La vita è una figata. C.45 P.365 14 Luglio 2018

Sono pieno di cose belle da dire. Quelle brutte mi rimbalzano anche perché ognuno in genere ha quello che desidera avere, e trovarsi in situazioni sgradevoli allo spirito spesso significa non volere che gli avvenimenti cambino nell’ambito della propria vita. Chi non cambia il proprio sgradevole modo di vivere e perché alla fin fine non sa come fare o semplicemente non vuole cambiare. Inutile lamentarsi di ciò che non si ha, ancor più inutile pensare di cambiare con il solo lamentarsi del destino avverso. Si deve vivere con ciò che abbiamo a disposizione e saper trasformare in oro il ferro… non è impossibile, basta cambiare nella mente il colore dei metalli e lo spirito subirà l’influenza dei diversi colori nel cuore e agirà di conseguenza.

Sono pieno solo di belle cose da dire e non so da che parte iniziare. Il mondo è pieno di colori ad ogni stagione. Si prende il celeste del mondo mischiandolo al verde degli alberi per dare luce agli occhi.  Una pennellata di buio illuminato dal chiaror pallido della luna e sole giallo che accende la vita ad ogni alba irrorata dal rosso prestato dai tramonti, e ancora è festa dentro. Persino quando il blu del cielo infittisce le sue trame, regalando lo spettacolo di lampi  che si accendono e si spengono in bagliori violastri, e quando tutto si cheta un meraviglioso arcobaleno di tutte le tinte più belle del creato, sta ad indicare la pentola d’oro ai suoi pie… la pentola da dove Bebe ha attinto il senso del suo vivere senza usare le mani perché la malasorte travestita dal vestito nero di una malattia gliele portò via assieme alle braccia e le gambe ma che con due ruote e infinita volontà non le hanno impedito di diventare la migliore a tirar di scherma nel mondo… Bebe ha visto tutti i colori dell’arcobaleno anche quando questi  volevano ghermirla con il fosco della disperazione. Sono pieno di cose belle da dire, quelle brutte le lascio nel mondo senza luce, senza suoni, senza colori perché mi possono solo ferire, voglio luce dentro cosi possa illuminare con l’esempio altri fratelli nel buio… come dice Bebe la vita è una figata.

Lettera d’amore. Solo per oggi

Alla mia SUSANNA.

Lettera d’Amore alla mia Susanna. Nessuno è migliore di un altra persona perché ognuno da il massimo di quel che può dare.  È di seguito che in amore trionfa l’affetto e la sincerità, tutto quello che può dare lo spirito molto più di quanto non dia il corpo. Cercare di non fare rumore e saper accettare chi siamo per trasformarlo in quanto possiamo donare.  È come dare un bacio al mondo quando si illumina di cielo e accarezzare la terra quando si rimbocca le coperte con un manto stellato che nel l’ammirarlo ci vedo il tuo volto nel mezzo delle le stelle più belle, la più luminosa fra tutte.

Se sogni, non potresti trovarti in un posto migliore, puoi arrivare a sentire profumo di rose, ed ecco che la realtà si incrocia con il sogno e io vedo Te nel mio più bello. A questo tuo importante traguardo di vita dire ti amo suona come un colore sbiadito dal tempo, mentre invece è un continuo rifiorir di rose e il suo profumo ogni giorno si fa sentire di più. Il ti Amo mia dolce sposa è un perpetuo dirti che senza te non so vivere.

Verrai con me lontano, oltre i confini di adesso dove il cuore ama stare, oltre i confini del mare. Incontreremo voci suoni e mille colori e li vivremo camminando su di un prato o volando tra le nuvole. La mia mano stringerà la tua in ogni dove e asciugherò lacrime ai tuoi muti perché.Ti porterò in un posto dove raccoglierò il tuo sorriso per poi spargerlo nel mondo in una notte senza luna così che in un manto di stelle possano brillare i tuoi occhi. Dirti ti Amo è nulla al quanto vorrebbe dire il mio cuore per Te usando mille parole, ma farò come come dice lui e ne dirò una sola.  Buon Compleanno Susanna un altro splendido traguardo della Tua vita che festeggi con il cuore ed il sorriso dell’eterna bambina che per me sei e sempre sarai.

Un cinque al cielo. C.60 P.499 24 Giugno 2018

UN CINQUE AL CIELO.

Si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo se ci credi. Oppure se non credi ti basti guardare il lume di una candela al dí accesa, brilla ma la sua ombra fa intravedere solo il cero e lo stoppino ma non la fiamma, un po’ come quando il conte Dracula si specchia e non vede la sua immagine riflessa. È logico pensare al logico ma come ogni materia di pensiero, il quanto è composto da mille pensieri, così come la fiamma non fa ombra e Vladimir non si specchia. Ogni cosa pensiero e parola sta al suo posto e per quanto possa sembrare impossibile tutto si colora come un quadro del Caravaggio e basta la luce di una candela per fare un capolavoro dipinto. Basta l’esempio per convincere il cuore, convinto lui la mente si arrende… e come non vedere la fiamma ma vedere la luce. L’esempio è quella cosa che non vedi ma si imprime nel l’anima, è quello che fa una persona con gesti e parole senza imporre, e senza giudicare. E’ quello che dopo averci pensato e ripensato è veritiero, e lo si capisce senza essere stati giudicati e dal buon esempio di qualcuno più avanti nel nostro cammino.  Sono pochissime le candele che si possono accendere, poche le persone che possano illuminare.

Molte le persone di potere che smettono di capire perché il lume di un cero non mostra la fiamma al riverbero del sole. Sono  succhiatori di sangue non in grado di vedersi riflessi in uno specchio, ed è per questo che lasciano ogni giorno migliaia di destini della povera gente nelle mani di un futuro incerto e molto insidioso. Se quelle persone si potessero vedere in uno specchio, sicuramente capirebbero la minuzia di tempo che rimane a loro disposizione in questo soffio di vita.  Meglio sarebbe il passare di un alba in riva al mare seduti davanti a capanne di pescatori o al tramonto tra i monti dopo un temporale, appoggiati sul parapetto di una baita a rimirar di stelle, con un bicchiere di vino in una mano, e nel l’altra un sigaro fumante.

Nessuno fermerà la piena dell’Africa quantunque se ne scriva, comunque se ne parli. Sembra inutile, sembra bigotto e banale ma, non resta che pregare per capire che poggiando il palmo sulla fiamma di un cero acceso esposto al sole ci si scotta, e sarà chiaro capire, credere senza vedere.   Pregare è l’unica voce ascoltata che si può elevare al cielo per far si che la tua immagine si rifletta allo specchio e non ti faccia vergognare ma dia vigore al tuo agire.  Tutti pregano. Si prega per se stessi e per gli altri, si prega per un ideale o filosofie di vita… si prega per amore e si prega per Dio. e beati gli ultimi che saranno i primi in quel posto. Pregando si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo, e contro la cattiveria umana non c’è altro da fare.

Se si smette di pensare, il cuore smette di battere. Tutta vita

Ero un brutto, ora sono bello, domani chissà. Le tenerezze le tengo per ultimo, quando è tutto apposto. La vita è un saliscendi con il passo del gradino più basso. Ogni giorno lo vivi e lo devi. Meglio sempre si tenga un contatto con il bene. Non sempre si può applicare il bene ma partire dal farlo porta meglio. Meglio che peggio disse qualcuno di tutti i tempi.  E arriva ad un dunque questo pensiero, altrimenti  non sarebbe valsa la pena di accettarlo nell’immaginario di un discorso.

Un discorso mnemonico, fatto di emozioni istantanee con l’intervento di qualche sprazzo di  realtà già vissuta.  Che alla fin fine nel suo insieme è surreale. Ma è bello buttarsi nel “surreale”, nell’immenso spazio della fantasia. Il pensiero già prima che essere è  un varcare la porta di una casa per trovarci come fossimo ospitati da una giovane coppia di sposi, che con giusto orgoglio mostrano il loro nido d’Amore. Ci aspettiamo di vedere un qualcosa che ci piaccia, anche se purtroppo dapprima sapppiamo di già di dover disquisire per un qualcosa. È l’arroganza umana che non vuol capire che il pensiero è ciò che spinge un uomo e una  Donna, a trovare le più naturali possibili accomiatanze con il fardello del nostro fare di ogni giorno. Ogni momento della giornata ha bisogno di pensieri, sopratutto nei momenti bui. Pensieri decisionali, pensieri gestionali ma poi per grazia si ricevono pensieri di svago e cultura ognuno per quel che può… pensieri d’Amore.

Sono molti i pensieri che in un giorno possono interessare la vita di tutti. Per esempio scoprire che è inutile che si prema con forza nel sacco dei rifiuti quando questo è a metà della sua capienza… bisogna che il sacco sia colmo senza precedenti pressioni, dopo sarà di sicuro molto lieve fare pressione di volta in volta. Ogni volta si aggiunge un rifiuto premendolo quel poco ottenendo di conseguenza un risultato migliore con minimo sforzo. Pensando, si può fare meno fatica usando semplicemente il cuore. È il cuore che ti dice esattamente cosa fare. Se si sporchi le mani di nutella, si può optare per due soluzioni… o te le lecchi, oppure le lavi sotto lo scroscio di un rubinetto, e subito le mani saranno pulite. Se non si abusa di nutella, lei non può far male perché è dolce e buona e subito si lava via… l’abuso è sempre riprovevole, in ogni caso, in ogni luogo, in ogni cuore.  È il cuore che ti insegna a pazientare, è il cuore che ti dice quando non è più tuo e ti senti in paradiso. È lui che comanda i tuoi istinti. È il cuore che sta in mezzo ad un arena, e frusta alla mano, doma leoni e tigri. Lui la sa lunga su tutto, lui viene prima di tutto. Tutto ciò che può fare il cuore è tutto ciò che un uomo possa e debba avere, è il suo risultato in questa vita.

E senza che il senno se ne renda conto, si  passa dal pensiero al cuore, è facile si arrivi oltre… ci vuole un passo da lì ad arrivare all’anima. È un passo. Pensiero, cuore e Anima. Un Passo. Un collegamento con l’infinito. Un ritrovarsi spersi in un mare di perché senza risposta… e allora ti rivolgi ancora e per sempre all’anima.  Che è venuta dal cuore e l’ha portata tra le braccia di un pensiero.

La notte

Mi sveglio nel cuore della notte e non contento voglio continuare ad osservare il mondo ad occhi chiusi

Affacciandomi alla staccionata che da sulla strada della mia fantasia, immaginando viaggio leggero e penso a cosa faranno in questo momento altre persone, altri occhi aperti…

Nel buio della notte, illuminati da zampilli di luce che la luna giocando riflette tra le onde, vedo molti occhi spalancati e lo stesso numero di mani dalla pelle scura che alla cieca si aggrappano ad  un appiglio qualsiasi che li assicuri a quella fatiscente imbarcazione che trasporta nel nulla i loro destini… Sono occhi spaventati sferzati dal vento salmastro e dalla paura di quando sarà l’alba del giorno dopo quando sulla riva di quell’isola afferreranno altre mani dalla pelle più chiara… credendole amiche

Nel fosco della camera da letto vedo al di là della staccionata una strada, e tra le nebbie di stagione scorgo un bidone con dentro un fuoco acceso,  intorno passi di persone che si muovono sopra tacchi vertiginosi e con grasse risate invogliano a comprare un po’ d’amore Persone perlopiù costrette che fanno il mestiere più antico del mondo a quest’ora della notte ma vedo anche altri uomini che sfornano pane, e donne che riscuotono pedaggi ai caselli d’uscita autostradali

Quando la mente è fresca di risveglio faccio fatica ad ammansirla al mio volere, vorrebbe che da coricato mi alzassi ma non è ora e mi rifiuto di darle retta ostinandomi a guardare ancora quella strada oltre la staccionata e vedo bimbi che dormono beati mentre qualcuno dei suoi genitori è al fronte a combattere una guerra persa di partenza, perché le guerre sono tutte perse come gli scopi che l’hanno iniziata per l’interesse di pochi a svantaggio di tutti

Qualcuno a notte fonda percorre la strada che sognando a occhi aperti osservo, gente che lavora lontano da casa e vuole iniziare presto la giornata perché il mattino ha l’oro in bocca… come quella notte che di ritorno  dalla Romania in territorio austriaco nevicava tanto forte e in un certo momento ci siamo ritrovati capovolti nell’abitacolo della macchina… finestrini e portiere che non si aprivano perché eravamo sommersi dalla neve accumulata in un canale di scolo per fortuna in secca    Charly aveva rassicurato il proprietario dell’auto e me che avrebbe guidato con prudenza e noi si poteva dormire… non fosse che allo strampalato e brusco risveglio eravamo spaesati e increduli

Non si capiva altro che eravamo gambe all’aria e non ci chiedemmo nemmeno il perché fosse successo il tutto, probabilmente un colpo di sonno su di una brutta strada ghiacciata, e un puzzo di maryuana nell’abitacolo che non lasciava dubbi a interpretazioni alcune che si potessero scambiare per degne giustificazioni… ma Nello,  legittimo proprietario di una fiammante monovolume Ford, invece che inveire come da aspettativa, si preoccupò immediatamente delle nostre condizioni di salute… quel gesto gli fece onore quanto non ebbi mai più modo di riscontrarne nel l’amico… un bel gesto, un gesto di cuore

Di Charly non posso che mandargli in cielo un grosso abbraccio e un grosso grazie   Ribaltare una grossa monovolume alla presunta velocità di 120 km. orari e uscirne felicemente incolumi sa di ‘ miracoloso ‘, e non resta che rimpiangere quel Charly che c’ha regalato un emozione indimenticabile,  un ricordo che ogni volta arriva al cuore e ti dice che avevamo 20anni in meno su quella strada oltre la staccionata, e Tu c’eri ancora, eri lì con noi su quella strada ghiacciata, costeggiata da alberi senza colore e tantissima neve che filtrata dal fascio di luce dei nostri fari

Scendeva a fiotti candida ma non soffice, bensì densa come chi vuole restare in un posto e non andarsene più… anche la neve sperava di rimanere qui per sempre

Nonostante l’accaduto incidente, non ricordo di aver mai riprovato prima e dopo sino ad ora,  la meravigliosa sensazione di ritrovarci io, Nello e Charly in un autogrill poco distante a mangiare un panino e festeggiare il passato spavento con una buona fresca e abbondante birra  Eravamo felici di essere vivi, e niente altro… e ora sto volando oltre quello steccato che guarda sulla strada dove più in là vedo dietro la finestra di un ospedale, una mamma che da alla luce due occhi chiusi raggrinziti per lo sforzo di un vagito che chiama il diritto alla vita   Immaginare, sognare, realizzare al di qua e al di là dello steccato che da sulla strada di casa… mi auguro di non smettere mai

 

 

 

 

 

 

E pace sia

E PACE SIA.

Getto lo sguardo nello scuro della notte intanto che la rugiada bagna le frode degli alberi. Sono in cerca di pace, non cerco altro che quella. È buffo pensare di possederla tramite l’avere delle “cose”, inverso la realtà mi ha insegnato a possederne il meno possibili.

Rimane più spazio per se stessi e ne consegue per gli altri… è un po’ come pregare. In genere si prega per altre Anime… diversamente verrebbe a mancare l’inizio del fine ultimo d’ambire… essere Umili. L’Umiltà porta la pace ed io e il mondo ne abbiamo un immenso bisogno. Anche non possa venire mai la pace universale, vale comunque il provarci per quel poco o quel tanto che ognuno di noi ha a disposizione nel proprio cuore.  Saranno goccia d’acqua nel mare i nostri tentativi ma tutte quelle goccia diverranno un impetuoso ruscello al disgelo della primavera, e presto si trasformerà in un potente e maestoso fiume.

Un fiume  alimentato da un torrente impetuoso e milioni di goccia d’acqua, che siamo noi.  Un fiume d’Amore. Non cancellerà tutto il male del mondo, ma lo conterrà sempre di più sino a farlo vergognare d’esistere.

Sono alla ricerca costante dal l’avere il buon senso di saper rinunciare all’affanno di “possedere” cose inutili, quali la vanità e lo spreco del l’inutile. Sono alla ricerca della Pace, di quel ‘tipo’ che non ti fa pensare a null’altro che a respirare sentendoti farlo, nel pieno senso del suo intento… vivere il più serenamente possibile.

La mia ricerca non vuole essere di una ‘pace’ momentanea, deve essere anche la “ricarica” del futuro domani, perché la vita non è fatta di sola serenità  purtroppo, bisogna saper affrontare la propria realtà, e le insidie su questo sentiero sono numerose.  Che ognuno porti la sua croce, dico io, e aggiungo, tentare al massimo delle proprie forze al fine di rendere più lieve il peso della stessa. Al fine, “quella la croce” non sarà un fardello ma uno stimolo di vita, un tenersi sempre all’erta concedendosi momenti di vera Pace.

Sono ancora qui tra il buio della notte e mille smeraldi di rugiada che si sono posati sulle foglioline del Glicine e hanno ammantato i prati. I Cani latrano, abbaiano, ululano, si scambiano messaggi perlopiù ispirati alla salvaguardia del loro territorio, quello che orinano spesso per delimitare gli spazi affidati dall’uomo. E la sera difendono quei confini facendo sentire gli echeggi in ogni dove della loro voce. I Cani da caccia, simulano un mezzo abbaio misto ad un ululato, sono inconfondibili con quel loro latrare malinconico come fossero sempre tristi.   I Cani di piccola taglia, cosiddetti da compagnia, li senti abbaiare nervosi e veloci perché possono rimanere nel giardino o sul balcone per non più di qualche minuto.  I randagi per buona sorte non se ne vedono e per ovvio tantomeno si sentono.

Al più, si sente qualche Cane pastore tedesco che sbraita abbaiando al fermarsi di un auto fuori dalla cancellata.  Qualche  raro Cane da pastore sembra abbaiare forse stanco di sentire l’inutile vociare dei suoi simili. Il cane da pastore non abbaia mai per intero, inizia a far uscire dalla gola un VVUUFFF che si smorza di botto, vuol dire stai zitto che voglio dormire… ho lavorato tutto il giorno e ho avuto il mio pezzo di pane adesso ho voglia di Pace.

Anche i Cani da Caccia sono malinconici perché amano andare a caccia o scorrazzare felici nei boschi o tra i campi, il loro modo di cercare la pace.  I Cani da “appartamento” non disdegnano di cercare la pace in ogni momento… nello sguardo della “padroncina” ma non meno in un ottimo pasto e sonnellini a ripetizione continua su dei comodi cuscini. I randagi non cercano la pace, l’hanno già trovata, vivono di stenti ma vivono liberi.  Il pastore tedesco per la sua grande attitudine di servire l’uomo, cerca instancabilmente la pace così come il Cane da pastore che più “meticcio” di così non si può, addirittura per cercare la pace abbaia perché succeda.

Il buio è meno buio.  I miei occhi ora vedono un poco di più e il buio è divenuto blu come il resto del celo, sta arrivando la Pace… e Pace sia, per me e chiunque la cerchi. Anche i Cani hanno voglia di Pace così come il resto del mondo.

Veliero è il pensiero

 

Il veliero va’, e mi porta via, in alto mare,  e già sei meno mia.  Inevitabile ora mai ma come faccio ad immaginare che sarai di un altro uomo. ( Lucio Battisti ) Il veliero va e ti porta via da me, ti porta via dalla mia mente, dai miei pensieri che non producono più una sola idea ne utile, ne inutile che al fine entrambe servono nell’esatta misura di valutazione.

Sciolte le vele, i pensieri si gonfiano d’aria e le idee prendono forma. L’ idea… prendere forma, immaginare un risultato positivo, pensare di avere ancora una volta, trovato la soluzione migliore ai propri affanni.

Il veliero che trasporta i nostri pensieri sembra voli sospinto nell’aria.
Non serve altro, basta solo che il veliero voli, il resto lo fa la nostra mente che innesca pensieri per belle idee che forse saranno non sempre dal final felice, ma son servite a credere in ciò che stavamo facendo, a credere in noi, che altro non serve.

Allora veleggio su di questo veliero, lo si immagini grigio e scuro come quello dei pirati con un vessillo che ricorda la morte… o lo si voglia immaginare color del faggio ornato di bianco con bordature azzurre, e sui pennoni più alti di questo veliero, svettare orgogliosi dei drappi di candida stoffa incolore.  Ognuno lo immagini del colore che preferisce ma si veleggi insieme a lui, sarà la culla dei desideri e delle speranze che solitamente muoiono insieme alla nostra esistenza di terra. Il veliero è un pensiero e il sogno li abbraccia. Tanto fa che mi ritrovo dall’immaginare a sognare e…

Nei miei sogni ci sono colori e sfumature che si uniscono tra loro. Si vedono persone “chiare” come nitido è il sentimento che le contraddistingue, al contrario figure contorte grigie e nere come il malumore.    non mancano mari e monti sfuocati dai loro intenti e venti che da caldi d’un tratto son gelidi…  son sogni.

Se in sogno vedo animali feroci che vogliono aggredire, la speranza sta nel trovare rifugio su di un albero o un muro abbastanza alto e nonostante denti e artigli arrivano quasi a prenderti per i piedi, ci si risveglia agitati ma ancora intatti per lo scampato pericolo perché in qualche modo ce l’hai fatta, ce l’ho fatta. Che per molti la vita nn è fatta di avercela fatta questa scorsa settimana ma questo è il mio stadio nel mondo.

Sogno che la stupidità e cattiveria delle guerre finiscano, e sto per essere esaudito dal momento che tutte le super potenze sono dotate di bombe che autodistruggerebbero anche chi pigia il bottone… Sogno che tutta la gente possa avere quel poco di serenita’ che gli consenta di vivere felice e sogno che per quelle poche persone che non vogliono la felicità comune, possano arrivare a capire che la cacca la fanno come tutti e prima o poi smetteranno per sempre di farla… come tutti.

Sogno di volare trasportato dalle ali di un drago sopra questa giungla intrisa di nastri asfaltati. Sono grandi falcate di drago quelle che fendendo l’aria mi spingono a Te. Sono grandi falcate d’ali di drago ciò che sento nel mio cuore quando il mio sguardo t’incontra. Il drago che cavalco minuscolo sul suo dorso, sputa fuoco su chi vuole farti del male, mio Amore… ma non fa del male a me, l’ho convinto ad essere buono e lui ha acconsentito dal momento che sa vedere nei cuori, e nel mio ha letto che ti Amo

Si dice di non essere ‘sognatori’ ma realisti… se scappare ogni tanto da un destino che ti insegue è un “brutto pensare, accetto di delinquere per Amore. Preferisco sentirmi a cavallo di un drago in tua difesa che non saperti felice mio Amore, e così spero per tutti gli altri miei sogni.

firmato, il tuo Principe Azzurro

Trecento cacateintelligenti

Vorrei essere una mantide religiosa, che non so bene se è un coleottero un insetto o che altro… Non so se è un Animale di bell’aspetto o meno ma mi piace tanto il suo nome che non mi importa altro per identificarmi in tale

Non è’ la prima volta che uso un “vorrei” per i miei pensieri, non penso nemmeno sia l’ultima perché è bello cominciare un discorso con un “vorrei”,…’bello’ e ‘facile’

Nel ‘bello’ ci distinguo il “vorrei” tradotto come desiderio… nel ‘facile’ è perché qualunque cosa si voglia dire e significare con un “vorrei” è di proposito ‘facile’, perché non fai certo del male a desiderare un qualcosa anche di materiale in questa giungla di mondo, dove se arraffi un pezzo di “qualcosa”, è come appartenere un po’ a lui,…il mondo   Per questo ti ‘frega’

Il Mondo, Il luogo dove siamo stati destinati nel bel mezzo di un Universo , spesso Vorrei non sentire il suo rumore    Spesso vorrei non sentire il suo stupido inutile affanno   È li, in quel ammasso di celo terra e mare ognuno di noi ha il suo compito da svolgere, chissà poi perché… che non dico perché e per chi… noi non abbiamo nessun padrone, e Dio. in questo caso sta a guardare e a Perdonare

Vorrei che la “rampa” ( salita ) ogni anno non fosse sempre più greve… me l’ha appena detto un contadino della “bassa”              ( pianura )…

Vorrei che il tempo si fermasse in un momento felice della mia vita… mi ritroverei sicuramente con la mia Compagna mio unico completo vero Amore   I nostri adorati cuccioli sarebbero ai nostri piedi, perché più Amo Susy, più li devo ringraziare…

Prima di che il Roccia e la Minnie fossero graditissimi componenti della nostra casa, credevo di conoscere l’Amore in quasi o almeno molto, nelle sue forme… mi sbagliavo

Gli Animali sono Amore allo stato puro e Noi nemmeno siam degni di meritare tanto innocente insegnamento, dovremmo solo imparare da loro per comprenderlo, ma l’umiltà è ancora teorica materia di studio per molti… forse perché è materia astratta… o semplicemente perché è cuore

Ed è con tutto il cuore che vorrei tanto tanto, stringere tra le braccia una volta sola per qualche istante,… mia mamma… e subito dopo il mio papà… senza commenti o alcunché   Vorrei tanto poterlo fare, perché non l’ho mai fatto

Vorrei volare come un uccello sopra tutte le insidie e planare sopra una distesa di Pace     Giunto a terra,  abbracciare chiunque incontro… ma questo è il mondo di Dio. e rimane un ‘vorrei’ qui, sulla terra

Vorrei che mia moglie non mi rimproverasse mai più perché mentre scrivo e guardo la tv, mangiando un budino mi macchio la maglietta, o me la sbrodolo con il succo di una pesca presa a morsi… Ma insomma, dico io! Se mi sporco la maglietta ogni volta che mangio una leccornia in vero relax  ( che relax è una parola che mi sta stretta come la bucolico, mi fanno cacare entrambe )

Vorrei non dover mai più dire “vorrei” ma lo faccio per onorare la “trecentesima” volta che forse scrivo cazzate o forse sono troppo avanti per me stesso, ed è meglio mi fermi perché rischio di non capirci un cazzo

O Bianco o nero ai posteri l’ardua sentenza, perché ai presenti non è mai dato il piacere di godere delle proprie capacità… non si è mai Profeti in Patria… del resto, anche il “diverso” spaventa,… e non solo per il colore della pelle… spesso perché non si riesce a capire ed è più facile da evitare che cercare di comprendere…

Tr300 volte che scrivo cacateintelligenti sperando la gente mi capisca e io capisca loro   Scrivo di me cose che succedono a molti e cerco con tutto il mio possibile di immaginare le sofferenze degli Altri, prima che immaginarne le gioie dei poteri

Tr300 volte che spero ci sia qualche d’una Donna o Qualcuno che si entusiasmi almeno quel poco per ciò che scrivo… mi farebbe sentire ancora più nel giusto… Vorrei essere un cantastorie moderno che scrive ciò che narra

Ma più di tutto quel che desidero, è che Vorrei ‘sempre’ essere me stesso… e non a turni alternati a cui sono “costretto”

Vorrei… ma non posso,… anzi no,… non voglio!     Quel che voglio è continuare a sfidare me stesso nel cercare di essere un granello di sabbia che con la sua presenza contribuisce a comporre un deserto che al suo estremo incontra il mare, solo così sento di vivere

Sul fare della Sera

 

SUL FARE DELLA SERA

Guardo la notte arrivare e mi arriva in faccia il fresco di un aria montana   È il momento di pensare… che tutto il giorno uno pensa, ma cosa abbia da dire lo si può solo capire sul fare della sera, prima non si riesce a mettere insieme nulla

Arrivano idee nuove, strampalate nel suo insieme da principio, poi nel loro astratto, prendono gradatamente forma e nello spazio di pochi minuti, vengono alla mente cose sempre nuove che il sentirti partecipe nel mentre è di rigore perché sei lo spazio temporale di te stesso

Si insinua nel pensiero una saggezza costruita nel tempo, un cerchio che si crea intorno al proprio esistere    Discorsi che poi sai, rimarranno solo tuoi… e perché sono perlopiù sogni ad occhi aperti che paiono miraggi o lo stesso difficili pensieri da applicare alla reale quotidianità

Ciò nonostante sono cassetti chiusi della memoria che una volta aperti fanno correre la fantasia    Fantasticare è bello perché sinonimo di sognare… anche ad occhi aperti che è ancor meglio

Significa che sei ancora bambino e i bambini non sanno mentire,… fanno ciò che credono sia giusto fare senza esssere influenzati da elementi esterni che confondono la mente… credendo di avere fatto la cosa giusta, senza ipocrisia e senza falsità

Allora perché non sognare, perché non regalarsi dei momenti nostri, intimità personale gratuita che viene scagliata come fosse un boomerang e ti ritorna indietro carica di vitalità, che non solo serve a te stesso, ma sarà un prezioso riflesso di bene gratuito che ognuno che sogna può regalare ad altri che non sognano perché incapaci di farlo

Non è facile isolarsi dalla quotidianità, non è per niente facile entrare nel tuo cerchio    È più facile a dirsi che il farsi… ma anche se non sempre, ci si deve sforzare quel poco per raggiungere te stessa o te stesso nel l’intimo perche giova stare soli di tanto in tanto    Non fosse che per confermare che esisti

Allora comincio ad abbracciare il Cielo con lo sguardo e a rimirarne le molteplici sfumature di bellezza assoluta   Poi guardo le case quasi rupestri e mi immergo nel loro passato   Ne riconosco la bellezza, la fierezza  di quei tempi… anche la durezza serviva,… per forgiare veri uomini e vere Donne    Gente che si spaccava la schiena in segherie e boschi e tra campi irti con fieno da fare paga solo del cibo per se e prima ancora per la famiglia…

I lampioni moderni tingono le case che vedo     Come fossero pennellate di un tiepido color arancio che sfuma nel più tenue color salmone   Quella luce irrora e colora il paesaggio di case come si trattasse di un presepe d’estate…

Un presepe in una sera d’estate e il Dio. che vi Nasce con il sole che ammanta tutto,  rubando il mestiere alla neve di Natale…           E poi la mente va, va oltre,… va dove noi non si possa comandare il non farlo,  e vede… e sente, la mente vede e sente come noi… perché è noi

Un Gatto attraversa di corsa la piccola piazza, che meglio non vi si poteva chiamare se non Piazza Trento   Il Gatto è scuro, e siccome è  la mente che comanda è sicuramente nero    Del lì a poco da nero diventa una fiera Pantera che porta un collare di fiori

Un collare come fece Martina, fiori intrecciati alla meglio di forma circolare che poi cinse intorno al collo della sua Irma, una splendida pastora a quattrozampe

Irma cura le sue mucche con tanto di quell’ardore che è meglio lei non pensi si voglia far del male alla sua mandria    Rispettosa Cane pastora si ammansisce con la padroncina Martina e gioca con lei, ma diventa una furia se si tocca il suo bestiame in affido

Che delizia il formaggio che viene dalle tette delle mucche    Formaggio di monte, delizia del palato…

Che di rimando mi viene alla mente il Giorgio che ieri compiva gli anni e invece che io a Lui, mi regalò una bottiglia di vino pregiato raccomandandomi di berla in compagnia della mia adorata consorte

Il Giorgio mi dice anche di accompagnare i sorsi di questo vino,  alternando il sapore morbido del gorgonzola spalmato su un crostone di pane, variandolo con un buon formaggio stagionato di monte per contrastare i due gusti… sembra banale ma è  un bel pensiero, sennò non sarebbe nel sogno

E ancora il suono sordo che viene da valle che ti incanta come si sentisse il pifferaio col turbante in testa che fa ergere la testa occhialuta di un cobra,… così,  senza rendertene conto…

La Luna, le Stelle,  i brividi sulla pelle quando l’aria ti punzecchia perché stai troppo fermo sfidandola…   Il silenzioso rumore della notte… Il silenzio della mente che ascolta ciò che vuole sentire e vede ciò che vuole vedere e naviga libera, senza confini, senza il mio stupido e inutile comando che ne mortifica le qualità rinchiudendo in un recinto troppo piccolo i miei sogni

Ho Visto…

HO INCONTRATO L’AMORE NEL VOLTO DEGLI ALTRI…

Ognuno nel mondo ha il suo sentiero da percorrere… ognuno si incammina verso quello che pensa essere il suo destino, la sua ragione del vivere, nessuno pensa di sbagliare e chi invece è consapevole dei suoi errori, comunque non si pone il problema di cambiare perché pensa non avere altra alternativa o semplicemente non trova altri validi motivi per trovarla…

Nel mio percorso di vita ho incontrato la Fede e mi sono reso conto di incontrare sempre più Dio. senza la sceneggiatura degli uomini che recitano su quel grande palcoscenico d’ipocrisia e malvagità o di qualunque genere di opportunismo si renda capace il genere umano… me compreso

Ho incontrato l’Amore nel volto degli altri, nelle loro storie e le ho viste soffrire per questo… e non si dovrebbe mai soffrire per Amore, si dovrebbe solo gioire   Ho incontrato sul mio sentiero anche persone sfiduciate, tristi e afflitte,  e lì ho capito di dover imparare di sapere “entrare” senza falsa moralità nell’intimo delle sofferenze della gente…  Entrare piano, senza fare rumore pensando sempre che la loro sofferenza è la tua, che divisa perde forza, si disperde e rafforza il bene comune… Ancora sto prendendo lezioni che finiranno solo con me

Camminando su quel mio sentiero, ho visto versare lacrime di disperazione e piangere lacrime di gioia   Ho visto e partecipato al dolore di genitori disperati come il sopravvivere ad una figlia o ad un figlio perduto per sempre su questa terra,… ho visto la devastazione del l’alcol e della droga, ho visto l’immane tragedia delle guerre e della sua totale inutilità se non lodare il male… Ho visto e sentito tante cose brutte…

Questa mattina ho incontrato la Giannina, una bella signora attempata     La si riconosce per il suo ‘caschetto di riccioli bianchi’ come la sua purezza     Stringeva tra le mani alcuni petali di rose bianche e briciole di foglioline verdi,… mi disse che aveva appena rassettato un mazzo di fiori posto ai piedi dell’altare intitolato alla Madonna,… e ora è Maggio il Suo mese prediletto o forse la Madonna preferisce questo mese perché sbocciano le rose bianche che sono la Purezza

Invita me e la mia Compagna di vita a prendere un caffè con Lei… Gli viene servito il suo “marocchino” con sopra un cuore di cacao, come fosse preludio di essere la migliore di noi seduta a quel tavolo… Poi ci dice di Lei,… ebbe una brutta malattia a trent’anni che quasi la fece morire…  poi si dedicò agli altri nel migliore dei modi gli fosse concesso,  e da allora ci disse non essersi più ammalata, e di anni ne ha cinquantacinque di più… Ottantacinqueanni, senza marito, senza figli e con un sorriso sulle labbra che la fa apparire una ragazzina che coglie margherite…

Ho incontrato e incontrerò ancora persone felici non perché lo siano totalmente ma perché hanno imboccato il giusto sentiero che le possono condurre al bene del vero Amore   Felici lo saranno quando sarà finito il loro compito,… quello di assorbire un po’ della infelicita altrui perché non si può costruire la totale Felicità se qualcuno accanto a Te soffre…  Spero di raggiungere al più presto il sentiero della Giannina,… sarebbe tanto bello, e potrebbe anche essere…