Siamo fermi.

L’aria che ‘tira’ è quella che è, bisogna stare attenti a respirarla perché potrebbe rivelarsi fatale. In questo periodo della nostra vita, siamo tutti intimoriti dal susseguirsi di “cose” più grandi di noi e parecchi ‘grand’uomini’ si sono ridimensionati e se ne stanno a cuccia. All’inizio non ci si credeva a questo nuovo flagello pandemico, ma ora eccoci qua mano nella mano con tuttii continenti di questo mondo. Non è un buon momento per l’animo e lo spirito, i sorrisi si contano e i momenti di follia sono basiti. Viene alla mente di quando si era dei ragazzetti e si andava per ‘morose’, in quei momenti l’animo e lo spirito nemmeno si sapeva esistessero, perché da giovani si è sempre felici, anche nelle avversità. L’emozione del primo bacio, preparato e agognato da mesi e mesi se non di anni, non poteva essere disturbato da nessun elemento esterno, chimico o naturale che fosse. Semmai era un problema per i più grandi, noi non si aveva vent’anni e non c’era nessun motivo che ci potesse preoccupare più di quel ‘bacio’ da dare. Il look down imposto dai nostri genitori, era l’orario per tornare a casa la sera o la notte, che poi ci fosse stato il terremoto ad Avellino, ci toccava quel tanto di essere una brutta notizia e nulla più anche se qualcuno andò poi ad aiutare in qualche modo quella popolazione, ma in quel momento la disgrazia più grande era fare ritorno a casa. Non preoccupava niente di più non fosse che arrivasse la sera dei giorni ‘comandati’ per vedere la nostra fidanzata. Giorni alterni di visita in cui si passavano ore sul divano di casa, Lei e Lui seduti al centro mano nella mano, ai lati mamma e papà… il più bel momento era quando finito il film di prima serata, (che poi alla tv la seconda serata nemmeno c’era) la fidanzatina ti accompagnava giù nell’androne del condominio, e a quel punto erano fugaci baci e palpeggiate qua e là, se l’uomo in quel momento era atterrato sulla luna, c’avremmo pensato il giorno dopo. La fidanzata vuole essere moglie, nessun problema, nessun ostacolo poteva arginare la straripante boria dei nostri vent’anni, il lavoro abbondava, muscoli, cervello e cuore avrebbero fatto il resto. Unico look down non commettere crimini dal momento che il pane si aveva in abbondanza. Rimaneva solo che pensare al domani che era già ‘presente‘ nelle nostre mani. Adesso il look down ci è imposto. Nessuno si può muovere in determinate ore della nostra giornata. E i giovani? I giovani si buttano sui social e non sapranno mai cosa significa andare a gamberi con un lucerna ad acetilene di notte su per quella stretta valle attraversata da un torrente limpido, alle büse della Nesa. I giovani si “buttano” sui social e non sapranno mai cosa significa trovarsi in un gruppo su quella collina a mangiare una pizza margherita piegata in due fatta a pezzi in tre bocconi nell’attesa di incontrare le ‘belle’ quando la notte fa sentire il suo respiro. Respingere con tutto il proprio sapere il desiderio della tua ragazza o del tuo ragazzo, ogni loro richiesta di voler rincasare. Ancora un poco dai! Qualche minuto… e intanto s’era fatto notte quando baci e carezze non bastavano mai. Si faceva di tutto perché la ‘bella’ rimanesse ancora con noi in quel bel prato, arrivavamo bugie fin a promettere mari e monti. Adesso siamo in look down, pigiamo tasti per trasmettere emozioni.

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