Malta.

Anche me ne senta molti meno ho “62” anni.
I miei eroi, che mi videro adolescente, erano e ancora sono, Alan Ford, Tex Willer e Zagor, fumetti che in certe sere iniziavo a leggere con una voracità da consumato lettore..
Capace che in una sola serata leggessi un paio di Topolino, due Tex Willer, e anche 3 Alan Ford e se non pago facevo notte anche con un paio di Zagor che sfogliandolo aspettavo sempre con ansia arrivasse il racconto dello ‘sfortunato’ Cico suo inseparabile compagno di avventura, ancor più se nell’avventura di ‘turno’ ci fosse la figura di Paperon De Paperoni, suo zio straricco che lo costringeva sempre in avventure pericolose quando Impossibili.
De Paperoni, era lo zio di Paperino e i suoi nipoti, Qui, Quo, Qua… che le loro storie non mi piacevano particolarmente, le trovavo troppo ingenue e noiose.

Il gagliardo Paperon De Paperoni, fece fortuna accumulando beni partendo dal primo Centesimo di dollaro guadagnato nella sua lunga interminabile carriera di vita.
Un ‘cent’ che costudiva più gelosamente nel l’intero enorme forziere che conteneva tutto il suo patrimonio, e dove spesso nuotava tra dollari d’oro e un mare di banconote lanciandosi da un trampolino.

Non sono mai stato dalla parte dello strafortunato cugino di Paolino Paperino, Gastone, sono sempre stato dalla parte del commissario Basettoni che senza l’indispensabile aiuto di Topolino non avrebbe mai risolto un solo caso poliziesco, il mio cuore propendeva per Pippo e il suo fedele cane Pluto entrambi con la testa fra le nuvole. Sono sempre stato dalla parte di Gambadilegno che nonostante i suoi innumerevoli “colpi” ha sempre accumulato anni di carcere più che la famigerata banda Bassotti.

Gli eroi del mio passato… Ero e sono dalla parte di Alan Ford, il biondino magro e secco che gestiva come copertura, un negozio di fiori nei bassifondi di New York, per conto del N.1 il capo di tutta la ‘baracca’ con più di mille anni sulle spalle, e insieme a Lui, il Conte, un lord decaduto che se poteva rubava anche le caramelle nelle tasche di un bimbo, Geremia che per via dei suoi acciacchi perenni era già troppo che stesse in un angolo del negozio ad innaffiare tre vasi mezzi rotti con un solo fiore, una margherita, un crisantemo e un tulipano fuori stagione. Infine Bob Rok, sfigato cronico che del negozio di fiori era il garzone tuttofare sfigato come Paperino e Paperoga… alto non più di un metro e tanta voglia di crescere, con un “nasone” abnorme, spropositato davvero.
La disgrazia lo accompagnava sin dal mattino, e il povero Bob Rok aveva sempre il grugno accigliato, tranne che per qualche rara volta in cui sorrideva illudendosi in un qualcosa di buono che regolarmente subito dopo scemava insieme alle sue aspettative… e ritornava il grugno perenne per il resto della giornata.

Sono sempre stato dalla parte di Tex Willer, perché Lui é Aquila della notte, un capo Navajo che difendeva a costo della sua stessa vita i pellerossa legittimi proprietari della terra che possedevano pacificamente da sempre, aiutato dai suoi inseparabili pards, il figlio Kit Willer, Piccolo falco in lingua Navacho, avuto dalla moglie per certo anch’essa Navaho, Lilyth, venuta a mancare prematuramente per un infezione da vaiolo, fatta “scoppiare” per vendetta da parte di due loschi individui per essere stati più volte ostacolati da Tex nel vendere Wischey e armi ai ‘Pellerossa’, perciò regalarono coperte infette nella riserva indiana dove viveva la bellissima Lilyth.

Kit Carson l’inseparabile compagno di ventura che Tex ama chiamare “matusalemme” per infierire ironicamente così chiamandolo, (con profondo affetto) sulla data della sua nascita. Carson, ‘Capelli d’Argento’ per il popolo navacho… un po’ come fosse il il “N.1” in Alan Ford che aveva conosciuto nel suo “misterioso” passato anche il Generale Caster.

Ultimo ma non ultimo fra i primi, il grande Tiger Jak, Lilyth apparteneva alla gloriosa tribù Navajo e Tiger ne faceva parte, perciò fratello di sangue di Aquila della Notte e amico consacrato per la vita nel difendere a ‘muscoli’ colpi di frecce e proiettili, i sacrosanti diritti del popolo nativo dei “Pellerossa’ Navacho.

Loro, gli inseparabili ‘pards’ sanno tenere a bada le trame oscure del grande re del male… Mefisto.
Vestito di nero con l’abito indossato che sembra sia stato appeso ad un manichino tanto sia magra la sua costituzione…. con quei suoi capelli color del ghiaccio, dritti come pali che gli scendono sulle spalle per arrivare a mezzo busto.
Mefisto, baffi e capelli argentei come fosse in un altro fumetto, Gandalf nato più di cent’anni dopo che ricorda la spasmodica conquista di un ‘anello’.
Mefisto il padrone delle tenebre, colui che con la forza della mente maligna, spostava montagne e faceva crollare edifici intorno ai suoi nemici, ma la spuntava sempre Tex e i suoi inseparabili amici… nessuno poteva ostacolare la sete di giustizia che albergava nei loro cuori. Sono sempre stato dalla parte dei più “deboli” ma più nobili di altri cuori contriti.

Poi il tempo passa e si ‘cresce’ ma non ancora abbastanza, così gli eroi cambiano, Agostini, campione mondiale di motociclismo su MV Agusta plurimo Iridato tuttora imbattuto.
Marco Luchinelli Suzuki, un solo titolo mondiale ma mille emozioni. Kenny Roberts, il pazzo che in curva scivolava rovinosamente a terra insieme alla moto nel tanto che brandiva il manubrio e la teneva “su di giri” con sgasate poderose per non far spegnere il motore della sua Suzuki due tempi, si rialzava con il manubrio della sua moto ben saldo e mai ‘mollato’, riprendeva la corsa e saliva sul terzo gradino del podio a fine corsa.
Casey Stoner glorioso vincitore del titolo di campione del mondo 2007 su Ducati, quello che di meglio per due anni non ha saputo fare un altro super campione di motociclismo… Valentino Rossi, che in sella alla prestigiosa marca italiana Ducati, proprio non ci volle stare… che ci sei venuto a fare.
Barry Sheene, aveva più fratture lui che uno scheletro umano gettato dal quinto piano di un palazzo… ma ‘apriva’ comunque il gas senza ritegno.
Francesco Papi era pelato e sotto il casco anche quel giorno in cui la sua moto “500” due tempi, si inchiodò sul rettilineo grippando alla folle velocità di 250km., aveva un paio di mutandine di sua moglie appiccicate sulla ‘pelata’ come portafortuna ma quel giorno era Paperoga non Gastone.

Eroi del motociclismo delle domeniche altrimenti noiose accompagnate sulle note melodiose di Lucio Battisti, barry White, Donna Summer, Mina, Dalla, Venditti, Tina Turner e cento altri ancora fino alla sconfinante melodia d’orchestra del maestro americano, Burt Bacharach, fino a scivolare con l’immagine delle indimenticabili colonne sonore dei film Western all’italiana dirette da Ennio Morricone.


E il tempo passa e ancora si ‘cresce’… di nuovo cambiano gli eroi, e arrivano di corsa i Pompieri, sprezzanti e indomiti del pericolo, si gettano a capofitto nelle fiamme per salvare qualche vita… passa dell’altro tempo ancora e di nuovo si ‘cresce’… i pompieri son brave persone che compiono il loro dovere e lavoro… non meno pericoloso che un muratore salga su di una impalcatura di molti piani senza adeguate protezioni… magari perché immigrato clandestino, magari perché ha una famiglia numerosa da sfamare… anche loro allora sono eroi… no! È brava gente, ci vuole di più per essere eroi è ‘solo’ gente onesta.

E dopo molti si ‘cresce’, ancora si ‘cresce’, sempre, fino alla fine, i nuovi eroi diventano S.‘Giôanì’, S. Lolėc, beata Maria Teresa, Francesco Santo e Papa, Gandhi, Nelson, Dalai Lama, e mille altre stupende persone fino ad arrivare a mio cugino Aristide che ha salvato 4 gattini abbandonati in una cesta accanto al bidone dei rifiuti.

Non ci si ferma, si ‘cresce’ un altra volta, altri eroi, Mario, Fabio, Lucia, Maria, Antonio, Pasquale, Andrea, Luca, Marina, Susanna e Francesca, Infermieri di un ospedale in emergenza covid in Italia, dott. Francesco, dott. Marino, dott. Ernesto, dott. Camillo, dottoressa Giorgia e dottoressa MariaLuisa, i loro responsabili di reparto.


Loro sanno tenere a bada le trame oscure del grande re del male… Mefisto.
Vestito di nero con l’abito indossato che sembra sia stato appeso ad un manichino tanto sia magra la sua costituzione…. con quei suoi capelli argentei, dritti come pali che gli scendono sulle spalle per arrivare a mezzo busto.
Mefisto, baffi e capelli come fosse in un fumetto nato quasi cent’anni dopo che ricorda la spasmodica conquista di un ‘anello’.
Mefisto il padrone delle tenebre, colui che con la forza della mente maligna, spostava montagne e faceva crollare edifici intorno ai suoi nemici, ma la spuntava sempre Tex e i suoi inseparabili amici… nessuno sfigato.
Mefisto… covid 19.

Tutti eroi di bene e male di un ormai lontano passato della mia adolescenza… poi si cresce e si usano mascherine per scongiurare di essere intubati, e i nuovi eroi sono dottori, medici, infermieri e personale addetto alla pulizia. Chissà quanti Paperino, Paperoga, Alan Ford, Bob Rok e indiani maltrattati non saranno eletti Santi ma lo saranno in Cielo intanto si prega.

Non esiste alcun uomo al mondo che non preghi. Prega anche chi pensa di non pregare. Non esiste persona al mondo che non desideri in qualche cosa nel proprio cuore… e prega, auspica a se stesso che si avveri il suo desiderio, piccolo o grande sia… prega. Forse non prega un ‘Dio.’, ne Santi, ne “santoni”, ma comunque spera si avveri ciò che chiede dalla vita e prega… Dio., la Buonasorte, una risposta filosofica, il ‘terrapiattismo’ che “suona” stridulo il solo pronunciarlo come il “satanismo’’, il Buddismo, l’Induismo, e non per ultimo per importanza l’Islamico, per assurdo il ‘terrapiattismo’ una nuova filosofia di vita che dice la terra sia piatta e convinti che tutti gli uomini del mondo siano strumentalizzati, manipolati e ingannati, e ancora più di altre ottocento credenze religiose o semplici ‘usanze di costume’ nel mondo che la pensano a modo loro.

C’e anche chi crede solo in se stesso e pregherà per sè relegando la possibilità di unire il suo cuore ad un altro… a altri, ma è una scelta, pertanto priva di ‘giudizio’… che chi possa giudicare un Altra persona con il diritto sacrosanto di farlo io non la conosco.

La preghiera è chiedere un qualcosa a qualcuno, alla Natura, alla vita, e da qualunque parte del globo “parta” la preghiera, lo stesso sarà sempre dal cuore anche più acido, perché una preghiera è “chiedere” e non può venire che da lì.

Il cuore è comandato dal sentimento dell’amore e la mia risposta al riguardo é Dio. che è Amore. Questa è la mia risposta di preghiera, ognuna e ognuno Persone possono cambiare la risposta in mille modi, ma all’Amore ci credono tutti. Preghiera un modo come un altro per chiedere venia al tempo che inclemente incalza, nuovi eroi o presunti tali che si identificano nel nostro immaginario per dar spirito alla nostra esistenza, coraggio per continuare nell’estenuante lotta alla ‘vivenza’.

Purtroppo gli eroi non sono sempre chi dice di esserlo… anzi quasi mai. Si mascherano da eroi per far ‘perdere le loro tracce’, in realtà sono spesso approfittatori o disperati in cerca di aiuto e cercano di infondere fiducia a chi in loro la ripone. È la storia di Claudio, un eroe senza colpa se non quella di essere un ingenuo e ignaro partecipe di un ‘destino’ cucitogli addosso e dipinto per Lui. Claudio un eroe mascherato ma non come l’Uomo Ragno, la sua faccia era pulita e bellissima quando si presentò in quel 27 Luglio 2017, apparentemente pareva non portasse nessuna maschera. Il signor Claudio con secondo nome che ricordava il mare e un cognome che non si dice. Un ‘signore’ distinto, alto 1.80, fisico asciutto con vita stretta e spalle larghe da ex pilota di automobilismo privato qual fu.

27, 7, 2017… tre 7, doppio ‘2’, uno ‘o’ e un solo ‘1primo’, un bell’intrigo di numeri, bisognerebbe saperli ‘sbrogliare’, otterrei la risposta che ancora non mi sono dato del perché ho scelto Claudio come nuovo ‘eroe’ a quasi sessant’anni d’età.

Sto fumando una sigaretta nel tanto che sorseggio mezza tazzina di grappa…. cosa che faccio da anni dopo ogni pasto, è l’appagamento di tutte le cose che vorrei, ma non riesco a fare. Fumare un sigaro e bere un ‘goccio’ di grappa è lo scacciare in cattivi pensieri… e tirare giù la saracinesca di una bottega a sera inoltrata. E allora c’è tempo per pensare e sentire quello che altrimenti non puoi udire. Sul ‘solito’ balcone di casa, sento l’annuncio con il suono delle campane del paese che daranno i rintocchi dell’ora in cui mi trovo. Sono le otto, otto rintocchi che si susseguono inseguiti da altre campane che vogliono dire la stessa cosa contemporaneamente.

Si sente chiaramente il melodioso suono dei rintocchi del pesante batacchio che picchia sulla campana. Un tempo si sentivano così bene solo di notte le campane, quando il silenzio aveva gremito metà del mondo anche se in genere, era meglio non si sentissero affatto quelle campane, a parte l’essere di notte in riva al mare in compagnia della luna e di un amore che stava nascendo, per il resto a quell’ora era solo essere volutamente incoscienti e il suono di campane che annunciavano lentamente ma inesorabilmente la fine dell’incoscienza spesso cercata e desiderata, più che piacevole giungeva stridulo. Adesso si sente chiaramente il suono armonioso delle campane, c’è il covid a tenerci stretti i nostri più reconditi sopiti sentimenti. C’è covid in cattedra signori, e il suono delle campane non ha ostacoli, non si sente più il frastuono della vita che intralcia l’annuncio sonoro che ti fa sentire ancora al mondo a quella tal ora. Dopo questa catastrofe batteriologica ci rimarranno molte ferite, e non ci scorderemo mai più il suono delle campane e delle sirene.

Sono passati tre lunghissimi interminabili anni da quando scelsi un nuovo eroe nella mia vita, l’inganno o la malasorte quel giorno che conobbi Claudio si travestì da Robin Hood, colui che in Inghilterra nella Contea di Nottinghamshire si rifugiava nella sua foresta di Sherwood dopo ogni furto perpetrato ai danni di ricchi Lord a beneficio dei poveri nei villaggi martoriati da tasse sempre più pressanti.

Vidi per la prima volta Claudio con questo tipo di sguardo vestito di verde, arco e frecce in spalla e cappello con piume di fagiano ai lati, come quello degli Alpini anche se con la tesa più lunga sul davanti del viso… Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri e io non ero povero in canna, ma zeppo di debiti e guai del mio travagliato passato e la proposta che quel giorno mi fece ‘Robin’ fu come se nel mentre parlasse guardandomi dritto negli occhi senza mai abbassare lo sguardo nemmeno per un battito di ciglio, i miei guai erano finiti pensai. Finalmente mi dissi, con questo nuovo ‘eroe’ posso cambiare vita e dedicarmi solo a scrivere libri. Claudio parlava spiegandomi nel dettaglio il motivo della sua richiesta che poi era di denaro… tanto per non cambiare, ed io guardavo le sue labbra che si muovevano frenetiche del voler dire, ma vedevo una casetta di legno sulla cima di una collina e sotto di lei la vastità di un mare agitato…

Ero al sicuro tra le sue pareti, le alte onde schiumanti di rabbia non mi potevano raggiungere. Scrivevo su di un tavolino con carta e penna e un bicchier di vino accanto al camino acceso dove davanti erano ‘acciambellati’ i miei due cagnolini sui loro cuscini e la mia adorata compagna fumava beatamente una sigaretta davanti alla finestra di tanto in tanto rabbrividendo a osservare il gelo fuori che faceva a pugni con il dolce tepore di dentro. Claudio era nei dettagli della sua richiesta… ma non lo ascoltavo più, l’avevo già vestito con calzamaglia e blusa di flanella color verde, e in quei momenti ero altrove con la mente e con il cuore.

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