Lettera d’amore.

Alla mia SUSANNA.

Nessuno è migliore di un altra persona perché ognuno da il massimo di quel che può dare.  È di seguito che in amore trionfa l’affetto e la sincerità, tutto quello che può dare lo spirito molto più di quanto non dia il corpo. Cercare di non fare rumore e saper accettare chi siamo per trasformarlo in quanto possiamo donare. é come dare un bacio al mondo quando si illumina di cielo e accarezzare la terra quando si rimbocca le coperte con un manto stellato che nel l’ammirarlo ci vedo il tuo volto nel mezzo delle le stelle più belle, la più luminosa fra tutte.

Se sogni, non potresti trovarti in un posto migliore, puoi arrivare a sentire profumo di rose, ed ecco che la realtà si incrocia con il sogno. A questo tuo importante traguardo di vita dire ti amo suona come un colore sbiadito dal tempo, mentre invece è un continuo rifiorir di rose e il suo profumo ogni giorno si fa sentire di più. Il ti Amo mia dolce sposa è un perpetuo dirti che senza te non so stare.

Verrai con me lontano, oltre i confini di adesso dove il cuore 💔 ama stare, oltre i confini del mare. Incontreremo voci suoni e mille colosri e li vivremo camminando su di un prato o volando tra le nuvole. La mia mano stringerà la tua in ogni dove e asciugherò lacrime ai tuoi muti perché.Ti porterò in un posto dove raccoglierò il tuo sorriso per poi spargerlo nel mondo 🌏 in una notte senza luna così che in un manto di stelle possano brillare i tuoi occhi. Dirti ti Amo è nulla al quanto vorrebbe dire il mio cuore per Te usando mille parole, ma farò come come dice lui e ne dirò una sola.  Buon Compleanno Susanna un altro splendido traguardo della Tua vita che festeggi con il cuore ed il sorriso dell’eterna bambina che per me sei e sempre sarai.

Un cinque al cielo. C.60 P.499 24 Giugno 2018

UN CINQUE AL CIELO.

Si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo se ci credi. Oppure se non credi ti basti guardare il lume di una candela al dí accesa, brilla ma la sua ombra fa intravedere solo il cero e lo stoppino ma non la fiamma, un po’ come quando il conte Dracula si specchia e non vede la sua immagine riflessa. È logico pensare al logico ma come ogni materia di pensiero, il quanto è composto da mille pensieri, così come la fiamma non fa ombra e Vladimir non si specchia. Ogni cosa pensiero e parola sta al suo posto e per quanto possa sembrare impossibile tutto si colora come un quadro del Caravaggio e basta la luce di una candela per fare un capolavoro dipinto. Basta l’esempio per convincere il cuore, convinto lui la mente si arrende… e come non vedere la fiamma ma vedere la luce. L’esempio è quella cosa che non vedi ma si imprime nel l’anima, è quello che fa una persona con gesti e parole senza imporre, e senza giudicare. E’ quello che dopo averci pensato e ripensato è veritiero, e lo si capisce senza essere stati giudicati e dal buon esempio di qualcuno più avanti nel nostro cammino.  Sono pochissime le candele che si possono accendere, poche le persone che possano illuminare.

Molte le persone di potere che smettono di capire perché il lume di un cero non mostra la fiamma al riverbero del sole. Sono  succhiatori di sangue non in grado di vedersi riflessi in uno specchio, ed è per questo che lasciano ogni giorno migliaia di destini della povera gente nelle mani di un futuro incerto e molto insidioso. Se quelle persone si potessero vedere in uno specchio, sicuramente capirebbero la minuzia di tempo che rimane a loro disposizione in questo soffio di vita.  Meglio sarebbe il passare di un alba in riva al mare seduti davanti a capanne di pescatori o al tramonto tra i monti dopo un temporale, appoggiati sul parapetto di una baita a rimirar di stelle, con un bicchiere di vino in una mano, e nel l’altra un sigaro fumante.

Nessuno fermerà la piena dell’Africa quantunque se ne scriva, comunque se ne parli. Sembra inutile, sembra bigotto e banale ma, non resta che pregare per capire che poggiando il palmo sulla fiamma di un cero acceso esposto al sole ci si scotta, e sarà chiaro capire, credere senza vedere.   Pregare è l’unica voce ascoltata che si può elevare al cielo per far si che la tua immagine si rifletta allo specchio e non ti faccia vergognare ma dia vigore al tuo agire.  Tutti pregano. Si prega per se stessi e per gli altri, si prega per un ideale o filosofie di vita… si prega per amore e si prega per Dio. e beati gli ultimi che saranno i primi in quel posto. Pregando si può anche riuscire a dare il “cinque” al cielo, e contro la cattiveria umana non c’è altro da fare.

Se si smette di pensare, si smette di vivere.

Ero un mostro, ora sono bello, domani brutto. Le tenerezze le tengo per ultimo, quando è tutto apposto. La vita è un saliscendi con il passo del gradino più basso. Ogni giorno lo vivi e lo devi. Meglio sempre si tenga un contatto con il bene. Non sempre si può applicare il bene ma partire dal farlo porta meglio. Meglio che peggio disse qualcuno, un qualcuno di tutti i tempi.  E allora arriviamo ad un dunque di questo pensiero, altrimenti  non sarebbe valsa la pena di accettarlo nell’immaginario di un discorso. Un discorso mnemonico, fatto di emozioni istantanee con l’intervento di qualche sprazzo di  realtà già vissuta.  Che alla fin fine nel suo insieme è surreale. Ma è bello buttarsi nel “surreale”, nell’immenso spazio della fantasia. Il pensiero già prima che dess’esser, è un varcare la porta di una casa per trovarci come fossimo ospitati da una giovane coppia di sposi, che con giusto orgoglio mostrano il loro nido d’Amore. Ci aspettiamo di vedere un qualcosa che ci piaccia, anche se purtroppo dapprima sapppiamo di già di dover disquisire per un qualcosa. È l’arroganza umana che non vuol capire che il pensiero è ciò che spinge un uomo, inteso per prima da una  Donna, a trovare le più naturali possibili accomiatanze con il fardello del nostro far che passino alcune delle ore non gradite del giorno.   Ogni momento della giornata ha bisogno di pensieri, sopratutto nei momenti bui. Pensieri decisionali, pensieri gestionali ma poi per grazia si ricevono pensieri di svago e cultura ognuno per quel che può… pensieri d’Amore.

Sono molti i pensieri che in un giorno possono interessare la vita di tutti. Per esempio, ho scoperto che è inutile che si prema con forza nel sacco dei rifiuti quando questo è a metà della sua capienza… bisogna che il sacco sia colmo senza precedenti pressioni, dopo sarà di sicuro molto lieve fare pressione di volta in volta. Ogni volta si aggiunge un rifiuto premendolo quel poco ottenendo di conseguenza un risultato migliore con minimo sforzo. Pensando, si può fare meno fatica usando semplicemente il cuore. È il cuore che ti dice esattamente cosa fare. Se si sporchi le mani di nutella, si può optare per due soluzioni… o te le lecchi, oppure le lavi sotto lo scroscio di un rubinetto, e subito le mani saranno pulite. Se non si abusa di nutella, lei non può far male perché è dolce e buona e subito si lava via… l’abuso è sempre riprovevole, in ogni caso, in ogni luogo, in ogni cuore.  È il cuore che ti insegna a pazientare, è il cuore che ti dice quando non è più tuo e ti senti in paradiso. È lui che comanda i tuoi istinti. È il cuore che sta in mezzo ad un arena, e frusta alla mano doma leoni e tigri. Lui la sa lunga su tutto, lui viene prima di tutto. Tutto ciò che può fare il cuore è tutto ciò che un uomo possa e debba avere, è il suo risultato in questa vita.

E senza che il senno se ne renda conto, sono passato dal pensiero al cuore, è facile si arrivi oltre… ci vuole un passo da lì ad arrivare all’anima. È un passo. Pensiero, cuore e Anima. Un Passo. Un collegamento con l’infinito. Un ritrovarsi spersi in un mare di perché senza risposta… e allora ti rivolgi ancora e per sempre all’anima.  Che è venuta dal cuore e l’ha portata tra le braccia di un pensiero.

La notte

Mi sveglio nel cuore della notte e non contento voglio continuare ad osservare il mondo ad occhi chiusi

Affacciandomi alla staccionata che da sulla strada della mia fantasia, immaginando viaggio leggero e penso a cosa faranno in questo momento altre persone, altri occhi aperti…

Nel buio della notte, illuminati da zampilli di luce che la luna giocando riflette tra le onde, vedo molti occhi spalancati e lo stesso numero di mani dalla pelle scura che alla cieca si aggrappano ad  un appiglio qualsiasi che li assicuri a quella fatiscente imbarcazione che trasporta nel nulla i loro destini… Sono occhi spaventati sferzati dal vento salmastro e dalla paura di quando sarà l’alba del giorno dopo quando sulla riva di quell’isola afferreranno altre mani dalla pelle più chiara… credendole amiche

Nel fosco della camera da letto vedo al di là della staccionata una strada, e tra le nebbie di stagione scorgo un bidone con dentro un fuoco acceso,  intorno passi di persone che si muovono sopra tacchi vertiginosi e con grasse risate invogliano a comprare un po’ d’amore Persone perlopiù costrette che fanno il mestiere più antico del mondo a quest’ora della notte ma vedo anche altri uomini che sfornano pane, e donne che riscuotono pedaggi ai caselli d’uscita autostradali

Quando la mente è fresca di risveglio faccio fatica ad ammansirla al mio volere, vorrebbe che da coricato mi alzassi ma non è ora e mi rifiuto di darle retta ostinandomi a guardare ancora quella strada oltre la staccionata e vedo bimbi che dormono beati mentre qualcuno dei suoi genitori è al fronte a combattere una guerra persa di partenza, perché le guerre sono tutte perse come gli scopi che l’hanno iniziata per l’interesse di pochi a svantaggio di tutti

Qualcuno a notte fonda percorre la strada che sognando a occhi aperti osservo, gente che lavora lontano da casa e vuole iniziare presto la giornata perché il mattino ha l’oro in bocca… come quella notte che di ritorno  dalla Romania in territorio austriaco nevicava tanto forte e in un certo momento ci siamo ritrovati capovolti nell’abitacolo della macchina… finestrini e portiere che non si aprivano perché eravamo sommersi dalla neve accumulata in un canale di scolo per fortuna in secca    Charly aveva rassicurato il proprietario dell’auto e me che avrebbe guidato con prudenza e noi si poteva dormire… non fosse che allo strampalato e brusco risveglio eravamo spaesati e increduli

Non si capiva altro che eravamo gambe all’aria e non ci chiedemmo nemmeno il perché fosse successo il tutto, probabilmente un colpo di sonno su di una brutta strada ghiacciata, e un puzzo di maryuana nell’abitacolo che non lasciava dubbi a interpretazioni alcune che si potessero scambiare per degne giustificazioni… ma Nello,  legittimo proprietario di una fiammante monovolume Ford, invece che inveire come da aspettativa, si preoccupò immediatamente delle nostre condizioni di salute… quel gesto gli fece onore quanto non ebbi mai più modo di riscontrarne nel l’amico… un bel gesto, un gesto di cuore

Di Charly non posso che mandargli in cielo un grosso abbraccio e un grosso grazie   Ribaltare una grossa monovolume alla presunta velocità di 120 km. orari e uscirne felicemente incolumi sa di ‘ miracoloso ‘, e non resta che rimpiangere quel Charly che c’ha regalato un emozione indimenticabile,  un ricordo che ogni volta arriva al cuore e ti dice che avevamo 20anni in meno su quella strada oltre la staccionata, e Tu c’eri ancora, eri lì con noi su quella strada ghiacciata, costeggiata da alberi senza colore e tantissima neve che filtrata dal fascio di luce dei nostri fari

Scendeva a fiotti candida ma non soffice, bensì densa come chi vuole restare in un posto e non andarsene più… anche la neve sperava di rimanere qui per sempre

Nonostante l’accaduto incidente, non ricordo di aver mai riprovato prima e dopo sino ad ora,  la meravigliosa sensazione di ritrovarci io, Nello e Charly in un autogrill poco distante a mangiare un panino e festeggiare il passato spavento con una buona fresca e abbondante birra  Eravamo felici di essere vivi, e niente altro… e ora sto volando oltre quello steccato che guarda sulla strada dove più in là vedo dietro la finestra di un ospedale, una mamma che da alla luce due occhi chiusi raggrinziti per lo sforzo di un vagito che chiama il diritto alla vita   Immaginare, sognare, realizzare al di qua e al di là dello steccato che da sulla strada di casa… mi auguro di non smettere mai

 

 

 

 

 

 

Veliero è il pensiero

 

Il veliero va’, e mi porta via, in alto mare,  e già sei meno mia.  Inevitabile ora mai ma come faccio ad immaginare che sarai di un altro uomo. ( Lucio Battisti ) Il veliero va e ti porta via da me, ti porta via dalla mia mente, dai miei pensieri che non producono più una sola idea ne utile, ne inutile che al fine entrambe servono nell’esatta misura di valutazione.

Sciolte le vele, i pensieri si gonfiano d’aria e le idee prendono forma. L’ idea… prendere forma, immaginare un risultato positivo, pensare di avere ancora una volta, trovato la soluzione migliore ai propri affanni.

Il veliero che trasporta i nostri pensieri sembra voli sospinto nell’aria.
Non serve altro, basta solo che il veliero voli, il resto lo fa la nostra mente che innesca pensieri per belle idee che forse saranno non sempre dal final felice, ma son servite a credere in ciò che stavamo facendo, a credere in noi, che altro non serve.

Allora veleggio su di questo veliero, lo si immagini grigio e scuro come quello dei pirati con un vessillo che ricorda la morte… o lo si voglia immaginare color del faggio ornato di bianco con bordature azzurre, e sui pennoni più alti di questo veliero, svettare orgogliosi dei drappi di candida stoffa incolore.  Ognuno lo immagini del colore che preferisce ma si veleggi insieme a lui, sarà la culla dei desideri e delle speranze che solitamente muoiono insieme alla nostra esistenza di terra. Il veliero è un pensiero e il sogno li abbraccia. Tanto fa che mi ritrovo dall’immaginare a sognare e…

Nei miei sogni ci sono colori e sfumature che si uniscono tra loro. Si vedono persone “chiare” come nitido è il sentimento che le contraddistingue, al contrario figure contorte grigie e nere come il malumore.    non mancano mari e monti sfuocati dai loro intenti e venti che da caldi d’un tratto son gelidi…  son sogni.

Se in sogno vedo animali feroci che vogliono aggredire, la speranza sta nel trovare rifugio su di un albero o un muro abbastanza alto e nonostante denti e artigli arrivano quasi a prenderti per i piedi, ci si risveglia agitati ma ancora intatti per lo scampato pericolo perché in qualche modo ce l’hai fatta, ce l’ho fatta. Che per molti la vita nn è fatta di avercela fatta questa scorsa settimana ma questo è il mio stadio nel mondo.

Sogno che la stupidità e cattiveria delle guerre finiscano, e sto per essere esaudito dal momento che tutte le super potenze sono dotate di bombe che autodistruggerebbero anche chi pigia il bottone… Sogno che tutta la gente possa avere quel poco di serenita’ che gli consenta di vivere felice e sogno che per quelle poche persone che non vogliono la felicità comune, possano arrivare a capire che la cacca la fanno come tutti e prima o poi smetteranno per sempre di farla… come tutti.

Sogno di volare trasportato dalle ali di un drago sopra questa giungla intrisa di nastri asfaltati. Sono grandi falcate di drago quelle che fendendo l’aria mi spingono a Te. Sono grandi falcate d’ali di drago ciò che sento nel mio cuore quando il mio sguardo t’incontra. Il drago che cavalco minuscolo sul suo dorso, sputa fuoco su chi vuole farti del male, mio Amore… ma non fa del male a me, l’ho convinto ad essere buono e lui ha acconsentito dal momento che sa vedere nei cuori, e nel mio ha letto che ti Amo

Si dice di non essere ‘sognatori’ ma realisti… se scappare ogni tanto da un destino che ti insegue è un “brutto pensare, accetto di delinquere per Amore. Preferisco sentirmi a cavallo di un drago in tua difesa che non saperti felice mio Amore, e così spero per tutti gli altri miei sogni.

firmato, il tuo Principe Azzurro

Trecento cacateintelligenti

Vorrei essere una mantide religiosa, che non so bene se è un coleottero un insetto o che altro… Non so se è un Animale di bell’aspetto o meno ma mi piace tanto il suo nome che non mi importa altro per identificarmi in tale

Non è’ la prima volta che uso un “vorrei” per i miei pensieri, non penso nemmeno sia l’ultima perché è bello cominciare un discorso con un “vorrei”,…’bello’ e ‘facile’

Nel ‘bello’ ci distinguo il “vorrei” tradotto come desiderio… nel ‘facile’ è perché qualunque cosa si voglia dire e significare con un “vorrei” è di proposito ‘facile’, perché non fai certo del male a desiderare un qualcosa anche di materiale in questa giungla di mondo, dove se arraffi un pezzo di “qualcosa”, è come appartenere un po’ a lui,…il mondo   Per questo ti ‘frega’

Il Mondo, Il luogo dove siamo stati destinati nel bel mezzo di un Universo , spesso Vorrei non sentire il suo rumore    Spesso vorrei non sentire il suo stupido inutile affanno   È li, in quel ammasso di celo terra e mare ognuno di noi ha il suo compito da svolgere, chissà poi perché… che non dico perché e per chi… noi non abbiamo nessun padrone, e Dio. in questo caso sta a guardare e a Perdonare

Vorrei che la “rampa” ( salita ) ogni anno non fosse sempre più greve… me l’ha appena detto un contadino della “bassa”              ( pianura )…

Vorrei che il tempo si fermasse in un momento felice della mia vita… mi ritroverei sicuramente con la mia Compagna mio unico completo vero Amore   I nostri adorati cuccioli sarebbero ai nostri piedi, perché più Amo Susy, più li devo ringraziare…

Prima di che il Roccia e la Minnie fossero graditissimi componenti della nostra casa, credevo di conoscere l’Amore in quasi o almeno molto, nelle sue forme… mi sbagliavo

Gli Animali sono Amore allo stato puro e Noi nemmeno siam degni di meritare tanto innocente insegnamento, dovremmo solo imparare da loro per comprenderlo, ma l’umiltà è ancora teorica materia di studio per molti… forse perché è materia astratta… o semplicemente perché è cuore

Ed è con tutto il cuore che vorrei tanto tanto, stringere tra le braccia una volta sola per qualche istante,… mia mamma… e subito dopo il mio papà… senza commenti o alcunché   Vorrei tanto poterlo fare, perché non l’ho mai fatto

Vorrei volare come un uccello sopra tutte le insidie e planare sopra una distesa di Pace     Giunto a terra,  abbracciare chiunque incontro… ma questo è il mondo di Dio. e rimane un ‘vorrei’ qui, sulla terra

Vorrei che mia moglie non mi rimproverasse mai più perché mentre scrivo e guardo la tv, mangiando un budino mi macchio la maglietta, o me la sbrodolo con il succo di una pesca presa a morsi… Ma insomma, dico io! Se mi sporco la maglietta ogni volta che mangio una leccornia in vero relax  ( che relax è una parola che mi sta stretta come la bucolico, mi fanno cacare entrambe )

Vorrei non dover mai più dire “vorrei” ma lo faccio per onorare la “trecentesima” volta che forse scrivo cazzate o forse sono troppo avanti per me stesso, ed è meglio mi fermi perché rischio di non capirci un cazzo

O Bianco o nero ai posteri l’ardua sentenza, perché ai presenti non è mai dato il piacere di godere delle proprie capacità… non si è mai Profeti in Patria… del resto, anche il “diverso” spaventa,… e non solo per il colore della pelle… spesso perché non si riesce a capire ed è più facile da evitare che cercare di comprendere…

Tr300 volte che scrivo cacateintelligenti sperando la gente mi capisca e io capisca loro   Scrivo di me cose che succedono a molti e cerco con tutto il mio possibile di immaginare le sofferenze degli Altri, prima che immaginarne le gioie dei poteri

Tr300 volte che spero ci sia qualche d’una Donna o Qualcuno che si entusiasmi almeno quel poco per ciò che scrivo… mi farebbe sentire ancora più nel giusto… Vorrei essere un cantastorie moderno che scrive ciò che narra

Ma più di tutto quel che desidero, è che Vorrei ‘sempre’ essere me stesso… e non a turni alternati a cui sono “costretto”

Vorrei… ma non posso,… anzi no,… non voglio!     Quel che voglio è continuare a sfidare me stesso nel cercare di essere un granello di sabbia che con la sua presenza contribuisce a comporre un deserto che al suo estremo incontra il mare, solo così sento di vivere

Sul fare della Sera

 

SUL FARE DELLA SERA

Guardo la notte arrivare e mi arriva in faccia il fresco di un aria montana   È il momento di pensare… che tutto il giorno uno pensa, ma cosa abbia da dire lo si può solo capire sul fare della sera, prima non si riesce a mettere insieme nulla

Arrivano idee nuove, strampalate nel suo insieme da principio, poi nel loro astratto, prendono gradatamente forma e nello spazio di pochi minuti, vengono alla mente cose sempre nuove che il sentirti partecipe nel mentre è di rigore perché sei lo spazio temporale di te stesso

Si insinua nel pensiero una saggezza costruita nel tempo, un cerchio che si crea intorno al proprio esistere    Discorsi che poi sai, rimarranno solo tuoi… e perché sono perlopiù sogni ad occhi aperti che paiono miraggi o lo stesso difficili pensieri da applicare alla reale quotidianità

Ciò nonostante sono cassetti chiusi della memoria che una volta aperti fanno correre la fantasia    Fantasticare è bello perché sinonimo di sognare… anche ad occhi aperti che è ancor meglio

Significa che sei ancora bambino e i bambini non sanno mentire,… fanno ciò che credono sia giusto fare senza esssere influenzati da elementi esterni che confondono la mente… credendo di avere fatto la cosa giusta, senza ipocrisia e senza falsità

Allora perché non sognare, perché non regalarsi dei momenti nostri, intimità personale gratuita che viene scagliata come fosse un boomerang e ti ritorna indietro carica di vitalità, che non solo serve a te stesso, ma sarà un prezioso riflesso di bene gratuito che ognuno che sogna può regalare ad altri che non sognano perché incapaci di farlo

Non è facile isolarsi dalla quotidianità, non è per niente facile entrare nel tuo cerchio    È più facile a dirsi che il farsi… ma anche se non sempre, ci si deve sforzare quel poco per raggiungere te stessa o te stesso nel l’intimo perche giova stare soli di tanto in tanto    Non fosse che per confermare che esisti

Allora comincio ad abbracciare il Cielo con lo sguardo e a rimirarne le molteplici sfumature di bellezza assoluta   Poi guardo le case quasi rupestri e mi immergo nel loro passato   Ne riconosco la bellezza, la fierezza  di quei tempi… anche la durezza serviva,… per forgiare veri uomini e vere Donne    Gente che si spaccava la schiena in segherie e boschi e tra campi irti con fieno da fare paga solo del cibo per se e prima ancora per la famiglia…

I lampioni moderni tingono le case che vedo     Come fossero pennellate di un tiepido color arancio che sfuma nel più tenue color salmone   Quella luce irrora e colora il paesaggio di case come si trattasse di un presepe d’estate…

Un presepe in una sera d’estate e il Dio. che vi Nasce con il sole che ammanta tutto,  rubando il mestiere alla neve di Natale…           E poi la mente va, va oltre,… va dove noi non si possa comandare il non farlo,  e vede… e sente, la mente vede e sente come noi… perché è noi

Un Gatto attraversa di corsa la piccola piazza, che meglio non vi si poteva chiamare se non Piazza Trento   Il Gatto è scuro, e siccome è  la mente che comanda è sicuramente nero    Del lì a poco da nero diventa una fiera Pantera che porta un collare di fiori

Un collare come fece Martina, fiori intrecciati alla meglio di forma circolare che poi cinse intorno al collo della sua Irma, una splendida pastora a quattrozampe

Irma cura le sue mucche con tanto di quell’ardore che è meglio lei non pensi si voglia far del male alla sua mandria    Rispettosa Cane pastora si ammansisce con la padroncina Martina e gioca con lei, ma diventa una furia se si tocca il suo bestiame in affido

Che delizia il formaggio che viene dalle tette delle mucche    Formaggio di monte, delizia del palato…

Che di rimando mi viene alla mente il Giorgio che ieri compiva gli anni e invece che io a Lui, mi regalò una bottiglia di vino pregiato raccomandandomi di berla in compagnia della mia adorata consorte

Il Giorgio mi dice anche di accompagnare i sorsi di questo vino,  alternando il sapore morbido del gorgonzola spalmato su un crostone di pane, variandolo con un buon formaggio stagionato di monte per contrastare i due gusti… sembra banale ma è  un bel pensiero, sennò non sarebbe nel sogno

E ancora il suono sordo che viene da valle che ti incanta come si sentisse il pifferaio col turbante in testa che fa ergere la testa occhialuta di un cobra,… così,  senza rendertene conto…

La Luna, le Stelle,  i brividi sulla pelle quando l’aria ti punzecchia perché stai troppo fermo sfidandola…   Il silenzioso rumore della notte… Il silenzio della mente che ascolta ciò che vuole sentire e vede ciò che vuole vedere e naviga libera, senza confini, senza il mio stupido e inutile comando che ne mortifica le qualità rinchiudendo in un recinto troppo piccolo i miei sogni

Ho Visto…

HO INCONTRATO L’AMORE NEL VOLTO DEGLI ALTRI…

Ognuno nel mondo ha il suo sentiero da percorrere… ognuno si incammina verso quello che pensa essere il suo destino, la sua ragione del vivere, nessuno pensa di sbagliare e chi invece è consapevole dei suoi errori, comunque non si pone il problema di cambiare perché pensa non avere altra alternativa o semplicemente non trova altri validi motivi per trovarla…

Nel mio percorso di vita ho incontrato la Fede e mi sono reso conto di incontrare sempre più Dio. senza la sceneggiatura degli uomini che recitano su quel grande palcoscenico d’ipocrisia e malvagità o di qualunque genere di opportunismo si renda capace il genere umano… me compreso

Ho incontrato l’Amore nel volto degli altri, nelle loro storie e le ho viste soffrire per questo… e non si dovrebbe mai soffrire per Amore, si dovrebbe solo gioire   Ho incontrato sul mio sentiero anche persone sfiduciate, tristi e afflitte,  e lì ho capito di dover imparare di sapere “entrare” senza falsa moralità nell’intimo delle sofferenze della gente…  Entrare piano, senza fare rumore pensando sempre che la loro sofferenza è la tua, che divisa perde forza, si disperde e rafforza il bene comune… Ancora sto prendendo lezioni che finiranno solo con me

Camminando su quel mio sentiero, ho visto versare lacrime di disperazione e piangere lacrime di gioia   Ho visto e partecipato al dolore di genitori disperati come il sopravvivere ad una figlia o ad un figlio perduto per sempre su questa terra,… ho visto la devastazione del l’alcol e della droga, ho visto l’immane tragedia delle guerre e della sua totale inutilità se non lodare il male… Ho visto e sentito tante cose brutte…

Questa mattina ho incontrato la Giannina, una bella signora attempata     La si riconosce per il suo ‘caschetto di riccioli bianchi’ come la sua purezza     Stringeva tra le mani alcuni petali di rose bianche e briciole di foglioline verdi,… mi disse che aveva appena rassettato un mazzo di fiori posto ai piedi dell’altare intitolato alla Madonna,… e ora è Maggio il Suo mese prediletto o forse la Madonna preferisce questo mese perché sbocciano le rose bianche che sono la Purezza

Invita me e la mia Compagna di vita a prendere un caffè con Lei… Gli viene servito il suo “marocchino” con sopra un cuore di cacao, come fosse preludio di essere la migliore di noi seduta a quel tavolo… Poi ci dice di Lei,… ebbe una brutta malattia a trent’anni che quasi la fece morire…  poi si dedicò agli altri nel migliore dei modi gli fosse concesso,  e da allora ci disse non essersi più ammalata, e di anni ne ha cinquantacinque di più… Ottantacinqueanni, senza marito, senza figli e con un sorriso sulle labbra che la fa apparire una ragazzina che coglie margherite…

Ho incontrato e incontrerò ancora persone felici non perché lo siano totalmente ma perché hanno imboccato il giusto sentiero che le possono condurre al bene del vero Amore   Felici lo saranno quando sarà finito il loro compito,… quello di assorbire un po’ della infelicita altrui perché non si può costruire la totale Felicità se qualcuno accanto a Te soffre…  Spero di raggiungere al più presto il sentiero della Giannina,… sarebbe tanto bello, e potrebbe anche essere…

Le voci corrono…

Quando succede qualche cosa di strano o di insolito in un “paesotto”di provincia, le voci corrono come fosse un tam tam battuto su dei tamburi nella foresta     Dove non arriva il nitido suono del tamburo, arriva l’eco che ne sfalsa a volte poco a volte molto il significato stesso del messaggio in note…

Lo stesso avviene quando corre una notizia del tipo che Pierino ha comprato dieci galline al mercato, ma il suo pollaio ospita solo un gallo   Oppure che due persone non sposate tra loro siano diventate amanti da quando sono state viste parlare tra di loro per due minuti al caffè del paese

Insomma il tam tam dei tamburi affievolisce il suono scemando nella foresta, al contrario il tam tam dei pettegoli aumenta il suo rumoreggiare e la sua importanza con il passare dei giorni, alla fine sembra un fiume in piena di notizie che si mescolano nel fango della menzogna e delle falsità, la parte vera di ogni storia è sepolta da macerie di ipocrisia

Questa era l’introduzione del voler dire e spiegare di quello che è successo in quel grande paese di non poche anime                             È in quel posto che nasce questa storia  che giunge con un tam tam prolungato di chissà quanti giorni, forse per questo si è un poco ‘sporcato’ il racconto, forse è questo il motivo per cui è stato alterato il significato e alla fine non si sbroglia la matassa ma si va per logica deduzione

In uno dei bar di un paese Lombardo, sono passate da poco le dieci di sera, a quell’ora o in un locale c’arrivi o è l’ora in cui s’e’ fatto il “pieno” ed è ora di sgombrare e tornarsene alla propria casa…

Così che Mario il macellaio è seduto al tavolo in compagnia di Aldo il parrucchiere di tutti i sessi che “stampa fulmini” sulle rasature dei più giovani, con loro c’è anche Amilcare il fornaio che sforna il ‘pan boccone’ per persone che amano il morbido, e sfilatini croccanti che ricordano la baguette per i più virgulti  giovanotti    Con loro c’è pure Giorgio il dott. commercialista che imbratta carte e applica leggi approvate per diminuitre il benessere di ognuno di noi  e poco lontano in un altro tavolo sono seduti Gianni e Mauro due dipendenti di una locale officina meccanica, e ancora il Luigi

Quando il Mario comincia a raccontare di una storia che pare sia realmente accaduta, i due meccanici e Luigi si avvicinano al loro tavolo trascinando con una mano le sedie di sotto il sedere e con l’altra mano sorreggono un bicchiere semicolmo di un qualche cosa da bere… e vogliono ascoltare…

Il Mario è persona rispettabile, taglia e affetta nel modo migliore un quarto di bue,  e regge più di un bicchiere di vino in compagnia al bar, persona che si ascolta quindi,  così che inizia a raccontare di un tale concittadino del paese che amava talmente tanto la moglie che alla sua prematura scomparsa decise di seppellire con Lei tutti i loro averi e non solo gli averi del cuore ma anche gli averi materiali, oro gioielli e un ingente somma di denaro che quest’uomo affranto dal dolore, fece tramutare in pesanti lingotti d’oro facendoli liquefare, e appunto li seppellì insieme alla sua amata e insieme al suo cuore che da quel giorno giurò non fosse mai stato più di nessun altra donna…

E così come arrivò da un lontano paese del sud già ricco imprenditore,  improvvisamente sparì nel nulla a distanza di pochi giorni, povero di averi e di sentimenti fece ritorno nel caldo sole della sua regione, fosse l’ultimo dei suoi desideri

Mario stesso non sapeva quale fosse il nome dello sventurato marito che tanto amava la sua dolce metà e tanto meno conosceva il nome della donna che aveva lasciato un vuoto tanto grande da far rinunciare a gioire dei beni materiali il marito che in questo modo pensava di onorarne al meglio un soave ricordo… Un tesoro sepolto insieme al corpo di una Donna in quel preciso paese e Mario a sua volta lo seppe di “seconda mano”… o “terza?”… l’eco dei tam tam in città non finisce mai… si mescola al fango delle chiacchiere…

Quindi difficile risalire ad un preciso periodo in cui individuare la sepoltura di una giovane donna deceduta di malattia del secolo e il marito dopo quel tempo tornò da dove veniva,… per non ricordare… come infatti fece per rendere più lieve il dolore che gli ricordavano momenti di vita vissuti al parco o al cinematografo o quella piazza dove l’amata applaudiva l’arrivo della banda musicale sulle note del l’Inno Nazionale   Erano giorni di festa erano giorni d’Amore

È una storia come tante, ma incuriosisce sapere di più e ognuno fa le proprie domande… principalmente ci si chiede chi possa essere la defunta e ovviamente dove sia stata sepolta… insieme al tesoro     Subito il Mauro supportato dal Gianni suo compagno di lavoro adduce che sono sicuramente da cercare tra le tombe più belle,… Luigi non disse nulla, ascoltò

Quella tomba con l’Angelo con le ali a riposo che guarda dimesso al Cielo potrebbe anche essere quella ‘giusta’     Aggiunse il Gianni che anche quella grande in fondo al Camposanto, quella tutta di marmo nero con venature di mare potrebbe esserla…   Invece Giorgio smentisce la versione dei due amici, sicuramente dice il commercialista, il marito della donna non voleva si creasse l’interesse per eventuali “trafugatori”, oggi nei cimiteri si portano via pochi kilogrammi di rame, figurarsi se non si ruberebbe un tesoro nascosto,… No! secondo Giorgio la tomba che ospita la Donna e il suo mistero, è sepolta in un umile loculo

Magarii in quelle celle sospese che ricordano moderni alberghi Giapponesi o i più moderni alloggi anche Italiani che sono vicino agli aereo porti che ospitano persone per una rinfrescata veloce e un riposino leggero    Per Giorgio e pure per Amilcare il tesoro è sepolto nei “colombari”  per confondere, per non dare nell’occhio come si suol dire…

Gli antichi Faraoni Egizi erigevano enormi piramidi per commemorare la loro dipartita ma si dice anche che la camera mortuaria che costudiva corpi e tesori , fosse ubicata al centro e per il loro accesso era difficile superare le insidie anti-trafugatori progettate dai loro architetti… che si dice anche venissero sepolti insieme al segreto che costudivano…  Le discussioni si infittirono, chi diceva questo e chi asseriva quest’altro, certo un tesoro nascosto che per il suo valore stimato dalle supposizioni, poteva cambiare la vita di molti quindi non solo incuriosiva, allettava e stuzzicava l’interesse di tante persone… e il mistero si infittisce così come le chiacchiere al riguardo che miseramente si spengono con il passare del tempo…

E passarono gli anni e tutti preferirono pensare e credere che fosse una bella fiaba la storia triste di un Amore tanto grande finito in tragedia e con il tempo nemmeno ne parlava più la metà del paese…   Sino al giorno che…        Il Giorgio commercialista, Il Mario  macellaio, Amilcare il fornaio e Aldo il parrucchiere, una sera si ritrovarono assieme in un ristorante, per commemorare la loro amicizia   Amicizia che fu estesa anche per simpatia acquisita a Mauro e Gianni… i due metalmeccanici, così che anche loro fossero presenti all’allegro convitto   Da quella sera di molti anni prima che si narrò di quel tesoro nascosto, nessuno parlò più di quella triste ma anche intrigante dolorosa vicenda… e

Gioco forza chissà mai chi iniziò a riparlare in questa rimpatriata tra amici di quella storia… Fu che dopo molti anni si stava ancora riparlando di quella vicenda un po’ fiabesca… e ricominciarono gli interrogativi… C’erano tutti quella sera a cena… mancava solo il Luigi… al che uno chiese cosa ne fosse stato di Lui… qualcuno rispose non so’… Solo Gianni disse di avere ricevuto una cartolina qualche tempo addietro, proveniva dalla Florida che lo ritraeva nella piscina di casa sua in compagnia di una bionda mozzafiato… Luigi al tempo del fatto era il becchino…  Chi muore tace e chi rimane si dà pace… Tesoro ritrovato, storia finita…

 

 

 

 

Riflessioni su pensieri e parole

 Riflessioni su pensieri e parole

Quando vien sera ho sempre voglia di parlare d’Amore o comunque qualunque pensiero mi ricolleghi al bene    Sarà che quasi per tutto il giorno parlo di cacca, di cose che servono per vivere ma di cui non me ne frega niente,… almeno per quella parte dove devo procacciarmi lo schifoso denaro…  per vivere

Mi vengono in mente gli uccelli che non chiedono nulla e vivono lo stesso… e i pesci non son da meno, così come il resto del regno animale, che se non fossero tristi vittime del nostro “amore”, vivrebbero del loro ciclo naturale che a beneficio di altri, soccombono solo se deboli

La Pietà ha molti aspetti per esprimersi, dipende sempre dal modo in cui viene Donata o applicata… perché donare è Amare, “applicare” è imporre… Gli uccelli e i pesci Amano le persone applicano

Stamane ero dal meccanico che sta’ preparando una bellissima moto revival    Chiedo quasi seccato all’ Osvaldo che è il proprietario il perché la Honda non è stata modificata più della settimana precedente,…. alche’ timidamente mi si rivolge come chiedesse indulgenza   Sembrava parlassero i suoi occhi nel tanto che mi diceva che era mancato da tre giorni in officina, causa incidente subito dalla sua amata consorte la Grazia    Scusarsi  fu riduttivo, l’imbarazzo sovrano aleggiava invisibile ad insinuarsi in ogni dove del corpo e della mente,… ma non c’è altro da fare bisogna scusarsi dal profondo del cuore… diciamo che è stata la prima gaffe del giorno… immaginiamoci le altre

Mi congedo rumoreggiando perdono e nel mentre, l’ultimo a salutarmi è il Nello, quel simpatico ‘ciula milanese’ misto con altro ‘ciula brianzolo’, alla fine un bel misto di simpatie   Il Nello… Guardandomi dal basso all’alto quasi in segno di sfida anche quando ti deve dire se fumi una sigaretta con lui

Il Nello non ti può salutare con un semplice ciao,… Lui ti deve sfidare verbalmente in un ricordo che avvalori la sua immagine di piccolo uomo di statura ma grande d’ingegno   Se attacca per primo Lui lo lascio parlare, così che sulla soglia dell’uscio mi vuole salutare con un aneddoto, e sinceramente devo dire che difficilmente uno è uguale ad un altro già raccontato

Il nello è un uomo di mondo e una la sa’ e forse una la inventa, sicche’ mi dice…                     Mi su veduf     Mi su contrari al matrimoni”     Mi me so spusa’ a vintenovani ma se turnaria endrhe, me saria spusa’ a disnovani … ma minga huna volta, tri volte…             Di rimando pensai, l’Amava  molto, ma subito il Nello soggiunse…

Varda Nibel, putost de dosir far el disna’ e ol lecc tuci i di’…  Aaa!, ma mi su cuntrari  al matrimoni ma se turnaria  indri’, tal disi mi che ma sa spusaria subit                        Vabbè… ti saluto Nellooo

Vibra e squilla il telefono, sono in auto,… non si fa ma lo faccio e rispondo.                      Che dieci anni ora sono usavo il Bluetooth dell’auto e prima ancora l’Inter fono sulle mie Mercedes che possedevano tra gli optional il prestigioso telefonino con filo nero attorcigliato che era collegato al pensiero fosse come quello di casa…

Ora non uso nulla, rispondo al telefono anche se sono alla guida anche se per difesa aggiungo che spesso mi fermo fuori da un bar o a un tranquillo parcheggio e concentro di telefonare e ricevere nello spazio di una buona mezz’ora   Perché non uso un comodo e moderno modo di comunicare in sicurezza per gli altri prima che per me, non mi sono rimbambito, non ancora, non del tutto… allora perché…

Si sì insinua prepotentemente una risposta che non vorrei, ma non lascia dubbi sulla probabilità più prossima al fatto che sia quella giusta, la migliore…                               Avevo trenta anni di meno quando viaggiavo in Mercedes e avevo il telefonino con filo nero attorcigliato sull’auto,… un periodo d’oro…

Negli anni a seguire si è trattato di interloquire con altre persone fissando una radio su di una jeep che era pronta per affrontare deserti e alte montagne, ma semplicemente mi accompagnava a Bergamo o a Milano e a volte a Brescia, su un tappeto d’asfalto liscio e levigato     Un po’ della mia vita che ho passato a riparare gli errori del periodo d’oro

Non credo che a nessuno piaccia rivangare momenti che preferirebbe non fossero mai accaduti… ecco che ho rimosso ogni cosa che mi ricollegasse a quei ricordi come i sistemi più all’avanguardia nella comunicazione senza fili, non mi va di ricordare che avevo soldi per una Mercedes con telefonino che mi  serviva per rovinarmi ogni giornata e mi metteva ancora più ansia la sera…

Fosse per me scriverei ancora lettere,… fosse per me parlerei ancora di più di quanto già faccio con la gente… fosse per me non useremmo più telefonini…