Sento ciò che Amo…

Sento ciò che Amo. Si sente sento dentro un emozione forte, un misto tra voler bene, essere felici, uno strafare d’amore. Non si sa bene da dove venga, pare dal cuore, ma nemmeno, forse dallo stomaco, e non si può dire dall’anima, non si è ancora  sicuri di esserne degno. E penso quanto sarebbe bello si potesse trasmettere questa sensazione a tutti al mondo, per far star bene, o anche solo per far pensare che c’è speranza, c’è amore, che si può fare all’amore e non si può odiare, non si può pensare al peggio quando dentro batte una forte emozione.

E lo stesso abbiamo ben presente il nostro presente, quindi da dove arriva questo star bene? Siam certi,  rispondiamo, è la speranza, forse tutto si può sistemare, qualunque sia il problema che assilla ognuno di Noi nel quotidiano trascorrere di vita, che non c’è problema che non si possa risolvere se ti senti così.

Per me e’ un regalo del Signore, o della Madonna, ma per un non credente potrebbe essere negativo e non positivo…  bianco e non nero, fortunato e non, che mi frega, io lo chiamo ‘azzurro’, e sto bene, come faccio a dirlo al mondo affinché serva anche a Lui. Perché è incontenibile, non si può tener dentro, domani può finire ed io non so come dirlo, ma sto proprio di un bene che ne ho d’avanzo per il colore della pelle di ognuno.  almeno per oggi la vita non ha ostacoli se non ci sono ‘alt’ superiori, eppure è un giorno come un altro, o forse no.

Stamane una brava persona mi ha aiutato come comunque sta facendo da anni, un Angelo mandatomi dal cielo, e il cielo stesso lo aiuterà, poi sono andato da quell’altra persona nel primo pomeriggio, il netto contrario del primo, una persona cattiva se non malvagia che inverso mi ha minacciato velatamente per un nostro regresso, il cielo sentenzierà, vive male chi ha rancore nel cuore…

Torno a casa dai miei cagnolini, li accudisco prima, e poi vado con loro nel bosco, mentre che leggo un libro di una cara amica che desidera un mio modesto parere al riguardo avendolo Lei scritto.  Inciampo di tanto in tanto sul sentiero costernato da ciottoli e sassi, arrivo al punto dove questa estate ho iniziato a costruire un muro a secco, la, dove spunta il sentiero dove il Tullio faticosamente l’ha tracciato, e già che ci sono ne proseguo un pezzo a destra e sinistra. Le preghiere quotidiane le ho già dette il mattino di ritorno dal mio amico Claudio, che anch’esso ho visto al suo allevamento per quel favore che mi ha fatto. E ora mai se fatta l’ora di riportare verso casa il corpo e i cani, che sanno da sfamare con pollo e crocchette… svelto, che dopo sono atteso da Carlo, che mi ha invitato a cena perché oggi Lui compie una ragguardevole età che guarda caso sono i miei stessi anni di vita con tre giorni in meno, motivo per cui ci prendiamo sempre in giro perché Carlo a onor del vero e più giovane di me di tre giorni, quindi io son l’anziano fra i due.

Il resto degli invitati, e’ bella e brava gente con l’insieme dei suoi figli che amo e la moglie simpaticissima nella sua malcelata timidezza. La serata finisce con una bevuta senza misura come nostro solito. E sto bene, di un bene che non so spiegare, che nessuno e niente oggi mi può ferire,

Mi piacerebbe tanto darvi anche solo un po’ di quello che sento nel mio io ora… immaginate un momento molto felice della vostra vita, e moltiplicate il tutto per mille e vi arrivi tutto l’amore che potete immaginare, perché vi amo, come amo ciò che sento, e sento ciò che amo.

L’oro della sera

Un sentiero si fa largo tra gli alti fusti dei pini, percorrendolo con fiato grosso in miscela con battiti vigorosi del cuore, insieme distratti dal vento che alterna sibili di nenie lontane, ora lievi, ora di padronanza e rispetto.

I pensieri si alternano susseguendosi l’un con l’altro per non lasciar libera la mente dal pensare alla fatica del tuo incedere, normale fermarsi in fasi distaccate per riprendere fiato, perché la mente aiuta e regge fin dove puro sulla fatica che velatamente ingannevole ha vinto.

Si accorcia di molto il respiro che s’è fatto affannoso, e in quei frangenti, solo gli occhi operano senza interruzioni, e butto lo sguardo tra gli abeti, i pini ed i faggi, che per quanto faccian scura la visione a te dinanzi, lasciano loro malgrado spazi aperti che non posson colmare di verde e marrone.

Sollevando di poco il capo, la luce prende a farsi largo tra le fronde, e rivela di contorno le macchie scure che compongono le montagne alte e maestose con le sue cime necate da un inverno che sta litigando con sorella primavera che arriva e non la vuole ancora, montagne che si stagliano protese come a voler abbracciare il cielo in un vano tentativo di riuscirvi continuando a scivolare nel vetro celeste.

Le nuvole corrono veloci e si inseguono nel tentativo di ricomporsi, il sole dietro di loro padrone incontrastato di tutto lo scenario, con prepotente iridescenza sferza il cielo, sbiancandolo fin dove impone la sua onnipotenza con i colori dell’oro.

Mi trovo nel protettivo caldo abbraccio dell’amico bosco, che mi da appuntamento ad un prossimo incontro perché lui sa che domani torno al fiume, l’ha capito dal mio sguardo sconsolato, e mi saluta con i suoi colori, con i suoi profumi, con i suoi suoni.

Ma io gli chiedo di regalarmi di nuovo qualche momento, che il sole non è ancora andato nell’altra metà del mondo a rallegrarlo e a farlo rivivere di luce propria con la sua presenza, ancora qualche istante con lo spettacolo della vita nell’anima, ancora qualche minuto prima di riprendere con gli affanni del vivere imposto, aspetta natura, ancora un poco prima che intinga l’indice sulla punta della lingua per cambiar pagina con questo giorno, sii buono con me bosco, lasciami ancora un pò della tua presenza nel cuore, sarà lo stesso sole, che quando smette di irradiare di luce mi avvertirà, perché non avrò più negli occhi, l’oro della sera.

 

Signore di quel posto

Signore di quel posto, vieni via con me, ti prego non lasciarmi tornare da solo in quel luogo di mille finestre e luci che mi crea paure, insicurezze e angoscie. Signore di quel posto piccolo, su là in montagna, domani vieni con me, e già che ci sei, se vuoi accontentarmi del tutto, porta la tua Mamma con te, che io passo da Lei, per venire da Te, che io prima prego Lei. Che Tu le dai retta, chi non da retta alla sua mamma e anche chi non lo fa, lo vorrebbe fare, e’ solo una questione di situazioni, dove ti ci trovi dentro, o dove ti ci hanno messo, ma e sicuro che ogni figlio ama la sua mamma, più di ogni altra persona. E tu Signore, vieni con me domani, ti ho trovato qua ad aspettarmi qualche giorno fa, che io quando arrivo ti trovo, in verità non sei mai mancato, ma amo pensare che qui ti trovo di più. Sarà perché ti cerco nel bosco, che solo qua trovo, ogni momento che volgo lo sguardo in ogni dove, tu ci sei con la bellezza infinita degli alberi, del sole che spunta dalle sue cime spoglie che vestono ancora l’inverno, o dal semplice crepitio del fogliame che calpesto col mio incedere, e mi sento protetto da quel mondo che non ha quel ritmo in cui devi per forza fare qualche cosa. Sarà perché solo qui ho costruito quel velo di protezione che cerca ognuno nei suoi dubbi, sarà quel che sarà, ma tu domani, vieni con me Signore, non mi lasciare in quel che penso non sono in grado di risolvere, perché io senza Te ho paura, e sono insicuro. Signore di quel posto, domani vieni con me in città, che senza di Te non parto, rimango qui, non c’è la posso fare da solo a fare quello che mi sembra troppo grande se ci penso ora, e tutto troppo grande senza di Te, Signore di quel posto, vieni con me, porta la tua Mamma ti prego.

Cara Amica ti scrivo 2016

  • Cara amica ti scrivo. Un amica, che tale dovrebbe essere una persona che conosci da un po e che con Lei hai trascorso del tempo il quale ci ha visti partecipi protagonisti di alcune vicende e molte se non troppe vicissitudini, verbali ma anche palpabili.

Un amica lo diventa per caso, ma mai per caso, non te la scegli e Lei arriva, legata ad una situazione ancor prima che dall’amore che si elegge a tale sinonimo d’unione fraterna.

E sei arrivata Tu con il fascino speciale di un traguardo irraggiungibile, una imbratta pagine vuote che sai riempire di cuore e di vita, una traduttrice simultanea di sentimenti, e ti ho seguita fin dove ho potuto e voluto tentando di mirarne le gesta, ma presto mi sono reso conto che i comportamenti son propri di ognuno, e ancora sono stantio a capirne i perché  dominato dal cuore, ma vi rinuncio anche se bramoso di risposte, a volte è bene non capire ciò che è meglio non sapere.

Sei arrivata Tu con il tuo entusiasmo forse sempre o quasi malgrado a volte sopito, con quella gioia di dire chi sei e ti manifesti nell’esporti a “guerriglia”, con tocca e fuggi che lascia stupiti e fa confondere i sensi nel giudizio da darti, semmai si possa esprimere in un qual modo il volerti conoscere.

La vita è una scuola di sentimenti emotivi che apre i battenti ogni giorno dalla propria nascita, e li chiude al tramonto dimenticandosi di morire, e il voto finale che prendi non ti lascia mai pago di niente perché ancora avresti voluto dare, quindi bisogna sapersi contentare.

Solo la parsimonia e la tolleranza ti sono supplenti, e se li ascolti ti portano a capire non tutto ma molto del pensiero altrui, se per trino, ma non ultimo, aggiungi la pazienza.

Di te ho capito l’essenza di essermi amica, che tutto trascende dalla normalità del quotidiano pensiero, così ti tengo, così ti ho, ti apprezzo e pure ti stimo ed evito il contrasto di un unione carnale del vissuto, per immergermi nell’ignoto del solo fremere di cuore nel sapere chi sei al di là del tuo volto.

D’accordo, prima o poi ci faremo quella birra che forse non ci “faremo” mai, perché è già chiaro che ce la siamo già “fatta”.

Ciao Amica Mia

 

 

Meglio un fiore tra le mani.

Tra le mani non ho niente, solo tu mi ascolterai, così recita una melodia di un mondo che non c’è se non nella nostra anima, che è più che averla stretta nel cuore.

Si va in cerca di pace e armonia, si vaga con cuore pesante in un sentiero che si spera porti al viale della serenità, si accendono ricordi vividi e lucidi che sbaragliano se non per molto ciò che basta a rintemprarti in un rinnovato fiducioso camminare con i tuoi pensieri. Perché e’ solo tuo quel pensare, e di nessun altro in quel momento, si apre una nuvola di speranza, eterea presenza, come di notte a letto tirarti le coperte sul viso a ripararti dalle insidie quotidiane, chiedere quel l’attimo di tregua dal mondo.

È un cerchio che ti rende immune dalle cattiverie esterne che al fine son solo vivere, riappropriarti di qualcosa che qualcuno o nessuno ti può togliere, ma riconquisti un terreno perduto. Cammina che ti passa, passeggia in compagnia della tua ombra nella vita al riverbero del sole, il te stesso che fai rivivere ti accompagna fedele.

Nessuno ci ha obbligato ad avere due auto quando ce n’è d’avanzo d’una, e nemmeno di due cellulari e due televisori con mille canali anche se ne vedi solitamente tre, e due computer, non sia mai che uno si guasti e ci rimani senza per qualche giorno, non obbligati ad avere neanche un frigorifero americano che ti spara ghiaccio per dei cocktail che non ti fai mai se non quando l’hai acquistato, perché l’aperitivo e’ d’obbligo al bar, in compagnia e neppure avevi bisogno di avere due cappotti per un inverno che a malapena hai vissuto perché la neve non hai avuto il tempo di toccarla se non per calpestarla, così come per dieci paia di pantaloni e altrettante scarpe per ogni occasione che sempre sono due, calda e fredda,  ma meglio abbondare che deficere, meglio avere un pensiero in più per la testa che mancarti nell’armadio un colore di una maglia che non metti…ma almeno c’è.

E cerchi pace, armonia e serenità, pensando di rilassarti quel tanto che basta per una buona pensata che ti faccia star bene con il consumo che si è impadronito del l’essenza di ciò che realmente ti serve, immerso come sei nel trovare nuove soluzioni a del benessere superfluo quanto i tuoi pensieri. E cammini intanto che la natura si fa vedere con i suoi colori, afferri tra le mani un fiore che se ci pensi non costa nulla, ed è tanto bello nella sua straordinaria semplicità. Osservi i petali rosei e i gialli pistilli, per qualche attimo ritorni uomo, cioè sei un fanciullo con mente libera e cuore aperto, e bisognerebbe afferrare quell’attimo d’insieme con il creato e farlo vivere con la tua carne, capire cosa significa esistere.

Potresti essere nudo, ricco dei colori che ti circondano, e vivo con l’aria che respiri, basterebbe niente per avere tutto, noi si cerca oro nelle tasche, ma basterebbe un sorriso  e un fiore tra le dita delle mani.

È sempre Amore

Si sente provenire da lontano un borbottio del tempo. Chissà se sta brontolando perché fa troppo caldo. Chissà se il tempo stasera sarà piovoso. Il tempo è arrivato con uno stuolo di nuvole cariche di rabbia, annuncia il suo arrivo con loro alle spalle che si pavoneggiano nere di minaccia all’orizzonte.

Meglio si sia rispettosi e non lo si faccia arrabbiare il temporale. Giove non gradisce lo si prenda per i fondelli, dice che non è Ballanzone ne Pulcinella… non deve far ridere nessuno Lui, se si arrabbia sul serio scaglia saette lanciandole con tutta la potenza del suo braccio. Zeus, Giove per gli antichi romani, il Re dei re della mitologia greca.

Noi mortali qua sotto. Sotto il cielo, attaccati alla terra con l’inferno sotto i piedi. Noi uomini che crediamo nella mitologia del presente, siamo i re di noi stessi. Alcuni accadimenti della vita ci fanno paura, ma non lo diamo a vedere… noi siamo i re di noi stessi. Ci rendiamo conto di non essere ‘nessuno’, quando sentiamo il fragore di un tuono che preannuncia l’arrivo su di una biga trainata da due cavalli neri con Giove che li sprona a suon di frustate di saette. Zeus, Giove, il Re dei re della mitologia greca, e Noi ci rendiamo conto di essere tanto piccini all’arrivo del dio delle tempeste che alla fin fine è solo un brutto sogno.

La Natura siamo Noi. Ne facciamo parte integrante e purtroppo, dominante.

siamo i re di questa terra e ci caghiamo addosso al suono del fragor di un temporale… una volta!… adesso son bombe d’acqua, tornadi e tempeste… siamo Noi, siamo ciò che abbiamo dato alla Natura, e Lei risponde adeguatamente, con il solito garbo, ma lo stesso non si può esimere da rimandare sulla terra tutto il “bene” che gli è stato dato, magari il doppio perché la Natura e generosa!

La Natura siamo noi… i re che si inchinano al bagliore accecante di un solo attimo, e non abbiamo ancora capito che questo ‘bagliore accecante’ non è che una delle mille lampadine di luce nella stanza da letto dove Dio. riposa. Dio. è Amore.  L’Amore è la base di qualunque credenza, filosofia, religione o appartenenza di pensiero al mondo. Esiste un solo Dio. ed è l’Amore, ognuno dia il nome che più gli aggrada, è sempre Amore.

L’ultimo figlio del Cielo e l’Ultimo della terra

PU YI, all’età di tre anni siede sul trono come l’ultimo Imperatore della Manciuria, un piccolo ometto a cui venne tolta la madre e il padre perché “divinizzato” e segregato in un magnifico nido d’oro, con al seguito migliaia tra eunuchi, ciambellani, balie, guardie, insegnanti e servitori di ogni specie. Il suo compito era di governare un popolo senza di fatto averne il potere perché altri per lui decidevano cosa doveva dire e fare, e alla fine, una enorme porta rossa sbarrava la strada per uscire dalla sua città, tenendolo di fatto prigioniero di se stesso.

Mario a tre anni viene mandato all’asilo del suo paese, assistito e sorvegliato da un nugolo di persone tra suore, cuochi, maestre e assistenti sociali. Il suo compito nel mondo se lo scelse da solo crescendo e decise di fare l’imprenditore, nessuno lo comandava o gli diceva ciò che doveva fare, a parte qualche particolare episodio in cui doveva chiedere prestiti alle banche per finanziare la sua impresa, anche se ufficialmente nulla era nero su bianco.

Mario era davvero una persona libera e non aveva nessun “portone rosso” chiuso davanti a se, a condizione che avesse i documenti in regola con la questura per poter espatriare, nessuna pendenza economica con l’agenzia delle tasse e la Guardia di Finanza non avesse nulla da eccepire, del resto anche i Carabinieri non creavano situazioni di ostacolo se non fosse anche solo sospettato ingiustamente di qualche reato di carattere civile.  Certo, alle elezioni politiche, era meglio che votasse per il partito di maggioranza, mettendo da parte le sue convinzioni e ideologie, del resto per ottenere gli appalti per far lavorare i suoi operai, doveva pur fare un piccolo sacrificio di rinuncia. Nessuno ha mai deciso per Mario, si doveva solo attenere ad una estenuante burocratica e onerosa condizione di vita dettata, ma niente più.

PU YI, l’ultimo Imperatore della Cina, fini’ la sua vita povero in canna a curare i giardini di MAO-SETUNG, dopo aver trascorso dieci anni di prigionia in un carcere riabilitativo comunista. MARIO, ora settantenne, vive del minimo della pensione statale in un monolocale di periferia, dopo aver scontato qualche mese di carcere per non essere riuscito a pagare le tasse imposte dal suo paese.

PU YI l’ultimo Imperatore del cielo sempre con un “Portone rosso” che gli sbarrava la strada davanti a se. MARIO, l’ultimo imprenditore Italiano con la porta sempre aperta sul l’inferno dei vivi. L’Ultimo figlio del Cielo e l’Ultimo della terra.

DICEMBRE. Trecentosessantacinque & MEZZO Pensiero

01 DICEMBRE 2017 Ara da mettere al 8 dicembre  S. Eligio

Dicembre se la fa comoda con Gesù che nasce e se la neve le fa da contorno, i suoi 31 giorni sono un ricordo che dura almeno per il doppio. Gennaio ti riporta alla vita un po’ bruscamente con il rigore del suo gelo, per questo la “scasadà del Zenerü”, ( la scacciata del ‘Gennaione’ il 31 di Dicembre) esorta il ritorno di un tempo migliore. scacciata

 

 

02 DICEMBRE 2016 Ara  Santa Bibiana

 

03 DICEMBRE 2014   S. Francesco Saverio

L’IMMACOLATA CONCEZIONE.

E chi ci pensa più, e chi ha presente un concetto tanto puro e grande. Che poi non è colpa di nessuno, a nessuno si è inaridito il cuore a tal punto, e solamente una cosa che non ci appartiene più per una serie di sfortunate avveniristici accadimenti,  se non per la simbologia del Natale che incalza. Che la vita si è presentata sotto altro aspetto dinnanzi ai nostri occhi. E non c’è più spazio per sentimentalismi puri, e non è più cosa pensare, e lasciarsi trasportare da da velleità dell’anima, non c’è più tempo, non c’è più l’armonia necessaria, ci hanno asciugato l’umore dell’anima, ci hanno prosciugato le riserve idriche di sana bontà. I fatti nudi e crudi come si presentano, il problema dell’integrazione razziale, che non dovrebbe essere un problema se l’umanità non l’avesse trasformato tale, fatti criminosi di ignominia degradante, eclatanti storie di mala sanità, degrado sociale, disoccupazione  in costante aumento, problemi socio-economico di svariato genere, mafia, camorra, drangheta, cupole di ogni tipo, insomma stato nello stato, corruzione e… fermiamoci che l’elenco e’ troppo lungo e fa male solo il pensarlo, tanto la lista e’ lunga. E Lei li, paziente a tentare di aggiustare ciò che rompiamo in continuazione, Lei, l’immacolata concezione,  che sembra sempre più impotente davanti al trionfo del nostro male, imperterrita davanti ai secoli, in paziente e silente aspettativa, che prima o poi tutto finisca, e qualcuno, sempre meno, a sostenerla in questa estenuante lotta, o forse sempre più come io amo pensare. Che Lei l’immacolata l’ha promesso, che i momenti saranno duri e a volte brutali nella loro smarcante attualità, ma Vinceremo assicura, non abbiate paura, Vinceremo. Il bene prevarrà sul male, il bene trionfa sempre sul male, e nel frattempo noi abbiamo perso il puro e sano concetto dell’ immacolata Concezione, distratti dal tutto che non serve a niente, se non a far sorridere il male. E allora Madonna Santa, perdonaci, non perdere la calma, tu Regina dei cieli e della terra, continua con il tuo incessante aiuto, ignorando che noi sempre più ti ignoriamo, o verresti meno a ciò che ci hai promesso… Che vinceremo con il tuo aiuto, e verrà di nuovo il tempo in cui riprenderemo a Venerarti come tu meriti, si rafforzeranno gli animi e di nuovo entreremo in possesso di quel ormai flebile etereo pensiero che ci accomunava, e di nuovo abbasseremo lo sguardo per terra, immeritevoli d’altro, ogni volta che nomineremo il tuo nome Maria Vergine Santa, sospiro di Dio, Immacolata Concezione.

 

04 DICEMBRE 2014 Ara… e 2020 da riportare al n.8   Santa Barbara

 

05 DICEMBRE 2014 Ara   S. Dalmazio, Santa Crispina

 

06 DICEMBRE 2019 Ara   S. Nicola di Bari

 

07 DICEMBRE 2018 Ara   S. Ambrogio

 

08 DICEMBRE ARA del 01 12 2017 da riportare  Santa Immacolata concezione,

 

09 DICEMBRE   5588   S. Siro

 

10 DICEMBRE   4172   S. B. V. Di Loreto

 

11 DICEMBRE  7183   S. Damaso, S. Sabino

 

12 DICEMBRE  9191   S. B.V. Maria di Guadalupe

 

13 DICEMBRE  8139   Santa Lucia

 

14 DICEMBRE  7182   S. Giovanni della Croce

 

15 DICEMBRE 2017 Ara   Santa Virginia

 

16 DICEMBRE 2016 Ara   Santa Adelaide

 

17 DICEMBRE   7171   Santa Olimpia, S. Modesto

 

18 DICEMBRE 2015 Ara… e 2020 da riportare al n.17   S. Graziano

 

19 DICEMBRE 2014 Ara  S. Dario m., S. Anastasio

 

20 DICEMBRE 2019 Ara   S. Liberato

 

21 DICEMBRE 2018 Ara   S. Pietro Canisio

 

22 DICEMBRE  8912   S. Demetrio

 

23 DICEMBRE  9875   S. Ivo, S. Giovanni da kety

 

24 DICEMBRE  1234    Santa Paola Elisabetta Cerioli

 

25 DICEMBRE  7548   San Natale di Gesù

 

26 DICEMBRE  2845  S. Stefano

 

27 DICEMBRE  2719   Santa famiglia di Nazareth, S. Giovanni ap.

 

28 DICEMBRE  2299   Santissimi Innocenti amartiri

 

29 DICEMBRE  8118   S. Tommaso Beket, S. Davide re

 

30 DICEMBRE  8282  S. Ruggero

 

31 DICEMBRE   2022   S. Silvestro

 

31 DICEMBRE 2015 E MEZZO PENSIERO CHE I SANTI OGGI SON TUTTI QUANTI.

I LOVE LONDRA

Vuoi, che sia stato un periodo della mia vita un po’ giù di tono, vuoi che mio fratello Adelio, mosso a compassionevole amore fraterno abbia voluto che l’accompagnassi in uno dei suoi innumerevoli viaggi nel mondo, di fatto fui invitato con la mia compagna Patrizia a trascorrere con Lui e Anna, nella splendida città cosmopolita chiamata Londra. E ci si prepara prima, che la lingua da parlare non fu un gran problema, non è mai un problema muoversi e comunicare con la gente, comunque sempre se vuoi ti fai capire, o a gesti o con qualche stentata parola in inglese, e quindi si parte. Che il problema non era tanto il saper parlare correttamente la lingua, il problema era affrontare il viaggio in aereo, che da sempre per me, e’ l’equivalente di agonizzare per l’ansia tre giorni prima della partenza, rischiare di morire d’infarto durante il volo, e se sopravvivo, turbamenti e incubi, tre gioni prima del ritorno.

Che quella volta non potevo conportarmi così, ero da poco tempo con Patrizia, e come potevo presentarmi ai suoi occhi azzurri come un pavido, pauroso e piagnucoloso uomo!?  Dissi tra me e me, in qualche modo si farà, mi farò coraggio e sicuramente Patty mi aiuterà.  E passo addirittura all’epilogo di questo, stupido e un po’ vigliacco capitolo… Durante il decollo, nella nostra fila di tre posti, eravamo così composti: io sulla destra, la hostess nel mezzo che stringeva la mano a me, e Patrizia sulla sinistra che a sua volta stringeva la mano della hostess. E non fini li, mi incazzai parecchio pure con Adelio, che al di la del corridoio, nella nostra stessa corrispondenza di fila, consumava tranquillamente un pasto frugale offerto per il viaggio dagli stuard, che non ci sarebbe motivo per arrabiarsi, non fosse che pensavo che mio fratello avesse più paura di me, invece aveva preso lezioni precedenti di volo “anti panico” non so bene dove è quando, e per di più se la rideva del terrore che invece avvolgeva me e Patty. Ma si arrivo’ in quella meraviglia di citta, che sembra ospiti il mondo intero fatto a pezzetti per farcelo stare tutto, non avevo visto mai tante etnie in un posto solo.

E racconterò le cose in ordine sparso, che la precisione dei dettagli non è mai stata amica mia, le emozioni abbisognano di sfumature particolari, per questo ci sono le riviste specializzate e dettagliate, e il primo luogo che mi viene alla mente, e’ Piccadilly Circus, una grande piazza londinese zeppa di negozi e persone ‘strane’, attrattiva turistica tanto da essere uno degli stessi simboli di Londra. Situata nella immediata adiacenza al quartiere Soho, che insieme a Piccadilly, fanno il centro della vita notturna Londinese, ed epicentro Gay della capitale, con i loro locali a luci rosse. Il capodanno di quell’anno lo festeggiammo proprio a Piccadilly Circus, migliaia di persone con noi, che nella loro confusione erano più ordinati che merce esposta in un super mercato, regolati da “bobbit” a cavallo che ben preservavano l’ordine, tanto che per ogni facinoroso ubriacone, scattava l’immediata forzata “rimozione”, che a Londra funziona così, come agli stadi, nessuna paratia di contenimento, nessuna barriera anti intrusione, ma tutti in ordine e tutti si possono divertire, che divertirsi non significa necessariamente rompere le palle agli altri rompendo barricate.

Uno dei posti più suggestivi, e’ certamente Buckingham Palace, e per la sua stupenda cancellata, e per il maestoso palazzo dietro che ospita la Regina, quando è a casa, con la bandiera londinese issata sino alla cima dell’asta se Elisabetta e’ a palazzo, a mezz’asta se non c’è.   E se si ha la pazienza di aspettare il momento propizio, si può ammirare il cambio della guardia, con le sentinelle in divisa impeccabile bianca e rossa con bottoni e alamari e mostrine d’oro, stivaloni a mezzo ginocchio neri, e il classico colbacco, che nel 1998 era ancora d’orso…

 

 

NOVEMBRE Trecentosessantacinque & MEZZO Pensiero

01 NOVEMBRE 0102    Santa solennità di tutti i Santi

 

02 NOVEMBRE  3281  Commemorazione di tutti i defunti

 

03 NOVEMBRE 2017 Ara  S. Martino da Porres, Santa Silvia

 

04 NOVEMBRE 2016 Ara   S. Carlo Borromeo,

 

05 NOVEMBRE  6171    S. Guido Maria Conforti,

 

06 NOVEMBRE 2015 Ara… e 2020 che va posizionato al n. 5  S. Leonardo, S. Emiliano

 

07 NOVEMBRE 2014 Ara  S. Ernesto

 

08 NOVEMBRE 2019 Ara  S. Goffredo

 

09 NOVEMBRE 2018 Ara   s. Oreste

 

10 NOVEMBRE  9220  S. Leone I Magno

 

11 NOVEMBRE 8899   S. Martino di Tours

 

12 NOVEMBRE 2771 S. Giosafat, S. Renato, S. Diego

 

13 NOVEMBRE 1221  S. Eugenio

 

14 NOVEMBRE  3183 S. Nicola Tavelić

 

15 NOVEMBRE 2014 S. Alberto Magno

LA PIOGGIA

Pioggia, un immensità di gocce che cadono dal cielo copiose e uniformi, un addensamento di vapore acqueo che prende forma in nuvola, ed è un po’ come strizzare con forza un cencio bagnato, e sembra di vederlo fare da due mani possenti e gigantesche, lassù, in alto, nel cielo scuro. A volte la pioggia cade con il sole che ancora splende nel cielo e quando accade, gli adulti dicono ai bimbi da dietro le finestre bagnate che si stanno pettinando le streghe! e il tutto dura poco sennò che favola sarebbe! Piove, il ticchettio incessante sul tetto, e sui davanzali, non da tregua, è autunno, che è il suo tempo, è il suo vestito naturale, insieme ai colori brunastri della natura, e il grigiore che sta invadendo prepotentemente gli orizzonti quasi a dare un tono definito all’inverno che avanza, il tutto insieme alla pioggia, il contorno per eccellenza.

A qualcuno piace vestirsi di pioggia, uscire nella strada, o andare per il bosco, o in riva ad un fiume, o al lago o in mezzo al mare, e sentirsi scivolare addosso quella miriade di goccioline, magari rivolgendo lo sguardo al cielo e pensare a qualche cosa di bello per fermare quel momento, un miscuglio di emozioni, ma chiare al tuo cuore. Buttare l’ombrello, passeggiare con l’acqua che scende a rivoli tra i tuoi capelli e da sopra le ciglia, sino ad infilarsi giù per la schiena, fra tremiti e brividi che si confondono con i tuoi pensieri più intimi… camminare sotto la pioggia senza riparo.

A qualcuno piace vedere la pioggia da dietro una finestra di casa, al riparo, afferrarsi le braccia con le mani e sentire il calore della fiamma che arde nel camino, e non di rado un pensiero va a chi non è cosi fortunato…  chissà com’è per loro la pioggia, probabilmente altro disagio in più. La pioggia è l’elemento naturale più potente a disposizione della natura, impossibile fermarla, la sua forza è incontrollabile, può essere  paragonata all’Amore, il male si può fermare, il bene e l’Amore no.  Ma serve, la pioggia serve. Occorre per irrorare i campi, serve per trasformarsi in neve, dare sollievo ai deserti, a rinfrescare i boschi d’estate, ad alimentare i mari, serve ai nostri cuori aridi ed ai nostri animi asciutti… Il sole serve ad illuminare e scaldare il pianeta, la pioggia a bagnare il mondo di vita.

 

 

16 NOVEMBRE  5555 Santa Margherita di Scozia reg.

 

17 NOVEMBRE 2017 Ara  Santa Elisabetta d’Ungheria

 

18 NOVEMBRE 2016 Ara  S. Oddone

 

19 NOVEMBRE   5271    S. Fausto

 

20 NOVEMBRE 2015 Ara… e 2020 che va posizionato al n.19   S. Ottavio

 

21 NOVEMBRE 2014 Ara Presentazione della Beata Vergine al Tempio,

 

22 NOVEMBRE 2019 Ara  Santissimo Cristo Re

 

23 NOVEMBRE 2018 Ara   S. Clemente

 

24 NOVEMBRE   8879   Santa Flora

 

25 NOVEMBRE  4455   Santa Caterina d’Alessandria

 

26 NOVEMBRE  7868   S. Corrado, S. Leonardo

 

27 NOVEMBRE   1212  S. Virgilio

 

28 NOVEMBRE 2015   S. Giacomo della Marca

 

imageCIAK SI GIRA.

Io mi beo della piacevolissima compagnia di due rompiscatole di cani, i più piccoli che mamma natura ha ‘confezionato’. Il maschio alfa che di ‘alfa’ non ha nulla si chiama Roccia, la timida e indifesa femminuccia si chiama Minnie, ma Mini basta e avanza… 8 chili di cane in due. E tutto comincia quando di soprassalto mi trovo catapultato in un pensiero strano. Già perché non capisco cosa caspita ci facciano i miei due piccoli messicani al terzo piano di un prestigioso palazzo in città.

Uno, il maschio in braccio ad un signore che a stento lo trattiene per la collottola, l’altra, la femminuccia che invece segue mestamente con orecchie abbassate una signora, sullo stesso terrazzino, che ben guardandola mi sembrò… è proprio lei, un giudice della corte suprema del foro di Milano, la signora Mariagrazia. Io la conosco, e’ stata una mia graditissima cliente quando avevo una bottega di antiquariato, proprio vicino a dove vive lei, in quel sontuoso palazzo, e lui l’uomo sarà il fratello o un parente, dal momento che non mi risulta fosse sposata.

Sento un improvvisa vampata di calore che mi pervade fermandosi con tutto il suo impeto sul mio viso, e non riesco a trattenermi dal gridare a faccia in su, che cosa ‘cazzo’ ci facciano i miei cagnolini da loro, e continuo ad inveire dicendo che se non me li restituiscono immediatamente, giudice o chi che siano, salgo, e spacco tutto. È questione di un attimo che non vedo più i miei cagnolini e nemmeno i loro presunti rapitori.

È  questione di un attimo e mi trovo in compagnia di un bel ragazzo, ma la sua bellezza non me lo fa piacere più di tanto, anzi c’è molta ostilità, almeno da parte mia, e con lui c’è mia moglie Susy… o almeno, non la vedo chiaramente ma intuisco che è con lui, e non con me, anche se lei è tra noi, ne con lui, ne con me… fra noi.  Mi sento di nuovo pervaso da una strana sensazione di calore assalirmi come una vampata improvvisa, questa volta mista a impotenza, mi incazzo ma non reagisco, anzi sono fortemente interessato e affascinato da una motocicletta che mi lascia intuire sia di proprietà del l’’antipatico’. La moto non è particolarmente bella, anzi, e’ spoglia, semplice, disadorna di particolari, ma mi piace del perché non so, e desidero averla cominciando a trattarla con il ragazzo, lasciando da parte l’impeto di prenderlo a pugni per gelosia.

Questa era una mia notte preceduta da un giorno intero con la conseguente sera. Mi sono destato, era un sogno! Oggi e’ un altra storia, gli attori sono pronti, il giorno e’ nato pronto, io sarò  pronto appena avrò bevuto l’ultimo sorso di cappuccino e premerò quel piccolo tasto che accende il telefonino, e allora…  Ancora una volta, un nuovo film, tra finzione e verità, tra bugie e trasparenza, tra sogni e realtà, coraggio e’ un altro giorno, oggi non si sogna… Ciak si gira.

 

29 NOVEMBRE 2015 S. Bernardo di Nazareth

Incredibile, ma credibile con il senno di poi. Che la colazione al bar, in genere mi rigenera, forse perché  fin tanto che non e’ terminata non apro il contatto con il mondo, e non accendo di proposito il telefonino, quindi sono Annibale, che anche una litania al terzo Mistero del Dolore recita: Coronazione di spine a Gesù; Ti chiedo e ti prego per e con l’indispensabile intercessione di Maria Tua Sposa, di avere un grande disprezzo del mondo. Disprezzo del mondo che abbiamo creato, non della gente. Allora accendo il telefonino alle 9 e lo spengo alle 19.30.

Ma poi, dopo aver letto qualche rara notizia seria e molte stupidaggini sul quotidiano, scambio qualche sana e ingenua battuta con altri avventori, dove ovviamente non può mancare l’accenno al tempo e alla squadra di calcio del cuore.  Poi, più per forza che per amore, bisogna obbligatoriamente pigiare quel tastino che ti fa’ aprire il contatto con tutto, che per la maggior parte vorresti… si avvia il telefonino. Di fatto  lo squillo di introduzione che hai programmato arriva puntuale come le tasse, e se prima ti piaceva ora lo odi quel suono ormai stridulo. Ed è solo la prima telefonata, e ti si chiede da parte di un qualcuno, di fare una certa cosa, che tu trovi assurdo compiere, è già motivo di discussione, che con certa gente era meglio nemmeno iniziare ad avere rapporti.  Con il secondo trillo non va altrimenti del primo, altra persona che se non ci fosse, non solo sarebbe un enorme vantaggio per me, ma per molti altri… ma la terra è di tutti, persone “sbagliate” e persone giuste, che una senza l’altra non potrebbe coesistere.

Che allora chiamo io, tento di giostrarmela come meglio credo e posso, difatti mettendoci una buona carica di quell’entusiasmo che al mattino mi assiste, imposto quello che sarà l’unica cosa positiva della giornata, le mie batterie sono cariche… anche quella del telefono. A tarda mattinata alcuni dubbi mi tormentano, e’ sempre così che mi guasto del tempo prezioso, casualmente sono nei pressi di un cimitero dove ho di più caro tutto ciò che avevo e avrò, i miei genitori.

Prima di entrare per una prece, chiamo un amico, e per sentire come va, e per chiedere un piacere che favorirà entrambi, che quando si aiuta, sempre ci si aiuta. Certo non immaginavo che peggiorasse il mio stato d’animo che si voleva stabilizzare in preghiera, ma lo stesso, inverso , non pensavo sentirmi dire ciò che udii dall’altro capo del telefono. Ma cazzo, chi lui? Ē già, proprio lui!  Ma non ci credo! Credici… Addirittura il nostro amico dei tempi andati è finito là, in quella topaia di comunità? Lui il “maestro”, il bullo, il sicuro di se… quello che diceva Lui era ‘legge’ e tutti gli altri giudizi non contavano…

 

30 NOVEMBRE 2015   S. Andrea ap.

… Ti dico di si, e nemmeno in una camera isolata, ma in mezzo a tutti, in camerata, e senza nemmeno un paio di mutande pulite per cambio.

Riattacco io… va bene! qualcosa si farà, ma bada io ne rimango fuori, almeno nel senso che non voglio sappia che sto facendo qualcosa per lui, di me ha sempre avuto poca stima e troppa confidenza, col tempo tutto mi si ritorcerebbe contro, ok? Certo, va bene ci si vede sabato e qualcosa faremo.

Oggi non rientro per pranzo, non faccio spadellare mia moglie, e approfitto per farmi firmare quel contratto pubblicitario con quei miei amici del ristorante. Nel primo pomeriggio faccio un salto in quel posto, e ci porto anche Susy, così mi tiene compagnia. Strada facendo, squilla ancora il telefono , lui caspita! E quello di Brescia, che insiste perché lo aiuti a pagare le bollette della luce, non capisco la sua insistenza, del resto ci siamo conosciuti solo in un occasione tempo fa, dove si, mi aveva favorito in un affare ma era già stato lautamente ricompensato, speriamo di poter fare qualcosa anche per lui. Del resto non mi posso esimere dall’aiutare nemmeno l’altro di Pavia, si trova senza l’acqua corrente in casa, gli hanno interrotto il servizio per morosità, e speriamo che Piero, in carcere si sia fatto bastare quel poco che gli ho mandato.

E’ buffo, solo oggi ad altrettante persone ho detto di pazientare per quello che devo dare loro da molto tempo, dal lontano tempo di qualche anno fa, in cui il ceto medio a cui appartenevo e stato drasticamente soppresso, per lasciare il posto solamente a due categorie, i ricchi e i poveri, relegando me di conseguenza alla seconda ovviamente, ma lo stesso io, luce ed acqua in casa ancora c’è l’ho, insieme a una dose inesauribile di ottimismo autolesionista, quindi qualcosa faremo anche per quest’ultimi.

Ultimo appuntamento di giornata, che Dio se lo invochi ingraziandoti la sua Mamma, non ti abbandona, e di riffa o di raffa, il tuo angelo custode te lo attiva sempre, e questo ‘angelo’ stasera per me aveva le sembianze di Giuseppe, l’ultima persona che ho visto, un Angelo a ‘paga fissa’. Tutto bene allora, che tanto son di strada, ed è da tempo che volevo fermarmi da quella persona amica, la sua razza e’ del mondo, come disse Alfred,  ma nello specifico e’ iraniano, e tratta tappeti antichi con tanto di negozio  con esperienza pluridecennale, ed essendomi rinfrancato moralmente, mi va di sistemare una questione che mi stava a cuore da tempo, per un mio acquisto di qualche anno prima, questa volta spero di tener testa, alla proverbiale capacità di trattare degli arabi in genere! La batteria del telefonino, e’ poco meno della metà, e si pigi il pulsante, togliamoci la maschera dell’attore quotidiano, alla cena di casa mia, sono io, di nuovo me stesso… spengo il telefono.

 

OTTOBRE Trecentosessantacinque & MEZZO Pensiero

01 OTTOBRE 2020 Santa Teresa del Bambin Gesù. S. Remigio

Ottobre, è ora di rivedere felpe e maglie di lana. Si fa la conta degli amori perduti o di quelli appena sbocciati, qualcuna o qualcuno spera ancora, la speranza è sempre l’ultima a morire è questo mese la rafforza ancora di più tra un bicchiere di vino e un dolce ricordo. È il mese delle castagne e dei buoni propositi, l’inverno è alle porte… forse per chi ancora ‘spera’ è bene si bussi a un altra porta… e per chi si sente in Paradiso è meglio scendano quel tanto da saper mettere radici in un terreno sicuro. Ottobre è un bel mese che sono belli tutti i mesi dell’anno… ad eccezione di “quel mese che proprio non va giù per via di sfortunate coincidenze ma se ben ci si pensa, si è trattato solo di coincidenza. Ottobre è il mese di belli pensieri, è la fine di un estate sempre più afosa e tribolata da tempeste improvvise e marasmi d’ogni tipo. Ottobre ti da le castagne e un clima mite… è un bel mese.

 

02 OTTOBRE 2014 Festa dei nonni. S. Berengario

Sento ciò che Amo. Si sente sento dentro un emozione forte, un misto tra voler bene, essere felici, uno strafare d’amore. Non si sa bene da dove venga, pare dal cuore, ma nemmeno, forse dallo stomaco, e non si può dire dall’anima, non si è ancora  sicuri di esserne degno. E penso quanto sarebbe bello si potesse trasmettere questa sensazione a tutti al mondo, per far star bene, o anche solo per far pensare che c’è speranza, c’è amore, che si può fare all’amore e non si può odiare, non si può pensare al peggio quando dentro batte una forte emozione.

E lo stesso abbiamo ben presente il nostro presente, quindi da dove arriva questo star bene? Siam certi,  rispondiamo, è la speranza, forse tutto si può sistemare, qualunque sia il problema che assilla ognuno di Noi nel quotidiano trascorrere di vita, che non c’è problema che non si possa risolvere se ti senti così.

Per me e’ un regalo del Signore, o della Madonna, ma per un non credente potrebbe essere negativo e non positivo…  bianco e non nero, fortunato e non, che mi frega, io lo chiamo ‘azzurro’, e sto bene, come faccio a dirlo al mondo affinché serva anche a Lui. Perché è incontenibile, non si può tener dentro, domani può finire ed io non so come dirlo, ma sto proprio di un bene che ne ho d’avanzo per il colore della pelle di ognuno.  almeno per oggi la vita non ha ostacoli se non ci sono ‘alt’ superiori, eppure è un giorno come un altro, o forse no.

Stamane una brava persona mi ha aiutato come comunque sta facendo da anni, un Angelo mandatomi dal cielo, e il cielo stesso lo aiuterà, poi sono andato da quell’altra persona nel primo pomeriggio, il netto contrario del primo, una persona cattiva se non malvagia che inverso mi ha minacciato velatamente per un nostro regresso, il cielo sentenzierà, vive male chi ha rancore nel cuore.

 

03 OTTOBRE 2014.  S. Gerardo di Brogne, S. Candido

Torno a casa dai miei cagnolini, li accudisco prima, e poi vado con loro nel bosco, mentre che leggo un libro di una cara amica che desidera un mio modesto parere al riguardo avendolo Lei scritto.  Inciampo di tanto in tanto sul sentiero costernato da ciottoli e sassi, arrivo al punto dove questa estate ho iniziato a costruire un muro a secco, la, dove spunta il sentiero dove il Tullio faticosamente l’ha tracciato, e già che ci sono ne proseguo un pezzo a destra e sinistra. Le preghiere quotidiane le ho già dette il mattino di ritorno dal mio amico Claudio, che anch’esso ho visto al suo allevamento per quel favore che mi ha fatto. E ora mai se fatta l’ora di riportare verso casa il corpo e i cani, che sanno da sfamare con pollo e crocchette… svelto, che dopo sono atteso da Carlo, che mi ha invitato a cena perché oggi Lui compie una ragguardevole età che guarda caso sono i miei stessi anni di vita con tre giorni in meno, motivo per cui ci prendiamo sempre in giro perché Carlo a onor del vero e più giovane di me di tre giorni, quindi io son l’anziano fra i due.

Il resto degli invitati, e’ bella e brava gente con l’insieme dei suoi figli che amo e la moglie simpaticissima nella sua malcelata timidezza. La serata finisce con una bevuta senza misura come nostro solito. E sto bene, di un bene che non so spiegare, che nessuno e niente oggi mi può ferire,

Mi piacerebbe tanto darvi anche solo un po’ di quello che sento nel mio io ora… immaginate un momento molto felice della vostra vita, e moltiplicate il tutto per mille e vi arrivi tutto l’amore che potete immaginare, perché vi amo, come amo ciò che sento, e sento ciò che amo.

 

04 OTTOBRE 4488  S. Francesco d’Assisi, Santa Berenice, S. Petronio

 

05 OTTOBRE  3321  S. Placido, S. Attila, Santa Felicia, Santa Tullia, Santa Flaviana

 

06 OTTOBRE 2017 ARA  S. Bruno, Santa Alberta, S. Bruno

 

07 OTTOBRE  3014  S. Beata Vergine del Rosario, S. Adelchi, S. Becco, S. Adalgiso, S. Rosario, Santa Adelca

 

08 OTTOBRE  8040  S. Pelagia, S. Ivano, Santa Onesta, Santa Porzia, S.Taide, Santa Lorenza

 

09 OTTOBRE 2020 ARA S. Diomede, S. Abramo

 

10 OTTOBRE 2014 ARA… e 2015 da mettere al numero 9. S. Daniele, S. Alderico, Santa Dana

 

11 OTTOBRE 2019 ARA  S. Giovanni XXIII, S. Filippo diac., Santa Emanuela, S. Fosco, S. Placido

 

12 OTTOBRE 2018 ARA  S. Serafino di montegranaro, S. Amico, S. Amore, S. Serafino

 

13 OTTOBRE  9090    S. Edoardo, S. Benedetto

 

14 OTTOBRE 8798  S. Callisto, Santa fortunata, Santa Guendalina,

 

15 OTTOBRE  3265  Santa Teresa d’Avila, Santa Edda, S. Ruggero

 

16 OTTOBRE  5252  S. Edvige

 

17 OTTOBRE   5435  S. Ignazio di Antiochia, Santa Eloisa, Santa Marisa, S. Rodolfo, Santa Luigia, Santa Gina

 

18 OTTOBRE   8364  S. Luca

 

19 OTTOBRE  9700  S. Paolo della Croce, Santa Cleopatra, Santa Laura, Santa Loretta

 

20 OTTOBRE 2017 ARA  S. Cornelio Santa Aurora

 

21 OTTOBRE 2014    2016 ARA da spostare al 22  S. Orsola, S. Bertoldo, S. Dacio, Santa Zaira, S.Artemisio, Santa Ursula, Santa Celina, Santa Clementina

tenue crepitio di una buona legna di faggio, che fa poco fumo emanando un intenso calore da dietro quel vetro che ormai veste di moderno i nostri camini. Le castagne appena tolte dal forno della cucina, e fuori dalla finestra una cappa grigiastra che ha preso il sopravvento sull’ultimo sole, che non ne voleva sapere di arrendersi, e finche ha potuto, faceva capolino sino a qualche ora prima, tra la coltre nuvolosa che inesorabile l’ha lentamente soffocato, nascondendolo definitivamente dalla nostra vista, al nostro piacere.

Una alzata di spalle sommessa, un borbottio lamentoso, di non si sa ben cosa, indirizzato alla noia che incomberà nostro malgrado, inghiottiamo una castagna, e prima di un’altra la innaffiamo con buon bicchiere di vino, che prima uno e dopo l’altro, stiamo li a pensare che tra un soffio di tempo sarà di nuovo Natale. Nemmeno l’ora zoppa ci aveva avvertito di questo cambiamento di stagione, il sole ingannevole, sembrava non andarsene più in altri posti, quasi a voler farsi perdonare, di quell’estate mai vista, se non sul calendario, di quella estate che ci aveva accomunati ai nostri fratelli scozzesi e inglesi, con giacche di gomma e ombrelli.

Già, quel sole che ormai non serviva più ne per far scura la pelle, ne per maturare l’uva, serviva solo a riscaldare i cuori da dietro le finestre degli uffici, dov’ era tornata la noia di tempo sprecato, di un inutile tempo dedicato al logorio della mente e alla disfatta dell’intelletto… ‘fermi sul pezzo’. Adesso, il paesaggio circostante, di colpo ti fa vedere i colori con il loro giusto tono. L’ erba si è ammosciata e vuole riposare, gli alberi e le foglie in un ultimo anelito di vita, fanno sfoggio di molteplici colori, dall’arancio allegro di alcuni, al bruno marrone di altri, al rosso di chi si sta arrendendo, al color giallo di chi si è arreso prima che una coltre biancastra di milioni di stelline li copra.

E intanto, si sorseggia ancora del vino, che ti butta giù ingordamente l’ultima castagna nel gargarozzo e guardi quella fiamma che arde allegramente in una tumultuosa danza di gioia, e ti cambi d’abito dentro di te, cambi vestito ai tuoi pensieri, che l’autunno non è meno bello di altre stagioni, ha la sua da dare e da dire. Le strade si riempiranno di colori di plastica, la gente farà festa, che anche quest’anno si festeggia, un dolce evento, nonostante tutto, malgrado tutto, che non possiamo non sperare, che non si può morire dentro prima, mai. La natura si veste di nuovi esaltanti colori, e anche noi ci cambiamo d’abito, e ne mettiamo uno pesante e gioioso, fin dentro il cuore, e avanza della stoffa per coprire anche l’anima, se lo desideriamo. E’ arrivato l’ inter mezzo, ma non è la primavera, non sono i suoi colori, … è l’ Autunno.

 

22 OTTOBRE  9843  S. Giovanni Paolo II, S. Donato, S. Apollo

 

23 OTTOBRE 2015 ARA… e 2020 da riportare al n. 22  S. Giovanni da Capestrano, S. Manlio

 

24 OTTOBRE 2014 ARA S. Antonio Maria Clavet, S. Raffaele,

 

25 OTTOBRE 2019 ARA   Santa Daria, S. Miniato, S. Gavino, Santa Tabita, S. Daria

 

26 OTTOBRE 2018 ARA S. Alfredo, S. Evaristo

 

27 OTTOBRE 9078  S. Fiorenzo

 

28 OTTOBRE 2019 S. Simone e Giuda app., Santa Cirilla, S. Taddeo, S. Simeone, Santa Simona, S. Giuda

Auree “magnonche sensazioni”.  Ottobre, abbraccia le anime come un velo di sposa adagiato sul capo e sensazioni di benessere pervadono gli esseri che vivono  questi momenti
Ora è sera, l’aria è umida e l’autunno, si sente sui visi. Gli alberi silenti abbassano di un poco la cresta come fossero obbedienti votivi, si inchinano al “nuovo signore” in arrivo che si stringe tra le dita di una mano il manto gelido del l’inverno…  che pare morte ma è riposo della terra e selezione degli animali in natura. Vinca il più forte e abbia ancor più gloria il perdente, qui… o la.
Ora è notte che copre mille mondi in metà mondo.
Ora è l’alba e poi farà giorno, stasera è un altra volta che la sottile nebbia bagnerà il volto delle persone.  Bisogna ancora andare oltre, dove il ghiaccio sul fiume sia solido e lo si possa attraversare sereni con pensieri e parole. Bisogna andare incontro a una nuova stagione che non umetta i visi ma li accarezza di gelo, e gli alberi inerti lascino al fin  vedere ciò che l’estate ha nascosto… altri scorci di vita dietro i rami nudi.  Lo sguardo di nuovo si apra spazi su case e chiese, posti vissuti da persone e animali al di là di dove non si poteva vedere prima, oscurati da prepotenti foglie che rubavano ricco sole. Altri battiti di cuore che fan su e giù con l’umore del l’animo inizia flebile per raggiungere un finale che moltiplica e ancor più esalta. Il futuro è nelle  mani della natura, per questo si deve rispettare il passato… E adesso è di nuovo la fine del giorno di tardo d’ottobre, si scrive e si pensa o si guarda la tv… o si fa al l’amore, che è la cosa di gran lunga migliore.

 

 

29 OTTOBRE  1234  Santa Ermelinda, Santa Cordelia, Santa Ermenelinda, S. Narciso, Santa Eusebia

 

30 OTTOBRE  4261  S. Gemano, S. Vittorio, Santa Benvenuta, S. Gerardo

 

31 OTTOBRE  9855   Santa Lucilla, S. Volfango