Malta 2

E altri mesi passarono tra ‘scuse’ e impedimenti vari, l’intanto la mia vita era un sentirmi protetto solo tra le mura di casa.

Appoggiato con la pancia al balcone, con il piede sinistro ben piantato a terra e il ginocchio teso all’indietro… la gamba destra con il piede sollevato sulle punte a ginocchio rilasciato sul davanti… il tutto con lo sguardo rivolto ai confini illuminati del prato dove mangio, bevo, vivo e sopratutto amo stare. Il resto intorno è qualche lampione illuminato sul mio davanti, e oltre il buio tempestato di luci di case sparse sulla collina, e fra loro spiccano le palline di luci su di un campanile del paese più a valle.

È stata una buona serata tra amici. Abbiamo gustato pesce innaffiato da abbondanti sorsi di prosecco, riso di cose frivole e parlato di cose serie, ora la sera è notte, gli amici se ne vanno a una data ora che giustamente imposta alla fin fine accontenta tutti i lavoratori… che dopo le dieci di sera, si possono godere ancora in santa pace a casa loro un oretta di tranquillità personale.

Se così è per loro, lo è anche per me e Susy, che soddisfatti della cena ben riuscita e della bella compagnia, facciamo ognuna i nostri rituali di relax, Lei si sdraia sul divano puff annesso, io, con la gamba sinistra e piede ben piantato per terra…

Intanto tutto attorno è silenzio e poesia, tutto tace pur gridando dentro il cuore la sua eterea bellezza… e di tanta magnificenza mi sciolgo nel buio delle tenebre… a gamba destra con il piede sollevato sulle punte a ginocchio rilasciato sul davanti… con in bocca una sigaretta rollata e nella mano una tazzina di grappa alla liquirizia… e buona notte… anche quel giorno se n’è andato, domani sarebbe dipeso tutto da chi mi avrebbe telefonato per rompermi le scatole e la sera di nuovo sul balcone di casa con sigaro e grappa speranzoso di non essere angosciato dal vedere draghi e streghe invece che luci e buio blu.

Magari sarà un buon giorno e mi sentirò meglio e scenderò nel giardino per guardare i nudi alberi severi con il vestito dell’inverno è farò ancora per l’ennesima volta pensieri con ciò che mi era stato promesso dal ‘buon Robin Clod’… e come sempre mi fermavo alla cifra che avrei dovuto riscuotere pensando che forse non avrebbe cambiato radicalmente la mia vita ma sicuramente mi avrebbe fatto sentire meglio nel contesto del mio quieto vivere… se lo sto raccontando è perché non è ancora successo.

Intanto il mio appoggiarmi sconsolato al balcone spaziando lo sguardo al cielo diveniva il pensiero ricorrente, fantasticare anche se solo per qualche momento che tutto potesse finalmente finire. Ma puntualmente è successo ciò che succede quando vedi il tuo corpo e la tua mente che si sta chiedendo un ‘qualcosa’… un ‘angioletto’ su di una spalla, è un ‘diavoletto’ sull’altra, ognuno che dice la sua. L’ ‘angioletto’ che dice al suo orecchio… vedrai, sembra un sogno, ma tutto avverrà d’incanto e la tua vita cambierà nel più roseo degli accadimenti…. il ‘diavoletto’ urla forte sulla sua spalla e intontisce l’orecchia che lo ascolta… non verrà nessun bel momento con le tue illusioni. Già, io mi illudo di aver trovato la strada giusta per un altra mia rinascita, io mi imbevo di ottimismo sempre, a dismisura persino, e il “diavoletto” mi dice che sono un “pollo da spennare per bene”. In verità sono stato spennato per ben benino da ‘RobinClod’, ma ancora non ho capito se ha usato l’acqua calda per farmi meno male o se invece le piume me le volesse strappare una ad una con lentezza e acqua fredda. E rimango lì con lunghi sorsi di grappa e ancor più lunghi sospiri scagliati nel cielo come fossero grida d’aiuto.

E in tutte quelle volte che per mesi e mesi mi sono appoggiato al balcone non successe nulla, infatti, passò Natale ora le promesse si allungavano di tre o quattro mesi ogni volta, sempre con strabilianti quando inediti fotogrammi di un film che non s’era manco visto… finché Claudio dovette rincarare la dose delle sue lusinghe di guadagno che aveva promesso da dare a tutti, anche se arrivati a quel punto si incominciava a sperare in cuor proprio che sarebbe stato bello recuperare almeno il ‘perduto capitale iniziale’… quasi tutti lo pensarono, me compreso, nessuno osava dirlo perché forte era il mio sostenimento a quella causa persa in partenza… persa dopo il primo rinvio. Ma quell’uomo sapeva e sa introdurmi in mondo che io immagino puro, o almeno penso e credo. Difficile dubitare di una persona che sta vivendo con te una simile tragicommedia, sopratutto da convalidata nelle varie spiegazioni con logica finale. Dopo nove mesi l’ennesimo inghippo che non pareva fosse tale… come sempre e nell’intanto si continua a sognare.

Il sogno è una realtà dell’inconscio. È una parte latente dei nostri più ambiti desideri o al contrario dei nostri più tristi momenti.
Sognare è bello quando il mattino sei persino infastidito dal risveglio che interrompe un idilliaco sogno nella quiete del sonno della notte. Subito la mente ancora annebbiata, fa ricorso a un disperato bisogno di ricordare ciò che ti ha fatto tanto star bene… di solito nel ricomporre velocemente il ricordo si riesce a focalizzare le immagini salienti del sogno, ma non c’è quasi mai un finale a lieto fine, ed è proprio quello che la mente insegue, e anche se lo si voglia ricostruire nel migliore dei modi e quindi inventarti con fantasia il finale di quel sogno, pur bello sia non ha più il “gusto” del sogno che la notte si stava facendo… come a dire che ogni giorno dobbiamo qualcosa al mondo.

Se si tratta di un brutto sogno non è un sogno ma un incubo, una parte di ognuno che sta a significare un malessere che viene dal profondo dell’animo. Una mente serena non può che partorire sonni e sogni sereni all’unica eccezione che gli sia chiesta la Santità.
E ogni uno dei due modi di ‘sognare’ ha la sua ragione logica per la stessa definizione di un dato di fatto. Pericoloso è quando si sogna ad occhi aperti, quando il sogno ce lo creiamo da Noi… lo adattiamo alle nostre esigenze, alle nostre speranze a tutto in ciò che abbiamo creduto in una intera vita. Pericoloso, perché non sempre si riesce a realizzare un sogno fatto ad occhi aperti… ma bisogna ‘buttarsi’, e inseguire quel sogno di volare come Icaro che dopo pochi anni è diventato un Boeing “358”. Ed è caduto Icaro ma altri si sono rialzati per Lui. E noi perché dobbiamo perdere una opportunità come sognare a occhi aperti.

Non rimane altro da fare quando con coscienza si pensa di aver fatto tutto il possibile perché non si sprecasse tempo inutile e non si facesse sprecare ad altre persone, un po’ come quando una persona guida l’auto in stato d’ebrezza, non solo corre il pericolo di farsi del male, ma peggio mette in pericolo la vita degli Altri. Questo era lo stato d’animo con cui affrontavo è ancora in parte sto affrontando molte delle mie serate sul balcone… sguardo fisso al Cielo con sospiri a intermittenza quasi regolari e qualche domanda che si crea nella mente sul perché mi sono imbarcato in questa avventura. Inutile mi colpevolizzi innalzandomi a sommo saccente che tutto ha capito, non ho capito un cazzo, mi sono lasciato trasportare dall’istinto che si è mascherato con una casetta di legno su di un irto scoglio battuto dalle onde nervose del mare. Un tempo lo scopo di un presunto ‘affare’ era il vedere un auto nuova nel cortile di casa, o una moto per intraprendere un nuovo viaggio quindi non è cambiata un cazzo… sono sempre a caccia di un miraggio, forse perché amo sognare come sognai anche lo stesso giorno di un pomeriggio d’estate quando conobbi Claudio e la famigerata banda Bassotti… niente altro che un gruppo di persone disperate forse più di me.

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