Un giorno del mio passato

Incredibile, ma credibile con il senno di poi. Che la colazione al bar, in genere mi rigenera, forse perché  fin tanto che non e’ terminata non apro il contatto con il mondo, e non accendo di proposito il telefonino, quindi sono Annibale, che anche una litania al terzo Mistero del Dolore recita: Coronazione di spine a Gesù; Ti chiedo e ti prego per e con l’indispensabile intercessione di Maria Tua Sposa, di avere un grande disprezzo del mondo. Disprezzo del mondo che abbiamo creato, non della gente. Allora accendo il telefonino alle 9 e lo spengo alle 19.30.

Ma poi, dopo aver letto qualche rara notizia seria e molte stupidaggini sul quotidiano, scambio qualche sana e ingenua battuta con altri avventori, dove ovviamente non può mancare l’accenno al tempo e alla squadra di calcio del cuore.  Poi, più per forza che per amore, bisogna obbligatoriamente pigiare quel tastino che ti fa’ aprire il contatto con tutto, che per la maggior parte vorresti… si avvia il telefonino. Di fatto  lo squillo di introduzione che hai programmato arriva puntuale come le tasse, e se prima ti piaceva ora lo odi quel suono ormai stridulo. Ed è solo la prima telefonata, e ti si chiede da parte di un qualcuno, di fare una certa cosa, che tu trovi assurdo compiere, è già motivo di discussione, che con certa gente era meglio nemmeno iniziare ad avere rapporti.  Con il secondo trillo non va altrimenti del primo, altra persona che se non ci fosse, non solo sarebbe un enorme vantaggio per me, ma per molti altri… ma la terra è di tutti, persone “sbagliate” e persone giuste, che una senza l’altra non potrebbe coesistere.

Che allora chiamo io, tento di giostrarmela come meglio credo e posso, difatti mettendoci una buona carica di quell’entusiasmo che al mattino mi assiste, imposto quello che sarà l’unica cosa positiva della giornata, le mie batterie sono cariche… anche quella del telefono. A tarda mattinata alcuni dubbi mi tormentano, e’ sempre così che mi guasto del tempo prezioso, casualmente sono nei pressi di un cimitero dove ho di più caro tutto ciò che avevo e avrò, i miei genitori.

Prima di entrare per una prece, chiamo un amico, e per sentire come va, e per chiedere un piacere che favorirà entrambi, che quando si aiuta, sempre ci si aiuta. Certo non immaginavo che peggiorasse il mio stato d’animo che si voleva stabilizzare in preghiera, ma lo stesso, inverso , non pensavo sentirmi dire ciò che udii dall’altro capo del telefono. Ma cazzo, chi lui? Ē già, proprio lui!  Ma non ci credo! Credici… Addirittura il nostro amico dei tempi andati è finito là, in quella topaia di comunità? Lui il “maestro”, il bullo, il sicuro di se… quello che diceva Lui era ‘legge’ e tutti gli altri giudizi non contavano…

30 NOVEMBRE 2015   S. Andrea apostolo.

… Ti dico di si, e nemmeno in una camera isolata, ma in mezzo a tutti, in camerata, e senza nemmeno un paio di mutande pulite per cambio.

Riattacco io… va bene! qualcosa si farà, ma bada io ne rimango fuori, almeno nel senso che non voglio sappia che sto facendo qualcosa per lui, di me ha sempre avuto poca stima e troppa confidenza, col tempo tutto mi si ritorcerebbe contro, ok? Certo, va bene ci si vede sabato e qualcosa faremo.

Oggi non rientro per pranzo, non faccio spadellare mia moglie, e approfitto per farmi firmare quel contratto pubblicitario con quei miei amici del ristorante. Nel primo pomeriggio faccio un salto in quel posto, e ci porto anche Susy, così mi tiene compagnia. Strada facendo, squilla ancora il telefono , lui caspita! E quello di Brescia, che insiste perché lo aiuti a pagare le bollette della luce, non capisco la sua insistenza, del resto ci siamo conosciuti solo in un occasione tempo fa, dove si, mi aveva favorito in un affare ma era già stato lautamente ricompensato, speriamo di poter fare qualcosa anche per lui. Del resto non mi posso esimere dall’aiutare nemmeno l’altro di Pavia, si trova senza l’acqua corrente in casa, gli hanno interrotto il servizio per morosità, e speriamo che Piero, in carcere si sia fatto bastare quel poco che gli ho mandato.

E’ buffo, solo oggi ad altrettante persone ho detto di pazientare per quello che devo dare loro da molto tempo, dal lontano tempo di qualche anno fa, in cui il ceto medio a cui appartenevo e stato drasticamente soppresso, per lasciare il posto solamente a due categorie, i ricchi e i poveri, relegando me di conseguenza alla seconda ovviamente, ma lo stesso io, luce ed acqua in casa ancora c’è l’ho, insieme a una dose inesauribile di ottimismo autolesionista, quindi qualcosa faremo anche per quest’ultimi.

Ultimo appuntamento di giornata, che Dio se lo invochi ingraziandoti la sua Mamma, non ti abbandona, e di riffa o di raffa, il tuo angelo custode te lo attiva sempre, e questo ‘angelo’ stasera per me aveva le sembianze di Giuseppe, l’ultima persona che ho visto, un Angelo a ‘paga fissa’. Tutto bene allora, che tanto son di strada, ed è da tempo che volevo fermarmi da quella persona amica, la sua razza e’ del mondo, come disse Alfred,  ma nello specifico e’ iraniano, e tratta tappeti antichi con tanto di negozio  con esperienza pluridecennale, ed essendomi rinfrancato moralmente, mi va di sistemare una questione che mi stava a cuore da tempo, per un mio acquisto di qualche anno prima, questa volta spero di tener testa, alla proverbiale capacità di trattare con gli arabi in genere! La batteria del telefonino, è poco meno della metà, e si pigi il pulsante, togliamoci la maschera dell’attore quotidiano, alla cena di casa mia, sono io, di nuovo me stesso… spengo il telefono.

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