche d’oltralpe. Entrando poi nei negozi per proporre la tua mercanzia, e davvero deludente e anche un po’ avvilente vedere le facce dei negozianti che pensavano fosse entrato un cliente, che nel migliore dei casi fanno notare una smorfia malcelata di diniego, nei peggiori ti raccontano di non poterti accontentare, perché tanto non si vende più nulla, che le tasse li uccidono, che qualcuno pensa di chiudere bottega. Visi tristi, storie tristi, che ti fanno esaurire il poco entusiasmo che ti rimane. Non avrei di certo mai pensato trent’anni fa, di pensare quanto sarebbe bello vivere in una baita in montagna con due mucche, una pecora, due capre galline e conigli, con un pezzetto di orto per le poche verdure di stagione. Di certo no, la visione e le prospettive erano ben altre, e non è detto migliori, ma altre, non me lo sarei mai immaginato un epilogo tanto strano, tanto diverso. E solo questione di adeguarsi, scacciare la malinconia insieme a quel velo di tristezza, pensare che la vita prosegue e lasciare che il peggio ti scorra accanto, senza ferirti, senza farti male, e prendere nel rispetto altrui, tutto ciò che rimane, …una baita, due mucche, una pecora, due capre galline e conigli, con un pezzetto di terra per l’orto e un pezzetto di quell’ottimismo perduto.

 

 

05 SETTEMBRE 2017 Santa Teresa di Calcutta, S. Berto, S. Giordano

Quando succede qualche cosa di strano o di insolito in un “paesotto”di provincia, le voci corrono come fosse un tam tam battuto su dei tamburi nella foresta.  Dove non arriva il nitido suono del tamburo, arriva l’eco che ne sfalsa a volte poco a volte molto il significato stesso del messaggio in note… lo amplifica a tal punto che è come mangiare un insalata con il doppio del condimento.

Lo stesso avviene quando corre una notizia del tipo che Pierino ha comprato cento galline al mercato… ma il suo pollaio ospita solo un gallo.   Oppure che due persone sposate tra loro siano diventate amanti di altre persone da quando sono state viste parlare tra di loro per due minuti al caffè del paese.

Insomma il tam tam dei tamburi affievolisce il suono scemando nella foresta, al contrario il tam tam dei pettegolezzi aumenta il suo rumoreggiare e la sua importanza con il passare dei giorni, alla fine sembra un fiume in piena di notizie che si mescolano nel fango della menzogna e delle falsità, la parte vera di ogni storia è sepolta da macerie di ipocrisia.

Questa era l’introduzione del voler dire e spiegare di quello che è successo in quel grande paese di non poche anime.  È in quel posto che nasce questa storia  che giunge con un tam tam prolungato di chissà quali lidi e chissà quanti giorni…  forse per questo si è un poco ‘sporcato’ il racconto, forse è questo il motivo per cui è stato alterato il significato e alla fine non si sbroglia la matassa ma si va per logica deduzione.

In uno dei bar di un paese Lombardo, sono passate da poco le dieci di sera, a quell’ora o in un locale c’arrivi per “caricarti” o è l’ora in cui s’e’ fatto il “pieno”… s’à da sgombrare e tornarsene alla propria casa… o rimanere ad ascoltare altri ubriachi come ‘te’.

Così che Mario il macellaio è seduto al tavolo in compagnia di Aldo il parrucchiere di tutti i sessi che “stampa fulmini” sulle rasature dei più giovani. Con loro c’è anche Amilcare il fornaio che sforna il ‘pan boccone’ per persone che amano il morbido, e sfilatini croccanti che ricordano la baguette per i più virgulti  giovanotti.  Con loro c’è pure Giorgio p, il dott. commercialista che imbratta carte e applica leggi approvate per diminuitre il benessere di ognuno di noi  e poco lontano in un altro tavolo sono seduti Gianni e Mauro due dipendenti di una locale officina meccanica, e ancora il Luigi

Quando il Mario comincia a raccontare di una storia che pare sia realmente accaduta, i due meccanici e Luigi si avvicinano al loro tavolo trascinando con una mano le sedie di sotto il sedere, e con l’altra mano sorreggono un bicchiere semicolmo di un qualche cosa da bere… e vogliono ascoltare…

Il Mario è persona rispettabile, taglia e affetta nel modo migliore un quarto di bue,  e regge più di un bicchiere di vino in compagnia al bar, persona che si ascolta quindi… così che inizia a raccontare di un tale concittadino del paese che amava talmente tanto la moglie che alla sua prematura scomparsa decise di seppellire con Lei tutti i loro averi… e non solo gli averi del cuore ma anche gli averi materiali, oro gioielli e un ingente somma di denaro che quest’uomo affranto dal dolore, fece tramutare in pesanti lingotti d’oro facendoli liquefare, e appunto li seppellì insieme alla sua amata e insieme al suo cuore che da quel giorno giurò non fosse mai stato più di nessun altra donna…

E così come arrivò da un lontano paese del sud già ricco imprenditore,  improvvisamente sparì nel nulla a distanza di pochi giorni, povero di averi e di sentimenti fece ritorno nel caldo sole della sua regione, fosse l’ultimo dei suoi desideri.

Mario stesso non sapeva quale fosse il nome dello sventurato marito che tanto amava la sua dolce metà, e tanto meno conosceva il nome della donna che aveva lasciato un vuoto tanto grande da far rinunciare a gioire dei beni materiali il marito che in questo modo pensava di onorarne al meglio un soave ricordo. Un tesoro sepolto insieme al corpo di una Donna, in quel preciso paese, e Mario a sua volta lo seppe di “seconda mano”… o “terza?”… l’eco dei tam tam in città non finisce mai… si mescola al fango delle chiacchiere…

 

 

06 SETTEMBRE  2017.  S. Umberto, Santa Eva

… Quindi difficile risalire ad un preciso periodo in cui individuare la sepoltura di una giovane donna deceduta di malattia del secolo, e il marito dopo quel tempo tornò da dove veniva per non ricordare… come infatti fece per rendere più lieve il dolore che gli ricordavano momenti di vita vissuti al parco o al cinematografo o quella piazza dove l’amata applaudiva l’arrivo della banda musicale sulle note del l’Inno Nazionale. Erano giorni di festa erano giorni d’Amore.

È una storia come tante, ma incuriosisce saperne di più e ognuno fa le proprie domande… principalmente ci si chiede chi possa essere la defunta e ovviamente dove sia stata sepolta… insieme al tesoro.   Subito il Mauro supportato dal Gianni suo compagno di lavoro adduce che sono sicuramente da cercare tra le tombe più belle,… Luigi non disse nulla, ascoltò

Quella tomba con l’Angelo con le ali a riposo che guarda dimesso al Cielo potrebbe anche essere quella ‘giusta’     Aggiunse il Gianni che anche quella grande in fondo al Camposanto, quella tutta di marmo nero con venature verde mare potrebbe esserla…   Invece Giorgio smentisce la versione dei due amici, sicuramente dice il commercialista, il marito della donna non voleva si creasse l’interesse per eventuali “trafugatori”, oggi nei cimiteri si portano via pochi kilogrammi di rame, figurarsi se non si ruberebbe un tesoro nascosto,… No! secondo Giorgio la tomba che ospita la Donna e il suo mistero, è sepolta in un umile loculo.

Magarii in quelle celle sospese che ricordano moderni alberghi Giapponesi o i più moderni alloggi anche Italiani che sono vicino agli aereo porti che ospitano persone per una rinfrescata veloce e un riposino leggero. Per il Dott. Giorgio e pure per Amilcare fornaio il tesoro è sepolto nei modesti “colombari”, fosse per confondere, per non dare nell’occhio come si suol dire.

Gli antichi Faraoni Egizi erigevano enormi piramidi per commemorare la loro dipartita ma si dice anche che la camera mortuaria che costudiva corpi e tesori , fosse ubicata al centro della piramide e per il loro accesso era difficile superare le insidie anti-trafugatori progettate dai loro architetti… che si dice anche venissero sepolti vivi insieme al segreto di architettura che costudivano Schiavi compresi. Le discussioni tra gli astanti notturni del bar, si infittirono, chi diceva questo e chi asseriva quest’altro, certo un tesoro nascosto che per il suo valore stimato dalle supposizioni, poteva cambiare la vita di molti quindi non solo incuriosiva, allettava e stuzzicava l’interesse di tante persone… e il mistero si infittisce così come le chiacchiere che miseramente si spengono con il passare del tempo.

E passarono gli anni e tutti preferirono pensare e credere che fosse una bella fiaba la storia triste di un Amore tanto grande finito in tragedia, e con il tempo nemmeno ne parlava più la metà del paese… sino al giorno che…        Il Giorgio commercialista, Il Mario  macellaio, Amilcare il fornaio e Aldo il parrucchiere, una sera si ritrovarono assieme in un ristorante, per commemorare la loro amicizia che fu estesa anche per simpatia acquisita a Mauro e Gianni… i due metalmeccanici, così che anche loro fossero presenti all’allegro convitto. Da quella sera di molti anni prima che si narrò di quel tesoro nascosto, nessuno parlò più di quella triste ma anche intrigante dolorosa vicenda…

Gioco forza chissà mai chi iniziò a riparlare di ‘quella storia’ in quella rimpatriata fra amici di quella vecchia storia… Fu che dopo molti anni si stava ancora riparlando di quella vicenda un po’ fiabesca è troppo intrigante, e ricominciarono gli interrogativi… C’erano tutti quella sera a cena… mancava solo il Luigi… al che uno chiese cosa ne fosse stato di Lui… qualcuno rispose non so’… Solo Gianni disse di avere ricevuto una cartolina qualche tempo addietro, proveniva dalla Florida che lo ritraeva nella piscina di casa sua in compagnia di una bionda mozzafiato… Luigi al tempo del fatto era il becchino…  Chi muore tace e chi rimane si dà pace… Tesoro ritrovato, storia finita…

 

 

07 SETTEMBRE 2017  S. Grato, S. Guido

Re di Côppe. Sono un re.  Sono il re ci Côppe, non il re di Spade, e nemmeno il re di Denari o di Bastoni. Per ordine non di importanza, “Côppe” è come dire che sono un re neutrale. Re di Côppe è la carta rappresentata da torri che sono difese dalla carta di Spade che brandita può incutere rispetto a difesa delle  stesse torri, le nostre case, i nostri focolari domestici.

Il re di Denari e di Bastoni  sono abbinati al significato che può dare, il primo un sole rosso ricamato che ricorda la cultura Maya… quindi “potere”… quindi oro e oggi denari,  e il re di Bastoni non è lì a difenderti come la spada fa con le torri, il bastone e lì a ricordarti quanto bene faccia il “potere” e il denaro ma quanto di molto peggio possa essere l’esatto contrario se adoperato contro te stesso.

Quanto è deleterio il rovescio della medaglia che rappresenta il “potere, che logora chi non c’è l’ha” disse Andreotti, ma di persone come Lui, nel ‘bene’ e nel ‘male’ ne abbiamo avute pochissime… Nessuno di Noi restanti  moltitudini di persone sapremo mai se il Giulio aveva torto o ragione.  Personalmente devo dire di sentirmi a mio agio in un ottimo umile re di Côppe che difende le sue torri e chi ci abita.  Abitare nelle torri, è motivo principale di un esistenza terrena atta a difendere le  persone che ci abitano.  È l’aiuto necessario per incamminarsi sul sentiero giusto, tentare di raggiungere la felicità terrena… è sapere con certezza di non avere vissuto invano nel difendere i propri affetti famigliari e sociali.

L’Amore ha molti volti che ristorano l’animo e possono dare altri buoni  motivi per essere felici di aver vissuto, e ancor più di godersi il presente aspettando serenamente il domani… dalla parola “potere” si è passati alla parola Amore.  Non ci voleva… ancora una volta la parola Amore è arrivata al cuore prima che potessi valutare al meglio il significato della parola “potere”… forse “ci voleva “.  Ancora una volta trovo giusta risposta solo nell’Amore.  Del resto basta immaginare di pensare alla parola “potere”!, inizia per POtere.   ‘Volere è potere’, recitava la massima di quell’uomo troppo ambizioso, e gli epiloghi al riguardo si sprecano negativamente a partire dalla miriade di morti in guerra che c’erano andati come eroi, ma in realtà erano ingenui martiri mandati al sacrificio per onore del “POtere”… ed è solo uno dei suoi mille maligni significati. Qualcuno deve averlo!… Perché?. Un ‘Pastore’ che guida il gregge ci vuole sempre, a condizione che dia un Nome ad ognuna delle sue Pecore e invece chi ha il “potere” su questa terra non solo non da un nome alle sue Pecore, ma spesso si dimentica di dargli da mangiare.

AMore al massimo può significare l’esclamazione che facciamo quando gustiamo un gelato, aaaammmm! Qualunque altra similitudine stona, non resta che chiamarlo Amore nella sua interezza.

L’ Amore è una fortezza protetta da torri come l’asso di Côppe. L’Amore è una Spada di fuoco che protegge le persone che si Amano all’interno del castello. L’Amore è  il segno della carta del re di Denari che ti fa avere il denaro che serve per vivere, non che si debba vivere per lui…  L’Amore per il re di Bastoni, è  quando si fa di necessità una virtù affrontandola e superandola con il coraggio necessario.

L’Amore è uno solo e copre ogni male, e a proposito… di Re ne conosco solo uno e regna nel mio cuore, non solo come entità divina ma sopratutto come Maestro di Vita per tutti in tutti i tempi.  Anche io sono un re su questa terra, il re di Coppe ed ogni giorno mischio le carte perché la vita è un gioco… basta non barare.

 

 

08 SETTEMBRE 2017 ARA  S. Natività di Maria, Santa Addolorata, Santa Bellina

 

 

09 SETTEMBRE 2019.  ARA 2016 da spostare al n.S. Pietro Claver, S. Omero, S. Sergio, S. Beltramo

Si va alla ricerca di spazi sempre più grandi e si finisce sempre in un angolino di tutto.
Puoi avere una casa con giardino spazioso, puoi avere in affido un bosco o l’ansa di una baia marina, ma di giorno sei intorno ad un tavolo posto in un angolo o al centro fra quattro angoli per un pasto, la sera sei in un angolo del divano, e la notte sei in un angolo retto nel tuo letto.
Puoi avere tutto lo spazio che vuoi ma finirai sempre come una coppia di giovani innamorati che vivono negli angoli di un monolocale soppalcato… in un angolo!
Bisogna saper uscire da questi “angoli”. Se si è costretti facciamo di necessità virtù e ammiriamo tutto lo spazio infinito che il nostro sguardo possa avere, che anche un cieco lo vede se vuole… e lì di angoli non ce ne sono.

Osservo dal solito terrazzo dove fumo e bevo grappa. Al mio fronte un caseggiato lungo venti famiglie con una quindicina di luci che si spargono come zucchero granellato sulla torta appena tolta dal forno. Da molte finestre provenire bagliori violastri di apparecchi televisivi. Persone e cose.
Alzando lo sguardo vedo due lampioni accesi che danno luce sulla strada color di zucca matura… dietro e sopra i lampioni, un magnifico quarto di luna, e alla sua destra, dal l’altro lato Sirio, la stella che si accende prima di tutte le altre.

Dietro le quinte di questo scenario del Creato, un blu inchiostro a colorare i confini del l’universo con un manto di stelle capricciose che si fan vedere quando vogliono.
Bello essere in un angolo… magari anche fatto di cartoni raccattati, un angolo dove poter ritrovare te stesso ammirando le meraviglie del l’immenso. Spero sia un buon giorno anche per Voi… ed a ognuno il proprio finale di racconto… e di vita e di ‘Angolo’.

 

 

10 SETTEMBRE  2020  S. S. Nicola da Tolentino, Santa Candida, S. Salvo

La luna è alta nel cielo. Sembra uno dei lampioni che ci sono nel giardino, palle gialle che illuminano a corto.      I piccoli lampioni sono sfere luminose che osservate da vicino sembra abbiano lo stesso raggio della luna. La luna porta consiglio, forse no perché è bizzarra sopratutto in amore… però si riflette nel suo guardarla. È lì che troneggia ammantata di blu con collane attorno al collo fatto di  nuvole bianche. La luna è bella come il sole, ma solo Lei puoi ammirare, del sole rimanga la forte luce che non ispira pensieri se non chiudere gli occhi per dargli tregua. La luna è la sorella maggiore del sole. Lei è nata dall’oscurità dei tempi, perciò nacque prima del fratello sole. Lei ha il compito di portar consiglio insieme alla sorella più grande, la notte, che quando mostra la luna è clemente e di blu benefico la avvolge di sana sicurezza.

Elementi del tempo che attorno a noi abbiamo addo domesticato e abbiamo fatto come si fa per l’amore dato a un cane. L’abbiamo viziato, rimpinzato fino a farlo vomitare, e lui, il cane, grasso e viziato fa la cacca quando vuole ed è sempre ‘brutta’. Come quando invece che piovere arrivano uragani, e invece che il caldo dell’estate abbiamo il torrido del Sahara, l’inverno arriva quando gli pare dopo essersi sbronzato con pattumiera che viene da ogni dove del mondo… L’ inverno arriva a sprazzi, quando vuole… e da quando in qua, solitamente dimentica a casa il cappotto… perché non gli serve più. E gli orsi polari muoiono, non senza cibo, senza ghiaccio.

La luna porta consiglio… o forse fa solo riflettere, che vuol dire ancora la stessa cosa, inutile scriverlo ma meglio specificarlo così che due pensieri si uniscano. Il suo consiglio inizia dal momento che là si guarda, se si ha tempo per guardare la luna è segno di speranza, è un momento intimo che annaspa per uscire dal vivere quotidiano… ti ha già dato un consiglio prezioso, quello di prenderti qualche momento di pausa che appartiene a tutti dopo una giornata di lavoro con gioie e dolori.

La luna è alta nel cielo, ma non si impone… dopotutto ora è il riflesso del sole e per il fratello è potuta uscire dal buio delle tenebre più buie. Lei è modesta, discreta, non si intromette… illumina leggera come la luce di un lampioncino nel giardino. Vien da ridere a pensare che la luna sia stata conquistata perché qualche uomo (forse) ha calpestato il suo suolo. Nessuno ha conquistato niente. “ I consigli, non si conquistano, si meritano… e solo la Luna li può dare.

 

11 SETTEMBRE 2020 ARA S. Proto, S. Giacinto, S. Almiro

 

 

12 SETTEMBRE 2014 ARA S.s. Nome di Maria, Santa Marilena, S. Franco, Santa Mariasole

 

 

13 SETTEMBRE 2019 ARA S. Giovanni Crisostomo, S. Amato, S. Maurilio

 

 

14 SETTEMBRE 2018 ARA  S.crescenzio, Santa Santa, S. Croce Cornelio, S. Cipriano

 

 

15 SETTEMBRE  2020. Santa B.V. Maria S. Baldo, Santa Dolores, Santa Melita, S. Orlando, Santa Melitina

Maledetta prima ‘pera’. Citava così un post di facebook con due belle facce sorridenti di due tossici sulla trentina. Il sorriso non era di certo il ritratto di una pubblicità di un dentifricio… e qualche dente sia a uno che all’altro, mancavano. In genere è l’eroina che mangia i denti, ma ormai ci si confonde con anfetamine di qualunque genere che nel giro di pochi mesi, distruggono i sensi più di cocaina e crac. Metanfetamine, il nuovo sballo senza ritorno delle droghe moderne. Non si torna più indietro quando si fa uso di metanfetamina, è un viaggio con il solo biglietto d’andata, e chi ne fa uso, probabilmente non credeva in altro futuro che quello. O forse è nato con il destino già scritto che fosse per Lui. Poteva capitare a chiunque… è toccata a Lui o a Lei, quella persona che non ha saputo superare le onde del ‘Rif’ che lo separavano dal pescare molto pesce grosso per sfamare il suo villaggio che vive sull’atollo.

È toccata a Lui, come poteva capitare a Noi, è perciò che nel buon senso non si condanna un drogato, ma lo si aiuta… ha sbagliato… e scagli la prima pietra chi non ha mai sbagliato.

 

 

16 SETTEMBRE ARA 2016 del n. 9 )  S.s. Cornelio, S. Cipriano, Santa Editta, Santa Eufemia, Santa Innocenza, Santa Ludmilla

 

 

17 SETTEMBRE  2020 S. Roberto Bellarmino, Santa Colomba, S. Roberto

Come quando succede che non ci sei, sempre mi manchi. Mi manchi ancor più prima Tu manchi, per me è come sapere di ‘prendere’ un volo in aereo… sto male prima di ‘prenderlo’. Non è un male brutto, è un ‘male’ che fa bene… è la certezza di avere accanto una persona indispensabile… come respirare. Perciò ti Amo di quell’amore unico che non ho mai potuto dare ad un altra Donna, e non potrò mai più dare ad un Altra che Te, Susanna.

 

 

18 SETTEMBRE 2016  S. Sofia, Santa Arianna, S. Eustorgio, S. Riccardo

Napoli e S. Gennaro. Un mio carissimo amico fa per nome Pietro, ma per me e per tutti Piero. Lui è di origini napoletane, essendo di fatto nato a Napoli. Anche un’altro amico mio e’ di origini napoletane, Giovanni, per me Giovanni o’ ferroviere, perché ha lavorato tanti anni in ferrovia come capotreno. Così che dopo alcuni giorni di trattativa mi accordo con entrambi i miei amici napoletani, per andare in visita a quella splendida città, che sino ad allora, ho visto solo di passaggio perché in viaggio al sud per altre mete. La gita non era al solo scopo di visitare la città partenopea, ma si univa l’utile al dilettevole, in quanto mia moglie desiderava tanto avere una borsa “original tarocco” di Louis Vuitton. Proprio così, perché Piero sapeva come condurmi in un certo posto dove all’epoca venivano confezionate quelle borse clandestinamente, Giovanni l’avremmo trovato sul posto, in coincidenza di un suo viaggio in treno, proprio in quel di Napoli, ed essendo quest’ultimo più anziano di Piero, assicurava a me e Susanna una totale integrità, qualora fosse capitato qualche inconveniente, dal momento che lo scopo borsa non era esattamente nella normale completa legalità, anche se è doveroso precisare che ovviamente lo scopo principale era visitare Napoli, la città Natale tra gli altri, di uno, se non il primo grande incomparabile principe Antonio De Curtis in arte Totò.

Per ciò che riguarda l’altra parte  più importante del viaggio, si andava a Napoli anche per aquistare lampadari e appliques Stile Maria Teresa, perché all’epoca gestivamo la bottega del Re, una graziosa bottega di antiquariato, ai piedi di Città Alta, in Bergamo. Partenza un mattino di primavera, con il “freccia rossa” e poche ore dopo arrivo a Napoli, stazione centrale. All’ arrivo, appena scesi, Piero cercava con lo sguardo qualcuno, al che io è Susy chiedemmo spiegazione, e lui per tutta risposta saluto’ una persona che passo svelto incedeva presso di noi. Un signore distinto sulla quarantina, che appena arrivato innanzi noi, si presento’ piacere Antonio, io sono il presidente du’ quartiere, e stringendo la mano prima a me è poi a Susy, aggiunse… Il mio “lavoro” e’ assicurarmi che voi vi troviate bene in questa città, e nel possibile che non vi manchi nulla, e per qualsiasi problema voi possiate avere, contate pure su di me, Piero saprà come rintracciarmi. Rimanemmo basiti, increduli, ma non era finito il nostro stupore che ci invito’ a poche centinaia di metri per indicarci l’alloggio che aveva preparato per il nostro soggiorno! Un bellissimo albergo d’epoca con fregi a sbalzo al suo esterno e affreschi meravigliosi al suo interno, ecco disse, questo e’ il vostro hotel. Non ci rimase che ringraziarlo senza parole, e subito dopo salutandoci di nuovo, se ne andò. Ci fecero accomodare nelle nostre rispettive stanze, vecchie, ma ben tenute e pulite. Intanto s’era fatta sera, e dopo un’ora mentre eravamo nella hall ad aspettare Piero per raggiungere Giovanni e andarcene tutti e quattro a cena, Susy ed io notiamo un andarivieni di persone in divisa, per lo più poliziotti, ma anche finanzieri e militari, tutti presumibilmente graduati a giudicare dalle loro mostrine sulle spalle. Arriva Piero, e naturalmente non manchiamo di chiedere spiegazioni, comunque ben contenti dalla situazione stessa, e lui candidamente rispose che non ne sapeva nulla, aveva programmato il tutto il presidente di quartiere, Antonio. Fu solo dopo una mezz’ora circa, che riuniti a Giovanni, chiedemmo a lui una spiegazione, che ci disse essere un albergo frequentato prevalentemente da graduati militari in visita di lavoro in quella città. Bene dissi io, meglio così, saremo più al sicuro, e Giovanni aggiunse, meglio un cazzo, se c’è una bomba da piazzare per sovversione, e proprio li che l’andrebbero a mettere, perfetto siamo nella cacca dissi sorridendo guardando Susanna per cercare di sdrammatizzare e infonderle coraggio.

Pazienza, non succederà proprio in questi giorni, dissi tra me e me, e il pensiero mi venne interrotto da Giovanni che nel frattempo arrivava guidando la 600 con noi prestata per l’occasione da una sua parente che viveva a Secondigliano. A bordo Giovanni ci chiese cosa avremmo voluto mangiare per cena, ovviamente trovandoci nella capitale della pizza, rispondemmo a tre voci pizza! E allora pizza sia, disse Giovanni, e vi porterò dove per me la fanno migliore che in tutta Napoli, al quartiere Forcella, ho la macchina di mia cugina e penso ci faranno entrare! Nemmeno abbiamo il tempo di capire perché abbia fatto quella affermazione strana, che imboccato un viottolo, all’improvviso ci si para davanti all’auto a gambe divaricate, un ragazzino appena adolescente che di fatto obbliga Giovanni a fermarsi bruscamente. Sta lì immobile a gambe divaricate e braccia incrociate, canticchia una canzoncina, e non dice altro.

Giovanni ci invita a non dire e fare nulla, lo scugnizzo dopo qualche minuto di sguardi alla targa dell’auto e a noi nell’abitacolo, si avvicina al finestrino che nel frattempo era stato già abbassato, e ancora non dice nulla mentre Giovanni, invece spiega chi siamo e da dove veniamo, e perché ci troviamo li. A questo punto sempre senza parlare il ragazzino si scosta come a dire, passate pure, e noi si prosegue…

 

 

19 SETTEMBRE 2014 San Gennaro, S. Abbine, S. Alfonso, S.Arnolfo, S. Carlo, S. Ciriaco, S. Elio, Santa Costanza

(Napoli)… Tra quelle viuzze piene di vita, che nella loro semplicità sembrano casette di cartone poste vicino alla capanna di Betlemme, e invece che i pastori, vi si trova uno sciamare di gente che scorrazza allegramente e rumorosamente in sella ai loro scooter, ma non con a bordo uno o due passeggeri rigorosamente senza casco, no tre passeggeri, perché stiamo entrando nel territorio delle persone che a Napoli ‘contano’, stiamo entrando nel famoso quartiere Forcella.

Ovviamente a quel punto capiamo perché non ci potrà succedere nulla, il fatto che siamo passati indenni da quello strano controllo senza parole di poco prima, ci da la serena tranquillità di sceglierci con calma e cura il posto dove andare a mangiare la pizza. Che a quel punto parla Piero, che ci indica senza indugio un posto in quella casa li vicino, che sembrava un negozio di macelleria di quelli che noi del nord abbiamo dismesso negli anni 60. E non di meno il suo interno, entriamo da una seracinesca arrugginita, ma non ci fermiamo al piano terra bensì saliamo delle scale anguste, che portano al piano superiore, dove troviamo un locale semi piastrellato da quei 10×10 bianchi come usavano appunto nelle macellerie vecchia maniera e in un angolo il forno rigorosamente a legna.

Che poco importa come fosse la stanza, dal momento che era ben pulita, e che ancora più importante abbiamo mangiato una strepitosa, calda, fragrante pizza che così non si era mai gustato nella nostra vita,  devo dire che in un certo qual modo c’è lo aspettavamo, si sa, la pizza di Napoli e maestra nel mondo! E non bastasse aggiungo che il tutto fu ad un prezzo irrisorio. E tra stupori e meraviglie, la sera fini. Il giorno appresso, io Susy e Piero destinazione “fabbrica” si fa per dire di borse, che prima di andarci, abbiamo colto l’occasione di visitare i meravigliosi vicoli di Napoli, e essendo di domenica, approfittammo pure di visitare il mercato rionale più grande che si tiene nei pressi del lungomare, in prossimità di castello l’Ovo magnifico maniero che sta a guardia dello stupendo golfo di Napoli, che pareva di guardare una cartolina illustrativa tanto era bello.

Gli esercenti che allegramente e chiassosamente ti invitano ad acquistare la loro merce, e noi che intanto si camminava tra i vicoli, immancabilmente tappezzati da splendidi oracoli per lo più intitolati a S. Gennaro e a innumerevoli Madonne e Santi, praticamente uno ogni venti metri. Prendemmo un taxi per percorrere l’ultimo tratto, e salendo sul mezzo, anche nell’abitacolo dell’auto, ‘santini’ appesi in ogni dove, immancabile una tra i ‘Santi, la foto di Maradona, venerato e amato dai napoletani.

Il pomeriggio visita vera e propria alla città, finalmente potemmo ammirare il glorioso teatro S. Carlo maestoso e affascinante come ciò che aveva rappresentato, e dove Totò calcava le scene insieme all’indimenticabile Eduardo e Peppino De Filippo suoi incomparabili compagni di scena. Antistante quello,  la famosa piazza del Plebiscito, che per la sua naturale conformazione, se la percorrevi bendato, come da consiglio di Piero, ti ritrovavi sempre alla sua estrema destra o alla sua estrema sinistra… un po’ come salire sulla torre di Pisa dove sali i gradini, sempre appoggiato di spalla alla parete per non cadere. E poi ancora innumerevoli vetrine orafe, e svariate botteghe all’aperto che esponevano statuine da presepe e di personaggi di tutto il mondo, da presidenti americani a politici europei e italiani… napoletani maestri in quel tipo di arte. Il giorno dopo di lunedì un salto da qualche antiquario per i lampadari, abtayour  e appliques d’ogni tipo, rigorosamente da persone che li gestivano quasi tutti con il cognome Esposito, bei acquisti, ma non convenienti come speravamo, del resto l’originalità e la qualità si pagano.

Bella gente, e a mio dire, brava gente i napoletani, che poi la brutta gente intesa per mascalzoni, la trovi in ogni angolo del mondo, e generalmente per mia esperienza personale, quest’ultima te la cerchi se sei spavaldo e irrispettoso e non ti comporti da ospite, ma la fai da padrone. Che come inizia tutto finisce, come la nostra breve vacanza- lavoro in quella splendida città di Napoli, che poco prima di partire, all’uscita dell’albergo, di nuovo si ripresenta Antonio, ‘o presidente du’ quartiere’, con in mano un pacchettino contenente due grosse paste, una per me e una per Susy, e con un gran sorriso ci chiede se tutto è andato bene e auspica in un nostro ritorno. Non faccio fatica a raccogliere l’invito, Napoli e’ stata ed e’ una delle più belle città del mondo, trovandoti nel suo cuore, non si fatica a credere che ogni anno in questo giorno si sciolga la reliquia del sangue di S.Gennaro allo sguardo di migliaia di fedeli.

 

 

20 SETTEMBRE 4831 Santa Susanna, S. Candida, S. Filippo, Santa Fausta, S. Giancarlo, S. Eustachio

Lettera d’Amore alla mia Susanna. Nessuno è migliore di un altra persona perché ognuno da il massimo di quel e può dare.  È di seguito che in amore trionfa l’affetto e la sincerità, tutto quello che può dare lo spirito molto più di quanto non dia il corpo. Cercare di non fare rumore e saper accettare chi siamo per trasformarlo in quanto possiamo donare.  È come dare un bacio al mondo quando si illumina di cielo e accarezzare la terra quando si rimbocca le coperte con un manto stellato che nel l’ammirarlo ci vedo il tuo volto nel mezzo delle le stelle più belle… la più luminosa fra tutte.

Se sogni, non potresti trovarti in un posto migliore, puoi arrivare a sentire profumo di rose, ed ecco che la realtà si incrocia con il sogno e io vedo Te nel mio più bello. A questo tuo importante traguardo di vita dire ti amo suona come un colore sbiadito dal tempo, mentre invece è un continuo rifiorir di rose e il suo profumo ogni giorno si fa sentire di più. Il ti Amo mia dolce sposa è un perpetuo dirti che senza te non so vivere.

Verrai con me lontano, oltre i confini di adesso dove il cuore ama stare, oltre i confini del mare. Incontreremo voci suoni e mille colori e li vivremo camminando su di un prato o volando tra le nuvole. La mia mano stringerà la tua in ogni dove e asciugherò lacrime ai tuoi muti perché.Ti porterò in un posto dove raccoglierò il tuo sorriso per poi spargerlo nel mondo in una notte senza luna così che in un manto di stelle possano brillare i tuoi occhi. Dirti ti Amo è nulla al quanto vorrebbe dire il mio cuore per Te usando mille parole, ma farò come come dice lui e ne dirò due… Ti Amo.

 

21 SETTEMBRE 2020 S. Matteo, Santa Bernarda, S. Giona

Settembre è il mese più “sillabato” dei suoi altri 10 Apostoli del tempo. Chissà perché si è ‘usciti’ con una “e” di troppo nel dire S e t t e m b r e, forse perché è il nono mese e apposta ha nove sillabe che compongono il suo nome. Anche Giugno ha lo stesso numero di vocali e sillabe, ma il numero più alto di tutti i mesi è Settembre. Che non significa nulla per importanza, ma lo stesso ognuno si arma d’amore per il mese in cui è nato e si crea o a volte si inventa il suo mese speciale. Oggi è il mio compleanno. Sono del “58”. Era una meta che non m’ero prefisso, sapevo arrivasse come arriveranno anche altri anni che al Cielo piacendo verranno ancora ma il tempo è passato tanto in fretta che mi sembra ancora di sentire il sapore delle mie adolescenti primavere. Mi sembra ancora di vedere la mamma che mi rimbocca le pesanti coperte e trapunte fin sopra il naso perché il riscaldamento nelle case del 58 non era esattamente fatto da termosifoni, ma c’erano ancora le “monache”, un involucro lamellare arcuato lungo cinque spanne d’uomo aperte, alte tre per altezza e lo stesso in larghezza, al centro un catino di ferro che conteneva uno ‘scaldino’… involucro ovale che conteneva brace ancora ardente di faggio maturo. Si riponeva la “monaca” sotto le lenzuola di cotone grosso e prima di coricarmi, la mamma la toglieva per metterla nel suo letto matrimoniale… ma la brace ardente ormai era diventata cenere spenta.

La mamma prendeva spesso cenere spenta, quando in tavola c’era un qualcosa di buono, Lei aveva sempre dolore di pancia e non poteva mangiarlo… per darlo ai figli…  con Lei, Marianna finisce il mio pensiero in questo giorno che la ringrazio ancora una volta di avermi messo al mondo. Ciao Mamma.

 

 

22 SETTEMBRE 2017 ARA  S. Maurizio, S. Ignazio da Santhià, S. Silvano, S. Tazio

 

 

23 SETTEMBRE 2016 ARA S. Pio da Petralcina, S. Libero, Santa Lina, S. Lino, Santa Rebecca, Santa Tecla

 

 

24 SETTEMBRE 2017   S. Pacifico, Santa Amata, Santa Mercedes

Esperienza di cuori. È un altra volta la fine di un estate.  È un altra voglia di sole di mare e di avventure.  Sembra di parlare ad un passato talmente remoto di non averne memoria. Noi giovanissimi maschietti ci si preparava con la maglietta migliore, i jeans puliti di fresco, strappati in ogni dove, cinturone con fibbia in bronzo e Clark ai piedi anche se d’estate o in alternativa stivali a punta il che per la morte del piede il risultato estetico risultava ancora più efficace.

Giunta la sera una doccia e un pizzico di profumo che durava il tempo necessario delle prime ore, e dopo un “negroni” o due Campari con il bianco, aveva inizio il frutto delle più sfrenate frenetiche fantasie, e la speranza era sempre quella… voglia di avventura, voglia di provare il brivido nuovo di una conquista, voglia di vedere negli occhi di una persona, nuove affascinanti emozioni per poi poter dire è bello!… o è stato bello, che per qualcuna o qualcuno, era un sogno che si avverava per il resto della loro esistenza in terra… per sempre… Una nuova unione, un nuovo stare in due.

Ora per quelli della mia generazione i tempi son cambiati, ne in bene ne in peggio… semplicemente si ha voglia di altre cose.   L’età che si conta insieme alle rughe del viso e delle mani che non  permettono sentimentalismi nuovi, occorre consolidare ciò che si ha nel cuore e fare spazio alla persona che lo sta occupando…

Serve dire con un buon margine di precisione, adesso faccio questo, ora faccio quest’altro… senza indugio, senza timore… perlopiù per Amore…   Perché se dopo i ‘cinquanta’ stai cercando una “storia nuova”, significa che non hai proprio capito un cazzo prima e non capirai un cazzo in futuro… sui ‘sessanta’ serve dire… o ti Amo o non ti Amo, e basta! Che altro proferire non serve

Chi non lo sa dire, ha sprecato il suo tempo, e ancora peggio ha gettato alle ortiche il più prezioso tempo d’Altri…  È possibile altresì rimediare… con un poco coraggio e dignità rimasta, lo si può fare a tutte le stagioni di appartenenza.  Si può ancora dimostrare a se stessi e a tutti di essere una persona meritevole di fiducia, un vero uomo o una vera donna prima che per tutti, che la cosa più importante è avere stima di noi stessi.

E spesso essere “veri uomini” è saper tornare sui propri passi… oppure proseguire ad oltranza, andare avanti… con la consapevolezza di essere nel giusto.  Il fine è sapere da che parte del fiume stare… in modo che il mal tempo non  possa danneggiare la tua barca, e si possa così raggiungere il mare… o fare in modo di avere un colore ben distinto nell’Anima, o bianco o nero che altro non serve.

Questo Ilaria e Guglielmo lo sanno bene… loro ci tengono a tenere vivi i quasi vent’anni che li separano. È il Guglio che ne ha di più di anni,  e anche se non è facile contenere l’ardore e l’impeto di una più giovane sposa, ogni cosa possa servire alla bisogna sa da fare per raggiungere lo scopo agognato… essere Amati.

Che l’Amore è il più potente dei collanti e così si fanno esperienze nuove… come entrare in un posto a luci rosse paonazzi di giusto imbarazzo a comprare accessori di lattice.  Ilaria  non disdegna neppure di farsi trovare “particolarmente attraente ” per il suo uomo…

Come quella volta che agghindata come una “sciantosa” si presenta uscendo dal bagno con un gomito appoggiato all’uscio in una veste rossa che a malapena lasciava spazio a fraintendimenti… perché sotto il vestito… niente…

Il Guglielmo che forse stanco di aspettare la sua musa si era un poco appisolato, reagendo d’impatto le disse di spogliarsi e venire a letto… per dormire… perché la Ilaria più che una sciantosa le sembrava un torero… Sono tentativi innocenti di tener saldo un rapporto Amoroso, si fa di tutto per Amore…

Sul viale alberato tempestato di mille luci di quel paese di mare, ci sono ancora storie di vita per noi non più giovanissimi, solo che adesso non è più tempo di scegliere e cercare nuovi Amori bisogna consolidare e rafforzare ciò che rimane, bisogna prendere le pannocchie deposte nel granaio nelle stagioni precedenti…

Sarebbe bello dire ti Amo alla stessa persona a cui l’hai detto in jeans strappati e maglietta sdrucita quando ti spruzzavi un poco di profumo prima di uscire… solo così si costruisce qualcosa senza sprecare nulla… Sarebbe bello succedesse non si scollasse un Amore… anche a costo di entrare in un sexy shop, anche al costo soave di passeggiare su quei viali di Jesolo mano nella mano come due ragazzini innamorati consapevoli che il solo provare è indice di sicuro cammino verso un vero Amore…

 

25 SETTEMBRE 2020 ARA S. Firmino, Santa Aurelia

 

 

26 SETTEMBRE 2014 ARA e 2015 da spostare al 25 Santa Cosma, S. Eusebio, S. Cosimo, S. Damiano

 

 

27 SETTEMBRE 2019 ARA  4149  S. Vincenzo de Paoli, S. Fidenzio,

 

 

28 SETTEMBRE 2018 ARA S. Venceslao, S. Amalio,

 

 

29 SETTEMBRE  2020  S. Alarico, S. Michele, S. Gabriele, S. Raffaele

Scrivere.

Scrivere anche se non succede niente.
Ma qualcosa succederà.
Verremo perdonati vedrai.

Senza bandiere o bande di musicanti.
Eccoci, due vecchi pazzi che corrono o sorridono.
Solo per essere giudicati anche quando i fuochi si sono spenti.

Giudichiamo l’esperienza del gioco della vita o del dolore.
Noi torniamo sempre in due e vicini al cielo.
Per dimenticare quello che abbiamo e il niente che ci rimane.

Una carezza o illusione ce la possiamo sempre dare.
Balliamo perché le carte lo permettono.
La terra farà il resto.

Ma domani!
Adesso voglio continuare a vivere!
Scrivere, vederti.
Eccoci, due vecchi pazzi che corrono o sorridono.
Solo per essere giudicati anche quando i fuochi si sono spenti.
Tutto andrà bene vedrai.
Ma solo se restiamo due amici che scrivono parole.

Gigi Borella

 

 

30 SETTEMBRE. 1234. S. Dino, S. Girolamo, Santa Rachele, Santa Sonia, Santa Sofia

È finito anche questo mese, per qualcuno ‘speciale’, per altri ‘normale’, per altri ancora ‘metodico’. Nel numero delle persone che hanno ritenuto fosse un mese ‘speciale’ sicuramente si trovano quelle persone che annoverano un anno in più, altre che per fortuna acquisita, vivono di gratificazioni che in quel dato mese si sono avverate.  per le persone che l’anno ritenuto normale sono delle persone che devono compensare la loro vita… con altra vita… perché comunque ogni mese è è triste, allegro, bello sempre degno d’essere vissuto nel nome del grande dono della vita che ogni giorno ci preserva.

Per le persone che hanno pensato che Settembre fosse un mese “metodico”, sono talmente povere di spirito proprio, che consiglio Loro di rivolgersi all’ Unico Padre.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...